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	Commenti a: SPECCHI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Ariemma		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ariemma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 08:07:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intereressante anche l&#039;argomento dello specchio. Quest&#039;ultimo ha tutta una storia. Di grandezze, di case. Lo specchio da oggetto per vedersi è divenuto il primo strumento dell&#039;esaminarsi. La diffusione della chirurgia estetica necessita proprio di questa trasformazione, come tento di dimostrare in un mio libro sul tema.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intereressante anche l&#8217;argomento dello specchio. Quest&#8217;ultimo ha tutta una storia. Di grandezze, di case. Lo specchio da oggetto per vedersi è divenuto il primo strumento dell&#8217;esaminarsi. La diffusione della chirurgia estetica necessita proprio di questa trasformazione, come tento di dimostrare in un mio libro sul tema.</p>
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		Di: diegob		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diegob]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 09:42:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[interessante, anch&#039;io ho letto il libro e debbo dire che è una lettura a tratti angosciante, per il tema, ma di notevole interesse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>interessante, anch&#8217;io ho letto il libro e debbo dire che è una lettura a tratti angosciante, per il tema, ma di notevole interesse</p>
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		Di: diana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[diana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 18:26:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@tulku00 - un forte abbraccio, da diana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@tulku00 &#8211; un forte abbraccio, da diana</p>
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		Di: tulku00		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tulku00]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 14:27:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Lei ha ucciso suo fratello&quot;. Con queste parole il grande analista Zoja ha creato in me, sua ex paziente, un trauma indelebile. Che si è andato ad aggiungere agli altri. Perché non l&#039;ho ucciso. Perché Zoja non si è sognato di spiegare come mai mi ha vista nei panni di Caino. Gli stupri e gli omicidi hanno infinite facce: anche le parole uccidono. E la capacità di narrarsi e di narrare dipende molto dall&#039;interlocutore. I traumi che portiamo con noi possono essere sciolti. Ma non è detto che gli analisti siano d&#039;aiuto. E saper scrivere libri, non significa saperci fare con i pazienti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lei ha ucciso suo fratello&#8221;. Con queste parole il grande analista Zoja ha creato in me, sua ex paziente, un trauma indelebile. Che si è andato ad aggiungere agli altri. Perché non l&#8217;ho ucciso. Perché Zoja non si è sognato di spiegare come mai mi ha vista nei panni di Caino. Gli stupri e gli omicidi hanno infinite facce: anche le parole uccidono. E la capacità di narrarsi e di narrare dipende molto dall&#8217;interlocutore. I traumi che portiamo con noi possono essere sciolti. Ma non è detto che gli analisti siano d&#8217;aiuto. E saper scrivere libri, non significa saperci fare con i pazienti.</p>
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		<title>
		Di: Simona L.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/specchi/comment-page-1/#comment-111100</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simona L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 10:16:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#039;è un lbro abbastanza recente in cui si parla più degli stupratori che delle vittime: Joanna Bourke, Stupro. Storia della violenza sessuale dal 1860 ad oggi, Roma-Bari, Laterza, 2009, VI-600 pp.
Nel sito de &quot;L&#039;Unità&quot; c&#039;è un&#039;intervista all&#039;autrice:
«Berlusconi danneggia l’onore degli uomini»
http://www.unita.it/index.php?section=news&#038;idNotizia=87731
Sui meccanismi di occultamento individuali e collettivi invece segnalo il testo di Patrizia Romito:
Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori
http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=623.36]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un lbro abbastanza recente in cui si parla più degli stupratori che delle vittime: Joanna Bourke, Stupro. Storia della violenza sessuale dal 1860 ad oggi, Roma-Bari, Laterza, 2009, VI-600 pp.<br />
Nel sito de &#8220;L&#8217;Unità&#8221; c&#8217;è un&#8217;intervista all&#8217;autrice:<br />
«Berlusconi danneggia l’onore degli uomini»<br />
<a href="http://www.unita.it/index.php?section=news&#038;idNotizia=87731" rel="nofollow ugc">http://www.unita.it/index.php?section=news&#038;idNotizia=87731</a><br />
Sui meccanismi di occultamento individuali e collettivi invece segnalo il testo di Patrizia Romito:<br />
Un silenzio assordante. La violenza occultata su donne e minori<br />
<a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=623.36" rel="nofollow ugc">http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=623.36</a></p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/specchi/comment-page-1/#comment-111099</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 10:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No ma io lo so che tu sei per una riflessione globale della cosa - si vede in altri post, e riconosco anche i grandi meriti sul lavoro di Zoja (è un uomo che critica il genere maschile, il che per il dibattito pubblico non guasta - anzi) diciamo che mi piacerebbe che nel contesto psicologico si cominciasse a lavorare a questa prospettiva globale - invece siamo piuttosto indietro. Del maschile si parla pochissimo, ma del femminile qualche volta si parla in maniera parziale e ideologicamente distorta. Ma poi ci rifletto meglio ci scrivo su e ti dico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No ma io lo so che tu sei per una riflessione globale della cosa &#8211; si vede in altri post, e riconosco anche i grandi meriti sul lavoro di Zoja (è un uomo che critica il genere maschile, il che per il dibattito pubblico non guasta &#8211; anzi) diciamo che mi piacerebbe che nel contesto psicologico si cominciasse a lavorare a questa prospettiva globale &#8211; invece siamo piuttosto indietro. Del maschile si parla pochissimo, ma del femminile qualche volta si parla in maniera parziale e ideologicamente distorta. Ma poi ci rifletto meglio ci scrivo su e ti dico.</p>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/specchi/comment-page-1/#comment-111098</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 07:28:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Zaub, il saggio di Zoja, come molti altri, si occupa del maschile proprio perchè è un ambito poco indagato. Naturalmente - ma supponevo si capisse - non è volto in alcun modo ad una separazione di responsabilità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Zaub, il saggio di Zoja, come molti altri, si occupa del maschile proprio perchè è un ambito poco indagato. Naturalmente &#8211; ma supponevo si capisse &#8211; non è volto in alcun modo ad una separazione di responsabilità.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/specchi/comment-page-1/#comment-111097</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 06:42:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Molto bello - temo però che non ne usciremo se no si indaga anche la partecipazione femminile alla ciclica riproposizione del mito - il ruolo delle madri per esempio, quando questi stupri di branco sono perpetrati da quindicenni. Cosa c&#039;è prima dello stupro?
Il focalizzare il discorso solo sul maschile, partendo dalla legittima osservazione che le donne non stuprano, trasforma il discorso sempre in qualcosa di una parte contro l&#039;altra, invece che di una cultura e un modo di essere contro un altro. Invece tutti comportamenti e tutte le relazioni e tutte le violazioni delle relazioni sono sistemi complessi che coinvolgono tutte le parti in causa a vario titolo. Credo che valga anche per questo argomento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molto bello &#8211; temo però che non ne usciremo se no si indaga anche la partecipazione femminile alla ciclica riproposizione del mito &#8211; il ruolo delle madri per esempio, quando questi stupri di branco sono perpetrati da quindicenni. Cosa c&#8217;è prima dello stupro?<br />
Il focalizzare il discorso solo sul maschile, partendo dalla legittima osservazione che le donne non stuprano, trasforma il discorso sempre in qualcosa di una parte contro l&#8217;altra, invece che di una cultura e un modo di essere contro un altro. Invece tutti comportamenti e tutte le relazioni e tutte le violazioni delle relazioni sono sistemi complessi che coinvolgono tutte le parti in causa a vario titolo. Credo che valga anche per questo argomento.</p>
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		<title>
		Di: roberta b.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/specchi/comment-page-1/#comment-111096</link>

		<dc:creator><![CDATA[roberta b.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 20:33:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;osservazione di Zoja è profonda. Mi fa venire in mente il mito greco di Filomela. Violentata da Tereo, il marito della sorella Progne, viene da quest&#039;ultimo mutilata della lingua e nascosta in un castello  perché non possa rivelare a nessuno la violenza subita. Ma Filomela trova ugualmente il modo di comunicare quanto le è accaduto, facendo  pervenire a Progne una tela su cui ha ricamato il terribile episodio. La vendetta sarà tremenda e smisurata colpendo anche Iti, il figlioletto di Progne e Tereo. Verrà ucciso e le sue carni saranno imbandite al padre.
Lo stupro si è sempre foscamente ammantato di silenzio e omertà, e stranamente vittime e aguzzini hanno spesso concordato sull&#039;opportunità di tacere. Forse perché lo stupro implica una sorta di sinistra spaventosa caricatura dell&#039;intimità. Perché fin dai tempi delle guerre tribali è stato usato allo scopo di macchiare e corrompere il &quot;sangue&quot; (quello che oggi chiameremmo patrimonio genetico) di una tribù. L&#039;immagine di Filomela privata della lingua è agghiacciante ma molto efficace ad esprimere la paralisi cui accenna Zoja.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;osservazione di Zoja è profonda. Mi fa venire in mente il mito greco di Filomela. Violentata da Tereo, il marito della sorella Progne, viene da quest&#8217;ultimo mutilata della lingua e nascosta in un castello  perché non possa rivelare a nessuno la violenza subita. Ma Filomela trova ugualmente il modo di comunicare quanto le è accaduto, facendo  pervenire a Progne una tela su cui ha ricamato il terribile episodio. La vendetta sarà tremenda e smisurata colpendo anche Iti, il figlioletto di Progne e Tereo. Verrà ucciso e le sue carni saranno imbandite al padre.<br />
Lo stupro si è sempre foscamente ammantato di silenzio e omertà, e stranamente vittime e aguzzini hanno spesso concordato sull&#8217;opportunità di tacere. Forse perché lo stupro implica una sorta di sinistra spaventosa caricatura dell&#8217;intimità. Perché fin dai tempi delle guerre tribali è stato usato allo scopo di macchiare e corrompere il &#8220;sangue&#8221; (quello che oggi chiameremmo patrimonio genetico) di una tribù. L&#8217;immagine di Filomela privata della lingua è agghiacciante ma molto efficace ad esprimere la paralisi cui accenna Zoja.</p>
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		<title>
		Di: Simona L.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/specchi/comment-page-1/#comment-111095</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simona L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 08:46:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di stupro mi viene in mente un appello (pubblicato sul sito &quot;Il Paese delle donne on line&quot;) che riferisce la vicenda di Faith Aiworo, una nigeriana ingiustamente condannata a morte per essersi difesa dallo stupro ed espulsa dall’Italia in luglio.
Mi sembra importante. Ecco i riferimenti:
Espulsa dall’Italia, ora in carcere in Nigeria
Tutelare il diritto alla vita della giovane donna nigeriana Faith Aiworo
http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article6951]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di stupro mi viene in mente un appello (pubblicato sul sito &#8220;Il Paese delle donne on line&#8221;) che riferisce la vicenda di Faith Aiworo, una nigeriana ingiustamente condannata a morte per essersi difesa dallo stupro ed espulsa dall’Italia in luglio.<br />
Mi sembra importante. Ecco i riferimenti:<br />
Espulsa dall’Italia, ora in carcere in Nigeria<br />
Tutelare il diritto alla vita della giovane donna nigeriana Faith Aiworo<br />
<a href="http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article6951" rel="nofollow ugc">http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article6951</a></p>
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