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	Commenti a: TESTACODA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Cervellli al Naturale e Tacco 12 &#124; Il corpo delle donneIl corpo delle donne		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-2/#comment-123339</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cervellli al Naturale e Tacco 12 &#124; Il corpo delle donneIl corpo delle donne]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 22:20:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Cervellli al Naturale e Tacco 12 by Il corpo delle donne on nov 10, 2011 &#8226; 00:20 Nessun commento Femminismo a Sud ha postato questo interessante articolo giorni fa dove si rivendica il diritto a non dovere comparire per forza &#8220;femminili&#8221;, quale risposta alla critica che molte ed anche alcune che avevano partecipato al Fem Camp di Torino, muovono alle &#8220;compagne&#8221; che spesso, a loro dire, appaiono sciatte. Francesca Rigotti andava ancora piu in là in un articolo su L&#8217;Unità dove addirittura pareva sostenere che le donne impegnate hanno sempre e quasi come condizione necessaria la trasandatezza. Il tema veniva rirpeso da Lipperatura. [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Cervellli al Naturale e Tacco 12 by Il corpo delle donne on nov 10, 2011 &bull; 00:20 Nessun commento Femminismo a Sud ha postato questo interessante articolo giorni fa dove si rivendica il diritto a non dovere comparire per forza &#8220;femminili&#8221;, quale risposta alla critica che molte ed anche alcune che avevano partecipato al Fem Camp di Torino, muovono alle &#8220;compagne&#8221; che spesso, a loro dire, appaiono sciatte. Francesca Rigotti andava ancora piu in là in un articolo su L&#8217;Unità dove addirittura pareva sostenere che le donne impegnate hanno sempre e quasi come condizione necessaria la trasandatezza. Il tema veniva rirpeso da Lipperatura. [&#8230;] </p>
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		Di: Laura atena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-2/#comment-123338</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura atena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:49:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con zauberei, il dramma è credere che un paese possa nutrirsi solo di apparenze e argomenti leggeri (trucco e parrucco di camusso e bernini) senza mai andare alla sostanza dei contenuti (problemi, soluzioni, idee, confronti ecc non sono pervenuti).
se si è donne a maggior ragione si è relegate alle cose leggere, al contorno, al vallettismo sociale!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con zauberei, il dramma è credere che un paese possa nutrirsi solo di apparenze e argomenti leggeri (trucco e parrucco di camusso e bernini) senza mai andare alla sostanza dei contenuti (problemi, soluzioni, idee, confronti ecc non sono pervenuti).<br />
se si è donne a maggior ragione si è relegate alle cose leggere, al contorno, al vallettismo sociale!</p>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-2/#comment-123337</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:39:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Zaub, completamente d&#039;accordo con te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zaub, completamente d&#8217;accordo con te.</p>
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		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-2/#comment-123336</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:40:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Naturalmente le condizioni materiali hanno grande importanza - come negarlo. Ma guardate come l&#039;episodio di questo post le vincoli inesorabilmente ad altre questioni: Camusso è segretaria della CIGL, ossia ente che si occupa delle famose questioni materiali, ma di quello che ha detto la giornalista dell&#039;Unità non si è occupata di dirci niente. Attenzione quindi al ricatto su ciò che è leggero rispetto ciò che è pesante, in quella leggerezza le donne sono state sempre relegate e di quella leggerezza bisogna allora occuparsi con pesantezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente le condizioni materiali hanno grande importanza &#8211; come negarlo. Ma guardate come l&#8217;episodio di questo post le vincoli inesorabilmente ad altre questioni: Camusso è segretaria della CIGL, ossia ente che si occupa delle famose questioni materiali, ma di quello che ha detto la giornalista dell&#8217;Unità non si è occupata di dirci niente. Attenzione quindi al ricatto su ciò che è leggero rispetto ciò che è pesante, in quella leggerezza le donne sono state sempre relegate e di quella leggerezza bisogna allora occuparsi con pesantezza.</p>
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		<title>
		Di: ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-2/#comment-123335</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:02:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggere la mia omonima Ilaria mi ha trasmesso emozioni piuttosto forti. Certo in una situazione di parità può essere distante, in molti sensi, un padre oppure una madre, talvolta, sempre più spesso, entrambi  – anche se  idealmente nessuno dei due. Ma mi sembra che ci sia qualcosa di più, di più grave.
Mia madre a diciotto anni è rimasta orfana di madre e si è inventata un’attività – ha gestito una pensione -per mantenere e mandare a scuola i suoi nove fratelli e sorelle.  Appena ha potuto si è sposata, credo che il matrimonio con un professionista le sia sembrata la strada per liberarsi dall’aver fatto da mamma – anche ben prima di avere diciott’anni – quando ancora aveva lei bisogno che una madre e un padre si occupassero di lei.  Forse per questo, forse perché poi, tranne per un breve periodo, non ha più lavorato fuori casa e non si è sentita rispettata per quel che faceva, a me non ha trasmesso la gioia di stare a casa con me, ma neppure la passione per il lavoro. Per fortuna (o forse non è solo fortuna) a me da tutto questo è nata una passione forte e la ricerca di equilibrio tra entrambe le dimensioni.
Sono molto d’accordo con Adrianaaaa “che le condizioni materiali, alla fine, assai spesso riescono a sconfiggerti, ed è per questo che bisogna lottare tanto per cambiarle”. Quello che credo che Sen volesse dire, e che sembra abbastanza ovvio ma non è ancora successo, è che finora le donne hanno avuto accesso (incompleto) al lavoro fuori casa senza avere una voce adeguata su cosa e come vogliono che quel lavoro sia, a partire dalle esigenze di conciliare la vita – di tutti, si badi bene – con il lavoro.
Non so se rispondo a Barbara, ma chiaramente anche con la sua osservazione sull’economia sono d’accordo. Per questo ho cercato e trovato un articolo che illustra lo stato del dibattito su questi temi. A me ha chiarito un po’ le idee. Non so se mi sono spiegata, non è semplice, anche perché è molto, forse troppo personale.
Quanto alle difficoltà delle donne a parlarsi e riuscire a lottare insieme per obiettivi comuni, rispettando le differenze a volte profonde delle loro premesse, mi piacciono i suggerimenti (che si traducono in una metodologia concreta) di Marianella Sclavi: “Tendiamo ad assumere che poiché le posizioni sono opposte, anche gli interessi dai quali derivano siano opposti. Non è così. Passare dalla posizione agli interessi sottostanti permette di far emergere interessi condivisi e compatibili, oltre a quelli opposti.” Magari andando un po’ OT, ma spero di essere tornata all’argomento di partenza del post. E’ in questa direzione che io credo si debba lavorare.
Ecco l&#039;articolo: http://suddegenere.files.wordpress.com/2010/09/copanello_9_giugno_08__2_1.pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggere la mia omonima Ilaria mi ha trasmesso emozioni piuttosto forti. Certo in una situazione di parità può essere distante, in molti sensi, un padre oppure una madre, talvolta, sempre più spesso, entrambi  – anche se  idealmente nessuno dei due. Ma mi sembra che ci sia qualcosa di più, di più grave.<br />
Mia madre a diciotto anni è rimasta orfana di madre e si è inventata un’attività – ha gestito una pensione -per mantenere e mandare a scuola i suoi nove fratelli e sorelle.  Appena ha potuto si è sposata, credo che il matrimonio con un professionista le sia sembrata la strada per liberarsi dall’aver fatto da mamma – anche ben prima di avere diciott’anni – quando ancora aveva lei bisogno che una madre e un padre si occupassero di lei.  Forse per questo, forse perché poi, tranne per un breve periodo, non ha più lavorato fuori casa e non si è sentita rispettata per quel che faceva, a me non ha trasmesso la gioia di stare a casa con me, ma neppure la passione per il lavoro. Per fortuna (o forse non è solo fortuna) a me da tutto questo è nata una passione forte e la ricerca di equilibrio tra entrambe le dimensioni.<br />
Sono molto d’accordo con Adrianaaaa “che le condizioni materiali, alla fine, assai spesso riescono a sconfiggerti, ed è per questo che bisogna lottare tanto per cambiarle”. Quello che credo che Sen volesse dire, e che sembra abbastanza ovvio ma non è ancora successo, è che finora le donne hanno avuto accesso (incompleto) al lavoro fuori casa senza avere una voce adeguata su cosa e come vogliono che quel lavoro sia, a partire dalle esigenze di conciliare la vita – di tutti, si badi bene – con il lavoro.<br />
Non so se rispondo a Barbara, ma chiaramente anche con la sua osservazione sull’economia sono d’accordo. Per questo ho cercato e trovato un articolo che illustra lo stato del dibattito su questi temi. A me ha chiarito un po’ le idee. Non so se mi sono spiegata, non è semplice, anche perché è molto, forse troppo personale.<br />
Quanto alle difficoltà delle donne a parlarsi e riuscire a lottare insieme per obiettivi comuni, rispettando le differenze a volte profonde delle loro premesse, mi piacciono i suggerimenti (che si traducono in una metodologia concreta) di Marianella Sclavi: “Tendiamo ad assumere che poiché le posizioni sono opposte, anche gli interessi dai quali derivano siano opposti. Non è così. Passare dalla posizione agli interessi sottostanti permette di far emergere interessi condivisi e compatibili, oltre a quelli opposti.” Magari andando un po’ OT, ma spero di essere tornata all’argomento di partenza del post. E’ in questa direzione che io credo si debba lavorare.<br />
Ecco l&#8217;articolo: <a href="http://suddegenere.files.wordpress.com/2010/09/copanello_9_giugno_08__2_1.pdf" rel="nofollow ugc">http://suddegenere.files.wordpress.com/2010/09/copanello_9_giugno_08__2_1.pdf</a></p>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-1/#comment-123334</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 19:12:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Adrianaaaa, una cosa che si nota adesso, è che i genitori che possono, stanno cercando affannosamente di ‘tramandare’ ai loro figli quel che hanno conquistato in termini di casa, lavoro, sicurezza insomma.
Grande importanza ha il denaro, molto più di quanto si pensi credo, perché è il mezzo per assicurarsi l’indipendenza, ma soprattutto per assicurare un tipo di vita che non viene tutelata da niente altro.
In generale, parlando tempo fa con le figlie, ora tra i 25 e i 30 anni,  di amiche che avevano dedicato tutta la vita al lavoro, la grande accusata era la Tv, che aveva fatto da matrigna nella loro adolescenza. Poi l’essere state preservate da molte incombenze quotidiane (la madre o chi per lei lo facevano meglio e prima). Poi il non avere avuto vicino interlocutori ‘compassionevoli’ quando c’erano dei problemi, ridimensionati regolarmente dai genitori non per indifferenza, ma perché se non era una cosa seria era meglio affrontare altro – almeno dal punto di vista organizzativo. Poi il benessere materiale, e l’iperprotezione volta spesso ad evitare tutto ciò che avrebbe potuto essere un ostacolo (gli ostacoli che avevano avuto le loro madri).
Secondo le figlie, vedere le madri controllare al volo tutto il possibile, fare equilibrismi affannosi tra colloqui a scuola, festicciole, pranzi/cene, spesa, ecc . non ha trasmesso loro l’idea che quel modo di lavorare fosse un impegno positivo ma quasi un sistema per non stare in casa. So che non è vero, le loro madri hanno lavori impegnativi e appaganti, considerati importanti anche per la possibilità di dare ai figli le possibilità che loro non hanno avuto.
Forse la cosa che più mi ha colpito è stato poi  il lamentarsi di non aver potuto stare con i nonni e condividere il passato, i loro ricordi.... (problema delle grandi città, credo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Adrianaaaa, una cosa che si nota adesso, è che i genitori che possono, stanno cercando affannosamente di ‘tramandare’ ai loro figli quel che hanno conquistato in termini di casa, lavoro, sicurezza insomma.<br />
Grande importanza ha il denaro, molto più di quanto si pensi credo, perché è il mezzo per assicurarsi l’indipendenza, ma soprattutto per assicurare un tipo di vita che non viene tutelata da niente altro.<br />
In generale, parlando tempo fa con le figlie, ora tra i 25 e i 30 anni,  di amiche che avevano dedicato tutta la vita al lavoro, la grande accusata era la Tv, che aveva fatto da matrigna nella loro adolescenza. Poi l’essere state preservate da molte incombenze quotidiane (la madre o chi per lei lo facevano meglio e prima). Poi il non avere avuto vicino interlocutori ‘compassionevoli’ quando c’erano dei problemi, ridimensionati regolarmente dai genitori non per indifferenza, ma perché se non era una cosa seria era meglio affrontare altro – almeno dal punto di vista organizzativo. Poi il benessere materiale, e l’iperprotezione volta spesso ad evitare tutto ciò che avrebbe potuto essere un ostacolo (gli ostacoli che avevano avuto le loro madri).<br />
Secondo le figlie, vedere le madri controllare al volo tutto il possibile, fare equilibrismi affannosi tra colloqui a scuola, festicciole, pranzi/cene, spesa, ecc . non ha trasmesso loro l’idea che quel modo di lavorare fosse un impegno positivo ma quasi un sistema per non stare in casa. So che non è vero, le loro madri hanno lavori impegnativi e appaganti, considerati importanti anche per la possibilità di dare ai figli le possibilità che loro non hanno avuto.<br />
Forse la cosa che più mi ha colpito è stato poi  il lamentarsi di non aver potuto stare con i nonni e condividere il passato, i loro ricordi&#8230;. (problema delle grandi città, credo).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-1/#comment-123333</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:15:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di quello che dice Ilaria, della trasmissione mancata: mia madre è nata in un minuscolo paesino cattolicissimo della campagna piemontese. E&#039; andata via di casa a diciassette anni per lavorare a Savona, prendendosi con enormi fatiche un diploma come educatrice viaggiando tra il lavoro e la scuola a Milano. Ha convissuto prima di sposarsi e mi ha sempre parlato laicamente di contraccezione, aborto e via dicendo.
Nonostante avesse scelto il suo lavoro e l&#039;avesse fatto con passione, però, non è mai riuscita a trasmettermi quell&#039;ambizione, quella voglia di andare alla ricerca della propria strada. Mi ha trasmesso invece l&#039;orgoglio del denaro, dell&#039;essere economicamente indipendente, a prescindere dal lavoro e dal proprio benessere. Colpa del femminismo? No, ovviamente. Più probabilmente colpa del fatto che, avendo uno stipendio più basso di quello di mio padre (stipendio che sarebbe finito direttamente in mano alla baby sitter), dopo due figlie è rimasta a casa. Il fatto che a 27 anni io ancora non sappia che accidempoli voglio fare &quot;da grande&quot; e non faccia molto per tirarmi fuori dal gorgo dei lavoretti insulsi credo c&#039;entri qualcosa con questo. Se mai avrò una figlia, quante sono le probabilità che io le trasmetta una devastante filosofia del tirare a campare? Tutto questo per dire che le condizioni materiali, alla fine, assai spesso riescono a sconfiggerti, ed è per questo che bisogna lottare tanto per cambiarle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di quello che dice Ilaria, della trasmissione mancata: mia madre è nata in un minuscolo paesino cattolicissimo della campagna piemontese. E&#8217; andata via di casa a diciassette anni per lavorare a Savona, prendendosi con enormi fatiche un diploma come educatrice viaggiando tra il lavoro e la scuola a Milano. Ha convissuto prima di sposarsi e mi ha sempre parlato laicamente di contraccezione, aborto e via dicendo.<br />
Nonostante avesse scelto il suo lavoro e l&#8217;avesse fatto con passione, però, non è mai riuscita a trasmettermi quell&#8217;ambizione, quella voglia di andare alla ricerca della propria strada. Mi ha trasmesso invece l&#8217;orgoglio del denaro, dell&#8217;essere economicamente indipendente, a prescindere dal lavoro e dal proprio benessere. Colpa del femminismo? No, ovviamente. Più probabilmente colpa del fatto che, avendo uno stipendio più basso di quello di mio padre (stipendio che sarebbe finito direttamente in mano alla baby sitter), dopo due figlie è rimasta a casa. Il fatto che a 27 anni io ancora non sappia che accidempoli voglio fare &#8220;da grande&#8221; e non faccia molto per tirarmi fuori dal gorgo dei lavoretti insulsi credo c&#8217;entri qualcosa con questo. Se mai avrò una figlia, quante sono le probabilità che io le trasmetta una devastante filosofia del tirare a campare? Tutto questo per dire che le condizioni materiali, alla fine, assai spesso riescono a sconfiggerti, ed è per questo che bisogna lottare tanto per cambiarle.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Laura		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-1/#comment-123332</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[un po&#039; OT ma su approvazione della Loredana segnalo post e commenti http://leonardo.blogspot.com/2011/11/sporco-maschio-guardami.html#comments]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un po&#8217; OT ma su approvazione della Loredana segnalo post e commenti <a href="http://leonardo.blogspot.com/2011/11/sporco-maschio-guardami.html#comments" rel="nofollow ugc">http://leonardo.blogspot.com/2011/11/sporco-maschio-guardami.html#comments</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ilaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-1/#comment-123331</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ilaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 15:41:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Loredana: grazie per la segnalazione, a questo punto voglio leggerla anch&#039;io, perché questo della trasmissione &quot;mancata&quot; è un punto che a me sta molto a cuore e penso sia importante ragionarci su... anche perché io, invece, vorrei cercare di riuscire a trasmettere alle più giovani (che siano mie future figlie o altre) la mia passione e il mio impegno :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Loredana: grazie per la segnalazione, a questo punto voglio leggerla anch&#8217;io, perché questo della trasmissione &#8220;mancata&#8221; è un punto che a me sta molto a cuore e penso sia importante ragionarci su&#8230; anche perché io, invece, vorrei cercare di riuscire a trasmettere alle più giovani (che siano mie future figlie o altre) la mia passione e il mio impegno 🙂</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: laura a.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/testacoda/comment-page-1/#comment-123330</link>

		<dc:creator><![CDATA[laura a.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 12:41:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(e per una volta il femminile è in senso inclusivo)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(e per una volta il femminile è in senso inclusivo)</p>
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