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	Commenti a: STEPHEN KING, KING OF POP	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1 traduce Stephen King &#171; Laramanni&#8217;s Weblog		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95818</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1 traduce Stephen King &#171; Laramanni&#8217;s Weblog]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 May 2010 07:22:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Articolo &#8220;Stephen King, king of pop&#8221;, uscito sul mensile XL: http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/20… [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Articolo &#8220;Stephen King, king of pop&#8221;, uscito sul mensile XL: <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/20…" rel="nofollow ugc">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/20…</a> [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95817</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2008 01:37:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo pienamente. Lo stesso Carr in un suo romanzo infilò il nome dell&#039;assassino subito all&#039;inizio, riuscendo lo stesso ad intortarti.
Volevo solo approfittare dell&#039;intervento di WuMing1 per postare questa mia osservazione. Spesso il giallo classico viene snobbato in quanto &quot;gioco letterario&quot; (non penso che questa sia la posizione del su-citato), per via di questo &quot;finale con soluzione&quot;, che appunto accomuna il genere del giallo classico ad un evento ludico (orrore per molti critici).
Penso che la difficoltà del giallo sia appunto nel riuscire a sperimentare con tutti i meccanismi possibili del genere senza però mancare di onorare la pazienza del lettore riguardo alla soluzione dell&#039;enigma.
Ed oltretutto il &quot;come&quot; rappresenta un vero e proprio guanto di sfida, perché riuscire nel gioco illusionista è compito assai arduo. Riuscire oggi a poter leggere un&#039;accurata e geniale camera chiusa tipo &quot;Le tre bare&quot; per me sarebbe un fatto miracoloso, anche se questo potrebbe apparire un risultato letterario démodé o addirittura reazionario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo pienamente. Lo stesso Carr in un suo romanzo infilò il nome dell&#8217;assassino subito all&#8217;inizio, riuscendo lo stesso ad intortarti.<br />
Volevo solo approfittare dell&#8217;intervento di WuMing1 per postare questa mia osservazione. Spesso il giallo classico viene snobbato in quanto &#8220;gioco letterario&#8221; (non penso che questa sia la posizione del su-citato), per via di questo &#8220;finale con soluzione&#8221;, che appunto accomuna il genere del giallo classico ad un evento ludico (orrore per molti critici).<br />
Penso che la difficoltà del giallo sia appunto nel riuscire a sperimentare con tutti i meccanismi possibili del genere senza però mancare di onorare la pazienza del lettore riguardo alla soluzione dell&#8217;enigma.<br />
Ed oltretutto il &#8220;come&#8221; rappresenta un vero e proprio guanto di sfida, perché riuscire nel gioco illusionista è compito assai arduo. Riuscire oggi a poter leggere un&#8217;accurata e geniale camera chiusa tipo &#8220;Le tre bare&#8221; per me sarebbe un fatto miracoloso, anche se questo potrebbe apparire un risultato letterario démodé o addirittura reazionario.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Luca Conti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95816</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 12:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ekerot, proprio i grandi maestri del cosiddetto &quot;giallo classico&quot; sono stati i primi a stufarsi del regolamentare &quot;finale con la soluzione&quot;, come scrivi tu, da Ellery Queen alla Christie (che in ben due libri - uno celeberrimo, l&#039;altro assai meno - usa lo stesso, identico colpo di genio e ti mette nel sacco entrambe le volte), a un autore dimenticato come C. Daly King (il cui &quot;Morirai a mezzogiorno&quot;, del 1935, inizia addirittura con il finale e poi procede a ritroso), a un&#039;altra geniale dimenticata come Patricia McGerr, nel cui &quot;Pick Your Victim&quot;, del 1946, si sa fin dalla prima pagina chi è l&#039;assassino, ma ignoriamo chi è la vittima.
E non solo loro. Anche nel campo dell&#039;hard boiled ci sono delle intuizioni geniali in cui l&#039;enigma c&#039;è, bello in vista sotto gli occhi del lettore, che quando se ne accorge è già stato fregato dall&#039;autore. Per citarne uno, &quot;L&#039;ultimo vero bacio&quot; di James Crumley, che nessuno penserebbe di infilare tra le &quot;invenzioni illusioniste&quot;. Eppure...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ekerot, proprio i grandi maestri del cosiddetto &#8220;giallo classico&#8221; sono stati i primi a stufarsi del regolamentare &#8220;finale con la soluzione&#8221;, come scrivi tu, da Ellery Queen alla Christie (che in ben due libri &#8211; uno celeberrimo, l&#8217;altro assai meno &#8211; usa lo stesso, identico colpo di genio e ti mette nel sacco entrambe le volte), a un autore dimenticato come C. Daly King (il cui &#8220;Morirai a mezzogiorno&#8221;, del 1935, inizia addirittura con il finale e poi procede a ritroso), a un&#8217;altra geniale dimenticata come Patricia McGerr, nel cui &#8220;Pick Your Victim&#8221;, del 1946, si sa fin dalla prima pagina chi è l&#8217;assassino, ma ignoriamo chi è la vittima.<br />
E non solo loro. Anche nel campo dell&#8217;hard boiled ci sono delle intuizioni geniali in cui l&#8217;enigma c&#8217;è, bello in vista sotto gli occhi del lettore, che quando se ne accorge è già stato fregato dall&#8217;autore. Per citarne uno, &#8220;L&#8217;ultimo vero bacio&#8221; di James Crumley, che nessuno penserebbe di infilare tra le &#8220;invenzioni illusioniste&#8221;. Eppure&#8230;</p>
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		<title>
		Di: mario pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95815</link>

		<dc:creator><![CDATA[mario pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 22:07:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; l&#039;unico autore di un &quot;manuale di scrittura&quot; che mi abbia fatto venir voglia di scrivere.
Il termine POP ha radici profonde e in King c&#039;è da scavare a lungo prima ti trovare un fondo che lo definisca o circoscriva; &quot;senza soluzione&quot; potrebbe essere una possibile definizione del re.
Un giorno un amico mi disse, Stephen King è sicuramente uno pseudonimo; Stephen-incoronato; King-re.
Io penso che come in altri fatti notevoli della letteratura non tutto quello che è dipenda da sue scelte o si possa considerare un suo obbiettivo, ma debba essere integrato nell&#039;aneddottica che lo accompagna dentro e fuori i suoi libri, sfuggendo, in questo continuo movimento dentro e fuori, ad un giudizio corrente.
Quando racconta dell&#039;incidente che subì anni fa e descrive il Pickup che lo investe, col fucile sulla rastrelliera, i due pitbull nel cassone e il vecchio zotico in tuta alla guida, dice che non poteva che essere un personaggio della sua immaginazione a centrarlo e quasi ammazzarlo.
Qui mi fermo, ma dire troppo di lui non credo sia troppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; l&#8217;unico autore di un &#8220;manuale di scrittura&#8221; che mi abbia fatto venir voglia di scrivere.<br />
Il termine POP ha radici profonde e in King c&#8217;è da scavare a lungo prima ti trovare un fondo che lo definisca o circoscriva; &#8220;senza soluzione&#8221; potrebbe essere una possibile definizione del re.<br />
Un giorno un amico mi disse, Stephen King è sicuramente uno pseudonimo; Stephen-incoronato; King-re.<br />
Io penso che come in altri fatti notevoli della letteratura non tutto quello che è dipenda da sue scelte o si possa considerare un suo obbiettivo, ma debba essere integrato nell&#8217;aneddottica che lo accompagna dentro e fuori i suoi libri, sfuggendo, in questo continuo movimento dentro e fuori, ad un giudizio corrente.<br />
Quando racconta dell&#8217;incidente che subì anni fa e descrive il Pickup che lo investe, col fucile sulla rastrelliera, i due pitbull nel cassone e il vecchio zotico in tuta alla guida, dice che non poteva che essere un personaggio della sua immaginazione a centrarlo e quasi ammazzarlo.<br />
Qui mi fermo, ma dire troppo di lui non credo sia troppo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95814</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 19:32:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ekerot, hai letto &quot;Colorado Kid&quot;? Penso di no, perché in quel libro King fa qualcosa di diverso dal semplice &quot;evitare il finale&quot;. Il romanzo è qualcosa di più e di diverso da un mero giallo senza soluzione. Quella è una definizione semplicistica e stringata che ho dovuto usare nel pezzo per XL, tra parentesi, in un contesto dove era necessario essere asciutti. C&#039;è uno &quot;squarcio&quot; (più di uno, in realtà) che rende quel libro oltremodo perturbante, se lo si legge con attenzione. La mia recensione su Nandropausa n.9 qualcosa dice. Pure troppo, forse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ekerot, hai letto &#8220;Colorado Kid&#8221;? Penso di no, perché in quel libro King fa qualcosa di diverso dal semplice &#8220;evitare il finale&#8221;. Il romanzo è qualcosa di più e di diverso da un mero giallo senza soluzione. Quella è una definizione semplicistica e stringata che ho dovuto usare nel pezzo per XL, tra parentesi, in un contesto dove era necessario essere asciutti. C&#8217;è uno &#8220;squarcio&#8221; (più di uno, in realtà) che rende quel libro oltremodo perturbante, se lo si legge con attenzione. La mia recensione su Nandropausa n.9 qualcosa dice. Pure troppo, forse.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95813</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 17:50:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho nulla da eccepire sul saggio, in quanto ho iniziato a leggere King adesso, proprio prendendo spunto dai consigli della Lipperini (e per ora i risultati sono aldisopra delle mie aspettative).
Vorrei però fare un cenno ad una frase che ho letto qui e ho trovato spesso citata altrove e mi piacerebbe commentare: &quot;Il giallo senza soluzione&quot; come esempio di narrativa sperimentale.
Ora, premetto che io adoro il giallo. Il giallo classico, per eccellenza, e sopra tutti un autore spesso dimenticato quale John Dickson Carr. Secondo me, la rivoluzione del giallo è proprio riuscire a trovare una soluzione che sia davvero sorprendente. Lì c&#039;è la difficoltà del genere. Certo, ho letto &quot;La promessa&quot;di Durrenmatt ed è un capolavoro, ma proprio perché prende di petto il genere. Adottare i canoni della detective story per poi fare &quot;il colpo di genio&quot; di evitare il finale, lasciando lo spettatore con un palmo di naso, beh per me è molto molto più semplice. E, nei tempi odierni, anche meno originale.
La grande sfida del giallo, oggi, è riuscire a coniugare talento letterario e profondità dei personaggi (come fece Maigret) alle spettacolari invenzioni illusioniste dei classici. Ma, il must, è deve restare il finale, con la soluzione...
(ovviamente secondo me).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho nulla da eccepire sul saggio, in quanto ho iniziato a leggere King adesso, proprio prendendo spunto dai consigli della Lipperini (e per ora i risultati sono aldisopra delle mie aspettative).<br />
Vorrei però fare un cenno ad una frase che ho letto qui e ho trovato spesso citata altrove e mi piacerebbe commentare: &#8220;Il giallo senza soluzione&#8221; come esempio di narrativa sperimentale.<br />
Ora, premetto che io adoro il giallo. Il giallo classico, per eccellenza, e sopra tutti un autore spesso dimenticato quale John Dickson Carr. Secondo me, la rivoluzione del giallo è proprio riuscire a trovare una soluzione che sia davvero sorprendente. Lì c&#8217;è la difficoltà del genere. Certo, ho letto &#8220;La promessa&#8221;di Durrenmatt ed è un capolavoro, ma proprio perché prende di petto il genere. Adottare i canoni della detective story per poi fare &#8220;il colpo di genio&#8221; di evitare il finale, lasciando lo spettatore con un palmo di naso, beh per me è molto molto più semplice. E, nei tempi odierni, anche meno originale.<br />
La grande sfida del giallo, oggi, è riuscire a coniugare talento letterario e profondità dei personaggi (come fece Maigret) alle spettacolari invenzioni illusioniste dei classici. Ma, il must, è deve restare il finale, con la soluzione&#8230;<br />
(ovviamente secondo me).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sherlock		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95812</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sherlock]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 11:29:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Giannozzo...giannozzo! Questo nome mi ricorda qualcosa. Comincio le indagini. Angelini non si stanca mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giannozzo&#8230;giannozzo! Questo nome mi ricorda qualcosa. Comincio le indagini. Angelini non si stanca mai.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: giannozzo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95811</link>

		<dc:creator><![CDATA[giannozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 11:23:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Veramente la frase &quot;Tutti gli autori citati hanno scritto opere perfettamente identificabili. Se poi qualcuno si fa le seghe americanizzandole in UNO (unidentified narrative objects), buon pro gli faccia. In fondo, chi se ne frega?&quot; avrebbe una sua legittimità, come tutti i punti di vista dissonanti da quello mainstream, ma tant&#039;è. Che ognuno tiri acqua al suo mulino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Veramente la frase &#8220;Tutti gli autori citati hanno scritto opere perfettamente identificabili. Se poi qualcuno si fa le seghe americanizzandole in UNO (unidentified narrative objects), buon pro gli faccia. In fondo, chi se ne frega?&#8221; avrebbe una sua legittimità, come tutti i punti di vista dissonanti da quello mainstream, ma tant&#8217;è. Che ognuno tiri acqua al suo mulino.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Plessus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95810</link>

		<dc:creator><![CDATA[Plessus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 10:12:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Anna Luisa, ecco la fonte: http://www.dispenser.rai.it/printBook.php?id=128
Per quanto riguarda la rana, dall&#039;esterno e da perfetto sconosciuto - anche se mi firmassi con il mio nome e cognome tale rimarrei -, è più forte di me, trovo alquanto divertente leggere questi siparietti che si aprono e chiudono per mano di personalità multiple che nascondono un unico (forse due… ) falso bue. Anche se tutto sommato ne farei a meno.
Ora, nessuno avrà chiesto il mio parere, ma a me sembra che la rana-bue trovi viva soddisfazione a leggere i risultati delle sue provocazioni, inserite a bella posta come gratuite azioni di disturbo ai danni di alcuni commentatori e della gentile titolare del blog, che forse ha anche altro da fare piuttosto che controllare tutti i momenti chi scrive e ciò che si scrive.
Direi: se c’è qualche rompicoglioni in giro, o si cancella o lo si ignora, a lungo, fino a che l’indifferenza generale non gli smonta il suo ego stranito e lo invita implicitamente a cambiare location. Combatterli è così stressante…
Ora che mi viene in mente, ce n’era un altro simile, in giro, che interveniva per dire la sua qui e su altri blog “non distanti” su libri che non aveva mai letto. Ma che fine ha fatto? Come si chiamava?
:-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Anna Luisa, ecco la fonte: <a href="http://www.dispenser.rai.it/printBook.php?id=128" rel="nofollow ugc">http://www.dispenser.rai.it/printBook.php?id=128</a><br />
Per quanto riguarda la rana, dall&#8217;esterno e da perfetto sconosciuto &#8211; anche se mi firmassi con il mio nome e cognome tale rimarrei -, è più forte di me, trovo alquanto divertente leggere questi siparietti che si aprono e chiudono per mano di personalità multiple che nascondono un unico (forse due… ) falso bue. Anche se tutto sommato ne farei a meno.<br />
Ora, nessuno avrà chiesto il mio parere, ma a me sembra che la rana-bue trovi viva soddisfazione a leggere i risultati delle sue provocazioni, inserite a bella posta come gratuite azioni di disturbo ai danni di alcuni commentatori e della gentile titolare del blog, che forse ha anche altro da fare piuttosto che controllare tutti i momenti chi scrive e ciò che si scrive.<br />
Direi: se c’è qualche rompicoglioni in giro, o si cancella o lo si ignora, a lungo, fino a che l’indifferenza generale non gli smonta il suo ego stranito e lo invita implicitamente a cambiare location. Combatterli è così stressante…<br />
Ora che mi viene in mente, ce n’era un altro simile, in giro, che interveniva per dire la sua qui e su altri blog “non distanti” su libri che non aveva mai letto. Ma che fine ha fatto? Come si chiamava?<br />
🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/stephen-king-king-of-pop/comment-page-1/#comment-95809</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2008 08:02:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2008/05/14/stephen-king-king-of-pop/#comment-95809</guid>

					<description><![CDATA[@ Plessus: se la notizia che riporti è vera... beh che dire... io lo trovo un rito di iniziazione splendido, quasi da giovani &quot;cripti&quot; spartani (tanto per rimanere in tema con 300!). Immagino però che le aiuole di casa King siano in pessime condizioni.
@ tutto il commentarium: mi state dicendo che ieri ho sprecato 20 minuti del mio tempo prezioso per conversare con la famosa &quot;rana che si gonfia per assomigliare a un bue&quot; senza accorgermi di nulla? Potevate dirmelo eh...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Plessus: se la notizia che riporti è vera&#8230; beh che dire&#8230; io lo trovo un rito di iniziazione splendido, quasi da giovani &#8220;cripti&#8221; spartani (tanto per rimanere in tema con 300!). Immagino però che le aiuole di casa King siano in pessime condizioni.<br />
@ tutto il commentarium: mi state dicendo che ieri ho sprecato 20 minuti del mio tempo prezioso per conversare con la famosa &#8220;rana che si gonfia per assomigliare a un bue&#8221; senza accorgermi di nulla? Potevate dirmelo eh&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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