<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: TRE CONSIGLI NON RICHIESTI PER PROMOTORI E AUTORI SELF PUBLISHING	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 Dec 2015 16:21:27 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Roberto Maragliano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/comment-page-1/#comment-139521</link>

		<dc:creator><![CDATA[Roberto Maragliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 16:21:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7055#comment-139521</guid>

					<description><![CDATA[Concordo con Loredana e Gino. Il selfpu non ha gli strumenti per far emergere collaborativamente le opere che meritano successo. Ma, come argomenti tu Loredana, non li ha molto spesso per i limiti che mostrano i neofiti dei social, destinati a vivere ai margini delle comunità di rete non perché incapaci di trovare le parole giuste per promuovere questo o quell&#039;ebook ma perché ancora sufficientemente (auto)educati alla cultura dei social. E poi: l&#039;editoria classica quegli strumenti li ha? Certo che li ha: è una possibile risposta, che (in parte) condivido. Ma poi obietto: per chi li usa, quegli strumenti, e come li usa? E in che cosa consiste il merito del successo editoriale, almeno nell&#039;accezione oggi corrente? Tante questioni che restano sospese. E che, avendole personalmente maturate in quasi mezzo secolo di militanza dentro l&#039;universo editoriale, mi hanno spinto a sperimentare (anche in chiave produttiva) il self publishing. Per curiosità ma anche per disperazione. E qui, se si volesse, si potrebbe aprire un altro discorso. Che, io credo, se fosse fatto serenamente, almeno in questa fase, porterebbe allo stesso esito di un&#039;ipotetica discussione tra un postino e un utente di email: sono due mondi diversi e le categorie dell&#039;uno sono inutilizzabili per l&#039;altro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Loredana e Gino. Il selfpu non ha gli strumenti per far emergere collaborativamente le opere che meritano successo. Ma, come argomenti tu Loredana, non li ha molto spesso per i limiti che mostrano i neofiti dei social, destinati a vivere ai margini delle comunità di rete non perché incapaci di trovare le parole giuste per promuovere questo o quell&#8217;ebook ma perché ancora sufficientemente (auto)educati alla cultura dei social. E poi: l&#8217;editoria classica quegli strumenti li ha? Certo che li ha: è una possibile risposta, che (in parte) condivido. Ma poi obietto: per chi li usa, quegli strumenti, e come li usa? E in che cosa consiste il merito del successo editoriale, almeno nell&#8217;accezione oggi corrente? Tante questioni che restano sospese. E che, avendole personalmente maturate in quasi mezzo secolo di militanza dentro l&#8217;universo editoriale, mi hanno spinto a sperimentare (anche in chiave produttiva) il self publishing. Per curiosità ma anche per disperazione. E qui, se si volesse, si potrebbe aprire un altro discorso. Che, io credo, se fosse fatto serenamente, almeno in questa fase, porterebbe allo stesso esito di un&#8217;ipotetica discussione tra un postino e un utente di email: sono due mondi diversi e le categorie dell&#8217;uno sono inutilizzabili per l&#8217;altro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/comment-page-1/#comment-139520</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 14:25:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7055#comment-139520</guid>

					<description><![CDATA[Questo è lo spirito giusto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è lo spirito giusto!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Lorenzo Mullon		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/comment-page-1/#comment-139519</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Mullon]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 13:53:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7055#comment-139519</guid>

					<description><![CDATA[Posso dare anch&#039;io un consiglio? Autopubblicare i propri libri è stupendo: si evita di cadere nelle maglie dell&#039;editoria a pagamento, e si possono produrre come vogliamo noi, senza essere influenzati da esperti che nella maggior parte dei casi sono solo esperti di marketing, e forse nemmeno.
La cosa più interessante, e divertente, è trovare un modo efficace per venderli. La mia piccola esperienza, nemmeno troppo breve, ormai di tredici anni, è la vendita ambulante.
Fermo le persone per strada, faccio degli incontri fantastici, famiglie con bambini a cui dire poesie, altri poeti, scrittori, persone che ti aprono la porta di casa, che organizzano delle serate insieme agli amici... insomma una esperienza straordinaria.
Certo, ci vuole coraggio, soprattutto all&#039;inizio. Bisogna avere anche un po&#039; di faccia tosta, e bisogna fregarsene dei giudizi degli altri, e delle rispostacce che potrebbero arrivare.
Ma si riesce a vivere, garantito. Si riesce a vivere se ci si accontenta, e se è quello che veramente dobbiamo fare nella vita.
Tanti cari saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso dare anch&#8217;io un consiglio? Autopubblicare i propri libri è stupendo: si evita di cadere nelle maglie dell&#8217;editoria a pagamento, e si possono produrre come vogliamo noi, senza essere influenzati da esperti che nella maggior parte dei casi sono solo esperti di marketing, e forse nemmeno.<br />
La cosa più interessante, e divertente, è trovare un modo efficace per venderli. La mia piccola esperienza, nemmeno troppo breve, ormai di tredici anni, è la vendita ambulante.<br />
Fermo le persone per strada, faccio degli incontri fantastici, famiglie con bambini a cui dire poesie, altri poeti, scrittori, persone che ti aprono la porta di casa, che organizzano delle serate insieme agli amici&#8230; insomma una esperienza straordinaria.<br />
Certo, ci vuole coraggio, soprattutto all&#8217;inizio. Bisogna avere anche un po&#8217; di faccia tosta, e bisogna fregarsene dei giudizi degli altri, e delle rispostacce che potrebbero arrivare.<br />
Ma si riesce a vivere, garantito. Si riesce a vivere se ci si accontenta, e se è quello che veramente dobbiamo fare nella vita.<br />
Tanti cari saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/comment-page-1/#comment-139518</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 10:21:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7055#comment-139518</guid>

					<description><![CDATA[Beh, intanto la metafora l&#039;ho usata nell&#039;ottica di chi ragiona in maniera critica di self-publishing (non io). Poi non do per scontato che il livello medio delle opere resti identico. Può anche crescere nel tempo, non saprei. Ma l&#039;eccellenza è intrinsecamente minoritaria, e il tempo umano piuttosto stabile. Per me non ci sono problemi, anzi, se più persone scrivono e pubblicano. Però se si dice sempre che l&#039;editoria classica pubblica troppo, allora in quest&#039;ottica è bene che le opere in eccesso siano nascoste. Se poi il livello sale tanto meglio. Ma il punto è che gli strumenti che si richiedono in questo articolo sono semplicemente i quattrini. Nell&#039;editoria classica i quattrini ci sono, poiché ci sono i lettori. Nel self-publishing no, e nessuno (o quasi) si mette a fare il lavoro di filtraggio a gratis, a meno che i quattrini non ce li mettano gli aspiranti stessi. Anche perché è un fatto che la maggior parte delle opere prodotte è brutta, non vale la pena di leggerla, ed è quindi una follia pensare di coinvolgere le persone al fine di vagliare opere brutte. Roncaglia e company dovrebbero capire che il senso del self-publishing è dare spazio a chi non è abbastanza bravo da ricavarselo. È un po&#039; come il calcio amatoriale. Ora bisognerà cominciare a guardare tutti i campi di calcio amatoriali perché hai visto mai ci scappi un fenomeno? Vogliamo le trasmissioni di calcio su tutte le partite giocate o semplicemente il calcio amatoriale sta bene nel suo anonimato, ed è felice di pagare due spicci per il campo, e ogni tanto per l&#039;arbitro nei tornei amatoriali?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, intanto la metafora l&#8217;ho usata nell&#8217;ottica di chi ragiona in maniera critica di self-publishing (non io). Poi non do per scontato che il livello medio delle opere resti identico. Può anche crescere nel tempo, non saprei. Ma l&#8217;eccellenza è intrinsecamente minoritaria, e il tempo umano piuttosto stabile. Per me non ci sono problemi, anzi, se più persone scrivono e pubblicano. Però se si dice sempre che l&#8217;editoria classica pubblica troppo, allora in quest&#8217;ottica è bene che le opere in eccesso siano nascoste. Se poi il livello sale tanto meglio. Ma il punto è che gli strumenti che si richiedono in questo articolo sono semplicemente i quattrini. Nell&#8217;editoria classica i quattrini ci sono, poiché ci sono i lettori. Nel self-publishing no, e nessuno (o quasi) si mette a fare il lavoro di filtraggio a gratis, a meno che i quattrini non ce li mettano gli aspiranti stessi. Anche perché è un fatto che la maggior parte delle opere prodotte è brutta, non vale la pena di leggerla, ed è quindi una follia pensare di coinvolgere le persone al fine di vagliare opere brutte. Roncaglia e company dovrebbero capire che il senso del self-publishing è dare spazio a chi non è abbastanza bravo da ricavarselo. È un po&#8217; come il calcio amatoriale. Ora bisognerà cominciare a guardare tutti i campi di calcio amatoriali perché hai visto mai ci scappi un fenomeno? Vogliamo le trasmissioni di calcio su tutte le partite giocate o semplicemente il calcio amatoriale sta bene nel suo anonimato, ed è felice di pagare due spicci per il campo, e ogni tanto per l&#8217;arbitro nei tornei amatoriali?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Stefano Trucco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/comment-page-1/#comment-139517</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Trucco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Dec 2015 08:24:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7055#comment-139517</guid>

					<description><![CDATA[&quot;Il self-publishing serve a rendere non puzzolente la spazzatura, e lo fa già benissimo&quot;
Dando per scontato che resti spazzatura, immagino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il self-publishing serve a rendere non puzzolente la spazzatura, e lo fa già benissimo&#8221;<br />
Dando per scontato che resti spazzatura, immagino.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: stefano		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-consigli-non-richiesti-per-promotori-e-autori-self-publishing/comment-page-1/#comment-139516</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 15:08:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=7055#comment-139516</guid>

					<description><![CDATA[Io cambierei con: il self-publishing va già benissimo, ma sarebbe utile avere degli strumenti accessori. Utile, non necessario. Il self-publishing serve a rendere non puzzolente la spazzatura, e lo fa già benissimo. Gli strumenti si possono certamente costruire, e soprattutto essere usati per fare cassa. Anche perché non vedo il senso di costruire quello che già c&#039;è per l&#039;editoria classica, e che ha un senso solo in virtù della qualità delle opere che produce. L&#039;uncio senso è farsi pagare. Se non ti fai pagare perdi solo tempo prezioso a leggere spazzatura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io cambierei con: il self-publishing va già benissimo, ma sarebbe utile avere degli strumenti accessori. Utile, non necessario. Il self-publishing serve a rendere non puzzolente la spazzatura, e lo fa già benissimo. Gli strumenti si possono certamente costruire, e soprattutto essere usati per fare cassa. Anche perché non vedo il senso di costruire quello che già c&#8217;è per l&#8217;editoria classica, e che ha un senso solo in virtù della qualità delle opere che produce. L&#8217;uncio senso è farsi pagare. Se non ti fai pagare perdi solo tempo prezioso a leggere spazzatura.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
