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	Commenti a: TRADIMENTI E SARCASMI: DA FLANAGAN A SANDRA NEWMAN	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2021 07:19:29 +0000</pubDate>
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		Di: Irene		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 23:17:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Confesso, ho guardato il primo episodio di MM distrattamente, stoppando dopo mezz&#039;ora, tirata in qua e là da mille pensieri, poi l&#039;ho riconosciuto: l&#039;ufficio dello sceriffo Hassan, uguale a quello di Little Tall Island, e mi sono detta ci siamo, questo è interessante. A partire dal personaggio di Riley, un &quot;perdente&quot; che sarebbe stato a suo agio nel famoso club, tutti gli abitanti di Crockett Island sono alla ricerca di una seconda occasione, e un po&#039; di speranza. L&#039;aspetto che ho apprezzato di più della serie (vista due volte, consigliata a tutti) è stato il respiro concesso ai personaggi per aprirsi e farci entrare nelle loro vite. Sì, certo, l&#039;elemento sovrannaturale, l&#039;orrore trattenuto e nascosto fino all&#039;ultimo (è una serie horror dopotutto) ma è una goccia nel mare di solitudine in cui annegano tutti, gli sbandati come Erin aggrappati a una promessa di futuro che si deve ancora materializzare, giovani uomini senza uno scopo, una comunità di pescatori impoveriti, e soprattutto lui, Monsignor, ambiguo e perso, manipolato e manipolatore. Sarebbe stata una serie così bella senza tutta quella oscurità, se il mistero si fosse risolto con una provetta e un laboratorio? Se, insomma, invece di Flanagan fosse stato diretto da un Fincher, magari con uno psichiatra al posto di un prete? Chissà, magari avrebbe convinto più spettatori respinti dal pregiudizio nei confronti del &quot;genere&quot;, ma ciò che è più chiaro non è sempre più luminoso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso, ho guardato il primo episodio di MM distrattamente, stoppando dopo mezz&#8217;ora, tirata in qua e là da mille pensieri, poi l&#8217;ho riconosciuto: l&#8217;ufficio dello sceriffo Hassan, uguale a quello di Little Tall Island, e mi sono detta ci siamo, questo è interessante. A partire dal personaggio di Riley, un &#8220;perdente&#8221; che sarebbe stato a suo agio nel famoso club, tutti gli abitanti di Crockett Island sono alla ricerca di una seconda occasione, e un po&#8217; di speranza. L&#8217;aspetto che ho apprezzato di più della serie (vista due volte, consigliata a tutti) è stato il respiro concesso ai personaggi per aprirsi e farci entrare nelle loro vite. Sì, certo, l&#8217;elemento sovrannaturale, l&#8217;orrore trattenuto e nascosto fino all&#8217;ultimo (è una serie horror dopotutto) ma è una goccia nel mare di solitudine in cui annegano tutti, gli sbandati come Erin aggrappati a una promessa di futuro che si deve ancora materializzare, giovani uomini senza uno scopo, una comunità di pescatori impoveriti, e soprattutto lui, Monsignor, ambiguo e perso, manipolato e manipolatore. Sarebbe stata una serie così bella senza tutta quella oscurità, se il mistero si fosse risolto con una provetta e un laboratorio? Se, insomma, invece di Flanagan fosse stato diretto da un Fincher, magari con uno psichiatra al posto di un prete? Chissà, magari avrebbe convinto più spettatori respinti dal pregiudizio nei confronti del &#8220;genere&#8221;, ma ciò che è più chiaro non è sempre più luminoso.</p>
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