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	Commenti a: SUL CONCETTO DEL PARLARE SENZA AVER VISTO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: helena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125934</link>

		<dc:creator><![CDATA[helena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:22:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho visto lo spettacolo nella fatidica serata a Milano e vi incollo sotto il thread sopra, un commento lasciato su NI che vi dice la mia impressione.
Qua invece aggiungo che spero siate tutti così giovani o &quot;fortunati&quot; da non esservi mai dovuti confrontare da vicino con la sofferenza degli anziani quando perdono la loro integrità fisica o mentale (o spesso entrambe) e se ne sentono disperatamente umiliati.
&quot;Integrità&quot; penso sia meno discutibile di &quot;dignità&quot;, ma è anche peggio. Solo che chi si sente andare a pezzi, lo patisce come perdita di dignità.
Castellucci, con la sua merda, che purtroppo è assai normale, ne ha messo in scena l&#039;espressione più visibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto lo spettacolo nella fatidica serata a Milano e vi incollo sotto il thread sopra, un commento lasciato su NI che vi dice la mia impressione.<br />
Qua invece aggiungo che spero siate tutti così giovani o &#8220;fortunati&#8221; da non esservi mai dovuti confrontare da vicino con la sofferenza degli anziani quando perdono la loro integrità fisica o mentale (o spesso entrambe) e se ne sentono disperatamente umiliati.<br />
&#8220;Integrità&#8221; penso sia meno discutibile di &#8220;dignità&#8221;, ma è anche peggio. Solo che chi si sente andare a pezzi, lo patisce come perdita di dignità.<br />
Castellucci, con la sua merda, che purtroppo è assai normale, ne ha messo in scena l&#8217;espressione più visibile.</p>
]]></content:encoded>
		
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		Di: Pensieri Oziosi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125933</link>

		<dc:creator><![CDATA[Pensieri Oziosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 22:05:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma pastore non si dice &quot;shepherd&quot;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma pastore non si dice &#8220;shepherd&#8221;?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125932</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:35:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho visto lo spettacolo a Londra lo scorso aprile. Non mi ha convinto del tutto ma ricordo un momento che mi ha fatto molto male. Quando il padre si sporca per l&#039;ultima volta il figlio sbotta, perde la pazienza e alza la voce. Un attimo dopo si rende conto di quello che ha fatto, inizia a piangere e chiede perdono al padre. Subito dopo le luci si abbassano e il volto del Cristo si illumina...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto lo spettacolo a Londra lo scorso aprile. Non mi ha convinto del tutto ma ricordo un momento che mi ha fatto molto male. Quando il padre si sporca per l&#8217;ultima volta il figlio sbotta, perde la pazienza e alza la voce. Un attimo dopo si rende conto di quello che ha fatto, inizia a piangere e chiede perdono al padre. Subito dopo le luci si abbassano e il volto del Cristo si illumina&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125931</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 00:18:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non la gnosi, ma certi temi del manicheismo.
Me l&#039;aspettavo la tua alzata di scudi, ma non è la sede questa.
Come ripeto non ho visto l&#039;opera, e non la vedrò, ne credo nessuno l&#039;abbia considerata un&#039;opera cristiana, tuttalpiù si è detto che è più cristiana dei pitbull dell&#039;oratorio, e ci sta; poche cose sono meno cristiane della violenza contro chi si dissocia dalla verità rivelata.
Ma quello che volevo dire, Valter &quot;zolfanello&quot; Binaghi, è che immagino che se qualcuno ha pensato di accostare le due cose, il volto e le feci, può essere perchè gli interessava l&#039;aspetto più umano che divino, non vorrei giudicarne le intenzioni, solo fare una considerazione sulle possibili scelte artistiche che hanno prodotto tutta questa agitazione.
Quando c&#039;è una pikkola zomossa popolarre, difficilmente partecipo per una delle parti, ma vorrei capire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non la gnosi, ma certi temi del manicheismo.<br />
Me l&#8217;aspettavo la tua alzata di scudi, ma non è la sede questa.<br />
Come ripeto non ho visto l&#8217;opera, e non la vedrò, ne credo nessuno l&#8217;abbia considerata un&#8217;opera cristiana, tuttalpiù si è detto che è più cristiana dei pitbull dell&#8217;oratorio, e ci sta; poche cose sono meno cristiane della violenza contro chi si dissocia dalla verità rivelata.<br />
Ma quello che volevo dire, Valter &#8220;zolfanello&#8221; Binaghi, è che immagino che se qualcuno ha pensato di accostare le due cose, il volto e le feci, può essere perchè gli interessava l&#8217;aspetto più umano che divino, non vorrei giudicarne le intenzioni, solo fare una considerazione sulle possibili scelte artistiche che hanno prodotto tutta questa agitazione.<br />
Quando c&#8217;è una pikkola zomossa popolarre, difficilmente partecipo per una delle parti, ma vorrei capire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125930</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 00:03:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con quanti hanno intuito una grande pietas e anche, o meglio proprio, nella provocazione, l’intento di riportare a una riflessione sulle nostre relazioni, sull’amore dei figli per i padri (e le madri). La perdita della dignità a me non pare proprio una colpa dello spettacolo, che semmai sembrerebbe invitare a riflettere su quella perdita e su come proprio la cura sia un supremo atto d’amore.
In “Patrimonio” Philip Roth racconta la morte del padre. E la scena che mi ha commossa è quella in cui Roth pulisce, appunto, la merda del padre:
“Ero terribilmente dispiaciuto per la lotta eroica e sfortunata che aveva sostenuto per ripulirsi prima che io lo raggiungessi nel bagno, e per la vergogna che aveva dovuto provare, il disonore di cui sentiva il peso, eppure, ora che la cosa era finita e lui era immerso nel sonno, pensai che non avrei potuto chiedere niente di più, per me stesso, prima della sua morte: anche questo era giusto ed era come doveva essere. Si pulisce la merda del proprio padre perché dev’essere pulita, ma dopo averlo fatto tutto quello che resta da sentire lo senti come mai prima d’allora. E non era la prima volta che lo capivo: una volta sfuggito al disgusto e ignorata la nausea e dominate quelle fobie che hanno acquistato la forza di un tabù, c’è ancora tantissima vita da accogliere dentro di sé.”
La merda del padre come patrimonio, la capacità di amare il proprio genitore e superare e reintegrare quella perdita di dignità. Cosa ci sarebbe di irriverente e blasfemo in tutto questo? Purtroppo parlo anch’io senza avere visto, e allora mi esprimo sulle reazioni, più che sullo spettacolo, che peraltro  vorrei vedere.
E mi viene il dubbio che di blasfemo (percepito come tale) ci sia un appropriarsi del volto di Cristo e un riflettere sul sacro in modi che possono unire anziché dividere persone religiose – di diverse religioni – e non credenti, e soprattutto un farlo al di fuori del controllo di quella Chiesa che, se non vado errata, della lettura dei testi  e della pietà – di un’idea di pietà po’ troppo ipocrita e piegata a logiche di potere, per i miei gusti – vorrebbe continuare a mantenere il controllo. E per questo, forse, non è così dispiaciuta che si prendano alla lettera, e alla cieca, le proprie indicazioni di mancato apprezzamento. Protestare poi è un diritto, ma va fatto senza ledere il diritto di altri, e, soprattutto, a ragion veduta, in autonomia di giudizio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con quanti hanno intuito una grande pietas e anche, o meglio proprio, nella provocazione, l’intento di riportare a una riflessione sulle nostre relazioni, sull’amore dei figli per i padri (e le madri). La perdita della dignità a me non pare proprio una colpa dello spettacolo, che semmai sembrerebbe invitare a riflettere su quella perdita e su come proprio la cura sia un supremo atto d’amore.<br />
In “Patrimonio” Philip Roth racconta la morte del padre. E la scena che mi ha commossa è quella in cui Roth pulisce, appunto, la merda del padre:<br />
“Ero terribilmente dispiaciuto per la lotta eroica e sfortunata che aveva sostenuto per ripulirsi prima che io lo raggiungessi nel bagno, e per la vergogna che aveva dovuto provare, il disonore di cui sentiva il peso, eppure, ora che la cosa era finita e lui era immerso nel sonno, pensai che non avrei potuto chiedere niente di più, per me stesso, prima della sua morte: anche questo era giusto ed era come doveva essere. Si pulisce la merda del proprio padre perché dev’essere pulita, ma dopo averlo fatto tutto quello che resta da sentire lo senti come mai prima d’allora. E non era la prima volta che lo capivo: una volta sfuggito al disgusto e ignorata la nausea e dominate quelle fobie che hanno acquistato la forza di un tabù, c’è ancora tantissima vita da accogliere dentro di sé.”<br />
La merda del padre come patrimonio, la capacità di amare il proprio genitore e superare e reintegrare quella perdita di dignità. Cosa ci sarebbe di irriverente e blasfemo in tutto questo? Purtroppo parlo anch’io senza avere visto, e allora mi esprimo sulle reazioni, più che sullo spettacolo, che peraltro  vorrei vedere.<br />
E mi viene il dubbio che di blasfemo (percepito come tale) ci sia un appropriarsi del volto di Cristo e un riflettere sul sacro in modi che possono unire anziché dividere persone religiose – di diverse religioni – e non credenti, e soprattutto un farlo al di fuori del controllo di quella Chiesa che, se non vado errata, della lettura dei testi  e della pietà – di un’idea di pietà po’ troppo ipocrita e piegata a logiche di potere, per i miei gusti – vorrebbe continuare a mantenere il controllo. E per questo, forse, non è così dispiaciuta che si prendano alla lettera, e alla cieca, le proprie indicazioni di mancato apprezzamento. Protestare poi è un diritto, ma va fatto senza ledere il diritto di altri, e, soprattutto, a ragion veduta, in autonomia di giudizio.</p>
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		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125929</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 23:21:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Daccordo con Mario. Lo scandalo dell&#039;umanità di Cristo non deve stupire. A patto che si riesca a rappresentare anche la dignità di un uomo che caca. Perchè Dio può non vedersi, può essere eclissato, ma l&#039;uomo non può essere ridotto a cosa, qualcuno ha provato a fare questo, e lo chiamiamo Olocausto. La distanza siderale (non l&#039;assenza) del volto di Dio nell&#039;uomo non può essere rimossa fino a quel punto, altrimenti non solo l&#039;opera non ha niente di cristiano, ma fallisce l&#039;incontro con l&#039;umanità, sarebbe caricatura (più o meno ideologica) non rappresentazione.
La possibilità gnostica sta nel vedere l&#039;uomo talmente sfigurato da renderlo un ricettacolo impossibile per lo spirito, cui non rimane che l&#039;evasione violenta dalla carne.
Che poi la gnosi sia entrata in Occidente per colpa di Agostino, è una stronzata che lascerei a Mancuso, da Pandiani non me l&#039;aspettavo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Daccordo con Mario. Lo scandalo dell&#8217;umanità di Cristo non deve stupire. A patto che si riesca a rappresentare anche la dignità di un uomo che caca. Perchè Dio può non vedersi, può essere eclissato, ma l&#8217;uomo non può essere ridotto a cosa, qualcuno ha provato a fare questo, e lo chiamiamo Olocausto. La distanza siderale (non l&#8217;assenza) del volto di Dio nell&#8217;uomo non può essere rimossa fino a quel punto, altrimenti non solo l&#8217;opera non ha niente di cristiano, ma fallisce l&#8217;incontro con l&#8217;umanità, sarebbe caricatura (più o meno ideologica) non rappresentazione.<br />
La possibilità gnostica sta nel vedere l&#8217;uomo talmente sfigurato da renderlo un ricettacolo impossibile per lo spirito, cui non rimane che l&#8217;evasione violenta dalla carne.<br />
Che poi la gnosi sia entrata in Occidente per colpa di Agostino, è una stronzata che lascerei a Mancuso, da Pandiani non me l&#8217;aspettavo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Pandiani		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125928</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pandiani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 22:23:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quello che più spiace di queste manifestazioni isteriche, (ma in altri paesi uccidono per questi motivi, in europa non ancora o non sempre), è che in qualche modo neutralizzano, polarizzando le posizioni, un dialogo sul merito dell&#039;opera.
Non l&#039;ho vista, e non credo che andrò a vederla; conosco, anche se non così drammaticamente, la cura di un corpo malato, e la puzza di merda non mi è venuta per questo più simpatica, anzi trovo il suo uso in uno spettacolo una ridondanza, un iperrealismo, comunque non credo di aver bisogno di una pièce teatrale per essere educato a questo.
Ma mi piacerebbe fermare un paio di punti, circa la visione cristiana della merda.
Un Padre del deserto, paragona il rapporto di Dio con l&#039;uomo decaduto e peccatore a quello della madre che pulisce il bambino dalla merda e gli cambia le pezze, i pannolini.
Evidentemente il figlio che fa la stessa cosa col padre è un&#039;analogia identica, si riferisce ad una forma d&#039;amore molto concreta e disinteressata.
La tradizione manichea, che si infiltrò nel cattolicesimo grazie alla dottrina agostiniana, considera il corpo cattivo e solo lo spirito buono, con tutte le conseguenze che ben conosciamo, ma la tradizione cristiana originaria dice che Dio ha creato tutto integralmente buono, e che ha permesso che il peccato, (o il male, se sembra troppo confessionale il termine peccato), entrasse nel mondo attraverso l&#039;uomo, in virtù della libertà che gli è propria.
Ed è in questa libertà, non nell&#039;attività intestinale, che sta la somiglianza, somiglianza che l&#039;uomo ha perso, pur conservando l&#039;immagine, e che in molti casi cerca di ritrovare, e in moltissimi ritrova, senza forse saperlo.
Se annoio ditelo, cerco di essere sintetico al massimo.
Il &quot;problema della merda&quot; qui sollevato si pone in quanto è evidentemente immagine e odore della corruzione, e per questo nella vita eterna non ci sarà merda, come non ci saranno vecchiaia e morte.
Evidentemente non è considerato argomento di conversazione gradevole, anche se la prima incombenza di un monaco alle prime armi, normalmente, è la pulizia dei cessi.
Ma siamo in epoca assolutamente atipica, e effettivamente l&#039;accostamento tra il volto di Cristo e la merda è possibile in ambito artistico, e l&#039;intenzione mi sembra animata da profonda pietas, rientra un po&#039; in quel modo di far pendere la bilancia delle sue due nature decisamente sul versante umano lasciando forse a quello divino una distanza siderale, certo di minor interesse.
Non vedo il crimine, ma mi piacerebbe che la protesta dei palotini di curia non portasse le persone tolleranti ad attribuire a Dio ciò che esce dal cappello degli uomini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello che più spiace di queste manifestazioni isteriche, (ma in altri paesi uccidono per questi motivi, in europa non ancora o non sempre), è che in qualche modo neutralizzano, polarizzando le posizioni, un dialogo sul merito dell&#8217;opera.<br />
Non l&#8217;ho vista, e non credo che andrò a vederla; conosco, anche se non così drammaticamente, la cura di un corpo malato, e la puzza di merda non mi è venuta per questo più simpatica, anzi trovo il suo uso in uno spettacolo una ridondanza, un iperrealismo, comunque non credo di aver bisogno di una pièce teatrale per essere educato a questo.<br />
Ma mi piacerebbe fermare un paio di punti, circa la visione cristiana della merda.<br />
Un Padre del deserto, paragona il rapporto di Dio con l&#8217;uomo decaduto e peccatore a quello della madre che pulisce il bambino dalla merda e gli cambia le pezze, i pannolini.<br />
Evidentemente il figlio che fa la stessa cosa col padre è un&#8217;analogia identica, si riferisce ad una forma d&#8217;amore molto concreta e disinteressata.<br />
La tradizione manichea, che si infiltrò nel cattolicesimo grazie alla dottrina agostiniana, considera il corpo cattivo e solo lo spirito buono, con tutte le conseguenze che ben conosciamo, ma la tradizione cristiana originaria dice che Dio ha creato tutto integralmente buono, e che ha permesso che il peccato, (o il male, se sembra troppo confessionale il termine peccato), entrasse nel mondo attraverso l&#8217;uomo, in virtù della libertà che gli è propria.<br />
Ed è in questa libertà, non nell&#8217;attività intestinale, che sta la somiglianza, somiglianza che l&#8217;uomo ha perso, pur conservando l&#8217;immagine, e che in molti casi cerca di ritrovare, e in moltissimi ritrova, senza forse saperlo.<br />
Se annoio ditelo, cerco di essere sintetico al massimo.<br />
Il &#8220;problema della merda&#8221; qui sollevato si pone in quanto è evidentemente immagine e odore della corruzione, e per questo nella vita eterna non ci sarà merda, come non ci saranno vecchiaia e morte.<br />
Evidentemente non è considerato argomento di conversazione gradevole, anche se la prima incombenza di un monaco alle prime armi, normalmente, è la pulizia dei cessi.<br />
Ma siamo in epoca assolutamente atipica, e effettivamente l&#8217;accostamento tra il volto di Cristo e la merda è possibile in ambito artistico, e l&#8217;intenzione mi sembra animata da profonda pietas, rientra un po&#8217; in quel modo di far pendere la bilancia delle sue due nature decisamente sul versante umano lasciando forse a quello divino una distanza siderale, certo di minor interesse.<br />
Non vedo il crimine, ma mi piacerebbe che la protesta dei palotini di curia non portasse le persone tolleranti ad attribuire a Dio ciò che esce dal cappello degli uomini.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125927</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 21:42:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prendo atto con piacere che la parte  della rappresentazione  in cui vengono lanciate palle piene di liquido contro il volto di Cristo sia stata tolta. Sinceramente mi sembrava  eccessiva, e chiaro era che una violenza del genere potesse urtare   la sensibilità di molti credenti, anche nell’ambito di una rappresentazione artistica.
E forse anche dei non credenti; curiosamente anche la De Gregorio finisce per farsi  una specie di auotocensura,  scrive  che nelle rappresentazioni precedenti    le palle venivano lanciate contro il “fondale” prima  dell’apparizione del Volto. e poi cita un  video di youtube. video  che sono andato a vedere, e  in cui  si vede bene che diversi lanci colpiscono quando  il Volto   è chiaramente illuminato sul palco. Come dire, ma la De Gregorio lo avrà visto? Ma queste sono polemicucce da blog.
Come il sarebbe polemicuccio   provare a pensare  cosa succederebbe se rappresentazioni artistiche di questo tipo ariguardassero altri . oppure ancora più comico e polemicuccio, quando i radicali volevano fermare il festival di San Remo perché Povia cantava Luca era Gay, ah ah tutta roba da ridere.
C’è invece un piccolo  particolare,  davvero ripugnante in questo articolo della de gregorio, quando scrive  “ un genitore condannato dalla  vecchiaia  alla perdita di dignità”. Perché il vecchio avrebbe perso la dignità? ( la dignità). Perché il vecchio avrebbe perso la dignità?
Ecco, mi sembra che questa affermazione, che magari  alla Degregorio è scappata per sbaglio, rappresenti bene l’oscenità ormai incensurabile   di questo spettacolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendo atto con piacere che la parte  della rappresentazione  in cui vengono lanciate palle piene di liquido contro il volto di Cristo sia stata tolta. Sinceramente mi sembrava  eccessiva, e chiaro era che una violenza del genere potesse urtare   la sensibilità di molti credenti, anche nell’ambito di una rappresentazione artistica.<br />
E forse anche dei non credenti; curiosamente anche la De Gregorio finisce per farsi  una specie di auotocensura,  scrive  che nelle rappresentazioni precedenti    le palle venivano lanciate contro il “fondale” prima  dell’apparizione del Volto. e poi cita un  video di youtube. video  che sono andato a vedere, e  in cui  si vede bene che diversi lanci colpiscono quando  il Volto   è chiaramente illuminato sul palco. Come dire, ma la De Gregorio lo avrà visto? Ma queste sono polemicucce da blog.<br />
Come il sarebbe polemicuccio   provare a pensare  cosa succederebbe se rappresentazioni artistiche di questo tipo ariguardassero altri . oppure ancora più comico e polemicuccio, quando i radicali volevano fermare il festival di San Remo perché Povia cantava Luca era Gay, ah ah tutta roba da ridere.<br />
C’è invece un piccolo  particolare,  davvero ripugnante in questo articolo della de gregorio, quando scrive  “ un genitore condannato dalla  vecchiaia  alla perdita di dignità”. Perché il vecchio avrebbe perso la dignità? ( la dignità). Perché il vecchio avrebbe perso la dignità?<br />
Ecco, mi sembra che questa affermazione, che magari  alla Degregorio è scappata per sbaglio, rappresenti bene l’oscenità ormai incensurabile   di questo spettacolo</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: sabbry		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125926</link>

		<dc:creator><![CDATA[sabbry]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 20:29:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ci riprovo...
Per risolvere questo problema maledetto , Valentino, grande maestro della Gnosi del secondo secolo sosteneva che Gesu mangiava,beveva ma non defecava.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ci riprovo&#8230;<br />
Per risolvere questo problema maledetto , Valentino, grande maestro della Gnosi del secondo secolo sosteneva che Gesu mangiava,beveva ma non defecava.</p>
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		<title>
		Di: sabbry		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-concetto-del-parlare-senza-aver-visto/comment-page-1/#comment-125925</link>

		<dc:creator><![CDATA[sabbry]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 20:27:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ops... ho fatto copia e incolla da fb e mi ha tagliato una frase....
&quot;Per risolvere questo problema maledetto , Valentino, grande maestro della Gnosi del secondo secolo sosteneva che &#060;&#062;&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ops&#8230; ho fatto copia e incolla da fb e mi ha tagliato una frase&#8230;.<br />
&#8220;Per risolvere questo problema maledetto , Valentino, grande maestro della Gnosi del secondo secolo sosteneva che &lt;&gt;&#8221;</p>
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