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	Commenti a: THE HORROR&#8230;THE HORROR&#8230;	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 21:50:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[WMI, io ho fatto un&#039;esperienza quasi peggiore: ho subito un docente universitario che con delle metodologie critiche da sociologo - in più vecchie di 30 anni - che pretendeva di analizzare indifferentemente  un libro di Guccini o le memorie di Casanova.
Chessò, se volevi fare un dottorato,  potevi leggere tutte le memorie di Casanova (o i libri di Guccini) e cercare tutte le occorrenze della cioccolata per poi parlare del ruolo sociale e dell&#039;economia del cacao...
E pensava pure di essere all&#039;avanguardia!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>WMI, io ho fatto un&#8217;esperienza quasi peggiore: ho subito un docente universitario che con delle metodologie critiche da sociologo &#8211; in più vecchie di 30 anni &#8211; che pretendeva di analizzare indifferentemente  un libro di Guccini o le memorie di Casanova.<br />
Chessò, se volevi fare un dottorato,  potevi leggere tutte le memorie di Casanova (o i libri di Guccini) e cercare tutte le occorrenze della cioccolata per poi parlare del ruolo sociale e dell&#8217;economia del cacao&#8230;<br />
E pensava pure di essere all&#8217;avanguardia!</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 18:29:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marcello, ti rispondo senza nemmeno pensarci: i Letterati italiani non hanno la più pallida idea di cosa stiamo parlando, e la loro curiosità per quel che sta avvenendo è pari a zero. Cosa legittima e da non stigmatizzare, a patto che poi non si sparino cazzate a raffica intasando la discussione pubblica, ripetendo in modo ossessivo e supponente che &quot;non c&#039;è niente&quot;, &quot;la cultura è finita&quot;, &quot;le masse sono passivamente in balìa del consumo&quot; etc. Non interessarsi alla cultura che ci circonda è legittimo, negarne l&#039;esistenza con lo scopo di annichilire quel che non si capisce è invece un atto di aggressione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marcello, ti rispondo senza nemmeno pensarci: i Letterati italiani non hanno la più pallida idea di cosa stiamo parlando, e la loro curiosità per quel che sta avvenendo è pari a zero. Cosa legittima e da non stigmatizzare, a patto che poi non si sparino cazzate a raffica intasando la discussione pubblica, ripetendo in modo ossessivo e supponente che &#8220;non c&#8217;è niente&#8221;, &#8220;la cultura è finita&#8221;, &#8220;le masse sono passivamente in balìa del consumo&#8221; etc. Non interessarsi alla cultura che ci circonda è legittimo, negarne l&#8217;esistenza con lo scopo di annichilire quel che non si capisce è invece un atto di aggressione.</p>
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		<title>
		Di: volta		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[volta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 16:10:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rheingold l&#039;ho letto, Johnson no; in ogni caso, a Jenkins ci sono arrivato via Manuel Castells, e a questo punto direi che per comprendere l&#039;era della Rete nel suo complesso - anche nei suoi aspetti popular - la sua trilogia resta fondamentale. Quello che mi chiedo, piuttosto, è quanti all&#039;interno della Repubblica delle Lettere (italiana) conoscano i nomi qui citati, e quanto siano interessati ad approfondire certe tematiche. Credo che se si partisse da alcune semplici constatazioni sui TEMPI che stiamo vivendo, stupidaggini tipo la presunta discrasia tra pop e non-pop cadrebbero. Curiosità personale. Mah.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rheingold l&#8217;ho letto, Johnson no; in ogni caso, a Jenkins ci sono arrivato via Manuel Castells, e a questo punto direi che per comprendere l&#8217;era della Rete nel suo complesso &#8211; anche nei suoi aspetti popular &#8211; la sua trilogia resta fondamentale. Quello che mi chiedo, piuttosto, è quanti all&#8217;interno della Repubblica delle Lettere (italiana) conoscano i nomi qui citati, e quanto siano interessati ad approfondire certe tematiche. Credo che se si partisse da alcune semplici constatazioni sui TEMPI che stiamo vivendo, stupidaggini tipo la presunta discrasia tra pop e non-pop cadrebbero. Curiosità personale. Mah.</p>
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		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-horrorthe-horror/comment-page-1/#comment-87660</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 16:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io non confonderei i due discorsi, alto/basso e noi/loro. Nel senso: alto/basso è il discorso del produttore che si rivolge a un pubblico - diciamo più o meno largo. Noi/loro (ma secondo me c&#039;è un &quot;loro&quot; anche in &quot;noi&quot;) è un discorso di ricezione, ovvero di metro di giudizio di quanto prodotto.
&quot;Loro&quot; si sentono preposti a giudicare tutto quanto proposto, ma non hanno un buon metro proprio per ciò che gli autori fanno &quot;basso&quot;, cioè per un pubblico ampio e che riconosce criteri diversi dai &quot;loro&quot;.
Ci torno su stanotte, spero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non confonderei i due discorsi, alto/basso e noi/loro. Nel senso: alto/basso è il discorso del produttore che si rivolge a un pubblico &#8211; diciamo più o meno largo. Noi/loro (ma secondo me c&#8217;è un &#8220;loro&#8221; anche in &#8220;noi&#8221;) è un discorso di ricezione, ovvero di metro di giudizio di quanto prodotto.<br />
&#8220;Loro&#8221; si sentono preposti a giudicare tutto quanto proposto, ma non hanno un buon metro proprio per ciò che gli autori fanno &#8220;basso&#8221;, cioè per un pubblico ampio e che riconosce criteri diversi dai &#8220;loro&#8221;.<br />
Ci torno su stanotte, spero.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-horrorthe-horror/comment-page-1/#comment-87659</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 15:35:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;definisce&quot;
vabbè, abbiate pietà]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;definisce&#8221;<br />
vabbè, abbiate pietà</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-horrorthe-horror/comment-page-1/#comment-87658</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 15:33:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[macrobiotici:–)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>macrobiotici:–)</p>
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		<title>
		Di: temperanza		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-horrorthe-horror/comment-page-1/#comment-87657</link>

		<dc:creator><![CDATA[temperanza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 15:32:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma queste polemiche ricorrenti tra &quot;loro&quot; e &quot;noi&quot; o &quot;loro e &quot;loro&quot; non sono altrettanto oziose delle contrapposizioni tra alto e basso di cui si parla qui – meno diffuse poi nella realtà di quanto sembri –?
Io parlo con coscienza immacolata, perchè ho sempre mischiato tutto.
Ma ho appena letto Afterword, la postfazione di Stephen King a Different Seasons. E trovo curioso che uno come lui se la prenda un po&#039; piccato con i suoi detrattori accademici, o polemizzi con scrittori oscuri che mangiano cibi nacrobiotici, come li deffinisce con un certo sarcasmo.
Dall&#039;alto dei suoi più di quaranta milioni di soddisfatti lettori non potrebbe godersela e basta, lasciando che chi non lo vuol leggere NON lo legga e basta?
Perché, mi chiedo, se sono così irrilevanti, vuole anche il loro plauso?
Scrivessi libri da 40 milioni di copie me la godrei senza andare a frugare in altri ripostigli per vedere se è rimasto un manipolo di esseri umani a cui non piaccio.
E viceversa, naturalmente:–)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma queste polemiche ricorrenti tra &#8220;loro&#8221; e &#8220;noi&#8221; o &#8220;loro e &#8220;loro&#8221; non sono altrettanto oziose delle contrapposizioni tra alto e basso di cui si parla qui – meno diffuse poi nella realtà di quanto sembri –?<br />
Io parlo con coscienza immacolata, perchè ho sempre mischiato tutto.<br />
Ma ho appena letto Afterword, la postfazione di Stephen King a Different Seasons. E trovo curioso che uno come lui se la prenda un po&#8217; piccato con i suoi detrattori accademici, o polemizzi con scrittori oscuri che mangiano cibi nacrobiotici, come li deffinisce con un certo sarcasmo.<br />
Dall&#8217;alto dei suoi più di quaranta milioni di soddisfatti lettori non potrebbe godersela e basta, lasciando che chi non lo vuol leggere NON lo legga e basta?<br />
Perché, mi chiedo, se sono così irrilevanti, vuole anche il loro plauso?<br />
Scrivessi libri da 40 milioni di copie me la godrei senza andare a frugare in altri ripostigli per vedere se è rimasto un manipolo di esseri umani a cui non piaccio.<br />
E viceversa, naturalmente:–)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-horrorthe-horror/comment-page-1/#comment-87656</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2006 08:41:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il titolo è &quot;Tutto quello che fa male ti fa bene&quot;, ed è uscito per Mondadori Strade blu qualche mese fa. Da leggere assolutamente!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo è &#8220;Tutto quello che fa male ti fa bene&#8221;, ed è uscito per Mondadori Strade blu qualche mese fa. Da leggere assolutamente!</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-horrorthe-horror/comment-page-1/#comment-87655</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2006 23:07:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#039; a cura di Jenkins, ma è un&#039;antologia, raccoglie brevi saggi di un fottìo di gente, alcuni molto buoni, altri un po&#039; esoterici per chi non vive negli USA. Meno compatto dei libri di Jenkins, e più prescindibile. Secondo me è una lettura un po&#039; da die-hard fans, da prendere in considerazione, nel caso, come complemento a CC e altri libri, come &quot;The Wisdom of Crowds&quot; di Surowiecky, &quot;Smart Mobs&quot; di Rheingold, &quot;The Long Tail&quot; di Anderson o &quot;Everything Bad is Good for you&quot; di Steven Johnson (che è quello che sto leggendo adesso e che la Lippa mi dice essere uscito anche in Italia ma non so con quale titolo).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; a cura di Jenkins, ma è un&#8217;antologia, raccoglie brevi saggi di un fottìo di gente, alcuni molto buoni, altri un po&#8217; esoterici per chi non vive negli USA. Meno compatto dei libri di Jenkins, e più prescindibile. Secondo me è una lettura un po&#8217; da die-hard fans, da prendere in considerazione, nel caso, come complemento a CC e altri libri, come &#8220;The Wisdom of Crowds&#8221; di Surowiecky, &#8220;Smart Mobs&#8221; di Rheingold, &#8220;The Long Tail&#8221; di Anderson o &#8220;Everything Bad is Good for you&#8221; di Steven Johnson (che è quello che sto leggendo adesso e che la Lippa mi dice essere uscito anche in Italia ma non so con quale titolo).</p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: volta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-horrorthe-horror/comment-page-1/#comment-87654</link>

		<dc:creator><![CDATA[volta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2006 22:17:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ah, Henry Jenkins! Io ho da poco ordinato &quot;Convergence Culture&quot;, ma c&#039;era anche questo tomo che mi sembrava interessante, che lo stesso H.J. ha curato assieme ad altri. Si intitola, programmaticamente, &quot;Hop on Pop - The Politics and Pleasures of Popular Culture &quot;. Ora, qualcuno sa dirmi quanto come perché e soprattutto SE vale? Il libro dovrebbe essere di un paio di anni fa...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ah, Henry Jenkins! Io ho da poco ordinato &#8220;Convergence Culture&#8221;, ma c&#8217;era anche questo tomo che mi sembrava interessante, che lo stesso H.J. ha curato assieme ad altri. Si intitola, programmaticamente, &#8220;Hop on Pop &#8211; The Politics and Pleasures of Popular Culture &#8220;. Ora, qualcuno sa dirmi quanto come perché e soprattutto SE vale? Il libro dovrebbe essere di un paio di anni fa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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