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	Commenti a: STUDIATE. GEORGE LAKOFF SU EMPATIA, POLITICA, RAGIONE.	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: silvia56		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/studiate-george-lakoff-su-empatia-politica-ragione/comment-page-1/#comment-138895</link>

		<dc:creator><![CDATA[silvia56]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 13:47:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono grata di questa dotta precisazione. Ogni volta che leggo o ascolto Costanza Miriano ( e bisogna leggere attentamente per comprendere il plagio) , ho la percezione che la fede c&#039;entri ben poco . La finta condivisione delle &quot;angosce quotidiane&quot; , l&#039;uso di una  &quot; simpatica&quot; ironia , una santità da wonder woman che haquattrofiglimacelafa ,perché santa appunto ,ricordano piuttosto Matteo :&quot;Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all&#039;esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all&#039;esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d&#039;ipocrisia e d&#039;iniquità&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono grata di questa dotta precisazione. Ogni volta che leggo o ascolto Costanza Miriano ( e bisogna leggere attentamente per comprendere il plagio) , ho la percezione che la fede c&#8217;entri ben poco . La finta condivisione delle &#8220;angosce quotidiane&#8221; , l&#8217;uso di una  &#8221; simpatica&#8221; ironia , una santità da wonder woman che haquattrofiglimacelafa ,perché santa appunto ,ricordano piuttosto Matteo :&#8221;Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all&#8217;esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all&#8217;esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d&#8217;ipocrisia e d&#8217;iniquità&#8221;</p>
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		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/studiate-george-lakoff-su-empatia-politica-ragione/comment-page-1/#comment-138894</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 10:09:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da questo punto di vista, Renzi ha dunque fatto una scelta condivisibile. Evitando di parlare dei fatti, e coinvolgendo a livello &quot;empatico&quot; l&#039;elettorato. Bisogna anche aggiungere che se poi prendi il potere, e attui programmi di destra liberale (che poi vorrei sapere la differenza tra destra liberale e democratici liberali), tanto valeva lasciar fare agli altri. Si dirà che così ha ottenuto i voti da sinistra, che Berlusconi o Monti non avrebbero mai avuto. Anche questo è vero.
L&#039;intervista è molto interessante, e tutta la questione della falsa moralità e della cecità di chi pensa che la ragione e la verità bastino per fare politica è sacrosanta.
Resta il punto nevralgico: premesso che non amo le parole &quot;destra-sinistra&quot; per una &quot;mera&quot; questione linguistica - ormai sono diventati termini polisemici, e cangianti, se mi passate l&#039;immagini - essere di sinistra ha sempre significato sacrificare qualcosa di sé per darlo agli altri in difficoltà. Non solo questo, chiaro, ma questo è il punto nevralgico.
Ora, empaticamente, e &#039;naturalmente&#039; è difficile, molto difficile che un cittadino voti per un programma di sacrifici. E quindi se la &quot;Ragione Illuminista&quot; fa più danni che altro, e a livello viscerale la destra parte centinaia di metri più avanti (la narrazione della paura dell&#039;altro e proteggi te stesso e le tue cose vince senza neanche cominciare la partita), occorre trovare un altro livello, che io definirei culturale, senza il quale la narrazione &quot;sinistra&quot; non potrebbe mai attecchire.
La democrazia ci illude con la faccenda della maggioranza. La maggioranza delle persone appartiene al ceto medio o basso e quindi dovrebbe essere d&#039;accordo nel ridistribuire la ricchezza e i servizi in modo da migliorare la propria qualità di vita. Ma non è così. Uno non vale uno. E quella maggioranza, dopo 200 anni, fa ancora la fine del Terzo Stato in Francia durante gli Stati Generali.
Pensare di &quot;vincere&quot; con un programma di sinistra è giocare sempre in cinque contro undici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da questo punto di vista, Renzi ha dunque fatto una scelta condivisibile. Evitando di parlare dei fatti, e coinvolgendo a livello &#8220;empatico&#8221; l&#8217;elettorato. Bisogna anche aggiungere che se poi prendi il potere, e attui programmi di destra liberale (che poi vorrei sapere la differenza tra destra liberale e democratici liberali), tanto valeva lasciar fare agli altri. Si dirà che così ha ottenuto i voti da sinistra, che Berlusconi o Monti non avrebbero mai avuto. Anche questo è vero.<br />
L&#8217;intervista è molto interessante, e tutta la questione della falsa moralità e della cecità di chi pensa che la ragione e la verità bastino per fare politica è sacrosanta.<br />
Resta il punto nevralgico: premesso che non amo le parole &#8220;destra-sinistra&#8221; per una &#8220;mera&#8221; questione linguistica &#8211; ormai sono diventati termini polisemici, e cangianti, se mi passate l&#8217;immagini &#8211; essere di sinistra ha sempre significato sacrificare qualcosa di sé per darlo agli altri in difficoltà. Non solo questo, chiaro, ma questo è il punto nevralgico.<br />
Ora, empaticamente, e &#8216;naturalmente&#8217; è difficile, molto difficile che un cittadino voti per un programma di sacrifici. E quindi se la &#8220;Ragione Illuminista&#8221; fa più danni che altro, e a livello viscerale la destra parte centinaia di metri più avanti (la narrazione della paura dell&#8217;altro e proteggi te stesso e le tue cose vince senza neanche cominciare la partita), occorre trovare un altro livello, che io definirei culturale, senza il quale la narrazione &#8220;sinistra&#8221; non potrebbe mai attecchire.<br />
La democrazia ci illude con la faccenda della maggioranza. La maggioranza delle persone appartiene al ceto medio o basso e quindi dovrebbe essere d&#8217;accordo nel ridistribuire la ricchezza e i servizi in modo da migliorare la propria qualità di vita. Ma non è così. Uno non vale uno. E quella maggioranza, dopo 200 anni, fa ancora la fine del Terzo Stato in Francia durante gli Stati Generali.<br />
Pensare di &#8220;vincere&#8221; con un programma di sinistra è giocare sempre in cinque contro undici.</p>
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		<title>
		Di: antonella		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/studiate-george-lakoff-su-empatia-politica-ragione/comment-page-1/#comment-138893</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 09:52:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Il governo di sé e degli altri&quot; di Michel Foucault è la trascrizione del corso che Foucault tenne al Collège de France nel 1882-83 e tratta della &quot;parresia&quot;, il dire la verità che è prerogativa del cittadino.
Direi che in comunicazione politica si dovrebbe ripartire da qui, anche se leggere Damasio è un&#039;esperienza avvincente.
Lakoff, non l&#039;ho mai letto perché sono ignorante. Cercherò di studiare, grazie. :D]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il governo di sé e degli altri&#8221; di Michel Foucault è la trascrizione del corso che Foucault tenne al Collège de France nel 1882-83 e tratta della &#8220;parresia&#8221;, il dire la verità che è prerogativa del cittadino.<br />
Direi che in comunicazione politica si dovrebbe ripartire da qui, anche se leggere Damasio è un&#8217;esperienza avvincente.<br />
Lakoff, non l&#8217;ho mai letto perché sono ignorante. Cercherò di studiare, grazie. 😀</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Bianca 2007		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/studiate-george-lakoff-su-empatia-politica-ragione/comment-page-1/#comment-138892</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bianca 2007]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 09:18:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Interessante quanto complesso. Del resto ogni evoluzione è complessa. La conoscenza è complessa. Complessi sono i mezzi per arrivarci. Complessi i meccanismi che operano a livello incpnscio prima che si affaccino allo stato cognitivo ecdallo stato cognitivo alla coscienza e lì lavorino dando vita al pensiero, formandolo, educandolo sino a renderlo chiaro e idoneo a &quot;comunicare&quot; trasmettendo stimoli su cui riflettere dopo un&#039;istintiva prima fase emozionale. Impresa non facile dal momento che tutto questo richiede una profonda onestà nella curiosità di scavare/scavarsi itale da trasformare il cervello e rendere le azioni coerenti al suo autonomo pensiero capace di afferrare la realtà, analizzarla a fondo e inciderla infine come atto politico e con un suo carisma personale.
Obama? Mah! Forse deve ancora concquistare qualcosa per passare alla Storia come comunicatore innovativo. Mirka]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante quanto complesso. Del resto ogni evoluzione è complessa. La conoscenza è complessa. Complessi sono i mezzi per arrivarci. Complessi i meccanismi che operano a livello incpnscio prima che si affaccino allo stato cognitivo ecdallo stato cognitivo alla coscienza e lì lavorino dando vita al pensiero, formandolo, educandolo sino a renderlo chiaro e idoneo a &#8220;comunicare&#8221; trasmettendo stimoli su cui riflettere dopo un&#8217;istintiva prima fase emozionale. Impresa non facile dal momento che tutto questo richiede una profonda onestà nella curiosità di scavare/scavarsi itale da trasformare il cervello e rendere le azioni coerenti al suo autonomo pensiero capace di afferrare la realtà, analizzarla a fondo e inciderla infine come atto politico e con un suo carisma personale.<br />
Obama? Mah! Forse deve ancora concquistare qualcosa per passare alla Storia come comunicatore innovativo. Mirka</p>
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