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	Commenti a: STORIA DI (UN&#039;ALTRA) VALENTINA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-3/#comment-125567</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:22:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ahah geniale, siccome ne ha già prescritte un paio questa settimana ha già fatto il suo dovere nei confronti delle donne, evidentemente viste come un magma unico di sconsideratezza e fertilità immeritata. Un genio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ahah geniale, siccome ne ha già prescritte un paio questa settimana ha già fatto il suo dovere nei confronti delle donne, evidentemente viste come un magma unico di sconsideratezza e fertilità immeritata. Un genio.</p>
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		Di: irene		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 10:21:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io vivo a Berlino, ho avuto bisogno della pillola del giorno dopo l&#039;estate scorsa: si rompe il preservativo alle 20:00. Corriamo, letteralmente, in ospedale (distante 10 minuti di corsa) dove allo sportello una infermiera sorridente mi dice che no, non può mandarmi in ginecologia perchè è giovedì, e &quot;la contraccezione d&#039;emergenza viene somministrata solo nel finesettimana o durante i giorni festivi quando cioè i ginecologi non lavorano. Vai in studio dalla ginecologa domattina e fattela dare da lei&quot;. Io sono a Berlino da qualche mese, non ho una ginecologa, vado dal medico del mio ragazzo, che tra l&#039;altro sta sotto casa. Li mi dice &quot;no, non posso dartela perchè prima bisogna accertare che tu non sia già incinta per un rapporto precedente altrimenti è aborto. Dorei farti il test ma non ce l&#039;ho in studio attualmente. E (terza scusa, la migliore e più avvilente se l&#039;è tenuta per ultima) ne ho prescritte un paio questa settimana ma ho fatto una cosa irregolare. Ti mando da una mi acollge aginecologa&quot;. La ginecologa senza domande mi scrive la ricetta e mi saluta. La farmacista mi porge la scatola e sbraita davanti a tutti &quot;Guarda che devi prenderla il prima possibile!&quot;. Non fossi stata snervata dalle ultime ore le avrei sbraitato a mia volta &quot;Certo! Ha un bicchiere d&#039;acqua?&quot;. Insomma, anche in Germania, senza avere il Vaticano in casa, devi fare la cosa &quot;&quot;&quot;&quot;sbagliata&quot;&quot;&quot;&quot; al momento &quot;giusto&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io vivo a Berlino, ho avuto bisogno della pillola del giorno dopo l&#8217;estate scorsa: si rompe il preservativo alle 20:00. Corriamo, letteralmente, in ospedale (distante 10 minuti di corsa) dove allo sportello una infermiera sorridente mi dice che no, non può mandarmi in ginecologia perchè è giovedì, e &#8220;la contraccezione d&#8217;emergenza viene somministrata solo nel finesettimana o durante i giorni festivi quando cioè i ginecologi non lavorano. Vai in studio dalla ginecologa domattina e fattela dare da lei&#8221;. Io sono a Berlino da qualche mese, non ho una ginecologa, vado dal medico del mio ragazzo, che tra l&#8217;altro sta sotto casa. Li mi dice &#8220;no, non posso dartela perchè prima bisogna accertare che tu non sia già incinta per un rapporto precedente altrimenti è aborto. Dorei farti il test ma non ce l&#8217;ho in studio attualmente. E (terza scusa, la migliore e più avvilente se l&#8217;è tenuta per ultima) ne ho prescritte un paio questa settimana ma ho fatto una cosa irregolare. Ti mando da una mi acollge aginecologa&#8221;. La ginecologa senza domande mi scrive la ricetta e mi saluta. La farmacista mi porge la scatola e sbraita davanti a tutti &#8220;Guarda che devi prenderla il prima possibile!&#8221;. Non fossi stata snervata dalle ultime ore le avrei sbraitato a mia volta &#8220;Certo! Ha un bicchiere d&#8217;acqua?&#8221;. Insomma, anche in Germania, senza avere il Vaticano in casa, devi fare la cosa &#8220;&#8221;&#8221;&#8221;sbagliata&#8221;&#8221;&#8221;&#8221; al momento &#8220;giusto&#8221;.</p>
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		<title>
		Di: PP - ginecologa AIED		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-3/#comment-125565</link>

		<dc:creator><![CDATA[PP - ginecologa AIED]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 20:08:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Letto e considerato vorrei dare un contributo sulla base dell’esperienza pluridecennale in un consultorio per adolescenti.
Quello che mi sembra emergere dai tanti e diversi interventi, sia in negativo che in positivo, è l’importanza del rapporto medico-paziente in qualsiasi intervento clinico.
Perché sia efficace è fondamentale che si crei un “luogo” di comunicazione, dal quale siano assenti giudizi, pre-giudizi, atteggiamenti paternalistico-onnipotenti o rigidamente prescrittivi.
Ovvio che la responsabilità più grande nel riuscire a creare questo canale comunicativo sta al medico, proprio per la sua posizione up rispetto al paziente. (su cosa si basi la disparità tra le due figure e se sia o meno legittima, porterebbe un vertiginoso aumento delle righe, nonché il rischio di un off topic)
Se si riesce a tener presente questo, specie quando al di là della scrivania c’è una paziente molto giovane, il resto viene da sé.
Le domande, molte legittime, alcune indispensabili, il mettere a disposizione informazioni, sicuramente utili anche per i più aggiornati, diventano solo momenti di quel rapporto medico-paziente che è uno dei più importanti strumenti terapeutici che abbiamo a disposizione.
Dopo il lusso di questa premessa, alcune precisazioni:
un’anamnesi è prassi prima di una prescrizione, benché la pillola del giorno dopo oggi in commercio sia un farmaco tra quelli con minori controindicazioni importanti.
La visita ginecologica è assolutamente discrezionale, di certo non indispensabile per la sicurezza del paziente. Direi anzi che spesso fa parte della medicina cosiddetta “difensiva”, che mira più alla sicurezza del medico che dei suoi assistiti.
L’accertamento di una eventuale gravidanza in corso impossibile da attuare di routine. Al di là dell’allungarsi dei tempi di somministrazione, sia test di laboratorio che ecografie consentono di diagnosticare soltanto gravidanze in corso da qualche settimana, lasciando una finestra silente per quelle instauratesi da minor tempo.
Il counseling rispetto alla contraccezione da attuare dopo l’emergenza va rinviato ad un successivo incontro, scelto dalla paziente nel momento in cui sarà disponibile a pianificare consapevolmente la sicurezza contraccettiva della propria vita sessuale.
Per concludere questo intervento vorrei solo aggiungere che l’esperienza mi ha condotto ad una conclusione, preziosa sopra le altre: se chi indossa un camice bianco sa ascoltare, nel senso più completo e complesso del termine, chi ha davanti, intanto impara molte cose e poi riduce drasticamente le possibilità di sbagliare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letto e considerato vorrei dare un contributo sulla base dell’esperienza pluridecennale in un consultorio per adolescenti.<br />
Quello che mi sembra emergere dai tanti e diversi interventi, sia in negativo che in positivo, è l’importanza del rapporto medico-paziente in qualsiasi intervento clinico.<br />
Perché sia efficace è fondamentale che si crei un “luogo” di comunicazione, dal quale siano assenti giudizi, pre-giudizi, atteggiamenti paternalistico-onnipotenti o rigidamente prescrittivi.<br />
Ovvio che la responsabilità più grande nel riuscire a creare questo canale comunicativo sta al medico, proprio per la sua posizione up rispetto al paziente. (su cosa si basi la disparità tra le due figure e se sia o meno legittima, porterebbe un vertiginoso aumento delle righe, nonché il rischio di un off topic)<br />
Se si riesce a tener presente questo, specie quando al di là della scrivania c’è una paziente molto giovane, il resto viene da sé.<br />
Le domande, molte legittime, alcune indispensabili, il mettere a disposizione informazioni, sicuramente utili anche per i più aggiornati, diventano solo momenti di quel rapporto medico-paziente che è uno dei più importanti strumenti terapeutici che abbiamo a disposizione.<br />
Dopo il lusso di questa premessa, alcune precisazioni:<br />
un’anamnesi è prassi prima di una prescrizione, benché la pillola del giorno dopo oggi in commercio sia un farmaco tra quelli con minori controindicazioni importanti.<br />
La visita ginecologica è assolutamente discrezionale, di certo non indispensabile per la sicurezza del paziente. Direi anzi che spesso fa parte della medicina cosiddetta “difensiva”, che mira più alla sicurezza del medico che dei suoi assistiti.<br />
L’accertamento di una eventuale gravidanza in corso impossibile da attuare di routine. Al di là dell’allungarsi dei tempi di somministrazione, sia test di laboratorio che ecografie consentono di diagnosticare soltanto gravidanze in corso da qualche settimana, lasciando una finestra silente per quelle instauratesi da minor tempo.<br />
Il counseling rispetto alla contraccezione da attuare dopo l’emergenza va rinviato ad un successivo incontro, scelto dalla paziente nel momento in cui sarà disponibile a pianificare consapevolmente la sicurezza contraccettiva della propria vita sessuale.<br />
Per concludere questo intervento vorrei solo aggiungere che l’esperienza mi ha condotto ad una conclusione, preziosa sopra le altre: se chi indossa un camice bianco sa ascoltare, nel senso più completo e complesso del termine, chi ha davanti, intanto impara molte cose e poi riduce drasticamente le possibilità di sbagliare.</p>
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		<title>
		Di: Valentina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-3/#comment-125564</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valentina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:01:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ora che mi è sbollita l&#039;incazzatura, cerco di riprendere il discorso, anche se questo thread ormai è un po&#039; vecchiotto.
Io capisco benissimo i medici che sentono di doversi tutelare di fronte a una donna sconosciuta che chiede la pillola del giorno dopo (ma dovrebbe essere così per qualunque farmaco.La pillola del giorno dopo però fa particolarmente paura, chissà perché). Infatti io toglierei proprio la prescrizione. Perché da medico o si sottopone la paziente a una serie di esami che richiedono troppo tempo, nel pubblico sono impossibili e inoltre possono creare un disagio che va rispettato (tipo eco transvaginale come diceva WeWee, che se un medico me la proponesse in quelle circostanze a meno di morte certa scapperei a gambe levate), oppure le si da la pillola magari maledicendola perché c&#039;è la remota possiblità che ci metta nei casini. Quindi, niente prescrizione. Una va dal farmacista, quello le chiede &quot;Sa signora che questo farmaco ha tot effetti collaterali?&quot;. Sì, no. Finita lì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora che mi è sbollita l&#8217;incazzatura, cerco di riprendere il discorso, anche se questo thread ormai è un po&#8217; vecchiotto.<br />
Io capisco benissimo i medici che sentono di doversi tutelare di fronte a una donna sconosciuta che chiede la pillola del giorno dopo (ma dovrebbe essere così per qualunque farmaco.La pillola del giorno dopo però fa particolarmente paura, chissà perché). Infatti io toglierei proprio la prescrizione. Perché da medico o si sottopone la paziente a una serie di esami che richiedono troppo tempo, nel pubblico sono impossibili e inoltre possono creare un disagio che va rispettato (tipo eco transvaginale come diceva WeWee, che se un medico me la proponesse in quelle circostanze a meno di morte certa scapperei a gambe levate), oppure le si da la pillola magari maledicendola perché c&#8217;è la remota possiblità che ci metta nei casini. Quindi, niente prescrizione. Una va dal farmacista, quello le chiede &#8220;Sa signora che questo farmaco ha tot effetti collaterali?&#8221;. Sì, no. Finita lì.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: CloseTheDoor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-3/#comment-125563</link>

		<dc:creator><![CDATA[CloseTheDoor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:31:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Barbara
Mi sembrerebbe molto strano che fosse possibile denunciare un medico perché si rifiuta di prescriverti un intervento o un farmaco che lui ritiene dannoso per la tua salute, se fosse stabilito questo principio non sarebbe possibile mettere freno alle ossessioni personali dei pazienti - ti immagini quanti Michael Jackson ci sarebbero in circolazione.
.
Le differenze riguardo modalità della visita, anamnesi ecc. io le ascriverei piuttosto a una diversa percezione del rischio da parte del medico; non è un caso che Wewee riporti ben due casi di donne che hanno richiesto la contraccezione d&#039;emergenza e poi sono risultate incinte, questo sicuramente ti mette sulla difensiva rispetto a non fare la visita ginecologica.
Ci sono ginecologi che acconsentono a espletare tagli cesarei su richiesta materna senza ragioni cliniche, altri che si rifiutano proprio adducendo la maggiore pericolosità dell&#039;intervento chirurgico (di mezzo c&#039;è probabilmente anche la maggiore o minore sicurezza nel seguire un parto vaginale, ma andrei OT).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Barbara<br />
Mi sembrerebbe molto strano che fosse possibile denunciare un medico perché si rifiuta di prescriverti un intervento o un farmaco che lui ritiene dannoso per la tua salute, se fosse stabilito questo principio non sarebbe possibile mettere freno alle ossessioni personali dei pazienti &#8211; ti immagini quanti Michael Jackson ci sarebbero in circolazione.<br />
.<br />
Le differenze riguardo modalità della visita, anamnesi ecc. io le ascriverei piuttosto a una diversa percezione del rischio da parte del medico; non è un caso che Wewee riporti ben due casi di donne che hanno richiesto la contraccezione d&#8217;emergenza e poi sono risultate incinte, questo sicuramente ti mette sulla difensiva rispetto a non fare la visita ginecologica.<br />
Ci sono ginecologi che acconsentono a espletare tagli cesarei su richiesta materna senza ragioni cliniche, altri che si rifiutano proprio adducendo la maggiore pericolosità dell&#8217;intervento chirurgico (di mezzo c&#8217;è probabilmente anche la maggiore o minore sicurezza nel seguire un parto vaginale, ma andrei OT).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: herato		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-3/#comment-125562</link>

		<dc:creator><![CDATA[herato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:04:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ DOn Cave
WeeWe è in grado di rispondere da solo, ma io leggo il suo blog con frequenza e posso dire che il suo atteggiamento non è mai &quot;se credi nella medicina olistica sei un coglione&quot;,
quanto piuttosto &quot;se sei un medico o presunto tale che propaganda la medicina olistica sei un malfattore&quot;.
Quello che io ho recepito leggendo il suo blog è stato più che altro il desiderio di informare. Forse con tono a volte paternalistico, ma sempre partendo dall&#039;idea che di solito le persone non hanno completamente i mezzi per discernere tra cosa è efficace o statisticamente efficace, e cosa no.
Anche il paziente che pretende che la pillola del giorno dopo (o qualsiasi altro farmaco) gli venga prescritto senza alcuna anamnesi, senza alcuna visita, e che si ritiene già &quot;sufficientemente informato&quot; (rispetto a aprametri del tutto personali) dimostra arroganza incredibile.
La sparata sulle 10.000 donne di Weewe è molto arrogante, concordo. Ma anche l&#039;atteggiamento di chi disquisisce su cosa dovrebbe fare un medico e cosa no, se la visita sia veramente necessaria (&quot;non è gradita in certe circostanze...&quot; e allora? se serve serve!!),  la definisce uno &quot;schifoso ricatto&quot; (ma non passa nemmeno per la testa che possa servire? e mi pare che wee we abbia presentato almeno dei casi in cui essa servisse! e cosa ci guadagnerebbe il medico da questo ricatto?) è arrogante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ DOn Cave<br />
WeeWe è in grado di rispondere da solo, ma io leggo il suo blog con frequenza e posso dire che il suo atteggiamento non è mai &#8220;se credi nella medicina olistica sei un coglione&#8221;,<br />
quanto piuttosto &#8220;se sei un medico o presunto tale che propaganda la medicina olistica sei un malfattore&#8221;.<br />
Quello che io ho recepito leggendo il suo blog è stato più che altro il desiderio di informare. Forse con tono a volte paternalistico, ma sempre partendo dall&#8217;idea che di solito le persone non hanno completamente i mezzi per discernere tra cosa è efficace o statisticamente efficace, e cosa no.<br />
Anche il paziente che pretende che la pillola del giorno dopo (o qualsiasi altro farmaco) gli venga prescritto senza alcuna anamnesi, senza alcuna visita, e che si ritiene già &#8220;sufficientemente informato&#8221; (rispetto a aprametri del tutto personali) dimostra arroganza incredibile.<br />
La sparata sulle 10.000 donne di Weewe è molto arrogante, concordo. Ma anche l&#8217;atteggiamento di chi disquisisce su cosa dovrebbe fare un medico e cosa no, se la visita sia veramente necessaria (&#8220;non è gradita in certe circostanze&#8230;&#8221; e allora? se serve serve!!),  la definisce uno &#8220;schifoso ricatto&#8221; (ma non passa nemmeno per la testa che possa servire? e mi pare che wee we abbia presentato almeno dei casi in cui essa servisse! e cosa ci guadagnerebbe il medico da questo ricatto?) è arrogante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Don Cave		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-2/#comment-125561</link>

		<dc:creator><![CDATA[Don Cave]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 00:17:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ We Wee
Postilla: hai applicato per tutta la discussione, cannando in pieno, la modalità &quot;debunker&quot; che metti in pratica nel tuo blog. Personalmente, ho piena fiducia nella medicina scientifica, non credo nell&#039;omeopatia, nella medicina olistica e altre amenità del genere. Come forse sarà chiaro, ho una fiducia assai meno cieca nei *medici*, intesi come persone in carne ed ossa... anche se la stragrande maggioranza è composta di seri e preparati professionisti, il contesto complesso in cui lavorano, le smanie carrieristiche e certe propensioni alla &quot;sindrome di onnipotenza&quot; trasformano a volte degli ottimi medici in palloni gonfiati arroganti incapaci di relazionarsi positivamente con le persone che curano. A prescindere - ripeto dalle capacità - in alcuni casi è l&#039;umanità a fare difetto.
Ora, il problema del &quot;debunking&quot; è che si traduce in molti casi in uno sbrodolamento nascisistico che unisce, alla sacrosanta smitizzazione di pratiche discutibili o dannose, un atteggiamento di superiorità ostentata nei confronti del prossimo. Tradotto: se credi nella medicina olistica sei un coglione.
Ecco, per tutta la discussione hai ragionato, agito e scritto esattamente così: Valentina è una povera demente che ha scambiato la pillola post-coitale per una caramella, chi critica l&#039;atteggiamento cinico e disumano di *alcuni* medici (anche degli obiettori, allora, che sono e restano a tutti gli effetti dei medici?) è un paziente privo di umiltà ecc.
Magari al di fuori della rete hai tutt&#039;altro approccio con le persone, ma qui hai dimostrato dei livelli di arroganza difficilmente equiparabili.
Chiudo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ We Wee<br />
Postilla: hai applicato per tutta la discussione, cannando in pieno, la modalità &#8220;debunker&#8221; che metti in pratica nel tuo blog. Personalmente, ho piena fiducia nella medicina scientifica, non credo nell&#8217;omeopatia, nella medicina olistica e altre amenità del genere. Come forse sarà chiaro, ho una fiducia assai meno cieca nei *medici*, intesi come persone in carne ed ossa&#8230; anche se la stragrande maggioranza è composta di seri e preparati professionisti, il contesto complesso in cui lavorano, le smanie carrieristiche e certe propensioni alla &#8220;sindrome di onnipotenza&#8221; trasformano a volte degli ottimi medici in palloni gonfiati arroganti incapaci di relazionarsi positivamente con le persone che curano. A prescindere &#8211; ripeto dalle capacità &#8211; in alcuni casi è l&#8217;umanità a fare difetto.<br />
Ora, il problema del &#8220;debunking&#8221; è che si traduce in molti casi in uno sbrodolamento nascisistico che unisce, alla sacrosanta smitizzazione di pratiche discutibili o dannose, un atteggiamento di superiorità ostentata nei confronti del prossimo. Tradotto: se credi nella medicina olistica sei un coglione.<br />
Ecco, per tutta la discussione hai ragionato, agito e scritto esattamente così: Valentina è una povera demente che ha scambiato la pillola post-coitale per una caramella, chi critica l&#8217;atteggiamento cinico e disumano di *alcuni* medici (anche degli obiettori, allora, che sono e restano a tutti gli effetti dei medici?) è un paziente privo di umiltà ecc.<br />
Magari al di fuori della rete hai tutt&#8217;altro approccio con le persone, ma qui hai dimostrato dei livelli di arroganza difficilmente equiparabili.<br />
Chiudo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Don Cave		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-2/#comment-125560</link>

		<dc:creator><![CDATA[Don Cave]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:38:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ We Wee
dixit: &quot;Se poi per te la visita medica o l’anamnesi sono un “rapporto di forza”, non lamentiamoci quando si legge di medicina superficiale, distratta o incapace.&quot;
No, no... sei tu che non leggi quello che scrivono gli altri. Io non ho mai detto una cosa simile. Ho detto - abbastanza chiaro e sufficientemente tondo - che la pratica medica *non deve* diventare un rapporto di forza, e che molti medici approfittano del loro ruolo, della loro competenza e della loro fama per tradurle in questi termini. Potrei citarti svariati esempi - anche personali - ma li risparmio volentieri al commentarium.
dixit: &quot;Io rispondo: pazienti, siate abbastanza umili ed assennati da limitarvi a commentare gli argomenti che conoscete perchè in caso contrario nella migliore delle ipotesi fate una figuraccia, nella peggiore rischiate la vita.&quot;
La peggiore arroganza, condita e servita. Conferma d&#039;altronde quanto ho detto appena sopra: ricorrere alla propria posizione, alle proprie competenze e magari alla propria fama per liquidare ogni obiezione, ogni dubbio, ogni legittima critica in nome del &quot;io ne so più di te&quot;.
La competenza, l&#039;esperienza e la bravura professionale di un medico sono una cosa; narcisismo e arroganza un&#039;altra. E, anche se in misura largamente minore rispetto all&#039;incompetenza, questi ultimi tratti compromettono il rapporto di fiducia fra medico e paziente, mettono in discussione la professionalità e, soprattutto, l&#039;umanità di chi svolge un ruolo tanto importante per la collettività.
Era questo l&#039;aspetto su cui invitavo a riflettere. Ma, evidentemente, sei tanto convinto di te stesso da non sentirci minimamente, da quell&#039;orecchio. Me ne farò una ragione ed eviterò con cura di interloquire nuovamente con te in futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ We Wee<br />
dixit: &#8220;Se poi per te la visita medica o l’anamnesi sono un “rapporto di forza”, non lamentiamoci quando si legge di medicina superficiale, distratta o incapace.&#8221;<br />
No, no&#8230; sei tu che non leggi quello che scrivono gli altri. Io non ho mai detto una cosa simile. Ho detto &#8211; abbastanza chiaro e sufficientemente tondo &#8211; che la pratica medica *non deve* diventare un rapporto di forza, e che molti medici approfittano del loro ruolo, della loro competenza e della loro fama per tradurle in questi termini. Potrei citarti svariati esempi &#8211; anche personali &#8211; ma li risparmio volentieri al commentarium.<br />
dixit: &#8220;Io rispondo: pazienti, siate abbastanza umili ed assennati da limitarvi a commentare gli argomenti che conoscete perchè in caso contrario nella migliore delle ipotesi fate una figuraccia, nella peggiore rischiate la vita.&#8221;<br />
La peggiore arroganza, condita e servita. Conferma d&#8217;altronde quanto ho detto appena sopra: ricorrere alla propria posizione, alle proprie competenze e magari alla propria fama per liquidare ogni obiezione, ogni dubbio, ogni legittima critica in nome del &#8220;io ne so più di te&#8221;.<br />
La competenza, l&#8217;esperienza e la bravura professionale di un medico sono una cosa; narcisismo e arroganza un&#8217;altra. E, anche se in misura largamente minore rispetto all&#8217;incompetenza, questi ultimi tratti compromettono il rapporto di fiducia fra medico e paziente, mettono in discussione la professionalità e, soprattutto, l&#8217;umanità di chi svolge un ruolo tanto importante per la collettività.<br />
Era questo l&#8217;aspetto su cui invitavo a riflettere. Ma, evidentemente, sei tanto convinto di te stesso da non sentirci minimamente, da quell&#8217;orecchio. Me ne farò una ragione ed eviterò con cura di interloquire nuovamente con te in futuro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: WeWee		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-2/#comment-125559</link>

		<dc:creator><![CDATA[WeWee]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 20:06:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5021#comment-125559</guid>

					<description><![CDATA[Purtroppo parteciperei volentieri al dibattito (al quale sono stato invitato) ma come ho detto non ho molto tempo libero a disposizione, però la discussione merita...è didattica e per me abbastanza sorprendente.
Credo (se riesco) che la approfondirò nel mio blog. Nel caso avvertirò qui.
Grazie e di nuovo saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo parteciperei volentieri al dibattito (al quale sono stato invitato) ma come ho detto non ho molto tempo libero a disposizione, però la discussione merita&#8230;è didattica e per me abbastanza sorprendente.<br />
Credo (se riesco) che la approfondirò nel mio blog. Nel caso avvertirò qui.<br />
Grazie e di nuovo saluti.</p>
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		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storia-di-unaltra-valentina/comment-page-2/#comment-125558</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 19:57:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, avrei una domanda qualora ci fosse un legale che ci legge. Da quano so - e posso sbagliare - se mi diagnosticano una malattia posso rifiutare la cura. Posso uscire dall&#039;ospedale, sotto la mia responsabilità, anche se il medico è contrario. Ma posso ottenere un farmaco, come la pillola del giorno dopo, che potrebbe danneggiarm,i se il medico ha parere avverso e se, a mio giudizio, il rapporto rischio/beneficio giustifica - dal mio punto di vista - il rischio?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, avrei una domanda qualora ci fosse un legale che ci legge. Da quano so &#8211; e posso sbagliare &#8211; se mi diagnosticano una malattia posso rifiutare la cura. Posso uscire dall&#8217;ospedale, sotto la mia responsabilità, anche se il medico è contrario. Ma posso ottenere un farmaco, come la pillola del giorno dopo, che potrebbe danneggiarm,i se il medico ha parere avverso e se, a mio giudizio, il rapporto rischio/beneficio giustifica &#8211; dal mio punto di vista &#8211; il rischio?</p>
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