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	Commenti a: THE TIMES THEY ARE A-CHANGING	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Giulia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 10:10:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ha lasciata sbalordita vedere, nella mia piccola città, un negozio della Sisley interamente dedicato all&#039;abbigliamento infantile... Gonnelle di velo, pantacollant, ballerine luccicanti... tutto per somigliare ad una Barbie/ Bratz, ma soprattutto ad una graziosa ochetta di tipo televisivo, lustra, poco coperta e &quot;stilosa&quot;...
Sono tutto fuorché moralista, ma ci resto di stucco. E&#039; proprio così necessario che una fantolina di 10anni debba già preoccuparsi di vestire &quot;alla moda&quot;? Di portare la camicina trasparente, la minigonna e tutto il resto? Di &quot;apparire&quot;, insomma, ovviamente allo scopo di far colpo sui maschietti, a che altro servirebbe sennò vestirsi tutte fighette?
&quot;Ai miei tempi&quot; (una quindicina di anni fa) non esistevano nemmeno - non da me, comunque - negozi&quot;stilosi&quot; per bambini. Sicuramente erano poche le madri che conciavano le figlie alunne delle elementari come baby modelle. Noi - cresciuti tra la fine degli anni &#039;80 ed i primi &#039;90 - abbiamo ancora potuto vestirci da bambine e non essere turbate anzitempo con fantasmi di cosmetici (come quelli della Barbie!) e imperativi sociali di apparenza modaiola. Forse siamo state le ultime ad avere per davvero un&#039;infanzia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha lasciata sbalordita vedere, nella mia piccola città, un negozio della Sisley interamente dedicato all&#8217;abbigliamento infantile&#8230; Gonnelle di velo, pantacollant, ballerine luccicanti&#8230; tutto per somigliare ad una Barbie/ Bratz, ma soprattutto ad una graziosa ochetta di tipo televisivo, lustra, poco coperta e &#8220;stilosa&#8221;&#8230;<br />
Sono tutto fuorché moralista, ma ci resto di stucco. E&#8217; proprio così necessario che una fantolina di 10anni debba già preoccuparsi di vestire &#8220;alla moda&#8221;? Di portare la camicina trasparente, la minigonna e tutto il resto? Di &#8220;apparire&#8221;, insomma, ovviamente allo scopo di far colpo sui maschietti, a che altro servirebbe sennò vestirsi tutte fighette?<br />
&#8220;Ai miei tempi&#8221; (una quindicina di anni fa) non esistevano nemmeno &#8211; non da me, comunque &#8211; negozi&#8221;stilosi&#8221; per bambini. Sicuramente erano poche le madri che conciavano le figlie alunne delle elementari come baby modelle. Noi &#8211; cresciuti tra la fine degli anni &#8217;80 ed i primi &#8217;90 &#8211; abbiamo ancora potuto vestirci da bambine e non essere turbate anzitempo con fantasmi di cosmetici (come quelli della Barbie!) e imperativi sociali di apparenza modaiola. Forse siamo state le ultime ad avere per davvero un&#8217;infanzia&#8230;</p>
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		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-times-they-are-a-changing/comment-page-1/#comment-98361</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 13:18:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di stereotipi di genere, trascrivo qui un &#039;interessante riflessione dell&#039;antropologo (e neopapà) Piero Vereni tratta dal suo blog:
&quot;Da qualche settimana Amanda (5 mesi) non prende più il latte della mamma, e siamo passati all’allattamento artificiale. Per disinfettare i biberon di Amanda usiamo un prodotto di marca, che poi si risolve nell’essere una specie di varecchina profumata e costosissima: ne mettiamo un misurino in due litri d’acqua e per 24 ore possiamo essere sicuri che i biberon saranno disinfettati a fondo. Il liquido è un po’ irritante per la pelle e dopo qualche giorno che sciacquavamo tettarelle, ghiere e biberon, io e Valeria ci siamo ritrovati con le mani tutte secche e screpolate. Al supermercato ho pensato di comprare i guanti di gomma. Vedo la taglia “grande” e la porto a casa, solo per scoprire che l’unità di misura dei guanti per lavare i piatti è tuttora la mano di una donna, per cui “grande” significa “grande da donna”, e infatti a me stanno strettissimi. È dentro ovvietà di questo tipo (le taglie dei guanti per lavare i piatti) che si nasconde la disparità tra uomini e donne che tutti diamo per scontata.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di stereotipi di genere, trascrivo qui un &#8216;interessante riflessione dell&#8217;antropologo (e neopapà) Piero Vereni tratta dal suo blog:<br />
&#8220;Da qualche settimana Amanda (5 mesi) non prende più il latte della mamma, e siamo passati all’allattamento artificiale. Per disinfettare i biberon di Amanda usiamo un prodotto di marca, che poi si risolve nell’essere una specie di varecchina profumata e costosissima: ne mettiamo un misurino in due litri d’acqua e per 24 ore possiamo essere sicuri che i biberon saranno disinfettati a fondo. Il liquido è un po’ irritante per la pelle e dopo qualche giorno che sciacquavamo tettarelle, ghiere e biberon, io e Valeria ci siamo ritrovati con le mani tutte secche e screpolate. Al supermercato ho pensato di comprare i guanti di gomma. Vedo la taglia “grande” e la porto a casa, solo per scoprire che l’unità di misura dei guanti per lavare i piatti è tuttora la mano di una donna, per cui “grande” significa “grande da donna”, e infatti a me stanno strettissimi. È dentro ovvietà di questo tipo (le taglie dei guanti per lavare i piatti) che si nasconde la disparità tra uomini e donne che tutti diamo per scontata.&#8221;</p>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:53:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è questo, zauberei.  E&#039; che ho paura di veder semplificato, masticato e digerito un fenomeno che tuttora persiste. Quanto ai bambinologi &quot;cretini&quot;, non sono che io li cito. Trovo sempre quelli sui giornali, però.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è questo, zauberei.  E&#8217; che ho paura di veder semplificato, masticato e digerito un fenomeno che tuttora persiste. Quanto ai bambinologi &#8220;cretini&#8221;, non sono che io li cito. Trovo sempre quelli sui giornali, però.</p>
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		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-times-they-are-a-changing/comment-page-1/#comment-98359</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:33:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stavolta reagisco un po&#039; io nello stile tuo e del tuo blog.
Non è detto che gli scompensi li provochi ai letterati. Invece gli psicologi dello sviluppo potrebbero stranirsi. Perchè non sei mai contenta ! E sei scusami, lo dico con simpatia mediatica, anche se con malcelata irritazione  - supponente ecco. Lo sai anche te che la riflessione sul genere, e la  psicolgia evolutiva, hanno una storia ben più lunga e articolata di quel che tu lasci intendere, se non  altro perchè nella storia della cultura la bambinologia  seria è fenomeno recente: come si evince dal fatto che il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, non concepisce ancora granchè criteri evolutivi per le psicopatologie. E ha cominciato ad accorgersi della necessità solo nell&#039;ultima edizione, quando ce ne vorrebbe una separata. La bambinonologia fatta dai cretini è un problema, ma clinicamente e fatta dai seri (e ce n&#039;è a mazzi) è una mano santa. Perchè i bambini e gli adolescenti non sono degli adulti piccoli. Ma Loredana con tutto l&#039;affetto e la stima, questo non lo abbiamo appreso da te.
E poi questa la tua organizzazione mentale: se non ci si occupa del genere si è stronzi. se lo si fa si è alla moda, e perciò ugualmente stronzi. E bisogna sempre citare i bambinologi più cretini perchè questo ci rende la dialettica più facile.
Perdonami Loredana se oggi oho questo tono. La simpatia è immutata e anzi è in ragione di quella che sbuffo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stavolta reagisco un po&#8217; io nello stile tuo e del tuo blog.<br />
Non è detto che gli scompensi li provochi ai letterati. Invece gli psicologi dello sviluppo potrebbero stranirsi. Perchè non sei mai contenta ! E sei scusami, lo dico con simpatia mediatica, anche se con malcelata irritazione  &#8211; supponente ecco. Lo sai anche te che la riflessione sul genere, e la  psicolgia evolutiva, hanno una storia ben più lunga e articolata di quel che tu lasci intendere, se non  altro perchè nella storia della cultura la bambinologia  seria è fenomeno recente: come si evince dal fatto che il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, non concepisce ancora granchè criteri evolutivi per le psicopatologie. E ha cominciato ad accorgersi della necessità solo nell&#8217;ultima edizione, quando ce ne vorrebbe una separata. La bambinonologia fatta dai cretini è un problema, ma clinicamente e fatta dai seri (e ce n&#8217;è a mazzi) è una mano santa. Perchè i bambini e gli adolescenti non sono degli adulti piccoli. Ma Loredana con tutto l&#8217;affetto e la stima, questo non lo abbiamo appreso da te.<br />
E poi questa la tua organizzazione mentale: se non ci si occupa del genere si è stronzi. se lo si fa si è alla moda, e perciò ugualmente stronzi. E bisogna sempre citare i bambinologi più cretini perchè questo ci rende la dialettica più facile.<br />
Perdonami Loredana se oggi oho questo tono. La simpatia è immutata e anzi è in ragione di quella che sbuffo.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Anghelos		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-times-they-are-a-changing/comment-page-1/#comment-98358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anghelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:13:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I romanzi generazionali senza una robusta dose di narrativa incorporata sono, a mio parere, una noia mortale.
Comunque, Loredana, se posso darti un consiglio, non dare troppo penso a chi si lamenta (mi pare uno solo) se parli &quot;poco&quot; di letteratura: come si è detto in quel post, il blog è tuo e ogni letteratura è politica, quindi non vale la pena di prendersela per le fisime di uno solo ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I romanzi generazionali senza una robusta dose di narrativa incorporata sono, a mio parere, una noia mortale.<br />
Comunque, Loredana, se posso darti un consiglio, non dare troppo penso a chi si lamenta (mi pare uno solo) se parli &#8220;poco&#8221; di letteratura: come si è detto in quel post, il blog è tuo e ogni letteratura è politica, quindi non vale la pena di prendersela per le fisime di uno solo 😉</p>
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