<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: STORIA DI SILVANA	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Oct 2013 22:22:05 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Camilla		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125225</link>

		<dc:creator><![CDATA[Camilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2013 22:22:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125225</guid>

					<description><![CDATA[MA NON DICIAMO STUPIDAGGINI. Io sono disabile, ho la sclerosi multipla e ho solo 33 anni. Entro due anni sarò definitivamente immobile su una sedia a rotelle. I miei figli, ora piccoli, mi vedranno appassire, soffrire e morire. Se lo fossi stata fin dalla nascita e mia madre mi avesse messo al mondo sapendolo, l&#039;avrei odiata tutta la vita. Nessuno di voi si è messo dalla parte del disabile....non tutte le disabilità comprendono ANCHE il ritardo mentale e siiiii, la vita è bellissima.... Se non sei un cazzo di paralitico! Spero che l&#039;eutanasia diventi legale....guardatevi il film &#039;mare dentro&#039; e decidete se vi piacerebbe essere così! Fanculo a washington]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MA NON DICIAMO STUPIDAGGINI. Io sono disabile, ho la sclerosi multipla e ho solo 33 anni. Entro due anni sarò definitivamente immobile su una sedia a rotelle. I miei figli, ora piccoli, mi vedranno appassire, soffrire e morire. Se lo fossi stata fin dalla nascita e mia madre mi avesse messo al mondo sapendolo, l&#8217;avrei odiata tutta la vita. Nessuno di voi si è messo dalla parte del disabile&#8230;.non tutte le disabilità comprendono ANCHE il ritardo mentale e siiiii, la vita è bellissima&#8230;. Se non sei un cazzo di paralitico! Spero che l&#8217;eutanasia diventi legale&#8230;.guardatevi il film &#8216;mare dentro&#8217; e decidete se vi piacerebbe essere così! Fanculo a washington</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mammamsterdam		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125224</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mammamsterdam]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:39:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125224</guid>

					<description><![CDATA[Ma un direttore sanitario o medico curante non può, in nome della salute di un ricoverato, imporre un divieto a visite e interrogatori immediatamente dopo un intervento o se le condizioni di salute non lo consentano? E un interrogatorio non andrebbe condotto in presenza di un avvocato? A me sembra che medici ed ospedali dispongano di tali prerogative e non capisco, tra le altre cose, come sia stato possibile quello che è successo. Nessuno dice che in seguito a denuncia la polizia non debba interrogare le persone allo scopo di acquisire elementi utili all&#039; indagine, ma mi sembra che persino la convenzione di Ginevra preveda cose del genere, e che, stiamo in guerra? Evidentemente si.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma un direttore sanitario o medico curante non può, in nome della salute di un ricoverato, imporre un divieto a visite e interrogatori immediatamente dopo un intervento o se le condizioni di salute non lo consentano? E un interrogatorio non andrebbe condotto in presenza di un avvocato? A me sembra che medici ed ospedali dispongano di tali prerogative e non capisco, tra le altre cose, come sia stato possibile quello che è successo. Nessuno dice che in seguito a denuncia la polizia non debba interrogare le persone allo scopo di acquisire elementi utili all&#8217; indagine, ma mi sembra che persino la convenzione di Ginevra preveda cose del genere, e che, stiamo in guerra? Evidentemente si.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simona L.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125223</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simona L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:25:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125223</guid>

					<description><![CDATA[scusate, il messaggio precedente è il mio, mi sono scordata di firmarlo.
Simona L.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scusate, il messaggio precedente è il mio, mi sono scordata di firmarlo.<br />
Simona L.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125222</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:04:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125222</guid>

					<description><![CDATA[@Laura il motivo per cui ti ho risposto così è stato questa frase &quot;ma perchè? ma perchè BISOGNA per forza pensare di familiarizzare con la disabilità&quot;. Ma da quello che scrivi nella tua risposta mi rendo conto di averla estremizzata, me ne scuso.
Non ho particolare difficoltà a rispettare la tua posizione. Se una donna mi dice &quot;io non mi sento di affrontare una determinata situazione&quot;, per me già questo è un motivo sufficiente a legittimare le sue scelte. Ovviamente però non va giudicata neanche chi fa una scelta di segno opposto.
Per questo non sono d&#039;accordo quando affermi: &quot;è questione di mettere al mondo, letteralmente, un figlio con possibilità zero.&quot; Conosco persone con disabilità gravissima (che non camminano, non si alzano dal letto da sole, non si lavano, non si vestono, non mangiano autonomamente), che hanno studiato, che lavorano, alcune di esse si sono anche fatte una famiglia. Certo, crescere un figlio con disabilità è molto più impegnativo, e credo che lo possa affrontare solo chi se la sente. Chi non se la sente non è una persona peggiore, è solo una persona che vuole vivere in modo diverso.
Non credere però che chi sceglie di occuparsi di disabilità lo faccia sempre per spirito di sacrificio (alcuni lo faranno per questo, ma molti altri no). Io sono agnostica ed ho iniziato ad occuparmi di disabilità per caso. Rimasi molto colpita da alcune persone con disabilità, dalla dignità con la quale vivevano la loro condizione, dalla gradevolezza della loro compagnia. Niente che corrispondesse allo stereotipo col quale ero cresciuta. Non tutti la vivono così, e non ho particolare difficoltà a dire che ci sono persone con disabilità che hanno comportamenti sgradevoli. E&#039; un mondo molto vario.
Penso comunque che occuparsi di disabilità sia utile: tutti invecchiamo e ci sono buone probabilità che gli ultimi anni della nostra vita siano interessati da questa condizione (non lo dico io, lo dicono le statistiche), e imparare a non demonizzarla può essere d&#039;aiuto. Dico ciò senza negare o sminuire le difficoltà che la condizione comporta: le difficoltà ci sono, sono oggettive, e vanno affrontate. Magari chi si prepara ha più probabilità di affrontarle meglio :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Laura il motivo per cui ti ho risposto così è stato questa frase &#8220;ma perchè? ma perchè BISOGNA per forza pensare di familiarizzare con la disabilità&#8221;. Ma da quello che scrivi nella tua risposta mi rendo conto di averla estremizzata, me ne scuso.<br />
Non ho particolare difficoltà a rispettare la tua posizione. Se una donna mi dice &#8220;io non mi sento di affrontare una determinata situazione&#8221;, per me già questo è un motivo sufficiente a legittimare le sue scelte. Ovviamente però non va giudicata neanche chi fa una scelta di segno opposto.<br />
Per questo non sono d&#8217;accordo quando affermi: &#8220;è questione di mettere al mondo, letteralmente, un figlio con possibilità zero.&#8221; Conosco persone con disabilità gravissima (che non camminano, non si alzano dal letto da sole, non si lavano, non si vestono, non mangiano autonomamente), che hanno studiato, che lavorano, alcune di esse si sono anche fatte una famiglia. Certo, crescere un figlio con disabilità è molto più impegnativo, e credo che lo possa affrontare solo chi se la sente. Chi non se la sente non è una persona peggiore, è solo una persona che vuole vivere in modo diverso.<br />
Non credere però che chi sceglie di occuparsi di disabilità lo faccia sempre per spirito di sacrificio (alcuni lo faranno per questo, ma molti altri no). Io sono agnostica ed ho iniziato ad occuparmi di disabilità per caso. Rimasi molto colpita da alcune persone con disabilità, dalla dignità con la quale vivevano la loro condizione, dalla gradevolezza della loro compagnia. Niente che corrispondesse allo stereotipo col quale ero cresciuta. Non tutti la vivono così, e non ho particolare difficoltà a dire che ci sono persone con disabilità che hanno comportamenti sgradevoli. E&#8217; un mondo molto vario.<br />
Penso comunque che occuparsi di disabilità sia utile: tutti invecchiamo e ci sono buone probabilità che gli ultimi anni della nostra vita siano interessati da questa condizione (non lo dico io, lo dicono le statistiche), e imparare a non demonizzarla può essere d&#8217;aiuto. Dico ciò senza negare o sminuire le difficoltà che la condizione comporta: le difficoltà ci sono, sono oggettive, e vanno affrontate. Magari chi si prepara ha più probabilità di affrontarle meglio 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125221</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 23:37:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125221</guid>

					<description><![CDATA[sull&#039;aborto mi sono già espresso più volte, posso solo ribadire che chi decide di abortire un feto affetto da sindrome di down o altra grave disabilità merita rispetto, chi decide di farlo nascere merita altrettanto rispetto. La denuncia anonima, l&#039;interrogatorio che ha subito Silvana è una vergogna, non c&#039;è altro da aggiungere]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sull&#8217;aborto mi sono già espresso più volte, posso solo ribadire che chi decide di abortire un feto affetto da sindrome di down o altra grave disabilità merita rispetto, chi decide di farlo nascere merita altrettanto rispetto. La denuncia anonima, l&#8217;interrogatorio che ha subito Silvana è una vergogna, non c&#8217;è altro da aggiungere</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: paola m		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125220</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola m]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 22:43:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125220</guid>

					<description><![CDATA[Qualche anno fa, anzi parecchi anni fa, una mia carissima amica al quinto mese di gravidanza ricevette la notizia che il suo bambino sarebbe nato affetto da sindrome di Down: lei aveva più di trentacinque anni, e la prima cosa che le era venuta in mente era che dopo di lei, e del marito, nella sua famiglia non ci sarebbe stato nessuno che si sarebbe preso cura del figlio che avrebbe messo al mondo con quello svantaggio. La prima cosa che avevo pensato io, invece, era che fosse assolutamente ingiusto mettere al mondo un figlio che avesse già, di partenza, un simile svantaggio: non sappiamo che cosa riserverà il futuro a chi nasce, quali le variabili che entreranno in gioco nel decidere la sua sorte, insomma, abbiamo già tante possibilità di essere infelici anche se nasciamo nel migliore dei contesti possibili, perché allora, ostinarsi ad essere tanto corretti da far nascere una creatura già azzoppata in partenza? A me sembra un grande sacrificio sull&#039;altare del fondamentalismo, non necessariamente religioso, ma è una mia opinione, o meglio una mia sensazione. Una parte della  famiglia della mia amica non si fece scrupolo a farle sapere la sua contrarietà alla decisione, terribile, di abortire. Io mi ricordo che piangeva per telefono (abitava in un&#039;altra città) e che un&#039;altra parte della sua famiglia era invece stata così perbene, o se volete, umana, da sostenerla e farle sembrare meno orribile il tutto. Qualche anno dopo la mia amica ha messo al mondo una bellissima e sanissima bambina, e a me è sembrata la più bella rivincita sulla stupidità della sorte e delle persone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa, anzi parecchi anni fa, una mia carissima amica al quinto mese di gravidanza ricevette la notizia che il suo bambino sarebbe nato affetto da sindrome di Down: lei aveva più di trentacinque anni, e la prima cosa che le era venuta in mente era che dopo di lei, e del marito, nella sua famiglia non ci sarebbe stato nessuno che si sarebbe preso cura del figlio che avrebbe messo al mondo con quello svantaggio. La prima cosa che avevo pensato io, invece, era che fosse assolutamente ingiusto mettere al mondo un figlio che avesse già, di partenza, un simile svantaggio: non sappiamo che cosa riserverà il futuro a chi nasce, quali le variabili che entreranno in gioco nel decidere la sua sorte, insomma, abbiamo già tante possibilità di essere infelici anche se nasciamo nel migliore dei contesti possibili, perché allora, ostinarsi ad essere tanto corretti da far nascere una creatura già azzoppata in partenza? A me sembra un grande sacrificio sull&#8217;altare del fondamentalismo, non necessariamente religioso, ma è una mia opinione, o meglio una mia sensazione. Una parte della  famiglia della mia amica non si fece scrupolo a farle sapere la sua contrarietà alla decisione, terribile, di abortire. Io mi ricordo che piangeva per telefono (abitava in un&#8217;altra città) e che un&#8217;altra parte della sua famiglia era invece stata così perbene, o se volete, umana, da sostenerla e farle sembrare meno orribile il tutto. Qualche anno dopo la mia amica ha messo al mondo una bellissima e sanissima bambina, e a me è sembrata la più bella rivincita sulla stupidità della sorte e delle persone.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125219</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:07:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125219</guid>

					<description><![CDATA[simona l., non so, il modo in cui inquadri le mie considerazioni mi perplime. io non ho paura della disabilità perchè, in soldoni, temo che mio figlio, qualora fosse disabile, verrebbe preso in giro. ho visto il video della ragazza sorda e ovviamente, la reazione del ragazzo, è una reazione idiota.
a me non interessa il parere degli altri. per molto molto meno la società tende a discriminare, voglio dire, basta essere omosessuale, o addirittura una persona sensibile, per essere marchiati.
il discorso che facevo era nell&#039;eventualità che IO fossi la madre di un bambino disabile (e grave, ho aggiunto). perchè posto l&#039;amore, che come ho scritto tutto può, credo, magari sbagliando, che un figlio debba sopravvivermi, che un figlio debba poter diventare autonomo, che un figlio debba poter sperare concretamente di realizzarsi (il che come ho già detto non vuol dire che debba diventare chissà chi). ora onestamente quanto è possibile che si verifichi quello che io, e penso qualunque madre si augura, nell&#039;eventualità che un figlio sia una persona gravemente invalida?
aggiungo che bisognerebbe astenersi dal giudizio anche perchè credo che una scelta del genere sia compiuta da una donna in base al proprio personale vissuto e, non so come dire, io non me la sento di dire ad una che magari ha dovuto convivere con pregiudizi e ostracismi lungo l&#039;arco della sua vita, di immolarsi e sperare in un mondo migliore, attraverso la pelle del proprio figlio. e ribadendo che questo non toglie che uno possa poi decidere di farlo, ovvero di mettere al mondo un figlio disabile, concludo dicendo che, dunque, ciò che mi irrita è la retorica &quot;felice&quot; di coloro che ti fanno passare per mostro se ammetti di aver paura. trovo che rientri in quella tremenda dinamica dell&#039;etica del sacrificio molto italiana e molto cattolica, per cui, ad esempio, se dici che hai paura del dolore del parto (oppure che cucini per amore e non per dovere, oppure ancora che credi che oltre al lavoro esista anche una vita), non sei una persona &quot;seria&quot;.
Laura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>simona l., non so, il modo in cui inquadri le mie considerazioni mi perplime. io non ho paura della disabilità perchè, in soldoni, temo che mio figlio, qualora fosse disabile, verrebbe preso in giro. ho visto il video della ragazza sorda e ovviamente, la reazione del ragazzo, è una reazione idiota.<br />
a me non interessa il parere degli altri. per molto molto meno la società tende a discriminare, voglio dire, basta essere omosessuale, o addirittura una persona sensibile, per essere marchiati.<br />
il discorso che facevo era nell&#8217;eventualità che IO fossi la madre di un bambino disabile (e grave, ho aggiunto). perchè posto l&#8217;amore, che come ho scritto tutto può, credo, magari sbagliando, che un figlio debba sopravvivermi, che un figlio debba poter diventare autonomo, che un figlio debba poter sperare concretamente di realizzarsi (il che come ho già detto non vuol dire che debba diventare chissà chi). ora onestamente quanto è possibile che si verifichi quello che io, e penso qualunque madre si augura, nell&#8217;eventualità che un figlio sia una persona gravemente invalida?<br />
aggiungo che bisognerebbe astenersi dal giudizio anche perchè credo che una scelta del genere sia compiuta da una donna in base al proprio personale vissuto e, non so come dire, io non me la sento di dire ad una che magari ha dovuto convivere con pregiudizi e ostracismi lungo l&#8217;arco della sua vita, di immolarsi e sperare in un mondo migliore, attraverso la pelle del proprio figlio. e ribadendo che questo non toglie che uno possa poi decidere di farlo, ovvero di mettere al mondo un figlio disabile, concludo dicendo che, dunque, ciò che mi irrita è la retorica &#8220;felice&#8221; di coloro che ti fanno passare per mostro se ammetti di aver paura. trovo che rientri in quella tremenda dinamica dell&#8217;etica del sacrificio molto italiana e molto cattolica, per cui, ad esempio, se dici che hai paura del dolore del parto (oppure che cucini per amore e non per dovere, oppure ancora che credi che oltre al lavoro esista anche una vita), non sei una persona &#8220;seria&#8221;.<br />
Laura.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Simona L.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125218</link>

		<dc:creator><![CDATA[Simona L.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:22:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125218</guid>

					<description><![CDATA[@Laura la disabilità fa paura, non c&#039;è da vergognarsi a dirlo, ma le paure, se si vuole, si possono superare. La disabilità non è una cosa astratta, è una caratteristica delle persone. Scansare la disabilità vuol dire in concreto scansare le persone che ne sono interessate, come accade nel breve filmato che trovi qui:
http://www.youtube.com/watch?v=uzeWoxDsZNQ&#038;feature=player_embedded
Guardalo e valuta che impressione ti fa il comportamento del ragazzo.
Altra cosa: la disabilità fa parte delle caratteristiche delle persone, come ammalarsi, come invecchiare. Nessuno può dirsi immune da questi processi. Se quando invecchierai la gente iniziasse a scansarti perché ha paura della vecchiaia, come ti sentiresti?
Voglio aggiungere una cosa che forse non tutti sanno. Spesso le donne con disabilità vengono scoraggiate dal diventare madri e, nel caso intraprendano una gravidanza, spesso vengono invitate ad abortire. C&#039;è il pregiudizio che le donne disabili non possano essere buone madri. In realtà le madri disabili, al pari delle altre, possono essere buone o cattive indipendentemente dalla loro condizione di salute.
Qui trovate un&#039;intervista ad una donna con disabilità che è diventata mamma per la seconda volta:
http://www.uildm.org/wp-content/uploads/2010/03/AntonellaVitelli.pdf
Inoltre vorrei aggiungere una considerazione sull&#039;aborto terapeutico. Io credo che la donna debba decidere liberamente se se la sente di procedere con la gravidanza o se interromperla. E che non vada giudicata mai. Sia proseguire la gravidanza sia interromperla possono essere letti o come atti d&#039;amore o come atti di egoismo. Credo che le categorie del &quot;giusto&quot; e &quot;sbagliato&quot; non siano adeguate a leggere queste storie. Credo anche che l&#039;unica cosa opportuna sia quella di lasciare la donna libera di fare ciò che sente.
Rispetto alla recensione del testo Zigulì pubblicata dal Corriere della sera (e citata da Laura), premesso che non ho ancora letto il testo, mi dispongo a leggerlo con rispetto. E&#039; una testimonianza personale, e come tale va letta. Non c&#039;è niente di male ad esprimere la rabbia, il dolore e la frustrazione che si prova nel scoprire che il proprio figlio è disabile. Sarebbe un errore nasconderla. Però è anche un errore pensare che tutti i genitori reagiscano così. Ed è parimenti un errore pensare che la rabbia non si possa superare e che la disabilità porta sempre e solo dolore. La storia di Beatrice Vio dimostra che non è così, ed è solo una delle tante:
http://www.youtube.com/watch?v=x6W1aX1Tohw
Mi scuso per la lunghezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Laura la disabilità fa paura, non c&#8217;è da vergognarsi a dirlo, ma le paure, se si vuole, si possono superare. La disabilità non è una cosa astratta, è una caratteristica delle persone. Scansare la disabilità vuol dire in concreto scansare le persone che ne sono interessate, come accade nel breve filmato che trovi qui:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=uzeWoxDsZNQ&#038;feature=player_embedded" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=uzeWoxDsZNQ&#038;feature=player_embedded</a><br />
Guardalo e valuta che impressione ti fa il comportamento del ragazzo.<br />
Altra cosa: la disabilità fa parte delle caratteristiche delle persone, come ammalarsi, come invecchiare. Nessuno può dirsi immune da questi processi. Se quando invecchierai la gente iniziasse a scansarti perché ha paura della vecchiaia, come ti sentiresti?<br />
Voglio aggiungere una cosa che forse non tutti sanno. Spesso le donne con disabilità vengono scoraggiate dal diventare madri e, nel caso intraprendano una gravidanza, spesso vengono invitate ad abortire. C&#8217;è il pregiudizio che le donne disabili non possano essere buone madri. In realtà le madri disabili, al pari delle altre, possono essere buone o cattive indipendentemente dalla loro condizione di salute.<br />
Qui trovate un&#8217;intervista ad una donna con disabilità che è diventata mamma per la seconda volta:<br />
<a href="http://www.uildm.org/wp-content/uploads/2010/03/AntonellaVitelli.pdf" rel="nofollow ugc">http://www.uildm.org/wp-content/uploads/2010/03/AntonellaVitelli.pdf</a><br />
Inoltre vorrei aggiungere una considerazione sull&#8217;aborto terapeutico. Io credo che la donna debba decidere liberamente se se la sente di procedere con la gravidanza o se interromperla. E che non vada giudicata mai. Sia proseguire la gravidanza sia interromperla possono essere letti o come atti d&#8217;amore o come atti di egoismo. Credo che le categorie del &#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221; non siano adeguate a leggere queste storie. Credo anche che l&#8217;unica cosa opportuna sia quella di lasciare la donna libera di fare ciò che sente.<br />
Rispetto alla recensione del testo Zigulì pubblicata dal Corriere della sera (e citata da Laura), premesso che non ho ancora letto il testo, mi dispongo a leggerlo con rispetto. E&#8217; una testimonianza personale, e come tale va letta. Non c&#8217;è niente di male ad esprimere la rabbia, il dolore e la frustrazione che si prova nel scoprire che il proprio figlio è disabile. Sarebbe un errore nasconderla. Però è anche un errore pensare che tutti i genitori reagiscano così. Ed è parimenti un errore pensare che la rabbia non si possa superare e che la disabilità porta sempre e solo dolore. La storia di Beatrice Vio dimostra che non è così, ed è solo una delle tante:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=x6W1aX1Tohw" rel="nofollow ugc">http://www.youtube.com/watch?v=x6W1aX1Tohw</a><br />
Mi scuso per la lunghezza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: maddalena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125217</link>

		<dc:creator><![CDATA[maddalena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 23:04:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125217</guid>

					<description><![CDATA[Forse sarebbe il caso di pensare alla prostrazione fisica e psichica di Silvana, dopo l&#039;effettuazione di un&#039;interruzione volontaria di gravidanza, nonchè alla umiliazione di dover subire un interrogatorio subito dopo essere uscita da una sala operatoria. Certo possiamo pure ricorrere ad un G. Washington con sindrome di Klinefelter per dire che non avrebbe dovuto abortire, ma chi si metterebbe volentieri nei panni di Silvana, con il suo cocente dolore, con la sua lacerante mortificazione impostale per legge e con la sua dignità di donna così profondamente calpestata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse sarebbe il caso di pensare alla prostrazione fisica e psichica di Silvana, dopo l&#8217;effettuazione di un&#8217;interruzione volontaria di gravidanza, nonchè alla umiliazione di dover subire un interrogatorio subito dopo essere uscita da una sala operatoria. Certo possiamo pure ricorrere ad un G. Washington con sindrome di Klinefelter per dire che non avrebbe dovuto abortire, ma chi si metterebbe volentieri nei panni di Silvana, con il suo cocente dolore, con la sua lacerante mortificazione impostale per legge e con la sua dignità di donna così profondamente calpestata.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-silvana/comment-page-1/#comment-125216</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 22:28:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5004#comment-125216</guid>

					<description><![CDATA[fece puttosto scalpore all&#039;epoca, ( se non mi sbaglio  era il periodo della lista aborto no grazie di Ferrara...).  é un  caso abbastanza complicato e imbarazzante. Di  questo  intervista sottolinerei il momento in cui &quot;Silvana riceve la risposta dell&#039;amniocentesi &quot; Sul foglio c&#039;era scritto Sindrome di Klinefelter...
Sul foglio c&#039;era scritto. Mi sembra quadretto abbastanza rappresentativo di come siamo schiavi del sistema sanitario.
tra l&#039;altro pare che la sindrome di klinefelter ce l&#039;avesse anche george whashington]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>fece puttosto scalpore all&#8217;epoca, ( se non mi sbaglio  era il periodo della lista aborto no grazie di Ferrara&#8230;).  é un  caso abbastanza complicato e imbarazzante. Di  questo  intervista sottolinerei il momento in cui &#8220;Silvana riceve la risposta dell&#8217;amniocentesi &#8221; Sul foglio c&#8217;era scritto Sindrome di Klinefelter&#8230;<br />
Sul foglio c&#8217;era scritto. Mi sembra quadretto abbastanza rappresentativo di come siamo schiavi del sistema sanitario.<br />
tra l&#8217;altro pare che la sindrome di klinefelter ce l&#8217;avesse anche george whashington</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
