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	Commenti a: SUL DORSO DI GERIONE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Luca Caleffi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98558</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Caleffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 00:28:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Paolo... infatti la motivazione del nobel a Dario Fo è stata: «Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.»
Solo un problema... i giullari medievali, che lui ripercorre molto bene, non scrivevano... avevano un canovaccio (a volte) e poi improvvisavano... avevano regole che rispettavano (a volte) inventado la storia attorno ad esse.
Non è la stessa definizione, nel succo estremo, che si può dare di un manuale di GdR?
Qualcuno poi mi ha fatto notare questa frase di Valerio Evangelisti
“Secondo me, i giochi di ruolo contengono gli elementi essenziali del meccanismo della narrativa. Che cosa fa uno scrittore, mentre è all’opera, se non impersonare una serie di personaggi? E cosa fa un lettore, se non partecipare allo stesso gioco e vivere diverse vite?”
E&#039; vero che dobbiamo prendere con elasticità il discorso di letteratura, ma io considero predominante il fattore di crescita culturale che essa porta (quello che nella definizione di letteratura veniva chiamato valore intellettuale) e che nel caso dei GdR non è solo l&#039;illustrazione sul libro, ma la parola stampata e tutto ciò che da quelle parole deriva, dal momento che, come dice Evangelisti, si danno i meccanismi base (le regole, le idee, ecc...) per creare narrativa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Paolo&#8230; infatti la motivazione del nobel a Dario Fo è stata: «Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi.»<br />
Solo un problema&#8230; i giullari medievali, che lui ripercorre molto bene, non scrivevano&#8230; avevano un canovaccio (a volte) e poi improvvisavano&#8230; avevano regole che rispettavano (a volte) inventado la storia attorno ad esse.<br />
Non è la stessa definizione, nel succo estremo, che si può dare di un manuale di GdR?<br />
Qualcuno poi mi ha fatto notare questa frase di Valerio Evangelisti<br />
“Secondo me, i giochi di ruolo contengono gli elementi essenziali del meccanismo della narrativa. Che cosa fa uno scrittore, mentre è all’opera, se non impersonare una serie di personaggi? E cosa fa un lettore, se non partecipare allo stesso gioco e vivere diverse vite?”<br />
E&#8217; vero che dobbiamo prendere con elasticità il discorso di letteratura, ma io considero predominante il fattore di crescita culturale che essa porta (quello che nella definizione di letteratura veniva chiamato valore intellettuale) e che nel caso dei GdR non è solo l&#8217;illustrazione sul libro, ma la parola stampata e tutto ciò che da quelle parole deriva, dal momento che, come dice Evangelisti, si danno i meccanismi base (le regole, le idee, ecc&#8230;) per creare narrativa.</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98557</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 10:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sì Luca, la mossa dell&#039;Accademia di Svezia quella volta lasciò molte persone spiazzate, e bisogna dire che -- per quanto sia indubbio il valore morale e intellettuale di Dario Fo -- il concetto di &quot;letteratura&quot; va trattato con un po&#039; di elasticità per metterci dentro quel gigante che è Dario Fo. Sebbene esista la trascrizione del suo discorso in occasione del Nobel, esso non esiste hmm &quot;principalmente&quot; come testo. Disse Fo: &quot;Ecco, io sono abituato da tanto tempo a realizzare dei discorsi con le immagini, invece di scriverli li disegno. Questo mi permette di andare a soggetto, di improvvisare, di esercitare la mia fantasia e di costringere voi ad usare la vostra.&quot;
E l&#039;improvvisazione si rifà a una tradizione *popolare* ben distinta da quella *colta* letteraria (qulla dei &quot;Grandi Autori&quot;, con la quale Fo non poche volte è in polemica. Fo non fa leva principalmente sulla parola esatta, fissata una volta per tutte, perché vuole rimanere in uno spazio discorsivo mobile e aperto. Una scelta di campo chiara e coerente con la sua vocazione teatale e il suo rifarsi alla Commedia dell&#039;Arte. Un campo dove la forza delle passioni e delle idee viene espressa principalmente su registri distinti dalla parola fissata. Non sono distinzioni da poco!
In tal senso sì, la decisione dell&#039;Accademia di Svezia può sembrare scandalosa, ma legendola con attenzione si nota come essa si trovi &quot;costretta&quot; a far riferimento ai testi scritti di Fo e al loro valore letterario. Il discorso di Fo sottolinea molto bene il suo punto di vista, e non manca di lanciare frecciatine a &quot;intellettuali&quot; e &quot;scrittori&quot;, lo trovate qui http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1997/fo-lect-i.html
Fine della digressione, non devo aggiungere nulla sugli RPG, credo.
Luca, interesantissimo il tuo blog. Piacere di fare la tua conoscenza!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì Luca, la mossa dell&#8217;Accademia di Svezia quella volta lasciò molte persone spiazzate, e bisogna dire che &#8212; per quanto sia indubbio il valore morale e intellettuale di Dario Fo &#8212; il concetto di &#8220;letteratura&#8221; va trattato con un po&#8217; di elasticità per metterci dentro quel gigante che è Dario Fo. Sebbene esista la trascrizione del suo discorso in occasione del Nobel, esso non esiste hmm &#8220;principalmente&#8221; come testo. Disse Fo: &#8220;Ecco, io sono abituato da tanto tempo a realizzare dei discorsi con le immagini, invece di scriverli li disegno. Questo mi permette di andare a soggetto, di improvvisare, di esercitare la mia fantasia e di costringere voi ad usare la vostra.&#8221;<br />
E l&#8217;improvvisazione si rifà a una tradizione *popolare* ben distinta da quella *colta* letteraria (qulla dei &#8220;Grandi Autori&#8221;, con la quale Fo non poche volte è in polemica. Fo non fa leva principalmente sulla parola esatta, fissata una volta per tutte, perché vuole rimanere in uno spazio discorsivo mobile e aperto. Una scelta di campo chiara e coerente con la sua vocazione teatale e il suo rifarsi alla Commedia dell&#8217;Arte. Un campo dove la forza delle passioni e delle idee viene espressa principalmente su registri distinti dalla parola fissata. Non sono distinzioni da poco!<br />
In tal senso sì, la decisione dell&#8217;Accademia di Svezia può sembrare scandalosa, ma legendola con attenzione si nota come essa si trovi &#8220;costretta&#8221; a far riferimento ai testi scritti di Fo e al loro valore letterario. Il discorso di Fo sottolinea molto bene il suo punto di vista, e non manca di lanciare frecciatine a &#8220;intellettuali&#8221; e &#8220;scrittori&#8221;, lo trovate qui <a href="http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1997/fo-lect-i.html" rel="nofollow ugc">http://nobelprize.org/nobel_prizes/literature/laureates/1997/fo-lect-i.html</a><br />
Fine della digressione, non devo aggiungere nulla sugli RPG, credo.<br />
Luca, interesantissimo il tuo blog. Piacere di fare la tua conoscenza!</p>
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		<title>
		Di: Luca Caleffi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98556</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luca Caleffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 19:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate... mi ero dimenticato di mettere i dati... il discorso qua sopra è mio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate&#8230; mi ero dimenticato di mettere i dati&#8230; il discorso qua sopra è mio&#8230;</p>
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		Di: Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 19:46:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Qualcuno ha riportato su un forum questo articolo e poiché anch&#039;io sono appassionato sia di letteratura che di Gioco di Ruolo, questa è la mia risposta. Sul forum il quesito era posto come &quot;il GdR è letteratura&quot;?
Io non mi sono mai posto il problema perché in sincerità vado oltre al termine letteratura.
Ho già scritto o detto altre volte che è mia profonda convinzione che quando qualcuno inventa qualcosa essa prende vita da qualche parte... forse in questa dimensione, &quot;dove nessuno è mai giunto prima&quot;, come ci mostra una puntata di Star Trek: The Next Generation arrivando in un battito di ciglia in un luogo dove la fantasia diventa realtà, forse in un universo alternativo.
Detto questo, se questa invenzione è fatta bene (ovvero se non sono solo un&#039;accozzaglia di idee senza senso o coerenza tra loro) la letteratura è solo il mezzo con cui l&#039;autore, il tramite, la fa conoscere agli altri.
Infatti una delle cose che più mi fanno arrabbiare, anche se forse non tutti saranno d&#039;accordo con me, è quando l&#039;autore decide di sua sponte di cambiare in modo radicale il suo mondo (intendo nella sua sostanza, le sue leggi, o qualcosa che aveva già descritto senza ombra di dubbio in un altro modo in precedenza).
Detto questo sono convinto che esista buona o cattiva letteratura dal momento che esistono bravi e cattivi autori o inventori capaci o mediocri, ma disdegnare a priori in base al genere mi sembra poco serio.
Del resto:
let&#124;te&#124;ra&#124;tù&#124;ra
s.f.
AU
1a insieme di opere scritte che si propongono fini estetici o hanno comunque, in ragione della loro concezione e del loro stile, un elevato valore nella storia intellettuale
A me sembra che un manuale possa rientrare senza problemi nella definizione da dizionario, in quanto se forse non hanno fini estetici dei livelli di una Divina Commedia o simili, vi si possono trovare quelle invenzioni che possono effettivamente avere un grande valore nella storia intellettuale.
(fine intervento sul forum)
Al contrario a me sembra che qualcuno qui parli dei libri/letteratura, ma soprattutto del termine intellettuale nel senso più dispregiativo di &quot;intellettualistico&quot;, che appartiene alla sfera della letteratura che celebra sé stessa.
Un libro è fatto di invenzioni, idee, emozioni... cose che si possono trovare anche in un manuale di Gioco di Ruolo.
Non stiamo parlando di un manuale di matematica (che pure è considerata letteratura, ovviamente scientifica), ma di libri dove si parla di mondi, personaggi, eventi, ma visti dalla parte di un ipotetico &quot;dio&quot; invece che da quella di un lettore esterno.
Se un dio guarda la sua creazione non la vedrà solo come una fantastica poesia o una descrizione toccante, ma ne ammirerà piuttosto le regole, l&#039;invenzione, i &quot;retroscena&quot;, poiché è sua prerogativa farlo e controllare che funzionino... e come dio la sua stessa creazione lo porterà ad inventare altro o ad ammirare come questo suo mondo possa continuare a vivere anche senza il tuo intervento... cioè quello che ogni autore, Dungeon Master, giocatore, a livelli diversi vive.
Se questa ruota in continuo movimento ed evoluzione non viene considerata degna di rivestire un &quot;valore intellettuale&quot;, in funzione di questi meriti, allora comprendo anche il perché tutti si siano scandalizzati quando Dario Fo ha vinto il nobel...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno ha riportato su un forum questo articolo e poiché anch&#8217;io sono appassionato sia di letteratura che di Gioco di Ruolo, questa è la mia risposta. Sul forum il quesito era posto come &#8220;il GdR è letteratura&#8221;?<br />
Io non mi sono mai posto il problema perché in sincerità vado oltre al termine letteratura.<br />
Ho già scritto o detto altre volte che è mia profonda convinzione che quando qualcuno inventa qualcosa essa prende vita da qualche parte&#8230; forse in questa dimensione, &#8220;dove nessuno è mai giunto prima&#8221;, come ci mostra una puntata di Star Trek: The Next Generation arrivando in un battito di ciglia in un luogo dove la fantasia diventa realtà, forse in un universo alternativo.<br />
Detto questo, se questa invenzione è fatta bene (ovvero se non sono solo un&#8217;accozzaglia di idee senza senso o coerenza tra loro) la letteratura è solo il mezzo con cui l&#8217;autore, il tramite, la fa conoscere agli altri.<br />
Infatti una delle cose che più mi fanno arrabbiare, anche se forse non tutti saranno d&#8217;accordo con me, è quando l&#8217;autore decide di sua sponte di cambiare in modo radicale il suo mondo (intendo nella sua sostanza, le sue leggi, o qualcosa che aveva già descritto senza ombra di dubbio in un altro modo in precedenza).<br />
Detto questo sono convinto che esista buona o cattiva letteratura dal momento che esistono bravi e cattivi autori o inventori capaci o mediocri, ma disdegnare a priori in base al genere mi sembra poco serio.<br />
Del resto:<br />
let|te|ra|tù|ra<br />
s.f.<br />
AU<br />
1a insieme di opere scritte che si propongono fini estetici o hanno comunque, in ragione della loro concezione e del loro stile, un elevato valore nella storia intellettuale<br />
A me sembra che un manuale possa rientrare senza problemi nella definizione da dizionario, in quanto se forse non hanno fini estetici dei livelli di una Divina Commedia o simili, vi si possono trovare quelle invenzioni che possono effettivamente avere un grande valore nella storia intellettuale.<br />
(fine intervento sul forum)<br />
Al contrario a me sembra che qualcuno qui parli dei libri/letteratura, ma soprattutto del termine intellettuale nel senso più dispregiativo di &#8220;intellettualistico&#8221;, che appartiene alla sfera della letteratura che celebra sé stessa.<br />
Un libro è fatto di invenzioni, idee, emozioni&#8230; cose che si possono trovare anche in un manuale di Gioco di Ruolo.<br />
Non stiamo parlando di un manuale di matematica (che pure è considerata letteratura, ovviamente scientifica), ma di libri dove si parla di mondi, personaggi, eventi, ma visti dalla parte di un ipotetico &#8220;dio&#8221; invece che da quella di un lettore esterno.<br />
Se un dio guarda la sua creazione non la vedrà solo come una fantastica poesia o una descrizione toccante, ma ne ammirerà piuttosto le regole, l&#8217;invenzione, i &#8220;retroscena&#8221;, poiché è sua prerogativa farlo e controllare che funzionino&#8230; e come dio la sua stessa creazione lo porterà ad inventare altro o ad ammirare come questo suo mondo possa continuare a vivere anche senza il tuo intervento&#8230; cioè quello che ogni autore, Dungeon Master, giocatore, a livelli diversi vive.<br />
Se questa ruota in continuo movimento ed evoluzione non viene considerata degna di rivestire un &#8220;valore intellettuale&#8221;, in funzione di questi meriti, allora comprendo anche il perché tutti si siano scandalizzati quando Dario Fo ha vinto il nobel&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Dario "Dajo"		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98554</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dario "Dajo"]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 10:28:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non voglio entrare nel merito delle discussioni di qui sopra, ma lascio il mio piccolo inciso per ringraziare l&#039;autrice per aver spezzato una lancia in favore di un genere troppo spesso svilito rispetto alle sue potenzialità.
Grazie Loredana, a nome di quanti provano piacere nel leggere un bel manuale di gioco, e soprattutto a nome di coloro che mettono l&#039;anima nello scriverne uno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio entrare nel merito delle discussioni di qui sopra, ma lascio il mio piccolo inciso per ringraziare l&#8217;autrice per aver spezzato una lancia in favore di un genere troppo spesso svilito rispetto alle sue potenzialità.<br />
Grazie Loredana, a nome di quanti provano piacere nel leggere un bel manuale di gioco, e soprattutto a nome di coloro che mettono l&#8217;anima nello scriverne uno.</p>
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		<title>
		Di: ferrigno		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98553</link>

		<dc:creator><![CDATA[ferrigno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 10:19:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[occribbio, non era un fake.
A parte gli intermezzi areofagici, una discussione molto stimolante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>occribbio, non era un fake.<br />
A parte gli intermezzi areofagici, una discussione molto stimolante.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98552</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 09:31:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima o poi dobbiamo fare una partita insieme, BP...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima o poi dobbiamo fare una partita insieme, BP&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: buoni presagi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98551</link>

		<dc:creator><![CDATA[buoni presagi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 09:06:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Francesco, lo so. Ho quel libro, che per inciso è un vero gioiellino per come racconta tutta la genesi del regolamento e dei suoi aggiustamenti (nonché per la descrizione degli esempi di gioco).
Tra l&#039;altro Wells a un certo punto dice che il regolamento non prevede di entrare negli edifici perché si creerebbero situazioni difficili da gestire. Il che è divertente, perché D&#038;D nasce portando il regolamento del war game di Gygax, Chainmail, dentro a luoghi chiusi (come raccontato &lt;a href=&quot;http://www.believermag.com/issues/200609/?read=article_lafarge#return10&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;in questo articolo di The Believer&lt;/a&gt;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, lo so. Ho quel libro, che per inciso è un vero gioiellino per come racconta tutta la genesi del regolamento e dei suoi aggiustamenti (nonché per la descrizione degli esempi di gioco).<br />
Tra l&#8217;altro Wells a un certo punto dice che il regolamento non prevede di entrare negli edifici perché si creerebbero situazioni difficili da gestire. Il che è divertente, perché D&amp;D nasce portando il regolamento del war game di Gygax, Chainmail, dentro a luoghi chiusi (come raccontato <a href="http://www.believermag.com/issues/200609/?read=article_lafarge#return10" rel="nofollow ugc">in questo articolo di The Believer</a>).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98550</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 08:18:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, BP: quello di Sellerio non è &#039;un&#039; regolamento, ma &#039;il&#039; regolamento. Wells (si, proprio lui, quello della Guerra dei Mondi) ci giocava con J.K.Jerome, e &#039;Little Wars&#039; è il primo regolamento di wargames _ludici_ (e quindi, non tesi a formare quadri dell&#039;esercito) della storia. E poi dai wargames sarebbe nato D&#038;D, e da D&#038;D i giochi di ruolo più complessi. Pensa, uno dei padri della SF è stato anche nonno inconsapevole dei gdr...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, BP: quello di Sellerio non è &#8216;un&#8217; regolamento, ma &#8216;il&#8217; regolamento. Wells (si, proprio lui, quello della Guerra dei Mondi) ci giocava con J.K.Jerome, e &#8216;Little Wars&#8217; è il primo regolamento di wargames _ludici_ (e quindi, non tesi a formare quadri dell&#8217;esercito) della storia. E poi dai wargames sarebbe nato D&amp;D, e da D&amp;D i giochi di ruolo più complessi. Pensa, uno dei padri della SF è stato anche nonno inconsapevole dei gdr&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Francesco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/sul-dorso-di-gerione/comment-page-2/#comment-98549</link>

		<dc:creator><![CDATA[Francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 08:15:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ekerot, volentieri, ma con tutte le mie belle parole, su D&#038;D mi cogli impreparato, perchè non lo gioco da, tipo, dieci anni o più. Posso suggerire un Ars Magica? Credo che a molti, qui, li farebbe impazzire di gioia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ekerot, volentieri, ma con tutte le mie belle parole, su D&amp;D mi cogli impreparato, perchè non lo gioco da, tipo, dieci anni o più. Posso suggerire un Ars Magica? Credo che a molti, qui, li farebbe impazzire di gioia&#8230;</p>
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