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	<title>giallo Archivi &#8902; Lipperatura</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>IL RUOLO DEL GIALLO E DEL NOIR NEGLI ANNI DELLA DERIVA SECURITARIA</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 10:04:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose che accadono in giro]]></category>
		<category><![CDATA[giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Carlotto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina ho aperto Pagina3 leggendo il lungo articolo di Massimo Carlotto sul Manifesto, Una deriva securitaria della nera. Carlotto parte da quell'impressionante feuilleton che è il caso Garlasco per dire che la cronaca nera ha raggiunto un livello di spettacolarizzazione tale che condiziona la nostra percezione della realtà. Ad arte, naturalmente:<br />
"vengono selezionati gli episodi di nera più eclatanti, che possono suscitare forti emozioni, meglio se provocano sdegno. Delitti relazionali, crimini più o meno violenti commessi da extracomunitari, preferibilmente maranza, truffe agli anziani, occupazioni di abitazioni. Il dato che emerge da sempre è che ovunque domina l’insicurezza, il cittadino ha paura. Le città sono preda dei delinquenti e di bande di giovani dediti alla droga, alla violenza, a comportamenti sociali devianti. E quindi le autorità devono intervenire, come deve intervenire il governo con leggi più severe. Ordine e disciplina. Non passa giorno che su tutte le reti non vengano promosse politiche securitarie: più polizia, più esercito a controllare le strade, oltre ovviamente a vecchie parole d’ordine, come la certezza della pena e carceri più dure. Propaganda precisa, efficace, martellante".<br />
Come si sfugge a questa macchina? Spegnendo la televisione? Non basta. Chiudendo i giornali? Non basta. Da anni e anni, ormai, il nostro modo di intendere il mondo sta virando nel terrore dell'insicurezza. E, come dice giustamente Carlotto, guarda caso non si parla più di mafie, criminalità organizzata, collusioni economiche e politiche della medesima.<br />
Mi chiedo se il giallo e il noir, in Italia, siano ancora politici. In parte sì, in parte no. E' vero che i gialli finiscono sempre nelle parti alte della classifica, ma quanto si sono accomodati in una forma più innocua, meno disturbante, di quanto avveniva vent'anni fa?<br />
Discussione aperta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lipperatura.it/il-ruolo-del-giallo-e-del-noir-negli-anni-della-deriva-securitaria/">IL RUOLO DEL GIALLO E DEL NOIR NEGLI ANNI DELLA DERIVA SECURITARIA</a> proviene da <a href="https://www.lipperatura.it">Lipperatura</a>.</p>
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		<title>BREVE STORIA DI LUNGHE ETICHETTE: SUI GENERI LETTERARI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2021 07:14:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose che accadono in giro]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[giallo]]></category>
		<category><![CDATA[mystery]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forse, negli infiniti discorsi sulla letteratura (se debba consolare e se debba turbare e se  quella capacità di turbare basta a giustificare testi di scarso valore, e naturalmente viceversa), ne andrebbe fatto uno sul cattivo rapporto che la letteratura stessa,...</p>
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