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	Commenti a: TOLKIEN, LA FILOSOFIA, IL FANTASTICO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106722</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:34:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo per la cronaca. Ieri Riccardo Chiaberge ha pubblicato sul Sole24Ore quanto segue:
http://riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com/2010/05/compagno-tolkien-e-prodo-riconquist%C3%B2-la-terra-di-mezzo-.html
Come si nota, si attribuisce alla scrivente qualcosa che non ha mai scritto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo per la cronaca. Ieri Riccardo Chiaberge ha pubblicato sul Sole24Ore quanto segue:<br />
<a href="http://riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com/2010/05/compagno-tolkien-e-prodo-riconquist%C3%B2-la-terra-di-mezzo-.html" rel="nofollow ugc">http://riccardochiaberge.blog.ilsole24ore.com/2010/05/compagno-tolkien-e-prodo-riconquist%C3%B2-la-terra-di-mezzo-.html</a><br />
Come si nota, si attribuisce alla scrivente qualcosa che non ha mai scritto.</p>
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		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106721</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 18:25:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grande wu ming4 che evidenzia un punto molto sottile e difficile da cogliere nell&#039;opera di tolkien.
L&#039;impianto etico è talmente roboante, maestoso e lindo che certamente attira lo sguardo e rende difficile cogliere aspetti più sottili come questa perla che citi tu del liberare le cose dal &quot;grigio offuscamento della banalità e della famigliarità&quot;.
Così come è evidente che il nucleo caldo di tutto il mondo tolkeniano sia assolutamente poetico ed emozionale e non religioso né etico o avventuroso. C&#039;è una profonda commozione di fondo, una tensione all&#039;indefinito  che muovo tutto e accende l&#039;opera e i cuori come un soffio vitale che va ben l&#039;aspetto reale/fantastico.
Certo la religiosità di tolkien trasuda nell&#039;opera ma non si può certo mettergli i cappello di autore cristiano e aspettarlo in fila al corteo di piazza al family day.
La sua religiosità, quella propria personale è tutt&#039;uno con la poetica ma è quest&#039;ultima ad abitare le opere, la cristianità di tolkien andava con lui a messa la mattina e restava intima.
Consiglio la lettura delle lettere, La realtà in trasparenza, Bompiani 2001 anche per imparare dalla fine e profonda religiosità dell&#039;uomo tolkien. Soprattutto le lettere al figlio Cristopher arruolato nella r.a.f durante la seconda guerra mondiale.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande wu ming4 che evidenzia un punto molto sottile e difficile da cogliere nell&#8217;opera di tolkien.<br />
L&#8217;impianto etico è talmente roboante, maestoso e lindo che certamente attira lo sguardo e rende difficile cogliere aspetti più sottili come questa perla che citi tu del liberare le cose dal &#8220;grigio offuscamento della banalità e della famigliarità&#8221;.<br />
Così come è evidente che il nucleo caldo di tutto il mondo tolkeniano sia assolutamente poetico ed emozionale e non religioso né etico o avventuroso. C&#8217;è una profonda commozione di fondo, una tensione all&#8217;indefinito  che muovo tutto e accende l&#8217;opera e i cuori come un soffio vitale che va ben l&#8217;aspetto reale/fantastico.<br />
Certo la religiosità di tolkien trasuda nell&#8217;opera ma non si può certo mettergli i cappello di autore cristiano e aspettarlo in fila al corteo di piazza al family day.<br />
La sua religiosità, quella propria personale è tutt&#8217;uno con la poetica ma è quest&#8217;ultima ad abitare le opere, la cristianità di tolkien andava con lui a messa la mattina e restava intima.<br />
Consiglio la lettura delle lettere, La realtà in trasparenza, Bompiani 2001 anche per imparare dalla fine e profonda religiosità dell&#8217;uomo tolkien. Soprattutto le lettere al figlio Cristopher arruolato nella r.a.f durante la seconda guerra mondiale.<br />
D.</p>
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		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106720</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 11:06:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Wu Ming4
In effetti la tua lettura &quot;tutta laica&quot; non solo non mi dispiace affatto, ma considero l&#039;atteggiamento &quot;laico&quot; l&#039;unico possibile di fronte all&#039;arte. E non perchè l&#039;arte non esprima una dimensione spirituale, ma proprio perchè per riconoscerla in modo non strumentale occorre essere più filosoficamente che teologicamente impegnati. Come insisto spesso nel dire, il vero problema della critica letteraria attuale è quello di mancare di una fondazione estetica, e quindi di finire in balia dell&#039;intimismo del &quot;gusto&quot; o del confessionalismo delle ideologie. Io credo che l&#039;eternità dell&#039;arte stia non nei significati che veicola (che invece sono inevitabilmente storicamente dati) ma nell&#039;universale possibilità che l&#039;arte offre al ftuitore di fare un&#039;esperienza &quot;visionaria&quot;. E&#039; il motivo per cui, anche se al livello iniziale, Hegel collocava l&#039;arte nello Spirito Assoluto e non in quello Soggettivo o Oggettivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Wu Ming4<br />
In effetti la tua lettura &#8220;tutta laica&#8221; non solo non mi dispiace affatto, ma considero l&#8217;atteggiamento &#8220;laico&#8221; l&#8217;unico possibile di fronte all&#8217;arte. E non perchè l&#8217;arte non esprima una dimensione spirituale, ma proprio perchè per riconoscerla in modo non strumentale occorre essere più filosoficamente che teologicamente impegnati. Come insisto spesso nel dire, il vero problema della critica letteraria attuale è quello di mancare di una fondazione estetica, e quindi di finire in balia dell&#8217;intimismo del &#8220;gusto&#8221; o del confessionalismo delle ideologie. Io credo che l&#8217;eternità dell&#8217;arte stia non nei significati che veicola (che invece sono inevitabilmente storicamente dati) ma nell&#8217;universale possibilità che l&#8217;arte offre al ftuitore di fare un&#8217;esperienza &#8220;visionaria&#8221;. E&#8217; il motivo per cui, anche se al livello iniziale, Hegel collocava l&#8217;arte nello Spirito Assoluto e non in quello Soggettivo o Oggettivo.</p>
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		<title>
		Di: chiara palazzolo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106719</link>

		<dc:creator><![CDATA[chiara palazzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:55:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Trovo che la tua sia una precisazione importante sul rapporto tra Tolkien e a sua fortuna in ambito cattolico. Ne avevo accennato ieri io stessa, più che altro per motivi affettivi, ma poi la discussione ha preso una piega diversa, forse più urgente.
Sarà interessante vedere gli esiti della questione nell&#039;ambito del convegno, visto che ci sarà anche una forte presenza cattolica a Modena. Mi sembra un ambito che vale la pena di esplorare pur nella sua - come dire - inattualità. Non foss&#039;altro che per studiare a 360° la genesi della fortuna critica del SDA in Italia - e i relativi equivoci beninteso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo che la tua sia una precisazione importante sul rapporto tra Tolkien e a sua fortuna in ambito cattolico. Ne avevo accennato ieri io stessa, più che altro per motivi affettivi, ma poi la discussione ha preso una piega diversa, forse più urgente.<br />
Sarà interessante vedere gli esiti della questione nell&#8217;ambito del convegno, visto che ci sarà anche una forte presenza cattolica a Modena. Mi sembra un ambito che vale la pena di esplorare pur nella sua &#8211; come dire &#8211; inattualità. Non foss&#8217;altro che per studiare a 360° la genesi della fortuna critica del SDA in Italia &#8211; e i relativi equivoci beninteso.</p>
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		<title>
		Di: Wu Ming 4		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106718</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 4]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 10:42:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Binaghi: Giusto, Tolkien non era progressista, né lo è la sua poetica. Tuttavia non concordo sull&#039;uso del termine &quot;tradizionalista&quot;. E non solo perché è il tipo di attribuzione su cui la destra più estrema ha costurito la propria lettura della sua opera, ma perché non credo davvero che il problema sia la tradizione.
Secondo Tolkien la riscoperta, il riacquisto di una chiara visione non significa &quot;vedere le cose come sono&quot;, ma &quot;vedere le cose come noi eravamo destinati a vederle, quali distinte da noi&quot;, cioè non necessariamente connesse alla nostra vita, al sé. Si tratta cioè di liberare la nostra visione delle cose dal &quot;grigio offuscamento della banalità e della famigliarità&quot;. Ecco perché narrare di ciò che abbiamo intorno, del quotidiano famigliare, secondo lui significa impedersi di cogliere l&#039;essenza delle cose. Era cioè sfiduciato sulla possibilità di un&#039;epica del presente, dell&#039;attuale. E&#039; ovvio che per Tolkien la Realtà (non a caso scritto con la maiuscola) di cui si narra rimanda a una dimensione trascendente, eterna, etc., ovvero ne contiene sempre in sé almeno una scintilla. Ma a prescindere dalla sua poetica ispirata dalla fede, si può dire che effettivamente ogni grande opera narrativa dice qualcosa di universale, qualcosa di universalmente valido. E non perché sancisca una identità, qualcosa che ritorna eguale a se stessa nel corso del tempo lungo il filum di una tradizione, bensì perché continua a dialogare con la realtà, a offirsi a letture sempre ulteriori, cioè perché produce nuovi germogli e non si limita a celebrare quelli che l&#039;hanno preceduta. E&#039; chiaro che la mia lettura - tutta laica - individua l&#039;eternità in questo costante rideclinarsi dei temi narrativi e non nel loro costante ripetersi in maniera identica. E sono convinto che proprio nella narrativa tolkieniana tale rideclinazione tematica sia molto evidente. Ecco perché, come insisto a dire da tempo, le interpretazioni cattoliche o confessionali dell&#039;opera di Tolkien sono evidentemente fondate, ma riduttive. Perché ricollegano la simbologia tolkieniana a un unico quadro coerentemente religioso, come se Il Sillmarillion e Il Signore degli Anelli fossero la Divina Commedia o i Promessi Sposi. Per me invece l&#039;aspetto più interessante sono i molteplici punti di fuga, le incoerenze, gli slittamenti tematici, cioè le eccedenze da un quadro conchiuso. Sono convinto che se non si considera questo secondo aspetto si capisca poco della portata di questo autore, che non a caso è riuscito a dialogare a distanza con ambiti e culture anche estremamente distanti dal cattolicesimo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Binaghi: Giusto, Tolkien non era progressista, né lo è la sua poetica. Tuttavia non concordo sull&#8217;uso del termine &#8220;tradizionalista&#8221;. E non solo perché è il tipo di attribuzione su cui la destra più estrema ha costurito la propria lettura della sua opera, ma perché non credo davvero che il problema sia la tradizione.<br />
Secondo Tolkien la riscoperta, il riacquisto di una chiara visione non significa &#8220;vedere le cose come sono&#8221;, ma &#8220;vedere le cose come noi eravamo destinati a vederle, quali distinte da noi&#8221;, cioè non necessariamente connesse alla nostra vita, al sé. Si tratta cioè di liberare la nostra visione delle cose dal &#8220;grigio offuscamento della banalità e della famigliarità&#8221;. Ecco perché narrare di ciò che abbiamo intorno, del quotidiano famigliare, secondo lui significa impedersi di cogliere l&#8217;essenza delle cose. Era cioè sfiduciato sulla possibilità di un&#8217;epica del presente, dell&#8217;attuale. E&#8217; ovvio che per Tolkien la Realtà (non a caso scritto con la maiuscola) di cui si narra rimanda a una dimensione trascendente, eterna, etc., ovvero ne contiene sempre in sé almeno una scintilla. Ma a prescindere dalla sua poetica ispirata dalla fede, si può dire che effettivamente ogni grande opera narrativa dice qualcosa di universale, qualcosa di universalmente valido. E non perché sancisca una identità, qualcosa che ritorna eguale a se stessa nel corso del tempo lungo il filum di una tradizione, bensì perché continua a dialogare con la realtà, a offirsi a letture sempre ulteriori, cioè perché produce nuovi germogli e non si limita a celebrare quelli che l&#8217;hanno preceduta. E&#8217; chiaro che la mia lettura &#8211; tutta laica &#8211; individua l&#8217;eternità in questo costante rideclinarsi dei temi narrativi e non nel loro costante ripetersi in maniera identica. E sono convinto che proprio nella narrativa tolkieniana tale rideclinazione tematica sia molto evidente. Ecco perché, come insisto a dire da tempo, le interpretazioni cattoliche o confessionali dell&#8217;opera di Tolkien sono evidentemente fondate, ma riduttive. Perché ricollegano la simbologia tolkieniana a un unico quadro coerentemente religioso, come se Il Sillmarillion e Il Signore degli Anelli fossero la Divina Commedia o i Promessi Sposi. Per me invece l&#8217;aspetto più interessante sono i molteplici punti di fuga, le incoerenze, gli slittamenti tematici, cioè le eccedenze da un quadro conchiuso. Sono convinto che se non si considera questo secondo aspetto si capisca poco della portata di questo autore, che non a caso è riuscito a dialogare a distanza con ambiti e culture anche estremamente distanti dal cattolicesimo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106717</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2010 07:44:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi piace molto questo che dice Wu Ming4
&quot;l’importanza di scremare la contemporaneità dal reale. Togliere il presente dal quadro serve a selezionare temi e archetipi. &quot;
Lo considero veramente centrale. E&#039; il motivo per cui Tolkien può essere molto utile per chi filosofa sulla storia e sul mito oltre a chi ama la letteratura, e penso soprattutto al &quot;Silmarillion&quot;.
Questo però fa di Tolkien, se non un autore di destra(autentica sciocchezza, avallata però negli anni Settanta anche dalla critica militonta di sinistra) un tradizionalista nel senso che lo è chiunque cerca l&#039;eterno nell&#039;uomo oltre il transitorio.
Adesso vediamo di non fare la sciocchezza contraria e di fare del fantastico tolkeniano l&#039;anticamera di un progressismo che gli era totalmente estraneo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace molto questo che dice Wu Ming4<br />
&#8220;l’importanza di scremare la contemporaneità dal reale. Togliere il presente dal quadro serve a selezionare temi e archetipi. &#8221;<br />
Lo considero veramente centrale. E&#8217; il motivo per cui Tolkien può essere molto utile per chi filosofa sulla storia e sul mito oltre a chi ama la letteratura, e penso soprattutto al &#8220;Silmarillion&#8221;.<br />
Questo però fa di Tolkien, se non un autore di destra(autentica sciocchezza, avallata però negli anni Settanta anche dalla critica militonta di sinistra) un tradizionalista nel senso che lo è chiunque cerca l&#8217;eterno nell&#8217;uomo oltre il transitorio.<br />
Adesso vediamo di non fare la sciocchezza contraria e di fare del fantastico tolkeniano l&#8217;anticamera di un progressismo che gli era totalmente estraneo.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Claudia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106716</link>

		<dc:creator><![CDATA[Claudia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2010 22:43:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ottimo articolo.
Ciò che mi colpisce sempre, nella vicenda della fama di Tolkien, non è tanto l&#039;appropriazione ideologica, quanto l&#039;etichettatura &quot;etico-culturale&quot; subita da lui e da tutta la letteratura &quot;di genere&quot;, in particolare quella fantasy.
Per molto tempo TUTTI i generi sono stati etichettati come &quot;letteratura di evasione/consumo&quot;: il giallo/poliziesco, la fantascienza, il fantasy, l&#039;avventuroso, il sentimentale.
Il giallo è stato sdoganato &quot;letterariamente&quot; anni fa, da Simenon. Adesso sta tornando ad essere di consumo (e direi pure &quot;di indigestione&quot;), ma di sicuro non è più considerato un genere dozzinale, buono solo per chi cerca emozioni forti, o al contrario un gioco intellettuale per amanti degli scacchi o degli enigmi matematici. Nessuno ha più il dubbio che sia possibile fare &quot;letteratura&quot; anche scrivendo dei gialli.
La fantascienza, forse perché così connessa con i concetti di utopia, distopia, di &quot;progresso&quot;, di &quot;società ideali&quot; e delle loro perversioni, del rapporto tra tecnologia e &quot;spirito&quot;, ha assunto uno status &quot;superiore&quot; al semplice intrattenimento già da molto tempo.
Il fantasy viene ancora visto con un certo sussiego, almeno in buona parte. Viene ancora considerato un genere &quot;d&#039;evasione&quot;, nel senso peggiorativo del termine. Questa è forse un&#039;etichetta peggiore di quelle ideologiche, perché ha la pretesa di essere &quot;obiettiva&quot;, venendo dai &quot;custodi del gusto&quot;.
Se eventi come questo di Modena servono a mostrare a certi inesorabili &quot;custodi del gusto&quot; che in Tolkien (e nel fantasy tutto) spesso c&#039;è &quot;more than meets the eye&quot;, che, diversamente dall&#039;essere &quot;evasione&quot;, le sue opere sono piuttosto un&#039;immersione più profonda nel reale per metterne allo scoperto le &quot;strutture fondamentali&quot; permanenti al di là dei rivolgimenti storici contingenti... insomma, per mostrare che bisognerebbe smettere di parlare di &quot;letteratura fantasy&quot; e parlare invece di &quot;letteratura&quot; e basta... allora mi auguro che questo sia solo il primo di molti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ottimo articolo.<br />
Ciò che mi colpisce sempre, nella vicenda della fama di Tolkien, non è tanto l&#8217;appropriazione ideologica, quanto l&#8217;etichettatura &#8220;etico-culturale&#8221; subita da lui e da tutta la letteratura &#8220;di genere&#8221;, in particolare quella fantasy.<br />
Per molto tempo TUTTI i generi sono stati etichettati come &#8220;letteratura di evasione/consumo&#8221;: il giallo/poliziesco, la fantascienza, il fantasy, l&#8217;avventuroso, il sentimentale.<br />
Il giallo è stato sdoganato &#8220;letterariamente&#8221; anni fa, da Simenon. Adesso sta tornando ad essere di consumo (e direi pure &#8220;di indigestione&#8221;), ma di sicuro non è più considerato un genere dozzinale, buono solo per chi cerca emozioni forti, o al contrario un gioco intellettuale per amanti degli scacchi o degli enigmi matematici. Nessuno ha più il dubbio che sia possibile fare &#8220;letteratura&#8221; anche scrivendo dei gialli.<br />
La fantascienza, forse perché così connessa con i concetti di utopia, distopia, di &#8220;progresso&#8221;, di &#8220;società ideali&#8221; e delle loro perversioni, del rapporto tra tecnologia e &#8220;spirito&#8221;, ha assunto uno status &#8220;superiore&#8221; al semplice intrattenimento già da molto tempo.<br />
Il fantasy viene ancora visto con un certo sussiego, almeno in buona parte. Viene ancora considerato un genere &#8220;d&#8217;evasione&#8221;, nel senso peggiorativo del termine. Questa è forse un&#8217;etichetta peggiore di quelle ideologiche, perché ha la pretesa di essere &#8220;obiettiva&#8221;, venendo dai &#8220;custodi del gusto&#8221;.<br />
Se eventi come questo di Modena servono a mostrare a certi inesorabili &#8220;custodi del gusto&#8221; che in Tolkien (e nel fantasy tutto) spesso c&#8217;è &#8220;more than meets the eye&#8221;, che, diversamente dall&#8217;essere &#8220;evasione&#8221;, le sue opere sono piuttosto un&#8217;immersione più profonda nel reale per metterne allo scoperto le &#8220;strutture fondamentali&#8221; permanenti al di là dei rivolgimenti storici contingenti&#8230; insomma, per mostrare che bisognerebbe smettere di parlare di &#8220;letteratura fantasy&#8221; e parlare invece di &#8220;letteratura&#8221; e basta&#8230; allora mi auguro che questo sia solo il primo di molti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106715</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2010 18:32:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ovviamente come al solito ho scoperto l&#039;acqua calda è pieno in rete di articoli che confrontano il romanzo Babbit con gli Hobbit..]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente come al solito ho scoperto l&#8217;acqua calda è pieno in rete di articoli che confrontano il romanzo Babbit con gli Hobbit..</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106714</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2010 18:28:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella Dino..
;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bella Dino..<br />
😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tolkien-la-filosofia-il-fantastico/comment-page-2/#comment-106713</link>

		<dc:creator><![CDATA[dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2010 18:17:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Marotta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Marotta.</p>
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