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	Commenti a: THE WALL, O DEL NON VEDERE COME SI LIMITA LA LIBERTA&#039; INDIVIDUALE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 20:02:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Paolo M. Con ritardo. Solo per dire che mi piace molto poco essere presa in giro con tante belle dichiarazioni di onestà: per puro caso, mi è capitato sotto l&#039;occhio il suo IP. Che coincide con quello di hommequirit-Ugo- Gigi - altri tremila nick della stessa persona. Allora, la prossima volta non vada a dire in giro che lei è &quot;appena al suo terzo intervento&quot;. Al contrario, lei razzola per il web cercando tutti i luoghi dove si parla di questione femminile per postare compulsivamente le sue analisi pseudo-scientifiche. Visto che è tanto in gamba, la prossima volta controlli. E, santo cielo, faccia qualcosa per se stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo M. Con ritardo. Solo per dire che mi piace molto poco essere presa in giro con tante belle dichiarazioni di onestà: per puro caso, mi è capitato sotto l&#8217;occhio il suo IP. Che coincide con quello di hommequirit-Ugo- Gigi &#8211; altri tremila nick della stessa persona. Allora, la prossima volta non vada a dire in giro che lei è &#8220;appena al suo terzo intervento&#8221;. Al contrario, lei razzola per il web cercando tutti i luoghi dove si parla di questione femminile per postare compulsivamente le sue analisi pseudo-scientifiche. Visto che è tanto in gamba, la prossima volta controlli. E, santo cielo, faccia qualcosa per se stesso.</p>
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		Di: Giulia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 17:36:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Parole sacrosante! Basta con le caratteristiche psicologiche attribuibili per natura alle persone a seconda del loro genere, basta con gli invalicabili muri di separazione! Non è vero che gli uomini sono tutti calmi e razionali e le donne tutte isteriche e piagnone, per fortuna, come non è vero il viceversa. Non è vero che gli uomini sono tutti assassini brutali e le donne tutte vittime innocenti, per fortuna, come non è vero il viceversa. Ci sono tantissime brave persone, di un genere e dell&#039;altro, che desiderano soltanto esprimere le proprie buone qualità per costruire insieme un mondo migliore, in cui tutti abbiano gli stessi diritti, la stessa dignità, le stesse possibilità.
Grazie per tenere viva l&#039;attenzione su questi temi, in difesa della libertà di ciascuna persona, maschio o femmina, di esprimere la propria vera indole, senza essere costretta ad adeguarsi a sciocchi stereotipi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parole sacrosante! Basta con le caratteristiche psicologiche attribuibili per natura alle persone a seconda del loro genere, basta con gli invalicabili muri di separazione! Non è vero che gli uomini sono tutti calmi e razionali e le donne tutte isteriche e piagnone, per fortuna, come non è vero il viceversa. Non è vero che gli uomini sono tutti assassini brutali e le donne tutte vittime innocenti, per fortuna, come non è vero il viceversa. Ci sono tantissime brave persone, di un genere e dell&#8217;altro, che desiderano soltanto esprimere le proprie buone qualità per costruire insieme un mondo migliore, in cui tutti abbiano gli stessi diritti, la stessa dignità, le stesse possibilità.<br />
Grazie per tenere viva l&#8217;attenzione su questi temi, in difesa della libertà di ciascuna persona, maschio o femmina, di esprimere la propria vera indole, senza essere costretta ad adeguarsi a sciocchi stereotipi.</p>
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		Di: claudio.l		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[claudio.l]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 09:50:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Abbiamo assistito, nel recente passato, al fenomeno negazionista della crisi, basterebbe ricordare chi diceva che i ristoranti erano pieni e le moltitudini di liberi professionisti , artigiani, piccoli imprenditori, che addirittura la benedicevano convinti che avrebbe ripulito il mercato dai rami secchi e rilanciato quelli bravi e capaci. A tirare il gruppo erano quegli stessi organi di informazione che oggi sono i più attivi a enfatizzare i “suicidi da crisi”, così come i più preoccupati sono coloro che pensavano di stare tra le file dei bravi e capaci. La crisi la sentiamo vicina,  riguarda tutti, anche quelli che non la soffrono, del femminicidio possiamo fregarcene, negarlo, sottovalutarlo,se non uccidono tua sorella o un amica. Il femminicidio lo si relega in recinti ben definiti, nelle pulsioni “naturali” di un maschile offeso o in culture tribali a noi estranee, ultima in ordine di tempo e di follia “quella calabrese”. Forse è meglio non sottovalutare l&#039;uso strumentale da parte di certa informazione riguardo ai recenti casi di violenza di genere, forse è proprio ora che di femminicidio si comincia a parlarne ovunque, che è necessario il massimo sforzo per non lasciare stravolgere e ridirezionare il senso di tutto quel poco o molto di buono fatto fin qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo assistito, nel recente passato, al fenomeno negazionista della crisi, basterebbe ricordare chi diceva che i ristoranti erano pieni e le moltitudini di liberi professionisti , artigiani, piccoli imprenditori, che addirittura la benedicevano convinti che avrebbe ripulito il mercato dai rami secchi e rilanciato quelli bravi e capaci. A tirare il gruppo erano quegli stessi organi di informazione che oggi sono i più attivi a enfatizzare i “suicidi da crisi”, così come i più preoccupati sono coloro che pensavano di stare tra le file dei bravi e capaci. La crisi la sentiamo vicina,  riguarda tutti, anche quelli che non la soffrono, del femminicidio possiamo fregarcene, negarlo, sottovalutarlo,se non uccidono tua sorella o un amica. Il femminicidio lo si relega in recinti ben definiti, nelle pulsioni “naturali” di un maschile offeso o in culture tribali a noi estranee, ultima in ordine di tempo e di follia “quella calabrese”. Forse è meglio non sottovalutare l&#8217;uso strumentale da parte di certa informazione riguardo ai recenti casi di violenza di genere, forse è proprio ora che di femminicidio si comincia a parlarne ovunque, che è necessario il massimo sforzo per non lasciare stravolgere e ridirezionare il senso di tutto quel poco o molto di buono fatto fin qui.</p>
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		<title>
		Di: barbara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 06:53:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana non mi sento una vittima, ci mancherebbe. Michela Murgia, rispondendo, commette un errore: confonde i cosiddetti suicidi da crisi con il fatto che le crisi economiche non uccidano. Questa è una imprecisione oltre che una sciocchezza. Ognuno se ne sta tranquillo con la propria opinione, senza essere né vittima né carnefice.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana non mi sento una vittima, ci mancherebbe. Michela Murgia, rispondendo, commette un errore: confonde i cosiddetti suicidi da crisi con il fatto che le crisi economiche non uccidano. Questa è una imprecisione oltre che una sciocchezza. Ognuno se ne sta tranquillo con la propria opinione, senza essere né vittima né carnefice.</p>
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		<title>
		Di: efraim		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[efraim]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2013 04:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana (mi permetto, essendomi cara, giacché la seguo da molto e con empatia), lungi da me voler difendere i &quot;negazionisti&quot;, se non altro perché ho letto solo quello di NfA al quale proposito, (oltre a prendere le distanze dalla scuola di Chicago - sicuramente più prossimo a Naomi Klein nella valutazione su di essa che a quel blog) credo sia abbastanza chiaro che gli atteggiamenti privi di empatia, &quot;OWNED&quot; e quant&#039;altro (sebbene facilmente riconducibili a stereotipi di genere della peggior specie e direi anche del genere peggiore, non fosse che creda che come gli euroamericani attivamente favorevoli ai diritti degli afroamericani...) travalichino le questioni di genere e siano il pane quotidiano di certi ambienti accademici; almeno come battuta può valere dire che riservare il medesimo trattamento alla questione del femminicidio sia semmai atto &quot;paritetico&quot;.
Ma questo discorso l&#039;ho usato solo come pretesto per indicare alla personalità di spicco di un movimento (di cui condivido gli intenti e per cui simpatizzo apertamente) che io sappia più aliena a ciò un atteggiamento molto diffuso e a mio avviso controproducente. Nassuno qui vuole negare che gli avversari siano peggiori, almeno non io che mi considero se possibile &quot;dei vostri&quot; perché ritengo che sostanzialmente la verità sia &quot;dalla vostra&quot; (o voi dalla sua). Voglio solo sostenere, qui dove tale tendenza mi pare più aliena, che mi pare troppo diffuso un modo di fare magari non &quot;OWNED&quot;, ma arrabbiato e aggressivo nei confronti di interlocutori magari subdoli e malvagi, ma che al pubblico possono apparire pacati e riflessivi; modo di fare che può far passare dalla parte del torto agli occhi del pubblico medesimo quand&#039;anche si ha ogni ragione. O anche far trovare nemici laddove non ce ne sono, allontanare possibili alleati e via discorrendo.
A proposito,
@Michela Murgia, cui va tutta la mia stima:
[se necessario, chiarisco che trovo davvero adeguati e auspicabili, nella temperie della comunicazione moderna che invero non apprezzo granché, titoli tipo &quot;il maschilismo uccide ancora&quot; (sempre che non passi la ridefinizione raccontata più sopra). Sebbene qualcosa si muova a livello istituzionale e anche, in parte, sui grossi media, nella cultura diffusa forse siamo ancora più indietro e di sicuro c&#039;è molto da fare e l&#039;emergenza sarà tale finché ci sarà discriminazione di genere, che non sarà sconfitta nemmeno quando i presidenti delle repubbliche, dei consigli etc. saranno statisticamente tanto uomini quanto donne. Sicuramente è urgentemente necessario (non meno ora se lo è sempre stato) aumentare e mettere in essere servizi di sostegno e protezione, iniziative culturali a partire dalle scuole primarie e dell&#039;infanzia e quant&#039;altro. Sicuramente, anche se sono storie individuali, sono anche e in molti casi essenzialmente e soprattutto effetti di un fenomeno culturale indegno, per quanto radicato in tradizioni di lungo corso (ma non nella natura delle cose o della specie) etc.]
Però a tutti può capitare, magari nella foga, di sostenere tesi esagerate. A parte il fatto che la sociologia, fin da Durkheim, nasce e avanza le sue pretese scientifiche a partire dalle ricerche sul suicidio e dalle correlazioni con le condizioni economiche (se ben ricordo, non sono sociologo, crescita a partire dai picchi di prosperità, ulteriore nell&#039;impoverimento, diminuzione in povertà e minimizzazione in arricchimento), non è pregnante andare a fare un discorso sui suicidi per crisi sui dati che arrivano al 2009, mentre più senso avrebbe considerare quelli recenti, come nei dati diffusi dall&#039;autorevole rivista Lancet e ampiamente ripresi dai media europei un paio di settimane prima del suo post: http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2013/03/27/crisi-piu-suicidi-Europa-Italia-9-milioni-si-curano-piu_8469132.html Non mi pare si possa pensare che ci siano gli estremi per negare l&#039;evidente correlazione indicata dallo studio apparso sul Lancet e non trovo corretto sottolineare che in Grecia ci sono molti meno suicidi che in Italia per dire che la crisi &quot;non fa morte&quot;.
A maggior ragione se in Grecia, nell&#039;inizio di questa crisi, i suicidi aumentano del 40%. Almeno non volendo ipotizzare che sia un caso in un contesto in cui un bambino su quattro, notizia recente, è arrivato a soffrire di malnutrizione, quando un secolo di ricerche sostengono che sia un fenomeno strutturale ed è difficile negarlo tanto quanto lo è per il femminicidio.
Non sono nella testa di nessuno, ma sono convinto che si possa essere in ampio disaccordo con il post intitolato &quot;Epistemologia della morte per crisi&quot; (a suo tempo letto, disapprovato e rimosso, ma ritrovato ora nei commenti) senza per questo essere negazionisti, misogini o volere in nessun modo sminuire la realtà del femminicidio in particolare e delle discriminazioni di genere in generale. Poi chiaro che certi intelrocutori, senza riferimenti specifici, possono magari risultare irritanti e nel migliore dei casi pedanti con le loro osservazioni talvolta o spesso capziose. Però penso che la più grande forza di una battaglia giusta sia quella della verità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana (mi permetto, essendomi cara, giacché la seguo da molto e con empatia), lungi da me voler difendere i &#8220;negazionisti&#8221;, se non altro perché ho letto solo quello di NfA al quale proposito, (oltre a prendere le distanze dalla scuola di Chicago &#8211; sicuramente più prossimo a Naomi Klein nella valutazione su di essa che a quel blog) credo sia abbastanza chiaro che gli atteggiamenti privi di empatia, &#8220;OWNED&#8221; e quant&#8217;altro (sebbene facilmente riconducibili a stereotipi di genere della peggior specie e direi anche del genere peggiore, non fosse che creda che come gli euroamericani attivamente favorevoli ai diritti degli afroamericani&#8230;) travalichino le questioni di genere e siano il pane quotidiano di certi ambienti accademici; almeno come battuta può valere dire che riservare il medesimo trattamento alla questione del femminicidio sia semmai atto &#8220;paritetico&#8221;.<br />
Ma questo discorso l&#8217;ho usato solo come pretesto per indicare alla personalità di spicco di un movimento (di cui condivido gli intenti e per cui simpatizzo apertamente) che io sappia più aliena a ciò un atteggiamento molto diffuso e a mio avviso controproducente. Nassuno qui vuole negare che gli avversari siano peggiori, almeno non io che mi considero se possibile &#8220;dei vostri&#8221; perché ritengo che sostanzialmente la verità sia &#8220;dalla vostra&#8221; (o voi dalla sua). Voglio solo sostenere, qui dove tale tendenza mi pare più aliena, che mi pare troppo diffuso un modo di fare magari non &#8220;OWNED&#8221;, ma arrabbiato e aggressivo nei confronti di interlocutori magari subdoli e malvagi, ma che al pubblico possono apparire pacati e riflessivi; modo di fare che può far passare dalla parte del torto agli occhi del pubblico medesimo quand&#8217;anche si ha ogni ragione. O anche far trovare nemici laddove non ce ne sono, allontanare possibili alleati e via discorrendo.<br />
A proposito,<br />
@Michela Murgia, cui va tutta la mia stima:<br />
[se necessario, chiarisco che trovo davvero adeguati e auspicabili, nella temperie della comunicazione moderna che invero non apprezzo granché, titoli tipo &#8220;il maschilismo uccide ancora&#8221; (sempre che non passi la ridefinizione raccontata più sopra). Sebbene qualcosa si muova a livello istituzionale e anche, in parte, sui grossi media, nella cultura diffusa forse siamo ancora più indietro e di sicuro c&#8217;è molto da fare e l&#8217;emergenza sarà tale finché ci sarà discriminazione di genere, che non sarà sconfitta nemmeno quando i presidenti delle repubbliche, dei consigli etc. saranno statisticamente tanto uomini quanto donne. Sicuramente è urgentemente necessario (non meno ora se lo è sempre stato) aumentare e mettere in essere servizi di sostegno e protezione, iniziative culturali a partire dalle scuole primarie e dell&#8217;infanzia e quant&#8217;altro. Sicuramente, anche se sono storie individuali, sono anche e in molti casi essenzialmente e soprattutto effetti di un fenomeno culturale indegno, per quanto radicato in tradizioni di lungo corso (ma non nella natura delle cose o della specie) etc.]<br />
Però a tutti può capitare, magari nella foga, di sostenere tesi esagerate. A parte il fatto che la sociologia, fin da Durkheim, nasce e avanza le sue pretese scientifiche a partire dalle ricerche sul suicidio e dalle correlazioni con le condizioni economiche (se ben ricordo, non sono sociologo, crescita a partire dai picchi di prosperità, ulteriore nell&#8217;impoverimento, diminuzione in povertà e minimizzazione in arricchimento), non è pregnante andare a fare un discorso sui suicidi per crisi sui dati che arrivano al 2009, mentre più senso avrebbe considerare quelli recenti, come nei dati diffusi dall&#8217;autorevole rivista Lancet e ampiamente ripresi dai media europei un paio di settimane prima del suo post: <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2013/03/27/crisi-piu-suicidi-Europa-Italia-9-milioni-si-curano-piu_8469132.html" rel="nofollow ugc">http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2013/03/27/crisi-piu-suicidi-Europa-Italia-9-milioni-si-curano-piu_8469132.html</a> Non mi pare si possa pensare che ci siano gli estremi per negare l&#8217;evidente correlazione indicata dallo studio apparso sul Lancet e non trovo corretto sottolineare che in Grecia ci sono molti meno suicidi che in Italia per dire che la crisi &#8220;non fa morte&#8221;.<br />
A maggior ragione se in Grecia, nell&#8217;inizio di questa crisi, i suicidi aumentano del 40%. Almeno non volendo ipotizzare che sia un caso in un contesto in cui un bambino su quattro, notizia recente, è arrivato a soffrire di malnutrizione, quando un secolo di ricerche sostengono che sia un fenomeno strutturale ed è difficile negarlo tanto quanto lo è per il femminicidio.<br />
Non sono nella testa di nessuno, ma sono convinto che si possa essere in ampio disaccordo con il post intitolato &#8220;Epistemologia della morte per crisi&#8221; (a suo tempo letto, disapprovato e rimosso, ma ritrovato ora nei commenti) senza per questo essere negazionisti, misogini o volere in nessun modo sminuire la realtà del femminicidio in particolare e delle discriminazioni di genere in generale. Poi chiaro che certi intelrocutori, senza riferimenti specifici, possono magari risultare irritanti e nel migliore dei casi pedanti con le loro osservazioni talvolta o spesso capziose. Però penso che la più grande forza di una battaglia giusta sia quella della verità&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Michela Murgia		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michela Murgia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 23:13:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Barbara.
Suicidarsi indicando come motivazione le difficoltà economiche non significa che &quot;la crisi uccide&quot;, esattamente come suicidarsi indicando come motivazione la delusione amorosa non significa che l&#039;amore uccida.
Ma mettiamo pure che questa equazione stia in piedi. Cosa succede quando la società percepisce che c&#039;è una presunta &quot;emergenza suicidi per la crisi&quot;, come in effetti ha fatto?
Succede che si aprono sportelli di aiuto agli imprenditori in difficoltà, si potenziano le fonti di informazione sull&#039;accesso al credito agevolato e i giornali se ne occupano con attenzione ossessiva, arrivando ad aprire sezioni apposite per tenere alta l&#039;attenzione (o la tensione?) sui morti per ragioni apparentemente economiche. Fanno bene? Fanno male? Non importa: intanto fanno.
Se invece ad andare alla ribalta sono i numeri delle donne uccise, la ricerca delle possibili cause comuni di queste uccisioni non solo non comincia nemmeno in ambito istituzionale, ma anzi si nega che queste cause esistano e possano essere affrontate con azioni mirate. Si dice e ribadisce che quelle morti sono gesti isolati di persone instabili, non un fenomeno sociale. Si dice che le morti ogni anno sono dati endemici della violenza sociale, non questa gran stranezza e tantomeno un&#039;emergenza che autorizzi a porsi domande specifiche.
Ecco, questo io vorrei capire.
Perché le cause emotive dei suicidi presuntamente economici vanno messi in capo alla crisi senza colpo ferire, mentre le cause socio-culturali dei femminicidi vanno messe in capo a ogni singolo omicida senza mai unire i punti nè porsi il problema che quelle morti si potessero evitare con servizi di aiuto e protezione più efficienti? Perchè &quot;maschilismo che uccide&quot; non è mai diventato un titolo di giornale, a differenza di &quot;crisi assassina&quot;?
La percezione di eccesso che molti hanno sui dati del femminicidio è frutto non del fatto che se ne parli troppo o a sproposito, ma della resistenza sociale nei confronti della stessa ipotesi della sua esistenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Barbara.<br />
Suicidarsi indicando come motivazione le difficoltà economiche non significa che &#8220;la crisi uccide&#8221;, esattamente come suicidarsi indicando come motivazione la delusione amorosa non significa che l&#8217;amore uccida.<br />
Ma mettiamo pure che questa equazione stia in piedi. Cosa succede quando la società percepisce che c&#8217;è una presunta &#8220;emergenza suicidi per la crisi&#8221;, come in effetti ha fatto?<br />
Succede che si aprono sportelli di aiuto agli imprenditori in difficoltà, si potenziano le fonti di informazione sull&#8217;accesso al credito agevolato e i giornali se ne occupano con attenzione ossessiva, arrivando ad aprire sezioni apposite per tenere alta l&#8217;attenzione (o la tensione?) sui morti per ragioni apparentemente economiche. Fanno bene? Fanno male? Non importa: intanto fanno.<br />
Se invece ad andare alla ribalta sono i numeri delle donne uccise, la ricerca delle possibili cause comuni di queste uccisioni non solo non comincia nemmeno in ambito istituzionale, ma anzi si nega che queste cause esistano e possano essere affrontate con azioni mirate. Si dice e ribadisce che quelle morti sono gesti isolati di persone instabili, non un fenomeno sociale. Si dice che le morti ogni anno sono dati endemici della violenza sociale, non questa gran stranezza e tantomeno un&#8217;emergenza che autorizzi a porsi domande specifiche.<br />
Ecco, questo io vorrei capire.<br />
Perché le cause emotive dei suicidi presuntamente economici vanno messi in capo alla crisi senza colpo ferire, mentre le cause socio-culturali dei femminicidi vanno messe in capo a ogni singolo omicida senza mai unire i punti nè porsi il problema che quelle morti si potessero evitare con servizi di aiuto e protezione più efficienti? Perchè &#8220;maschilismo che uccide&#8221; non è mai diventato un titolo di giornale, a differenza di &#8220;crisi assassina&#8221;?<br />
La percezione di eccesso che molti hanno sui dati del femminicidio è frutto non del fatto che se ne parli troppo o a sproposito, ma della resistenza sociale nei confronti della stessa ipotesi della sua esistenza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo. M		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-wall-o-del-non-vedere-come-si-limita-la-liberta-individuale/comment-page-1/#comment-133918</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo. M]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 22:13:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5982#comment-133918</guid>

					<description><![CDATA[Loredana, per carità, è fuori discussione che esista una concretezza che richiede più attenzione della critica mass-mediologica, ma è così per tutto. Anche per i suicidi della crisi esiste una concretezza più importante della analisi che fa Murgia, ma non vuol dire che non si debba dare importanza a come i media comunicano, perché nel 2013 i media hanno anche il potere di influenzare la realtà stessa, la concretezza stessa. Tutto è correlato con tutto.
Ma non voglio parlare dei suicidi per crisi, non è questo il tema e non finiremmo più.
Ho già spiegato il motivo del parallelo tra i due articoli, e non mi ripeto.
Ho contestualizzato il motivo in un discorso che tentava di rispondere alla sua domanda del &quot;perché la virulenza?&quot;. Non mi ripeto, ho scritto tutto nel primo commento.
Ho espresso pareri argomentando, mi sembra; si può non essere d&#039;accordo, ma che si discuta; non mi va di sentirmi dire che sono uno che &quot;imperverso su ogni sito dove si parli di femminicidio per porti come &#039;sereno, pacato e non polemico&#039; controaltare&quot; (evidente il sarcasmo di Murgia, che vuole intendere non so cosa: che sono un negazionista del femminicidio anche io?), o che &quot; l’importante per me non è dibattere, ma insistere a spostare il fuoco della questione.&quot; A me pare allora che sia a Murgia che non interessi dibattere: che discuta le mie idee, invece di incollare una risposta già data nel suo blog che qua non c&#039;entra molto (visto che ho chiarito che non confrontavo suicidi/femminicidi, per cui non mi deve spiegare che non sono confrontabili, ma paragonavo modalità e scopi degli articoli), invece di esprimere pareri sulla mia persona.
E&#039; la dimostrazione di come si attui la politica del &quot;o con me o contro di me&quot;, senza vie di mezzo.
I dibattiti si fanno soprattutto con chi la pensa diversamente, non con quelli che ci danno ragione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana, per carità, è fuori discussione che esista una concretezza che richiede più attenzione della critica mass-mediologica, ma è così per tutto. Anche per i suicidi della crisi esiste una concretezza più importante della analisi che fa Murgia, ma non vuol dire che non si debba dare importanza a come i media comunicano, perché nel 2013 i media hanno anche il potere di influenzare la realtà stessa, la concretezza stessa. Tutto è correlato con tutto.<br />
Ma non voglio parlare dei suicidi per crisi, non è questo il tema e non finiremmo più.<br />
Ho già spiegato il motivo del parallelo tra i due articoli, e non mi ripeto.<br />
Ho contestualizzato il motivo in un discorso che tentava di rispondere alla sua domanda del &#8220;perché la virulenza?&#8221;. Non mi ripeto, ho scritto tutto nel primo commento.<br />
Ho espresso pareri argomentando, mi sembra; si può non essere d&#8217;accordo, ma che si discuta; non mi va di sentirmi dire che sono uno che &#8220;imperverso su ogni sito dove si parli di femminicidio per porti come &#8216;sereno, pacato e non polemico&#8217; controaltare&#8221; (evidente il sarcasmo di Murgia, che vuole intendere non so cosa: che sono un negazionista del femminicidio anche io?), o che &#8221; l’importante per me non è dibattere, ma insistere a spostare il fuoco della questione.&#8221; A me pare allora che sia a Murgia che non interessi dibattere: che discuta le mie idee, invece di incollare una risposta già data nel suo blog che qua non c&#8217;entra molto (visto che ho chiarito che non confrontavo suicidi/femminicidi, per cui non mi deve spiegare che non sono confrontabili, ma paragonavo modalità e scopi degli articoli), invece di esprimere pareri sulla mia persona.<br />
E&#8217; la dimostrazione di come si attui la politica del &#8220;o con me o contro di me&#8221;, senza vie di mezzo.<br />
I dibattiti si fanno soprattutto con chi la pensa diversamente, non con quelli che ci danno ragione.</p>
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		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/the-wall-o-del-non-vedere-come-si-limita-la-liberta-individuale/comment-page-1/#comment-133917</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 20:45:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Barbara: eh no. C&#039;è una differenza notevole fra &quot;non poter muovere la minima obiezione&quot; e &quot;ribattere&quot;. Sono sinceramente stufa della retorica vittimista dell&#039;incomprensione. Se hai qualcosa da dire, e se vuoi dirla senza malafede, fallo, prendendoti ovviamente la responsabilità di essere criticata, come tutte e tutti. E&#039; troppo comoda la litania del &quot;non mi capiscono&quot;, con cui abilmente si ributta la palla sulle cattivone che fraintendono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barbara: eh no. C&#8217;è una differenza notevole fra &#8220;non poter muovere la minima obiezione&#8221; e &#8220;ribattere&#8221;. Sono sinceramente stufa della retorica vittimista dell&#8217;incomprensione. Se hai qualcosa da dire, e se vuoi dirla senza malafede, fallo, prendendoti ovviamente la responsabilità di essere criticata, come tutte e tutti. E&#8217; troppo comoda la litania del &#8220;non mi capiscono&#8221;, con cui abilmente si ributta la palla sulle cattivone che fraintendono.</p>
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		Di: barbara		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 20:38:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Loredana è impreciso chiunque sostenga che le crisi economiche non uccidono. O per dirla con più delicatezza non fanno morti. I suicidi sono un&#039;altra cosa. Qui chiudo cara Loredana -) perché è impossibile muovere la minima obiezione: non perché tu censuri ma perché c&#039;è un continuo fraintendimento delle posizioni. Buon lavoro -)))]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Loredana è impreciso chiunque sostenga che le crisi economiche non uccidono. O per dirla con più delicatezza non fanno morti. I suicidi sono un&#8217;altra cosa. Qui chiudo cara Loredana -) perché è impossibile muovere la minima obiezione: non perché tu censuri ma perché c&#8217;è un continuo fraintendimento delle posizioni. Buon lavoro -)))</p>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2013 19:44:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non mi sembra affatto che Michela fosse imprecisa, Barbara, nè che si sia sottratta alla discussione. Quanto alla critica mass-mediologica, Paolo, mi permetta di dire una cosa: esiste una concretezza che forse richiede più attenzione della critica mass-mediologica, così cara alla rete, mentre sembrano essere molto meno care le questioni che riguardano se stessi e il modo in cui veniamo &quot;costruiti&quot;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sembra affatto che Michela fosse imprecisa, Barbara, nè che si sia sottratta alla discussione. Quanto alla critica mass-mediologica, Paolo, mi permetta di dire una cosa: esiste una concretezza che forse richiede più attenzione della critica mass-mediologica, così cara alla rete, mentre sembrano essere molto meno care le questioni che riguardano se stessi e il modo in cui veniamo &#8220;costruiti&#8221;.</p>
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