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	Commenti a: STORIA DI PAOLA (MEDICO NON OBIETTORE)	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Clarimonda		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125733</link>

		<dc:creator><![CDATA[Clarimonda]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 14:38:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Il medico vuole curare, magari non ci riesce sempre, ma ha quella idea quando decide di diventarlo.&quot;
Un medico che pratica un&#039;IVG cura! Cura una donna da uno sconvolgimento del proprio corpo che ella non è in grado di affrontare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il medico vuole curare, magari non ci riesce sempre, ma ha quella idea quando decide di diventarlo.&#8221;<br />
Un medico che pratica un&#8217;IVG cura! Cura una donna da uno sconvolgimento del proprio corpo che ella non è in grado di affrontare.</p>
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		Di: Monica		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125732</link>

		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:53:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;obiezione di coscienza ha un fattore intrinseco di ipocrisia che raramente riesce a celarsi .. Il medico obiettore avrebbe tutto il mio rispetto se, coerente con le proprie convinzioni, decidesse di lavorare esclusivamente per quelle strutture sanitarie private e religiose in linea con i dettami antiabortisti. La mia migliore amica ha avuto la sfortuna di portare in grembo un bimba affetta da trisonomia 18 (incompatibile con la vita) e si è rivolta ad una struttura pubblica per l&#039;aborto terapeutico. Le hanno chiuso la porta in faccia decine di medici obiettori.. anche in questo caso, dove stà la logica dell&#039;obiezione? Quella sfortunata bimba non avrebbe mai potuto vivere comunque, perchè, allora abbandonare la madre? Con quale criterio i medici obiettori scelgono di salvaguardare il feto, anche quello già segnato dal destino di un errore genetico e non la madre? La risposta io temo di saperla.. e non mi piace per nulla. E&#039; un pò come se uno di noi volesse lavorare per l&#039;Esercito ma contestualmente non volesse avere a che fare con le armi, richiamandosi l&#039;obiezione di coscienza. Nell&#039;esercito, con simili pretese, non ti fanno entrare. Negli ospedali pubblici invece si, Lo trovo ipocrita e sbagliato. Detto questo, Paolo E. fa una proposta che mi piacerebbe vedere in parlamento, sarei felice di sostenerla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiezione di coscienza ha un fattore intrinseco di ipocrisia che raramente riesce a celarsi .. Il medico obiettore avrebbe tutto il mio rispetto se, coerente con le proprie convinzioni, decidesse di lavorare esclusivamente per quelle strutture sanitarie private e religiose in linea con i dettami antiabortisti. La mia migliore amica ha avuto la sfortuna di portare in grembo un bimba affetta da trisonomia 18 (incompatibile con la vita) e si è rivolta ad una struttura pubblica per l&#8217;aborto terapeutico. Le hanno chiuso la porta in faccia decine di medici obiettori.. anche in questo caso, dove stà la logica dell&#8217;obiezione? Quella sfortunata bimba non avrebbe mai potuto vivere comunque, perchè, allora abbandonare la madre? Con quale criterio i medici obiettori scelgono di salvaguardare il feto, anche quello già segnato dal destino di un errore genetico e non la madre? La risposta io temo di saperla.. e non mi piace per nulla. E&#8217; un pò come se uno di noi volesse lavorare per l&#8217;Esercito ma contestualmente non volesse avere a che fare con le armi, richiamandosi l&#8217;obiezione di coscienza. Nell&#8217;esercito, con simili pretese, non ti fanno entrare. Negli ospedali pubblici invece si, Lo trovo ipocrita e sbagliato. Detto questo, Paolo E. fa una proposta che mi piacerebbe vedere in parlamento, sarei felice di sostenerla.</p>
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		<title>
		Di: Serbilla		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125731</link>

		<dc:creator><![CDATA[Serbilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:22:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@roro è che di questa nostra storia, di aborti clandestini conclusisi con la morte di una donna, storia non così lontana come sembra, si è perduta la memoria, per noncuranza, per apparente distanza o per volontà.
Basterebbe riflettere che se si da valore alla vita, allora nemmeno una donna deve morire in questo modo, poichè è una persona prima di tutto e, per evitare ciò, c&#039;è solo l&#039;aborto legale.
Chi vul fare un ripassino veloce di ciò che l&#039;aborto illegale può scatenare, può vedere un film, piuttosto duro, ispirato alla storia vera vissuta dal regista ai tempi dell&#039;università, ambientato in Romania durante la dittatura di Ceausescu. Si intitola &quot;4 mesi, 3 settimane e 2 giorni&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@roro è che di questa nostra storia, di aborti clandestini conclusisi con la morte di una donna, storia non così lontana come sembra, si è perduta la memoria, per noncuranza, per apparente distanza o per volontà.<br />
Basterebbe riflettere che se si da valore alla vita, allora nemmeno una donna deve morire in questo modo, poichè è una persona prima di tutto e, per evitare ciò, c&#8217;è solo l&#8217;aborto legale.<br />
Chi vul fare un ripassino veloce di ciò che l&#8217;aborto illegale può scatenare, può vedere un film, piuttosto duro, ispirato alla storia vera vissuta dal regista ai tempi dell&#8217;università, ambientato in Romania durante la dittatura di Ceausescu. Si intitola &#8220;4 mesi, 3 settimane e 2 giorni&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: roro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125730</link>

		<dc:creator><![CDATA[roro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Spero di non essere fuori tema..ma volevo condividere con Voi una storia (purtroppo vera e purtroppo non infrequente) che mi ha raccontato mia mamma quando mi ha spiegato perchè lei al referendum ha votato pro aborto.
Sono gli anni 70 e un&#039;amica rimane incinta.
Non importa troppo se la famiglia era molto religiosa.
Non importa se il padre voleva &quot;prendersi le sue responsabilità&quot;.
Non importa cosa l&#039;ha spinta a decidere di abortire.
Il fatto è che ha deciso di interrompere la gravidanza.
Si è quindi rivolta a un tale che praticava gli aborti in casa.
Quel tale che, al presentarsi di una complicazione, l&#039;ha abbandonata su un marciapiede...sul quale è morta.
Io credo che nessuno debba morire così..e quindi è un diritto di chi decide (per qualsiasi motivo) di abortire aver garantito un medico che lo pratichi perchè se si è deciso così, l&#039;aborto lo si farà comuque.
Gli obiettori (di oggi) non avranno anche la vita delle povere donne sulla coscienza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spero di non essere fuori tema..ma volevo condividere con Voi una storia (purtroppo vera e purtroppo non infrequente) che mi ha raccontato mia mamma quando mi ha spiegato perchè lei al referendum ha votato pro aborto.<br />
Sono gli anni 70 e un&#8217;amica rimane incinta.<br />
Non importa troppo se la famiglia era molto religiosa.<br />
Non importa se il padre voleva &#8220;prendersi le sue responsabilità&#8221;.<br />
Non importa cosa l&#8217;ha spinta a decidere di abortire.<br />
Il fatto è che ha deciso di interrompere la gravidanza.<br />
Si è quindi rivolta a un tale che praticava gli aborti in casa.<br />
Quel tale che, al presentarsi di una complicazione, l&#8217;ha abbandonata su un marciapiede&#8230;sul quale è morta.<br />
Io credo che nessuno debba morire così..e quindi è un diritto di chi decide (per qualsiasi motivo) di abortire aver garantito un medico che lo pratichi perchè se si è deciso così, l&#8217;aborto lo si farà comuque.<br />
Gli obiettori (di oggi) non avranno anche la vita delle povere donne sulla coscienza?</p>
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		Di: Laura atena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125729</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura atena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:28:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Zauberei la storia di Paola da più spunti di riflessione, ad esempio se fin qui avevamo sottolineato la solitudine a cui vengono lasciate molte donne che abortiscono, le parole  e lo stato d&#039;animo di Paola ci raccontano anche la solitudine del medico non obiettore e lo stress psicologico a cui si è sottoposti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Zauberei la storia di Paola da più spunti di riflessione, ad esempio se fin qui avevamo sottolineato la solitudine a cui vengono lasciate molte donne che abortiscono, le parole  e lo stato d&#8217;animo di Paola ci raccontano anche la solitudine del medico non obiettore e lo stress psicologico a cui si è sottoposti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125728</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 14:12:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scrivo qui un commento che è legato anche alla discussione precedente, ma sta meglio qui perché, grazie all’attenzione spostata sull’obiezione, le sue ragioni e i suoi abusi, oltre che su quanto non è facile scegliere di non farla, mi è possibile chiarire quale è stato finora, a mio avviso, il problema che ci ha impedito di progredire.
C’è un paradosso (e non so quanto in buona fede) nel dichiararsi pro-vita e nel difendere, contemporaneamente, percentuali di obiezione che, come è stato chiarito benissimo qui ed era già stato in parte detto, sono spesso, troppo spesso, legate a tutt’altro che a ragioni di coscienza (e la differenza di percentuali tra l’Italia e la Francia non fa altro che confermarlo). E il paradosso è che, come è abbastanza noto, il numero di aborti non diminuisce in ragione della maggiore o minore permissività della legge (o, se lo fa, ciò avviene proprio dove abortire è meno difficile, da un punto di vista legale). Quello che sicuramente diminuisce, quando la legge c’è e viene applicata, è il numero di donne che rischiano la vita e che subiscono umiliazioni e vengono ingiustamente e inaccettabilmente vessate e criminalizzate. Dopo essere state, nella maggior parte dei casi, lasciate sole di fronte alla difficoltà innegabile della loro scelta. Un caso citato spesso è quello delle due Gemanie prima dell’unificazione, dove si registrava una percentuale di aborti più o meno equivalente, a fronte di leggi molto diverse, permissiva a Est, molto restrittiva a Ovest. Con un particolare: le donne a Est facevano più figli.
Sono andata a farmi un altro po’ di ricerche, e ho scoperto  che il paese occidentale nel quale si registra il tasso più basso di aborti è l’Olanda, dove la legge è, se non erro, più permissiva della 194, e dove non mi risulta che, una volta scelto di abortire, farlo sia difficoltoso e doloroso come è diventato da noi. (Sarei curiosa di sentire cosa racconta chi in Olanda vive, chiaramente).
Difendere la legge e la sua applicazione non equivale dunque a difendere l’aborto, e fa male chi cerca di confondere i piani e spostare la discussione, come è successo,  su prese di posizione che in un paese laico e democratico che si rispetti sono e saranno sempre diverse. Perché se la questione è “come diminuire gli aborti”, allora per me è evidente che le donne saranno sempre in prima fila a volere trovare una soluzione. Certo, mi fa specie che chi è venuto su questo blog a difendere, dichiaratamente, la vita, ha poi spesso espresso perplessità sulla diffusione dell’educazione sessuale, perché in Olanda l’educazione sessuale è diffusa capillarmente a scuola a partire dall’ultimo anno delle elementari. Anche se nemmeno questo sembra essere l’unica ragione (anche se è giudicata fondamentale la diffusione di informazioni e soprattutto di una vera e propria cultura della pianificazione familiare), perché in altri paesi dove l’educazione sessuale è obbligatoria, come Danimarca e Svezia, le percentuali di aborti non sono basse come in Olanda. Quel che sembrerebbe esserci in più in Olanda è la possibilità di ricevere del counselling, una cultura dell’informazione che favorisce una scelta etica personale, all’interno del più grande rispetto per quella scelta, qualunque essa sia, che però viene, appunto, facilitata. Anche con una grande diffusione di corsi tenuti dai movimenti pro-vita, che sono capaci di offrire couselling a chi lo richiede, senza giudicare alcun tipo di scelta. Il segreto sembrerebbe essere la tolleranza reciproca e il rispetto dei cittadini e delle cittadine come soggetti. Quel che non ho trovato, ma penso abbia un ruolo altrettanto importante, è una correlazione con la posizione dell’Olanda nella classifica del gender gap.
E tanto per chiarire la posizione da cui scrivo, grazie a una seduta di counselling che mi ha aiutata a chiarirmi le idee  per prendere una decisione,  quando aspettavo la seconda figlia, a 36 anni, ho scelto di non fare l’amniocentesi, e non l’ho fatta nemmeno per la terza figlia, a 41 anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo qui un commento che è legato anche alla discussione precedente, ma sta meglio qui perché, grazie all’attenzione spostata sull’obiezione, le sue ragioni e i suoi abusi, oltre che su quanto non è facile scegliere di non farla, mi è possibile chiarire quale è stato finora, a mio avviso, il problema che ci ha impedito di progredire.<br />
C’è un paradosso (e non so quanto in buona fede) nel dichiararsi pro-vita e nel difendere, contemporaneamente, percentuali di obiezione che, come è stato chiarito benissimo qui ed era già stato in parte detto, sono spesso, troppo spesso, legate a tutt’altro che a ragioni di coscienza (e la differenza di percentuali tra l’Italia e la Francia non fa altro che confermarlo). E il paradosso è che, come è abbastanza noto, il numero di aborti non diminuisce in ragione della maggiore o minore permissività della legge (o, se lo fa, ciò avviene proprio dove abortire è meno difficile, da un punto di vista legale). Quello che sicuramente diminuisce, quando la legge c’è e viene applicata, è il numero di donne che rischiano la vita e che subiscono umiliazioni e vengono ingiustamente e inaccettabilmente vessate e criminalizzate. Dopo essere state, nella maggior parte dei casi, lasciate sole di fronte alla difficoltà innegabile della loro scelta. Un caso citato spesso è quello delle due Gemanie prima dell’unificazione, dove si registrava una percentuale di aborti più o meno equivalente, a fronte di leggi molto diverse, permissiva a Est, molto restrittiva a Ovest. Con un particolare: le donne a Est facevano più figli.<br />
Sono andata a farmi un altro po’ di ricerche, e ho scoperto  che il paese occidentale nel quale si registra il tasso più basso di aborti è l’Olanda, dove la legge è, se non erro, più permissiva della 194, e dove non mi risulta che, una volta scelto di abortire, farlo sia difficoltoso e doloroso come è diventato da noi. (Sarei curiosa di sentire cosa racconta chi in Olanda vive, chiaramente).<br />
Difendere la legge e la sua applicazione non equivale dunque a difendere l’aborto, e fa male chi cerca di confondere i piani e spostare la discussione, come è successo,  su prese di posizione che in un paese laico e democratico che si rispetti sono e saranno sempre diverse. Perché se la questione è “come diminuire gli aborti”, allora per me è evidente che le donne saranno sempre in prima fila a volere trovare una soluzione. Certo, mi fa specie che chi è venuto su questo blog a difendere, dichiaratamente, la vita, ha poi spesso espresso perplessità sulla diffusione dell’educazione sessuale, perché in Olanda l’educazione sessuale è diffusa capillarmente a scuola a partire dall’ultimo anno delle elementari. Anche se nemmeno questo sembra essere l’unica ragione (anche se è giudicata fondamentale la diffusione di informazioni e soprattutto di una vera e propria cultura della pianificazione familiare), perché in altri paesi dove l’educazione sessuale è obbligatoria, come Danimarca e Svezia, le percentuali di aborti non sono basse come in Olanda. Quel che sembrerebbe esserci in più in Olanda è la possibilità di ricevere del counselling, una cultura dell’informazione che favorisce una scelta etica personale, all’interno del più grande rispetto per quella scelta, qualunque essa sia, che però viene, appunto, facilitata. Anche con una grande diffusione di corsi tenuti dai movimenti pro-vita, che sono capaci di offrire couselling a chi lo richiede, senza giudicare alcun tipo di scelta. Il segreto sembrerebbe essere la tolleranza reciproca e il rispetto dei cittadini e delle cittadine come soggetti. Quel che non ho trovato, ma penso abbia un ruolo altrettanto importante, è una correlazione con la posizione dell’Olanda nella classifica del gender gap.<br />
E tanto per chiarire la posizione da cui scrivo, grazie a una seduta di counselling che mi ha aiutata a chiarirmi le idee  per prendere una decisione,  quando aspettavo la seconda figlia, a 36 anni, ho scelto di non fare l’amniocentesi, e non l’ho fatta nemmeno per la terza figlia, a 41 anni.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125727</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:58:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sembra molto utile, questa testimonianza - anche questa fa pensare a cose che si sottovalutano. La disinvoltura in merito a diagnosi con la contraddizione a seguire. E&#039; una cosa questa di cui tenere conto nel progetto a venire di cui stiamo parlando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sembra molto utile, questa testimonianza &#8211; anche questa fa pensare a cose che si sottovalutano. La disinvoltura in merito a diagnosi con la contraddizione a seguire. E&#8217; una cosa questa di cui tenere conto nel progetto a venire di cui stiamo parlando.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125726</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:31:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Paolo E.: cf. l&#039;art. 9 della 194/78.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paolo E.: cf. l&#8217;art. 9 della 194/78.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo E.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125725</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo E.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:23:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In caso di conclamate patologie del feto o di rischi per la sopravvivenza della madre, (con mio sommo rammarico) io prenderei seriamente in considerazione l&#039;idea di proibirla, l&#039;obiezione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In caso di conclamate patologie del feto o di rischi per la sopravvivenza della madre, (con mio sommo rammarico) io prenderei seriamente in considerazione l&#8217;idea di proibirla, l&#8217;obiezione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-paola-medico-non-obiettore/comment-page-1/#comment-125724</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:19:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La proposta di Valter è condivisibile, il problema mi pare sia che se il medico una volta assunto con quelle quote dovesse cambiare idea, non lo puoi obbligare a non obiettare (il che già mi fa immaginare accordi sottobanco del tipo &quot;io ti assumo ma tu obietti subito dopo, se no ti faccio un fondo così&quot;). Si può solo obbligare l&#039;ospedale ad assumere tanto personale quanto serva a mantenere la percentuale di non-obiettori in servizio, ma si può? Occorrerebbe appunto una deroga alla legge per cui la percentuale di non-obiettori va garantita almeno per consentire il turn-over.
Avrei una domanda sull&#039;obiettore &quot;che non si è mai opposto a una epidurale per esempio&quot;: questo sottintende che ci sono ginecologi obiettori che si oppongono alle epidurali per IVG, dico bene? Ecco su questa razza particolarmente andrei a vedere perché sono l&#039;indicatore più evidente del clima carcerario (come lo ha intelligentemente definito qualcuno nei commenti addietro) che si respira nei reparti di ostetricia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La proposta di Valter è condivisibile, il problema mi pare sia che se il medico una volta assunto con quelle quote dovesse cambiare idea, non lo puoi obbligare a non obiettare (il che già mi fa immaginare accordi sottobanco del tipo &#8220;io ti assumo ma tu obietti subito dopo, se no ti faccio un fondo così&#8221;). Si può solo obbligare l&#8217;ospedale ad assumere tanto personale quanto serva a mantenere la percentuale di non-obiettori in servizio, ma si può? Occorrerebbe appunto una deroga alla legge per cui la percentuale di non-obiettori va garantita almeno per consentire il turn-over.<br />
Avrei una domanda sull&#8217;obiettore &#8220;che non si è mai opposto a una epidurale per esempio&#8221;: questo sottintende che ci sono ginecologi obiettori che si oppongono alle epidurali per IVG, dico bene? Ecco su questa razza particolarmente andrei a vedere perché sono l&#8217;indicatore più evidente del clima carcerario (come lo ha intelligentemente definito qualcuno nei commenti addietro) che si respira nei reparti di ostetricia.</p>
]]></content:encoded>
		
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