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	Commenti a: STORIE CHE VACILLANO, E UNA STORIA NEL MEZZO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132592</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 23:42:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Che storia terribile, forse ha ragione mcewan.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che storia terribile, forse ha ragione mcewan.</p>
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		Di: marabou		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132591</link>

		<dc:creator><![CDATA[marabou]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2013 23:36:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito delle tue ultime parole, dello smarrimento della sintassi e della polarità complicità/ingiuria, adorazione/odio non può che venirmi in mente l&#039;articolo _Santi e mostri istantanei_ di Serge Quadruppani apparso su carmillaonline: http://www.carmillaonline.com/archives/2011/01/003737.html]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito delle tue ultime parole, dello smarrimento della sintassi e della polarità complicità/ingiuria, adorazione/odio non può che venirmi in mente l&#8217;articolo _Santi e mostri istantanei_ di Serge Quadruppani apparso su carmillaonline: <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2011/01/003737.html" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2011/01/003737.html</a></p>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132590</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 21:26:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse non è un caso che nel descrivere la tragedia di un suicidio, saltino fuori scrittori al  livello di philp roth o di mcewan che sulla distruzione di senso hanno innalzato valori intramontabili com il  prezzo di copertina,
 comunque in questo post c’è la solita  interessante sovrapposizione   tra;  il  disgusto, la stanchezza e  il desiderio di smettere del narratore,   e  l’uomo morto suicidato sull’asfalto. Stanchi di scrivere, stanchi di vivere. In mezzo alla finestra  gli stanchi di leggere. Mi è venuta in mente  una canzone di Cocciante, la solita canzone ingenua. nel tentativo di descrivere la gioia a un certo punto diceva così “l&#039;opaco senso si perde e vince la vita, ogni giorno diversa un abbraccio, una corsa, nessuna storia mai persa.  Nessuna storia mai  persa.  che mi era asembrato  un bel tentativo d immaginare  la pienezza della felicità . memento mori forse è giusto ricordare e  ammettere con un po’ di tenerezza che noi  persone siamo troppo piccole per sopportare  tutto il dolore e anche tutta la filicità ma sono io oppure sei tu.
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non è un caso che nel descrivere la tragedia di un suicidio, saltino fuori scrittori al  livello di philp roth o di mcewan che sulla distruzione di senso hanno innalzato valori intramontabili com il  prezzo di copertina,<br />
 comunque in questo post c’è la solita  interessante sovrapposizione   tra;  il  disgusto, la stanchezza e  il desiderio di smettere del narratore,   e  l’uomo morto suicidato sull’asfalto. Stanchi di scrivere, stanchi di vivere. In mezzo alla finestra  gli stanchi di leggere. Mi è venuta in mente  una canzone di Cocciante, la solita canzone ingenua. nel tentativo di descrivere la gioia a un certo punto diceva così “l&#8217;opaco senso si perde e vince la vita, ogni giorno diversa un abbraccio, una corsa, nessuna storia mai persa.  Nessuna storia mai  persa.  che mi era asembrato  un bel tentativo d immaginare  la pienezza della felicità . memento mori forse è giusto ricordare e  ammettere con un po’ di tenerezza che noi  persone siamo troppo piccole per sopportare  tutto il dolore e anche tutta la filicità ma sono io oppure sei tu.<br />
ciao,k.</p>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132589</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 20:06:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono delle consolazioni e degli antidoti per questo bellisismo post.
Io in questo mi sento fortunata, come molti dei miei colleghi, e in specie dei colleghi di formazione psicodinamica, perchè noi lavoriamo in una maniera decisamente anacronistica rispetto al tempo corrente - noi infatti abbiamo davanti delle persone che ci raccontano la storia di una vita, e questa storia attraverserà delle rinarrazioni successive, delle riebolarazioni semantiche e di significati che quasi devono raggiungere la soglia della nausea, per avere una loro funzionalità. Alcune storie di vita, ce le rigiriamo per anni. Ci pare di confezionare insieme a un altro coautore, che anzi èè quello col nome scritto grosso, - lunghi romanzi. E&#039; per questo che mi sento, relativamente protetta. Non so se questo tipo di protezione sia spendibile fuori dalla mia stanza di lavoro. Penso che però la funzione dei buoni romanzi, sia la dilatazione delle singole trame narrative, e la capacità di dare un senso, di fornire cioè una specie di resistenza di argine, perchè le trame narrative che fanno il vecchio grande romanzo - sinceramente spero di non scandalizzare nessuno dicendo che sia Chesyl Beach che Solar ne sono validissimi epigoni - procurano un modo di pensare, un ombrello.
Ma anche un ombrello delle giuste dimensioni, perchè dimenticare, passare oltre ha una sua utilità. Non mi fido del ricordo ossessivo ed emotivamente caricato di vicende che sono estraneee, non mi fido del buon cuore proclamato. E  anche mi lascierebbe perplessa nella narrativa esasperata ma a ben vedere raffreddata di un dolore passato. Non so spiegarmi: c&#039;è qualcosa di umano e necessario e affidabile in una giusta dose di egoismo, di contingenza, di dimenticanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono delle consolazioni e degli antidoti per questo bellisismo post.<br />
Io in questo mi sento fortunata, come molti dei miei colleghi, e in specie dei colleghi di formazione psicodinamica, perchè noi lavoriamo in una maniera decisamente anacronistica rispetto al tempo corrente &#8211; noi infatti abbiamo davanti delle persone che ci raccontano la storia di una vita, e questa storia attraverserà delle rinarrazioni successive, delle riebolarazioni semantiche e di significati che quasi devono raggiungere la soglia della nausea, per avere una loro funzionalità. Alcune storie di vita, ce le rigiriamo per anni. Ci pare di confezionare insieme a un altro coautore, che anzi èè quello col nome scritto grosso, &#8211; lunghi romanzi. E&#8217; per questo che mi sento, relativamente protetta. Non so se questo tipo di protezione sia spendibile fuori dalla mia stanza di lavoro. Penso che però la funzione dei buoni romanzi, sia la dilatazione delle singole trame narrative, e la capacità di dare un senso, di fornire cioè una specie di resistenza di argine, perchè le trame narrative che fanno il vecchio grande romanzo &#8211; sinceramente spero di non scandalizzare nessuno dicendo che sia Chesyl Beach che Solar ne sono validissimi epigoni &#8211; procurano un modo di pensare, un ombrello.<br />
Ma anche un ombrello delle giuste dimensioni, perchè dimenticare, passare oltre ha una sua utilità. Non mi fido del ricordo ossessivo ed emotivamente caricato di vicende che sono estraneee, non mi fido del buon cuore proclamato. E  anche mi lascierebbe perplessa nella narrativa esasperata ma a ben vedere raffreddata di un dolore passato. Non so spiegarmi: c&#8217;è qualcosa di umano e necessario e affidabile in una giusta dose di egoismo, di contingenza, di dimenticanza.</p>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132588</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 19:34:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ohi ohi ohi !!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ohi ohi ohi !!</p>
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		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132587</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 17:41:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi scuso. Ho sbagliato. Qui http://soloscacchi.altervista.org/?p=26647.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scuso. Ho sbagliato. Qui <a href="http://soloscacchi.altervista.org/?p=26647" rel="nofollow ugc">http://soloscacchi.altervista.org/?p=26647</a>.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Fabio Lotti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132586</link>

		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 17:38:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tra i vari &quot;Elogi&quot; scritti per divertimento quello che mi pare il più riuscito è quello del silenzio che dovrebbe essere messo in pratica più spesso http://soloscacchi.altervista.org/?p=2664.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i vari &#8220;Elogi&#8221; scritti per divertimento quello che mi pare il più riuscito è quello del silenzio che dovrebbe essere messo in pratica più spesso <a href="http://soloscacchi.altervista.org/?p=2664" rel="nofollow ugc">http://soloscacchi.altervista.org/?p=2664</a>.</p>
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		<title>
		Di: Milvia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132585</link>

		<dc:creator><![CDATA[Milvia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 15:46:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so bene se sono le notizie, i fatti che ci risucchiano, e dentro di essi ci perdiamo, o se siamo noi a risucchiarli e dentro ci girano come azionati da una centrifuga. Certo è che il momento della riflessione, l&#039;esigenza del voler capire, analizzare, occupano uno spazio sempre minore, perché arrivano immediatamente altre storie, altri fatti, e sgomitano e si sorpassano l&#039;un l&#039;altro. A volte non lasciano tracce, in noi, del loro passaggio, a volte lasciano lividi, che non ci ricordiamo neppure da cosa siano stati procurati.
La scorsa primavera ho vissuto un&#039;esperienza simile alla tua di sabato. E anch&#039;io mi sono chiesta se quel signore, vestito da una tuta azzurra, che aveva deciso di non aver più nessun motivo per continuare a vivere e si era buttato da un balcone accanto alla mia casa, lo avessi mai incontrato, e se i suoi pensieri, o i suoi occhi, si fossero per un momento incrociati con i miei. Non c&#039;era nessuno, con lui: solo due carabinieri a guardia del suo corpo, in attesa dell&#039;arrivo del furgone della polizia mortuaria. Passo davanti a quel marciapiede più volte al giorno e ci penso, a quel signore.  Ecco, questa è una storia che mi è rimasta dentro, anche se in realtà ne conosco solo la fine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so bene se sono le notizie, i fatti che ci risucchiano, e dentro di essi ci perdiamo, o se siamo noi a risucchiarli e dentro ci girano come azionati da una centrifuga. Certo è che il momento della riflessione, l&#8217;esigenza del voler capire, analizzare, occupano uno spazio sempre minore, perché arrivano immediatamente altre storie, altri fatti, e sgomitano e si sorpassano l&#8217;un l&#8217;altro. A volte non lasciano tracce, in noi, del loro passaggio, a volte lasciano lividi, che non ci ricordiamo neppure da cosa siano stati procurati.<br />
La scorsa primavera ho vissuto un&#8217;esperienza simile alla tua di sabato. E anch&#8217;io mi sono chiesta se quel signore, vestito da una tuta azzurra, che aveva deciso di non aver più nessun motivo per continuare a vivere e si era buttato da un balcone accanto alla mia casa, lo avessi mai incontrato, e se i suoi pensieri, o i suoi occhi, si fossero per un momento incrociati con i miei. Non c&#8217;era nessuno, con lui: solo due carabinieri a guardia del suo corpo, in attesa dell&#8217;arrivo del furgone della polizia mortuaria. Passo davanti a quel marciapiede più volte al giorno e ci penso, a quel signore.  Ecco, questa è una storia che mi è rimasta dentro, anche se in realtà ne conosco solo la fine.</p>
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		<title>
		Di: gerda		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132584</link>

		<dc:creator><![CDATA[gerda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 14:41:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Già, direi che il problema è proprio questo, la rapidità con cui tutto si sedimenta e viene assorbito senza alcun tipo di analisi. La rapidità  con la quale nuove storie/ riflessioni/ notizie ti vengono proposte è disarmante, una raffica di pentametri giambici, mi verrebbe da dire. Come con i meteoriti in Russia, ti vengono addosso  all&#039;improvviso, senza darti il tempo di capire di cosa si tratti ed eventualmente che direzione prendere e se sia il caso di fermarsi a osservarli da vicino, con tutti i rischi che comporta. Superata quella pioggia poi, finisce quasi sempre per rimanerti in mente solo il ricordo del suono o il bagliore accecante di quella scia luminosa. Dal mio punto di vista è frustrante. Non si riesce starci dietro. Non si ha tempo di elaborare nulla. Tutto/i van di fretta e tu ti domandi che gusto ci sia, salvo poi illudersi  di poter esprimere un parere, nella cosidetta &quot;democrazia della paletta&quot; specie sui social. Non c&#039;è spazio e/o non sembra esserci tempo e modo di formulare qualcosa di diverso da una sintetica approvazione o dal suo contrario. Bipolarsimo concettuale cancerogeno.
E&#039; come essere catapultati in una curva di ultras, dove &quot; la complessità dei sentimenti e della vita&quot; non è contemplata. Si ragiona per schemi e fede. E&#039; tifoseria da stadio che punta solo al risultato. Non è il mio sport.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Già, direi che il problema è proprio questo, la rapidità con cui tutto si sedimenta e viene assorbito senza alcun tipo di analisi. La rapidità  con la quale nuove storie/ riflessioni/ notizie ti vengono proposte è disarmante, una raffica di pentametri giambici, mi verrebbe da dire. Come con i meteoriti in Russia, ti vengono addosso  all&#8217;improvviso, senza darti il tempo di capire di cosa si tratti ed eventualmente che direzione prendere e se sia il caso di fermarsi a osservarli da vicino, con tutti i rischi che comporta. Superata quella pioggia poi, finisce quasi sempre per rimanerti in mente solo il ricordo del suono o il bagliore accecante di quella scia luminosa. Dal mio punto di vista è frustrante. Non si riesce starci dietro. Non si ha tempo di elaborare nulla. Tutto/i van di fretta e tu ti domandi che gusto ci sia, salvo poi illudersi  di poter esprimere un parere, nella cosidetta &#8220;democrazia della paletta&#8221; specie sui social. Non c&#8217;è spazio e/o non sembra esserci tempo e modo di formulare qualcosa di diverso da una sintetica approvazione o dal suo contrario. Bipolarsimo concettuale cancerogeno.<br />
E&#8217; come essere catapultati in una curva di ultras, dove &#8221; la complessità dei sentimenti e della vita&#8221; non è contemplata. Si ragiona per schemi e fede. E&#8217; tifoseria da stadio che punta solo al risultato. Non è il mio sport.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: amneris		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-che-vacillano-e-una-storia-nel-mezzo/comment-page-1/#comment-132583</link>

		<dc:creator><![CDATA[amneris]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2013 14:24:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[questo post è meraviglioso. punto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>questo post è meraviglioso. punto.</p>
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