<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: STORIE DI VITA E DI MORTE	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Sun, 08 Jan 2012 18:45:26 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125340</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 18:45:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125340</guid>

					<description><![CDATA[Lessi un articolo sull&#039;aborto in Giappone anni fa, praticamente il mutamento sociale dei decenni dello sviluppo economico e industriale aprirono ad una libertà sessuale che prima non c&#039;era, ma per il senso di pudore nazionale nessuno fece informazione sui metodi anticoncezionali, il risultato fu un&#039;impennata spaventosa di aborti.
Ora, il Giappone è un paese in cui la modernità più avanzata si è installata su una mentalità medioevale e si pensa che i bambini a cui non si è permesso nascere si mutino in demoni che tornano a tormentare la madre, dunque ci sono cimiteri dedicati a questi figli non nati dove le madri vanno costantemente a fare offerte per far cessare i tormenti che vengono loro inflitti dai bambini non nati.
La superficialità di molti aborti purtroppo non è una categoria fantasma, forse negli ultimi due decenni si è affrontato l&#039;aborto con più consapevolezza e inoltre i sistemi contraccettivi si sono sviluppati e sdoganati maggiormente dai diktat vaticani, anche perchè hanno coinciso in molti casi con la profilassi anti hiv.
Non conosco le statistiche ma forse oggi il numero di aborti a fini contraccettivi è minore di vent&#039;anni fa, non sono informato se non per quanto percepisco fra le persone che conosco.
So che questo è un interdetto, ma nel ventaglio delle cause non è infrequente, anche se sofferto e irrisolto, molte donne che conosco, quando hanno abortito l&#039;hanno fatto unicamente perchè erano rimaste incinte.
Questo non voglio tacciarlo di superficialità, ma chiamarlo terapeutico è un&#039;ipocrisia.
Sull&#039;accostammento con il suicidio mi riferivo più al decidere sulla vita, anche se suicidi come quello di Magri ad esempio mi hanno dato molto da pensare sulle ragioni del farlo e relativamente al tipo di soluzione.
Comunque hai ragione zauberei, non siamo qui per giudicare e io sono l&#039;ultimo a volerlo fare, anche se evidentemente approvo o disapprovo dei fatti.
Sulla mia prossimità ai concetti analitici ti sbagli, li conosco perchè molte persone vicino a me ci hanno a che fare in entrambi i ruoli, di paziente e di analista, ma la mia realtà personale viaggia su un registro molto diverso.
Barbara, non ho letto quel libro di Canetti, è un autore profondo nel suo pensiero, ma dal titolo immagino che tratti dei riti in relazione al potere e all&#039;uso di questi per consolidarlo.
E&#039; vero, Hitler dava una forma rituale alle sue adunate, anche papa Woitila si inventava nuove forme rituali per aumentare il consenso, ma io distinguo, (dal mio punto di vista naturalmente), i riti che hanno un&#039;efficacia spirituale e quelli che ne hanno una politica o psicologica, in fondo anche i satanisti hanno i loro, e li chiamiamo con lo stesso nome, riti, così come si parla di rituali di corteggiamento persino tra gli animali, ma non si tratta della stessa realtà.
Questo nuovo bacino di utenza che sono i cimiteri per i feti mi sembra significativo della confusione che regna sovrana a questo riguardo, una specie di iniziativa new age che aggiri e nasconda la condanna che sta alla base di questi movimenti per la vita.
Io posso considerare l&#039;aborto un omicidio, è nei miei diritti di libertà di coscienza, ed è mio diritto poter considerare la legge 194 una legge iniqua che permette l&#039;omicidio, è una considerazione molto semplice in fondo, ma fare di questo una crociata, con gli eccessi che abbiamo visto tra i fondamentalisti americani che sono arrivati ad uccidere, lo considero un&#039;aberrazione, una forma di isteria, anche se la ragione di fondo posso condividerla.
Certo pensando al soldato giapponese de &quot;L&#039;arpa birmana&quot; che fa della sua vita una missione per seppellire i morti di guerra, nel silenzio e nella pietà, tutto questo sventolare di carte legali e di visibilità coatta mi sembra così grossolano e finto da rendere l&#039;iniziativa piuttosto squallida, se poi il fine è quello di arrivare al riconoscimento del feto come persona per mettere in discussione la 194, beh, in questo caso credo che anche i sostenitori della libertà di aborto dovrebbero affinare gli argomenti e avere una presa di coscienza sul fatto che ogni libertà non può essere indiscriminata.
Mettere la vita e la morte in mano allo stato è sempre una pessima idea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lessi un articolo sull&#8217;aborto in Giappone anni fa, praticamente il mutamento sociale dei decenni dello sviluppo economico e industriale aprirono ad una libertà sessuale che prima non c&#8217;era, ma per il senso di pudore nazionale nessuno fece informazione sui metodi anticoncezionali, il risultato fu un&#8217;impennata spaventosa di aborti.<br />
Ora, il Giappone è un paese in cui la modernità più avanzata si è installata su una mentalità medioevale e si pensa che i bambini a cui non si è permesso nascere si mutino in demoni che tornano a tormentare la madre, dunque ci sono cimiteri dedicati a questi figli non nati dove le madri vanno costantemente a fare offerte per far cessare i tormenti che vengono loro inflitti dai bambini non nati.<br />
La superficialità di molti aborti purtroppo non è una categoria fantasma, forse negli ultimi due decenni si è affrontato l&#8217;aborto con più consapevolezza e inoltre i sistemi contraccettivi si sono sviluppati e sdoganati maggiormente dai diktat vaticani, anche perchè hanno coinciso in molti casi con la profilassi anti hiv.<br />
Non conosco le statistiche ma forse oggi il numero di aborti a fini contraccettivi è minore di vent&#8217;anni fa, non sono informato se non per quanto percepisco fra le persone che conosco.<br />
So che questo è un interdetto, ma nel ventaglio delle cause non è infrequente, anche se sofferto e irrisolto, molte donne che conosco, quando hanno abortito l&#8217;hanno fatto unicamente perchè erano rimaste incinte.<br />
Questo non voglio tacciarlo di superficialità, ma chiamarlo terapeutico è un&#8217;ipocrisia.<br />
Sull&#8217;accostammento con il suicidio mi riferivo più al decidere sulla vita, anche se suicidi come quello di Magri ad esempio mi hanno dato molto da pensare sulle ragioni del farlo e relativamente al tipo di soluzione.<br />
Comunque hai ragione zauberei, non siamo qui per giudicare e io sono l&#8217;ultimo a volerlo fare, anche se evidentemente approvo o disapprovo dei fatti.<br />
Sulla mia prossimità ai concetti analitici ti sbagli, li conosco perchè molte persone vicino a me ci hanno a che fare in entrambi i ruoli, di paziente e di analista, ma la mia realtà personale viaggia su un registro molto diverso.<br />
Barbara, non ho letto quel libro di Canetti, è un autore profondo nel suo pensiero, ma dal titolo immagino che tratti dei riti in relazione al potere e all&#8217;uso di questi per consolidarlo.<br />
E&#8217; vero, Hitler dava una forma rituale alle sue adunate, anche papa Woitila si inventava nuove forme rituali per aumentare il consenso, ma io distinguo, (dal mio punto di vista naturalmente), i riti che hanno un&#8217;efficacia spirituale e quelli che ne hanno una politica o psicologica, in fondo anche i satanisti hanno i loro, e li chiamiamo con lo stesso nome, riti, così come si parla di rituali di corteggiamento persino tra gli animali, ma non si tratta della stessa realtà.<br />
Questo nuovo bacino di utenza che sono i cimiteri per i feti mi sembra significativo della confusione che regna sovrana a questo riguardo, una specie di iniziativa new age che aggiri e nasconda la condanna che sta alla base di questi movimenti per la vita.<br />
Io posso considerare l&#8217;aborto un omicidio, è nei miei diritti di libertà di coscienza, ed è mio diritto poter considerare la legge 194 una legge iniqua che permette l&#8217;omicidio, è una considerazione molto semplice in fondo, ma fare di questo una crociata, con gli eccessi che abbiamo visto tra i fondamentalisti americani che sono arrivati ad uccidere, lo considero un&#8217;aberrazione, una forma di isteria, anche se la ragione di fondo posso condividerla.<br />
Certo pensando al soldato giapponese de &#8220;L&#8217;arpa birmana&#8221; che fa della sua vita una missione per seppellire i morti di guerra, nel silenzio e nella pietà, tutto questo sventolare di carte legali e di visibilità coatta mi sembra così grossolano e finto da rendere l&#8217;iniziativa piuttosto squallida, se poi il fine è quello di arrivare al riconoscimento del feto come persona per mettere in discussione la 194, beh, in questo caso credo che anche i sostenitori della libertà di aborto dovrebbero affinare gli argomenti e avere una presa di coscienza sul fatto che ogni libertà non può essere indiscriminata.<br />
Mettere la vita e la morte in mano allo stato è sempre una pessima idea.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ileana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125339</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ileana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 10:55:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125339</guid>

					<description><![CDATA[Un punto di vista che considero molto interessante: http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120105/manip2pg/05/manip2pz/315948/manip2r1/ida/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un punto di vista che considero molto interessante: <a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120105/manip2pg/05/manip2pz/315948/manip2r1/ida/" rel="nofollow ugc">http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/ricerca/nocache/1/manip2n1/20120105/manip2pg/05/manip2pz/315948/manip2r1/ida/</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125338</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 20:12:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125338</guid>

					<description><![CDATA[Mario Prandiani, non la prenda male ma sulle differenze dei riti la inviterei a leggere il sottovalutato - in Italia - Massa e Potere di Elias Canetti. Quella di Canetti è una prospettiva molto particolare, tuttavia chiarisce alcune questioni di fondo. Poi è certo possibile che lei lo conosca e dissenta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Prandiani, non la prenda male ma sulle differenze dei riti la inviterei a leggere il sottovalutato &#8211; in Italia &#8211; Massa e Potere di Elias Canetti. Quella di Canetti è una prospettiva molto particolare, tuttavia chiarisce alcune questioni di fondo. Poi è certo possibile che lei lo conosca e dissenta.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125337</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 20:00:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125337</guid>

					<description><![CDATA[Mario Prandiani ma ma te sei uno dei meglio qui fidati:)
L&#039;unica cosa su cui ti esorto a riflettere, proprio perchè mi sembra che sei vicino ai concetti analitici, e alla logica che li sostiene, capisci da te che, abortire per non assumersi delle responsabilità è un discorso che si può fare così sull&#039;autobus,ma è assolutamente privo di senso. Altrove anche io ho scirtto di contiguità tra aborto e suicidio, e capisci bene che suicidarsi per mancanza di responsabilità fa ridere, anche se il pensiero può venire. Tutto ha una semantica psicodinamica, più  che mai un gesto così carico di conseguenze. La superficialità è proprio l&#039;ultima categoria da chiamare in causa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Prandiani ma ma te sei uno dei meglio qui fidati:)<br />
L&#8217;unica cosa su cui ti esorto a riflettere, proprio perchè mi sembra che sei vicino ai concetti analitici, e alla logica che li sostiene, capisci da te che, abortire per non assumersi delle responsabilità è un discorso che si può fare così sull&#8217;autobus,ma è assolutamente privo di senso. Altrove anche io ho scirtto di contiguità tra aborto e suicidio, e capisci bene che suicidarsi per mancanza di responsabilità fa ridere, anche se il pensiero può venire. Tutto ha una semantica psicodinamica, più  che mai un gesto così carico di conseguenze. La superficialità è proprio l&#8217;ultima categoria da chiamare in causa.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125336</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 19:35:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125336</guid>

					<description><![CDATA[Diciamo allora che ci sono delle circostanze di solidarietà, che in funzione di quanto sono sincere e attente, aiutano a non vivere un lutto solo come perdita e sostengono chi lo ha subito, ma per me semplicemente non sono riti.
Forse nella coscienza atavica dell&#039;uomo c&#039;è una esigenza rituale e si cerca di dare a questi incontri una apparenza rituale, ma non è evidentemente la stessa cosa, come ripeto i riti sono per il morto l&#039;incontro e la presenza sono per chi resta.
E&#039; solo per non fare confusione, se si accetta di chiamare rito un pranzo è anche lecito ridurre un rito sacro ad una cerimonia consolatoria, cio che non è.
Per quanto riguarda l&#039;aspetto terapeutico, non ho un&#039;idea, la verità è che non saprei neanche da dove cominciare a trattare una scelta cosciente e il dolore che ne consegue alla stregua di una patologia, quindi ho poco da obbiettare su quello che dici, se non approvare incondizionatamente il rifiuto di terapia coatta, per le ragioni che hai espresso così chiaramente.
La legge, ad una legge non ha senso opporre la propria visione, e il consenso o meno a qualcosa che essendo stato deciso a suffragio in qualche modo ce ne fa portare a tutti la responsabilità.
Sotto un certo aspetto, da un punto di vista morale, l&#039;aborto somiglia al suicidio e le ragioni che li sostengono sono molto simili, in entrambi i casi c&#039;è un&#039;assunzione del diritto ad amministrare la morte.
Credo che una legge dello stato non sia in grado di valutare le ragioni di un aborto e quindi tuteli anche i motivi non gravi, e in molti casi c&#039;è solo il desiderio di non assumersi una responsabilità, anche se grave.
Le acrobazie sulla felicità futura e garantita al nascituro solo nel caso di una gestazione serena e consapevole non riescono a convincermi, per nulla.
Grazie comunque della risposta, sono argomenti che mi pento sempre di affrontare e che mi lasciano sempre un gran peso sul cuore, scusate anche se a qualcuno sembro oscurantista, ma è quello che sento e penso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diciamo allora che ci sono delle circostanze di solidarietà, che in funzione di quanto sono sincere e attente, aiutano a non vivere un lutto solo come perdita e sostengono chi lo ha subito, ma per me semplicemente non sono riti.<br />
Forse nella coscienza atavica dell&#8217;uomo c&#8217;è una esigenza rituale e si cerca di dare a questi incontri una apparenza rituale, ma non è evidentemente la stessa cosa, come ripeto i riti sono per il morto l&#8217;incontro e la presenza sono per chi resta.<br />
E&#8217; solo per non fare confusione, se si accetta di chiamare rito un pranzo è anche lecito ridurre un rito sacro ad una cerimonia consolatoria, cio che non è.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;aspetto terapeutico, non ho un&#8217;idea, la verità è che non saprei neanche da dove cominciare a trattare una scelta cosciente e il dolore che ne consegue alla stregua di una patologia, quindi ho poco da obbiettare su quello che dici, se non approvare incondizionatamente il rifiuto di terapia coatta, per le ragioni che hai espresso così chiaramente.<br />
La legge, ad una legge non ha senso opporre la propria visione, e il consenso o meno a qualcosa che essendo stato deciso a suffragio in qualche modo ce ne fa portare a tutti la responsabilità.<br />
Sotto un certo aspetto, da un punto di vista morale, l&#8217;aborto somiglia al suicidio e le ragioni che li sostengono sono molto simili, in entrambi i casi c&#8217;è un&#8217;assunzione del diritto ad amministrare la morte.<br />
Credo che una legge dello stato non sia in grado di valutare le ragioni di un aborto e quindi tuteli anche i motivi non gravi, e in molti casi c&#8217;è solo il desiderio di non assumersi una responsabilità, anche se grave.<br />
Le acrobazie sulla felicità futura e garantita al nascituro solo nel caso di una gestazione serena e consapevole non riescono a convincermi, per nulla.<br />
Grazie comunque della risposta, sono argomenti che mi pento sempre di affrontare e che mi lasciano sempre un gran peso sul cuore, scusate anche se a qualcuno sembro oscurantista, ma è quello che sento e penso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125335</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 15:57:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125335</guid>

					<description><![CDATA[Intervengo solo per dire che quoto Ileana in toto e trovo il suo commento molto importante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervengo solo per dire che quoto Ileana in toto e trovo il suo commento molto importante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125334</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 13:15:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125334</guid>

					<description><![CDATA[Rispondo a Prandiani, sforzandomi di glissare su Binaghi - con grande sforzo, e solidarizzando con chi non ci riesce, ma ricordandomi che, in questa discussione e negli eventi concreti che l&#039;hanno prodotta Binaghi non ha alcuna rilevanza. Ha espresso il suo parere ne prendiamo atto.
Mi interessa il discorso proposto da Prandiani invece, perchè tocca argomenti che mi sono cari, cari anche professionalmente.
La questione della ritualità condivisa per cominciare  è sempre polisemica, gruppale, e come nellle terapie di gruppo offre la possibilità di un avvio ai singoli di elaborazione grazie alle voci del gruppo. quando è morta mia nonna, per dire, abbiamo fatto una cena con tutti i parenti e gli amici di famiglia, abbiamo letto delle cose che parlavano di lei, abbiamo confrontato ognuno i suoi ricordi, e questi ricordi degli altri, ci sono rimasti dentro nei giorni successivi.
Ma questo non può essere tutto Prandiani naturalmente  - solo che i processi analitici di elaborazione del lutto, anche in caso di aborto per quanto auspicabili  - ci sono psicoanalisti oggi che se ne occupano molto - non possono essere istituzionalmente programmati. Si dovrebbe offrire - e in  teoria si offre, anche se dobbiamo tristemente sorvolare sulle condizioni in cui si opera - la possibilità di accedere a dei servizi che servono all&#039;elaborazione di queste problematiche come di altre, e si può lavorare perchè questo avvenga più spesso e anche su molti altri temi, ma non si può certo programmare un obbligo al processo analitico dell&#039;esperienza abortiva. Per migliaia di ottime ragioni - che vanno dal politico allo strettamente analitico. Il politico perchè una proposta del genere fa mettere chi la propone nei campi scivolosi e poco auspicabili dello stato etico - in specie se viene la sinistra idea di dare dei binari metodologici e ideologici alla questione (tentazione temo difficile da eludere), in termini analitici perchè una proposta del genere inficerebbe sistematicamente la validità del processo di elaborazione. Non si va in cura su istigazione di nessuno, salvo nei casi del grave ricatto che impone una psicopatologia con delle ricadute pericolose sul corpo, nè i   tempi per l&#039;elaborazione di un lutto - inteso nel senso metaforico e tecnico di perdita dell&#039;oggetto - sono gli stessi per tutte le donne.
Si può perciò offrire una porta aperta - questa porta già c&#039;è in molti centri, e viene offerta sistematicamente alle donne che abortiscono - se ne potrebbero offrire di più, ma purtroppo non solo per questo problema. La questione della psicopatologia in Italia è grave e dolorante, e non è solo questo l&#039;ambito in cui andrebbe presa sul serio. Sa quante cose vengono fatte senza una adeguata elaboriazione psichica? Sa lo sbando a cui vanno incontro le famiglie che adottano un ragazzino di 5 anni ucraino, che magari ha già addosso un abuso sessuale? Sa come vengono seguiti adeguatamente i bambini che hanno una disabilità che risulta uno stigma con i nostri efficienti servizi sociali? e le famiglie con una diagnosi psichiatrica conclamata? A voja a elaborazioni.
Infine - per quanto so che ha le sue ragioni, attenzione al tempismo in cui si propongono le argomentazioni: questa serie di post nasce da una tremenda constatazione, che un diritto doloroso sta venendo meno e una legge che lo tutelata viene svuotata dall&#039;interno. Allora, bisogna prima prendere chiara posizione su questa cosa, il resto viene dopo. Almeno a parere mio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo a Prandiani, sforzandomi di glissare su Binaghi &#8211; con grande sforzo, e solidarizzando con chi non ci riesce, ma ricordandomi che, in questa discussione e negli eventi concreti che l&#8217;hanno prodotta Binaghi non ha alcuna rilevanza. Ha espresso il suo parere ne prendiamo atto.<br />
Mi interessa il discorso proposto da Prandiani invece, perchè tocca argomenti che mi sono cari, cari anche professionalmente.<br />
La questione della ritualità condivisa per cominciare  è sempre polisemica, gruppale, e come nellle terapie di gruppo offre la possibilità di un avvio ai singoli di elaborazione grazie alle voci del gruppo. quando è morta mia nonna, per dire, abbiamo fatto una cena con tutti i parenti e gli amici di famiglia, abbiamo letto delle cose che parlavano di lei, abbiamo confrontato ognuno i suoi ricordi, e questi ricordi degli altri, ci sono rimasti dentro nei giorni successivi.<br />
Ma questo non può essere tutto Prandiani naturalmente  &#8211; solo che i processi analitici di elaborazione del lutto, anche in caso di aborto per quanto auspicabili  &#8211; ci sono psicoanalisti oggi che se ne occupano molto &#8211; non possono essere istituzionalmente programmati. Si dovrebbe offrire &#8211; e in  teoria si offre, anche se dobbiamo tristemente sorvolare sulle condizioni in cui si opera &#8211; la possibilità di accedere a dei servizi che servono all&#8217;elaborazione di queste problematiche come di altre, e si può lavorare perchè questo avvenga più spesso e anche su molti altri temi, ma non si può certo programmare un obbligo al processo analitico dell&#8217;esperienza abortiva. Per migliaia di ottime ragioni &#8211; che vanno dal politico allo strettamente analitico. Il politico perchè una proposta del genere fa mettere chi la propone nei campi scivolosi e poco auspicabili dello stato etico &#8211; in specie se viene la sinistra idea di dare dei binari metodologici e ideologici alla questione (tentazione temo difficile da eludere), in termini analitici perchè una proposta del genere inficerebbe sistematicamente la validità del processo di elaborazione. Non si va in cura su istigazione di nessuno, salvo nei casi del grave ricatto che impone una psicopatologia con delle ricadute pericolose sul corpo, nè i   tempi per l&#8217;elaborazione di un lutto &#8211; inteso nel senso metaforico e tecnico di perdita dell&#8217;oggetto &#8211; sono gli stessi per tutte le donne.<br />
Si può perciò offrire una porta aperta &#8211; questa porta già c&#8217;è in molti centri, e viene offerta sistematicamente alle donne che abortiscono &#8211; se ne potrebbero offrire di più, ma purtroppo non solo per questo problema. La questione della psicopatologia in Italia è grave e dolorante, e non è solo questo l&#8217;ambito in cui andrebbe presa sul serio. Sa quante cose vengono fatte senza una adeguata elaboriazione psichica? Sa lo sbando a cui vanno incontro le famiglie che adottano un ragazzino di 5 anni ucraino, che magari ha già addosso un abuso sessuale? Sa come vengono seguiti adeguatamente i bambini che hanno una disabilità che risulta uno stigma con i nostri efficienti servizi sociali? e le famiglie con una diagnosi psichiatrica conclamata? A voja a elaborazioni.<br />
Infine &#8211; per quanto so che ha le sue ragioni, attenzione al tempismo in cui si propongono le argomentazioni: questa serie di post nasce da una tremenda constatazione, che un diritto doloroso sta venendo meno e una legge che lo tutelata viene svuotata dall&#8217;interno. Allora, bisogna prima prendere chiara posizione su questa cosa, il resto viene dopo. Almeno a parere mio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Serbilla		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125333</link>

		<dc:creator><![CDATA[Serbilla]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:54:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125333</guid>

					<description><![CDATA[Valter, guardi è proprio il contrario che si cerca di fare: la libertà di ricorrere all&#039;intervento abortivo è strettamente collegata all&#039;educazione sessuale ed alla responsabilità della propria sessualità. Ovviamente c&#039;è da considerare cosa si intende per &quot;educazione sessuale&quot;, cioè se si intende &quot;mutanda di ferro&quot; e camicia col buco &quot;Non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a Dio&quot; o l&#039;incontro di persone consapevoli che traggono godimento dalla loro relazione, che sia trentennale che sia occasionale. Tutto questo è strettamente collegato ad una genitorialità responsabile, ma è ciò che ci si propone di fare contestualmente alla difesa dell&#039;ivg, che ovviamente non viene intesa come metodo anticoncezionale, data l&#039;invasività su tutti i fronti. E mi sembra che ciò attenga strettamente alla libertà delle persone di vivere i rapporti, e dunque sia necessaria quella famosa diffusione di conoscenza sul corpo, sul rispetto, sulla salute ecc. che solitamente, chi nega il diritto all&#039;intervento abortivo, ostacola. E&#039; cosa di tutti giorni, evidente, non una mia impressione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Valter, guardi è proprio il contrario che si cerca di fare: la libertà di ricorrere all&#8217;intervento abortivo è strettamente collegata all&#8217;educazione sessuale ed alla responsabilità della propria sessualità. Ovviamente c&#8217;è da considerare cosa si intende per &#8220;educazione sessuale&#8221;, cioè se si intende &#8220;mutanda di ferro&#8221; e camicia col buco &#8220;Non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a Dio&#8221; o l&#8217;incontro di persone consapevoli che traggono godimento dalla loro relazione, che sia trentennale che sia occasionale. Tutto questo è strettamente collegato ad una genitorialità responsabile, ma è ciò che ci si propone di fare contestualmente alla difesa dell&#8217;ivg, che ovviamente non viene intesa come metodo anticoncezionale, data l&#8217;invasività su tutti i fronti. E mi sembra che ciò attenga strettamente alla libertà delle persone di vivere i rapporti, e dunque sia necessaria quella famosa diffusione di conoscenza sul corpo, sul rispetto, sulla salute ecc. che solitamente, chi nega il diritto all&#8217;intervento abortivo, ostacola. E&#8217; cosa di tutti giorni, evidente, non una mia impressione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Laura V.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125332</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:41:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125332</guid>

					<description><![CDATA[Non mi riferivo al contenuto, ma al tono dell&#039;ultima frase. Va bene &quot;piccata&quot;? Comunque, credo di aver capito la sua posizione, finalmente è stato molto chiaro. Credo anche, però, che a scatenare le varie incomprensioni non siano le sue posizioni, ma il tono da maestro che ogni tanto lei assume.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi riferivo al contenuto, ma al tono dell&#8217;ultima frase. Va bene &#8220;piccata&#8221;? Comunque, credo di aver capito la sua posizione, finalmente è stato molto chiaro. Credo anche, però, che a scatenare le varie incomprensioni non siano le sue posizioni, ma il tono da maestro che ogni tanto lei assume.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Laura atena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/storie-di-vita-e-di-morte/comment-page-3/#comment-125331</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura atena]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 12:35:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5007#comment-125331</guid>

					<description><![CDATA[Ecco Valter forse i malintesi di questa discussione nascono proprio dalle ultime due righe del tuo commento, perché secondo me non è vero che soffocare ogni giudizio sociale sull&#039;aborto significa negare la possibilità di educare o meno a una sessualità e a una genitorialità responsabile.
E&#039; questa associazione che tu dai per scontata che crea i nostri diversi approcci e le nostre due differenti sensibilità nell&#039;accostarci ad esempio alla storia di valentina
non so se mi sono spiegata scusate la fretta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco Valter forse i malintesi di questa discussione nascono proprio dalle ultime due righe del tuo commento, perché secondo me non è vero che soffocare ogni giudizio sociale sull&#8217;aborto significa negare la possibilità di educare o meno a una sessualità e a una genitorialità responsabile.<br />
E&#8217; questa associazione che tu dai per scontata che crea i nostri diversi approcci e le nostre due differenti sensibilità nell&#8217;accostarci ad esempio alla storia di valentina<br />
non so se mi sono spiegata scusate la fretta</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
