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	Commenti a: TRE PIU&#039; QUATTRO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Leonardo Colombati		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78252</link>

		<dc:creator><![CDATA[Leonardo Colombati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2005 07:06:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono appena andato a votare (quattro “sì). Ero l’unico uomo. Prima e dopo di me, solo donne.
Non mi è piaciuto il ricorso al referendum su una materia tanto complessa: lo dico da convinto sostenitore di molte battaglie radicali, che hanno contribuito a fare di questo Paese un posto appena più moderno.
Sono arrivato, oggi, al seggio, dopo mesi di dubbi. All’inizio, il sofista che è in me si era ribellato. Rifletteva il sofista: “Negare la fecondazione eterologa vuol dire negarci la possibilità di costruire una vita umana. Ammettere l’aborto vuol dire permetterci di sacrificarne una. C’è un implicito – e drammatico – atto di modestia verso qualcosa che romanticamente potremmo chiamare Natura e più vichianamente Storia in questo abissale distinguo. È l’accettazione del fatto che può esservi nell’Uomo l’istinto e la volizione ad uccidere ma non la presunzione di farsi Dio.  Concepire un figlio non è né un dono né un diritto; è soltanto il modo con cui la Natura perpetua se stessa, a difesa della propria mortalità. Tutti gli Uomini muoiono (anche i feti abortiti) ma non tutti gli Uomini nascono. Abortire – per dirlo in modo sinistro– è accelerare un evento certo; fabbricare embrioni è inverare una mera possibilità. Con conseguenze che non siamo capaci di immaginare”.
Belle parole. Stronzate, in fondo. L’Italia s’è data una legge, in materia, che non ha eguali nel mondo occidentale.
Il primo quesito riguarda l’abolizione di quella parte della legge 40 che attualmente vieta ai ricercatori di utilizzare cellule staminali prelevate da embrioni non utilizzati. Con le cellule staminali (che possono essere moltiplicate in laboratorio) si può tentare di combattere malattie come il cancro, la sclerosi, l’Alzheimer, il Parkinson e il diabete.
Attualmente, in Italia, ci sono 30.000 embrioni non utilizzati, che giacciono nelle celle frigorifere degli ospedali. Verranno buttate nello scarico del cesso.
Il secondo quesito riguarda l’abolizione della norma che non consente il congelamento degli embrioni e obbliga la fecondazione di un numero massimo di tre ovuli alla volta. Questo obbliga la donna, in caso di insuccesso del trattamento, a sottoporsi a più cicli di cura, con possibili danni per la sua salute. Inoltre, non permette alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive la cosiddetta “analisi reimpianto”, cioè un esame dell’embrione prima del suo trasferimento nell’utero della donna. Si espone così la donna a un doppio trauma: la possibilità di impiantare un embrione malato e la conseguente probabilità di dover ricorrere a un aborto terapeutico.
Per essere più chiari: in nessun altro Paese occidentale, la donna è sottoposta ad una cosa del genere.
Il terzo quesito riguarda l’abolizione della norma che assicura al concepito gli stessi diritti di una persona nata. Semplicemente non capisco come tale equiparazione possa non portare ad una ridiscussione della legge 194 sull’aborto. Ricordo che per la norma in esame “concepito” vuol dire l’ovulo già fecondato, ancora prima che si formi l’embrione. In parole povere: l’incontro tra uno spermatozoo e un uovo.
Il quarto quesito – il più spinoso – riguarda la cosiddetta “fecondazione eterologa”, una tecnica (cui ricorrere solo in casi di grave sterilità) che consente alla coppia la fecondazione assistita anche utilizzando gameti di donatori esterni alla coppia. La legge attuale vieta questa pratica, ma consente la “fecondazione omologa”, e cioè la fecondazione con gameti del maschio della coppia. La fecondazione eterologa, in barba alle Apocalissi di chi la vuole negare, è una tecnica PER LA FAMIGLIA, per un uomo e una donna che vogliono un figlio, vogliono costruire una famiglia, ma non possono. Quest’uomo e questa donna, oggi, andranno in Spagna o in Inghilterra o in Austria, se hanno i soldi per farlo. Vorrei ricordare anche che l’infertilità colpisce, in Italia, una famiglia su cinque. Con questa legge, queste famiglie sono di serie B; anzi, direi che NON SONO FAMIGLIE, per il mostruoso concetto secondo cui una famiglia si fonda sullo sperma del maschio.
Da oggi, questo Paese che vanta già alcuni record di cui non possiamo vantarci, fa un salto indietro di quarant’anni. Qualcuno ci ha costretti a pensare che la Terra è un disco piatto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono appena andato a votare (quattro “sì). Ero l’unico uomo. Prima e dopo di me, solo donne.<br />
Non mi è piaciuto il ricorso al referendum su una materia tanto complessa: lo dico da convinto sostenitore di molte battaglie radicali, che hanno contribuito a fare di questo Paese un posto appena più moderno.<br />
Sono arrivato, oggi, al seggio, dopo mesi di dubbi. All’inizio, il sofista che è in me si era ribellato. Rifletteva il sofista: “Negare la fecondazione eterologa vuol dire negarci la possibilità di costruire una vita umana. Ammettere l’aborto vuol dire permetterci di sacrificarne una. C’è un implicito – e drammatico – atto di modestia verso qualcosa che romanticamente potremmo chiamare Natura e più vichianamente Storia in questo abissale distinguo. È l’accettazione del fatto che può esservi nell’Uomo l’istinto e la volizione ad uccidere ma non la presunzione di farsi Dio.  Concepire un figlio non è né un dono né un diritto; è soltanto il modo con cui la Natura perpetua se stessa, a difesa della propria mortalità. Tutti gli Uomini muoiono (anche i feti abortiti) ma non tutti gli Uomini nascono. Abortire – per dirlo in modo sinistro– è accelerare un evento certo; fabbricare embrioni è inverare una mera possibilità. Con conseguenze che non siamo capaci di immaginare”.<br />
Belle parole. Stronzate, in fondo. L’Italia s’è data una legge, in materia, che non ha eguali nel mondo occidentale.<br />
Il primo quesito riguarda l’abolizione di quella parte della legge 40 che attualmente vieta ai ricercatori di utilizzare cellule staminali prelevate da embrioni non utilizzati. Con le cellule staminali (che possono essere moltiplicate in laboratorio) si può tentare di combattere malattie come il cancro, la sclerosi, l’Alzheimer, il Parkinson e il diabete.<br />
Attualmente, in Italia, ci sono 30.000 embrioni non utilizzati, che giacciono nelle celle frigorifere degli ospedali. Verranno buttate nello scarico del cesso.<br />
Il secondo quesito riguarda l’abolizione della norma che non consente il congelamento degli embrioni e obbliga la fecondazione di un numero massimo di tre ovuli alla volta. Questo obbliga la donna, in caso di insuccesso del trattamento, a sottoporsi a più cicli di cura, con possibili danni per la sua salute. Inoltre, non permette alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive la cosiddetta “analisi reimpianto”, cioè un esame dell’embrione prima del suo trasferimento nell’utero della donna. Si espone così la donna a un doppio trauma: la possibilità di impiantare un embrione malato e la conseguente probabilità di dover ricorrere a un aborto terapeutico.<br />
Per essere più chiari: in nessun altro Paese occidentale, la donna è sottoposta ad una cosa del genere.<br />
Il terzo quesito riguarda l’abolizione della norma che assicura al concepito gli stessi diritti di una persona nata. Semplicemente non capisco come tale equiparazione possa non portare ad una ridiscussione della legge 194 sull’aborto. Ricordo che per la norma in esame “concepito” vuol dire l’ovulo già fecondato, ancora prima che si formi l’embrione. In parole povere: l’incontro tra uno spermatozoo e un uovo.<br />
Il quarto quesito – il più spinoso – riguarda la cosiddetta “fecondazione eterologa”, una tecnica (cui ricorrere solo in casi di grave sterilità) che consente alla coppia la fecondazione assistita anche utilizzando gameti di donatori esterni alla coppia. La legge attuale vieta questa pratica, ma consente la “fecondazione omologa”, e cioè la fecondazione con gameti del maschio della coppia. La fecondazione eterologa, in barba alle Apocalissi di chi la vuole negare, è una tecnica PER LA FAMIGLIA, per un uomo e una donna che vogliono un figlio, vogliono costruire una famiglia, ma non possono. Quest’uomo e questa donna, oggi, andranno in Spagna o in Inghilterra o in Austria, se hanno i soldi per farlo. Vorrei ricordare anche che l’infertilità colpisce, in Italia, una famiglia su cinque. Con questa legge, queste famiglie sono di serie B; anzi, direi che NON SONO FAMIGLIE, per il mostruoso concetto secondo cui una famiglia si fonda sullo sperma del maschio.<br />
Da oggi, questo Paese che vanta già alcuni record di cui non possiamo vantarci, fa un salto indietro di quarant’anni. Qualcuno ci ha costretti a pensare che la Terra è un disco piatto.</p>
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		<title>
		Di: squirt		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78251</link>

		<dc:creator><![CDATA[squirt]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2005 06:06:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho letto Walden, ma mi aveva colpito (e direi convinto) l&#039;analisi che ne faceva Francesco Dragosei in &quot;Lo squalo e il grattacielo&quot;, come un testo reazionario (o qualcosa del genere, ora non ho il testo per recuperare la citazione, la posto appena possibile).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho letto Walden, ma mi aveva colpito (e direi convinto) l&#8217;analisi che ne faceva Francesco Dragosei in &#8220;Lo squalo e il grattacielo&#8221;, come un testo reazionario (o qualcosa del genere, ora non ho il testo per recuperare la citazione, la posto appena possibile).</p>
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		<title>
		Di: roquentin		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78250</link>

		<dc:creator><![CDATA[roquentin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jun 2005 04:06:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Brutta, anzi pessima esperienza, è stata la conoscenza di un mondo culturale che convive beatamente con la logica del pollaio, soprattutto ad alti livelli. Ma i polli non volano più di tanto, in ogni caso.
La mia era una battuta, una chiosa, nulla più, per evitare che il tuo sembrasse un idillio. A fronte di tot persone dotate di una &quot;coscienza civile&quot;, per così dire, ci sono altrettanti impostori.
Non ho spedito nessun manoscritto a scrittori, forse lo avrei fatto, in altre circostanze, ma tendo a fidarmi di pochissime persone (adesso). Troppe cose non mi convincono affatto.
A margine, e per la precisione, confesso di avere inviato un manoscritto ad un editore una sola volta: l&#039;ha letto &quot;uno che&quot;, si dice, sia uno scrittore (ma chi lo dice ha davvero un pessimo rapporto con la letteratura, ed il suddetto scrittore ha un pessimo rapporto con la lingua italiana, almeno al telefono: mi è sembrato genuinamente scemo; i suoi libri sono carta igienica rilegata, i conti tornano). Ma  è stato un errore grossolano, ed è stato tutto mio, al punto  da lasciarmi interdetto.
Mi sono a lungo interrogato su quali strade possano portare a lavorare nel campo editoriale alcuni imbecilli straordinari: nel frattempo non me lo chiedo più, perché ho qualche risposta.
Spero di non essere risultato troppo criptico. Per il resto, al limite, c&#039;è la mia mail (nel caso in cui la storia ti incuriosisca, ma ritengo che sia banale). Non ti preoccupare, non ho intenzione di inviarti alcun manoscritto.
Grazie e ciao,
Ivan]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Brutta, anzi pessima esperienza, è stata la conoscenza di un mondo culturale che convive beatamente con la logica del pollaio, soprattutto ad alti livelli. Ma i polli non volano più di tanto, in ogni caso.<br />
La mia era una battuta, una chiosa, nulla più, per evitare che il tuo sembrasse un idillio. A fronte di tot persone dotate di una &#8220;coscienza civile&#8221;, per così dire, ci sono altrettanti impostori.<br />
Non ho spedito nessun manoscritto a scrittori, forse lo avrei fatto, in altre circostanze, ma tendo a fidarmi di pochissime persone (adesso). Troppe cose non mi convincono affatto.<br />
A margine, e per la precisione, confesso di avere inviato un manoscritto ad un editore una sola volta: l&#8217;ha letto &#8220;uno che&#8221;, si dice, sia uno scrittore (ma chi lo dice ha davvero un pessimo rapporto con la letteratura, ed il suddetto scrittore ha un pessimo rapporto con la lingua italiana, almeno al telefono: mi è sembrato genuinamente scemo; i suoi libri sono carta igienica rilegata, i conti tornano). Ma  è stato un errore grossolano, ed è stato tutto mio, al punto  da lasciarmi interdetto.<br />
Mi sono a lungo interrogato su quali strade possano portare a lavorare nel campo editoriale alcuni imbecilli straordinari: nel frattempo non me lo chiedo più, perché ho qualche risposta.<br />
Spero di non essere risultato troppo criptico. Per il resto, al limite, c&#8217;è la mia mail (nel caso in cui la storia ti incuriosisca, ma ritengo che sia banale). Non ti preoccupare, non ho intenzione di inviarti alcun manoscritto.<br />
Grazie e ciao,<br />
Ivan</p>
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		<title>
		Di: Lo Scrittore Giustiziere		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78249</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lo Scrittore Giustiziere]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2005 17:06:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Scusate, una risposta semi-OT che inserisco qui perché sono passati un po&#039; di giorni e nel frattempo i commenti al post &quot;sui blog letterari: episodio III&quot; si sono esauriti.
Nel post precedente, giorni fa mi chiedevano se gli scrittori leggono gli inediti che ricevo. Sì, eccome. Questo ha stupito qualcuno: &quot;pensavo che non accadesse più che gli scrittori leggono gli autori inediti&quot;. Eccome, se accade. Moltissimi scrittori donano tempo e competenza gratis per leggere e commentare i romanzi che ricevono costantemente, per posta o brevi menu alle presentazioni, conferenze eccetera. Non lo sapevate? Non esistono mica solo i benemeriti Quindici a fare questo lavoro. Praticamente tutti gli scrittori lo fanno, e gratis.
Perché non mettto il mio nome qui in questo commento? Perché se lo mettessi me ne manderebbero ancora di più, e ne ricevo già abbastanza, e non sono ricco, non posso passare tutta la vita a lavorare gratis leggendo manoscritti di autori inediti. Voi quanto tempo passate a lavorare gratis per gli altri? Lo sapevate che ci sono tanti scrittori che leggono manoscritti senza chiedere un centesimo? Lo sapevate che molti si adoperano per trovare un editore agli autori che hanno talento? Provate ad andare da un avvocato e vedere se non vi chiede un compenso per starvi ad ascortare e darvi un parere professionale. Provate a chiamare un idraulico e vedete se non vi chiederà del denaro anche solo per essersi mosso fino a casa vostra.
In quale altro campo artistico o professionale trovate una tale generosità? Vi risulta che i musicisti e le popstar e rockstar ascoltino nastri, master e registrazioni varie di gruppi sconosciuti? Vi risulta che artisti affermati girino per atelier a dare consigli e apprezzamenti ad artisti sconosciuti, e si sbattano per trovargli un gallerista?
Infine, per Roquentin: dici che di recente hai avuto brutte esperienze in merito. Che cosa significa? Hai chiesto a uno scrittore di leggere un tuo manoscritto e si è rifiutato? O che cos&#039;altro ti è successo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, una risposta semi-OT che inserisco qui perché sono passati un po&#8217; di giorni e nel frattempo i commenti al post &#8220;sui blog letterari: episodio III&#8221; si sono esauriti.<br />
Nel post precedente, giorni fa mi chiedevano se gli scrittori leggono gli inediti che ricevo. Sì, eccome. Questo ha stupito qualcuno: &#8220;pensavo che non accadesse più che gli scrittori leggono gli autori inediti&#8221;. Eccome, se accade. Moltissimi scrittori donano tempo e competenza gratis per leggere e commentare i romanzi che ricevono costantemente, per posta o brevi menu alle presentazioni, conferenze eccetera. Non lo sapevate? Non esistono mica solo i benemeriti Quindici a fare questo lavoro. Praticamente tutti gli scrittori lo fanno, e gratis.<br />
Perché non mettto il mio nome qui in questo commento? Perché se lo mettessi me ne manderebbero ancora di più, e ne ricevo già abbastanza, e non sono ricco, non posso passare tutta la vita a lavorare gratis leggendo manoscritti di autori inediti. Voi quanto tempo passate a lavorare gratis per gli altri? Lo sapevate che ci sono tanti scrittori che leggono manoscritti senza chiedere un centesimo? Lo sapevate che molti si adoperano per trovare un editore agli autori che hanno talento? Provate ad andare da un avvocato e vedere se non vi chiede un compenso per starvi ad ascortare e darvi un parere professionale. Provate a chiamare un idraulico e vedete se non vi chiederà del denaro anche solo per essersi mosso fino a casa vostra.<br />
In quale altro campo artistico o professionale trovate una tale generosità? Vi risulta che i musicisti e le popstar e rockstar ascoltino nastri, master e registrazioni varie di gruppi sconosciuti? Vi risulta che artisti affermati girino per atelier a dare consigli e apprezzamenti ad artisti sconosciuti, e si sbattano per trovargli un gallerista?<br />
Infine, per Roquentin: dici che di recente hai avuto brutte esperienze in merito. Che cosa significa? Hai chiesto a uno scrittore di leggere un tuo manoscritto e si è rifiutato? O che cos&#8217;altro ti è successo?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: aitan		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78248</link>

		<dc:creator><![CDATA[aitan]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2005 16:06:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io ho già votato stamattina. E voi?
---
&lt;i&gt;Beh Beh, balbettò Monteiro Rossi, beh, la verità è che, la verità è che ho seguito le ragioni del quorum, forse non avrei dovuto, forse non avrei nemmeno voluto, ma è stato più forte di me.&lt;/i&gt;
Trascrizione quasi &lt;i&gt;verbatim&lt;/i&gt; da Antonio Tabucchi, &lt;b&gt;Sostiene Pereira&lt;/b&gt;, capitolo 6, Feltrinelli, Milano, 1994.]
---]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ho già votato stamattina. E voi?<br />
&#8212;<br />
<i>Beh Beh, balbettò Monteiro Rossi, beh, la verità è che, la verità è che ho seguito le ragioni del quorum, forse non avrei dovuto, forse non avrei nemmeno voluto, ma è stato più forte di me.</i><br />
Trascrizione quasi <i>verbatim</i> da Antonio Tabucchi, <b>Sostiene Pereira</b>, capitolo 6, Feltrinelli, Milano, 1994.]<br />
&#8212;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: diamonds		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78247</link>

		<dc:creator><![CDATA[diamonds]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2005 14:06:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[vado controcorrente e sapete che vi dico.Beh,i libri costano cari e noi approfittiamo dell&#039;occasione per andarceli a scovare usati nei mercatini o mettendo annunci gratuiti nei secondamano di turno.Sarà un&#039;occasione per cambiare aria.Inoltre nel blog ho due link che possono tornare utili alla causa:http://www.maremagnum.com  e http://www.libraccio.it/
.Naturalmente se uno è interessato esclusivamente a ciò che è uscito la scorsa settimana il discorso cambia completamente.è stato un piacere.Saludos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vado controcorrente e sapete che vi dico.Beh,i libri costano cari e noi approfittiamo dell&#8217;occasione per andarceli a scovare usati nei mercatini o mettendo annunci gratuiti nei secondamano di turno.Sarà un&#8217;occasione per cambiare aria.Inoltre nel blog ho due link che possono tornare utili alla causa:<a href="http://www.maremagnum.com" rel="nofollow ugc">http://www.maremagnum.com</a>  e <a href="http://www.libraccio.it/" rel="nofollow ugc">http://www.libraccio.it/</a><br />
.Naturalmente se uno è interessato esclusivamente a ciò che è uscito la scorsa settimana il discorso cambia completamente.è stato un piacere.Saludos</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: spettatrice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78246</link>

		<dc:creator><![CDATA[spettatrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2005 12:06:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/06/10/tre-piu-quattro/#comment-78246</guid>

					<description><![CDATA[Visto che le tastiere languono e siete tutti in giro a votare (o a far votare)ne aprofitto per un piccolo OT.
Vi chiedo umilmente venia, ma non di sola letteratura vive l&#039;uomo e su Carmilla c&#039;è una piccola dimostrazione di come viva sicuramente peggio in caso di carenza abitativa e in presenza di politici negligenti (per usare una parola fine).
Per quelli che ancora non lo sanno oltre ai prezzi di Donzelli trovo molto scandalosi e immorali gli affitti e i prezzi delle case. Credo di avere detto in altro post che sarei per un ripristino dell&#039;equo canone con l&#039;obbligo per i padroni di casa che non affittano di pagare salatissime tasse.
Spero che non troppi tra voi siano proprietari di appartamenti in affitto io, ahimè, ho amici che sono su una strada, o si stanno incamminando su, a causa dello strozzinaggio affittuario o dell&#039;impossibilità a reperire.
Comunque leggetevi l&#039;interessante estratto da una bella tesi di laurea:
http://www.carmillaonline.com/archives/2005/06/001417print.html
per tornare alla letteratura passate a:
http://www.carmillaonline.com/archives/2005/06/001418print.html
besos]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che le tastiere languono e siete tutti in giro a votare (o a far votare)ne aprofitto per un piccolo OT.<br />
Vi chiedo umilmente venia, ma non di sola letteratura vive l&#8217;uomo e su Carmilla c&#8217;è una piccola dimostrazione di come viva sicuramente peggio in caso di carenza abitativa e in presenza di politici negligenti (per usare una parola fine).<br />
Per quelli che ancora non lo sanno oltre ai prezzi di Donzelli trovo molto scandalosi e immorali gli affitti e i prezzi delle case. Credo di avere detto in altro post che sarei per un ripristino dell&#8217;equo canone con l&#8217;obbligo per i padroni di casa che non affittano di pagare salatissime tasse.<br />
Spero che non troppi tra voi siano proprietari di appartamenti in affitto io, ahimè, ho amici che sono su una strada, o si stanno incamminando su, a causa dello strozzinaggio affittuario o dell&#8217;impossibilità a reperire.<br />
Comunque leggetevi l&#8217;interessante estratto da una bella tesi di laurea:<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2005/06/001417print.html" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2005/06/001417print.html</a><br />
per tornare alla letteratura passate a:<br />
<a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2005/06/001418print.html" rel="nofollow ugc">http://www.carmillaonline.com/archives/2005/06/001418print.html</a><br />
besos</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: BetteDavis		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78245</link>

		<dc:creator><![CDATA[BetteDavis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2005 01:06:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/2005/06/10/tre-piu-quattro/#comment-78245</guid>

					<description><![CDATA[Ritorno brevemente sulla
questione prezzi: e ci torno da
libraio e non da cliente. I
prezzi stanno lievitando a
vista d&#039;occhio ma Donzelli è
da secoli che interpreta i libri
come kamikaze e le vendite
come massacri al mercato di
Jeddah. VENTUNO EURO per
un libro i cui diritti d&#039;autore
sono scaduti che Garibaldi era
ancora vivo sono poco meno
che una provocazione. Non
stupisce allora trovare
tonnellate di Donzelli nei
remainders. E non basta dire
che c&#039;è la libera concorrenza e
quindi uno può comprarsi
l&#039;edizione BUR, la vendita di
un libro essendo anche un
fatto culturale e non solo di
bassa finanza. Vostro,
BetteDabis]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno brevemente sulla<br />
questione prezzi: e ci torno da<br />
libraio e non da cliente. I<br />
prezzi stanno lievitando a<br />
vista d&#8217;occhio ma Donzelli è<br />
da secoli che interpreta i libri<br />
come kamikaze e le vendite<br />
come massacri al mercato di<br />
Jeddah. VENTUNO EURO per<br />
un libro i cui diritti d&#8217;autore<br />
sono scaduti che Garibaldi era<br />
ancora vivo sono poco meno<br />
che una provocazione. Non<br />
stupisce allora trovare<br />
tonnellate di Donzelli nei<br />
remainders. E non basta dire<br />
che c&#8217;è la libera concorrenza e<br />
quindi uno può comprarsi<br />
l&#8217;edizione BUR, la vendita di<br />
un libro essendo anche un<br />
fatto culturale e non solo di<br />
bassa finanza. Vostro,<br />
BetteDabis</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: darkripper		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78244</link>

		<dc:creator><![CDATA[darkripper]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2005 22:06:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Real Life l&#039;avevo scovato in libreria e volevo leggerlo per scriverne (su gamesblog, più che su sestaluna).
MBF peraltro ha un ottimo blog di  letteratura, game culture e roba varia in inglese, una segnalazione non gli farà male:
http://mbf.blogs.com/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Real Life l&#8217;avevo scovato in libreria e volevo leggerlo per scriverne (su gamesblog, più che su sestaluna).<br />
MBF peraltro ha un ottimo blog di  letteratura, game culture e roba varia in inglese, una segnalazione non gli farà male:<br />
<a href="http://mbf.blogs.com/" rel="nofollow ugc">http://mbf.blogs.com/</a></p>
]]></content:encoded>
		
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		<item>
		<title>
		Di: angela scarparo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-piu-quattro/comment-page-1/#comment-78243</link>

		<dc:creator><![CDATA[angela scarparo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2005 18:06:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diamonds, io sono un
(E)OT. :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diamonds, io sono un<br />
(E)OT. 🙂</p>
]]></content:encoded>
		
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