<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: TRE RIGHE SU TOLKIEN	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Wed, 27 Oct 2010 22:48:24 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: Sir Robin		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111878</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sir Robin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 22:48:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111878</guid>

					<description><![CDATA[@ Murasaki
Per quel poco che ne so, penso di poter dire che allora si cercasse di privilegiare più un discorso di catalogo, cioè si puntava a non lasciarsi scappare opere di sicuro respiro e di spessore pur se non proprio appaganti nel breve periodo. E senza grossi strepiti. Il contrario di quanto avviene oggi ^__^. Non che anche allora non ci si preoccupasse di avere una appetibilità commerciale, però si faceva più attenzione alla costruzione di un discorso coerente quanto a titoli ed autori che andavano a tracciare l’identità della casa editrice o della collana. Credo. Poi siamo nel posto giusto per cercare chiarimenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Murasaki<br />
Per quel poco che ne so, penso di poter dire che allora si cercasse di privilegiare più un discorso di catalogo, cioè si puntava a non lasciarsi scappare opere di sicuro respiro e di spessore pur se non proprio appaganti nel breve periodo. E senza grossi strepiti. Il contrario di quanto avviene oggi ^__^. Non che anche allora non ci si preoccupasse di avere una appetibilità commerciale, però si faceva più attenzione alla costruzione di un discorso coerente quanto a titoli ed autori che andavano a tracciare l’identità della casa editrice o della collana. Credo. Poi siamo nel posto giusto per cercare chiarimenti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Annamaria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111877</link>

		<dc:creator><![CDATA[Annamaria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 22:15:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111877</guid>

					<description><![CDATA[Letti i commenti di Vittorini e Sereni, mi sembra che giudizi nettamente negativi sul romanzo in sé non ce ne siano. Per il resto, le note sono troppo succinte e sbrigative per valutare il perché i due non ritenessero di pubblicare il SdA. Mi sembra quindi inutile sollevare questioni che si basano su ipotesi infondate. @ Sir Robin... ma che c&#039;entra??? Ora i sopravvissuti dei campi Hobbit ci governano per colpa degli Hobbit... e io che pensavo fosse stato il voto popolare ! E comunque Tolkien lo leggevano i ragazzi di destra come quelli di sinistra, solo che i secondi non lo ammettevano! ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letti i commenti di Vittorini e Sereni, mi sembra che giudizi nettamente negativi sul romanzo in sé non ce ne siano. Per il resto, le note sono troppo succinte e sbrigative per valutare il perché i due non ritenessero di pubblicare il SdA. Mi sembra quindi inutile sollevare questioni che si basano su ipotesi infondate. @ Sir Robin&#8230; ma che c&#8217;entra??? Ora i sopravvissuti dei campi Hobbit ci governano per colpa degli Hobbit&#8230; e io che pensavo fosse stato il voto popolare ! E comunque Tolkien lo leggevano i ragazzi di destra come quelli di sinistra, solo che i secondi non lo ammettevano! 😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Murasaki		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111876</link>

		<dc:creator><![CDATA[Murasaki]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 21:11:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111876</guid>

					<description><![CDATA[Non conosco molto l&#039;ambiente editoriale, ma immagino che, allora come ora, si cercassero di pubblicare libri con un potenziale mercato - insomma, i libri li volevano vendere, non pubblicavano solo per benificenza.
Nel 1962 mi viene da pensare che il mercato non fosse pronto: andavano cose diverse, veramente diverse. Do ragione al comitato editoriale, anche da tolkieniana di ferro. Quanto alla miopia politica... mah, sotto questo aspetto erano miopi in parecchi, anche i lettori, direi.
Magari ci sarebbe da chiedersi come mai il discorso non venne ripreso alla fine degli anni 60, quando LOTR diventò un best seller in America, con tanto di spillette &quot;Frodo is alive&quot;. A posteriori (che si sa che è più facile prevedere le temperature di ieri che quelle di domani) mi sembra che il momento giusto sarebbe stato dopo il 1967.
Comunque la Mondadori pagò pegno nel 1976, quando in mancanza d&#039;altro dovette ripiegare sulla Spada di Shannara, che è un calco di LOTR ma molto, molto andante ^__^]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non conosco molto l&#8217;ambiente editoriale, ma immagino che, allora come ora, si cercassero di pubblicare libri con un potenziale mercato &#8211; insomma, i libri li volevano vendere, non pubblicavano solo per benificenza.<br />
Nel 1962 mi viene da pensare che il mercato non fosse pronto: andavano cose diverse, veramente diverse. Do ragione al comitato editoriale, anche da tolkieniana di ferro. Quanto alla miopia politica&#8230; mah, sotto questo aspetto erano miopi in parecchi, anche i lettori, direi.<br />
Magari ci sarebbe da chiedersi come mai il discorso non venne ripreso alla fine degli anni 60, quando LOTR diventò un best seller in America, con tanto di spillette &#8220;Frodo is alive&#8221;. A posteriori (che si sa che è più facile prevedere le temperature di ieri che quelle di domani) mi sembra che il momento giusto sarebbe stato dopo il 1967.<br />
Comunque la Mondadori pagò pegno nel 1976, quando in mancanza d&#8217;altro dovette ripiegare sulla Spada di Shannara, che è un calco di LOTR ma molto, molto andante ^__^</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: 'povna		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111875</link>

		<dc:creator><![CDATA['povna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 19:03:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111875</guid>

					<description><![CDATA[beh, sia l&#039;uno sia l&#039;altro hanno brillato per alternare, in campo di scoutismo letterario, grandi intuizioni a straordinarie ottusità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>beh, sia l&#8217;uno sia l&#8217;altro hanno brillato per alternare, in campo di scoutismo letterario, grandi intuizioni a straordinarie ottusità&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: tuscan foodie in America		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111874</link>

		<dc:creator><![CDATA[tuscan foodie in America]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 18:59:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111874</guid>

					<description><![CDATA[Be&#039;, ma Vittorini mica ha detto che il libro faceva schifo. Ha detto che era rischioso pubblicarlo. Magari si riferiva ai rischi &quot;politici&quot; di pubblicare un testo gia&#039; allora molto controverso (a torto o a ragione non importa).
Ma se anche cosi&#039; non fosse, e si trattasse davvero di abbaglio, be&#039;, e&#039; in ottima compagnia: io se fossi uno dei 12 editori che rifiutarono Harry Potter forse mi sarei gia&#039; suicidato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217;, ma Vittorini mica ha detto che il libro faceva schifo. Ha detto che era rischioso pubblicarlo. Magari si riferiva ai rischi &#8220;politici&#8221; di pubblicare un testo gia&#8217; allora molto controverso (a torto o a ragione non importa).<br />
Ma se anche cosi&#8217; non fosse, e si trattasse davvero di abbaglio, be&#8217;, e&#8217; in ottima compagnia: io se fossi uno dei 12 editori che rifiutarono Harry Potter forse mi sarei gia&#8217; suicidato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111873</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:19:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111873</guid>

					<description><![CDATA[Del resto abbiamo avuto Pratt, le sorelle Giussani, Valentina, ecc. ma la maggiorparte di noi considera ancora il fumetto/cartone animato un contenuto (da bambini) invece di un medium. Idem per il fantasy, cosa aggravata dal ripetersi degli stereotipi. Maperchè?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Del resto abbiamo avuto Pratt, le sorelle Giussani, Valentina, ecc. ma la maggiorparte di noi considera ancora il fumetto/cartone animato un contenuto (da bambini) invece di un medium. Idem per il fantasy, cosa aggravata dal ripetersi degli stereotipi. Maperchè?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Marco B.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111872</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco B.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:11:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111872</guid>

					<description><![CDATA[Tolkien. Non letto in lingua. Grande ambientazione, ma scrittura talmente piana, forse volutamente piana, da non avermi emozionato granchè. Forse sarò io, tanto che non mi entusiasma più di tanto neanche un altro peso massimo dell&#039;epica fantastica come Asimov ma stravedo per le tamarrate giapponesi in formato anime...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tolkien. Non letto in lingua. Grande ambientazione, ma scrittura talmente piana, forse volutamente piana, da non avermi emozionato granchè. Forse sarò io, tanto che non mi entusiasma più di tanto neanche un altro peso massimo dell&#8217;epica fantastica come Asimov ma stravedo per le tamarrate giapponesi in formato anime&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valter binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111871</link>

		<dc:creator><![CDATA[valter binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 11:32:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111871</guid>

					<description><![CDATA[L&#039;inconscio politico è duro a morire.
Basta vedere l&#039;ostinazione con cui si continua a definire Tolkien un autore &quot;fantasy&quot;, anzichè riconoscergli il respiro epico che ha.
La cultura post-resistenza, che pure ha avuto tanti meriti, era cieca da un occhio, prigioniera di una concezione angusta di realismo, la stessa che oggi fa preferire ad alcuni minimalismi ombelicali a romanzi di vasta costruzione e di respiro storico.
Ma c&#039;è anche il pendolarismo cosmico dello yin e dello yang.
Dicendo più sopra &quot;che problema c&#039;è?&quot;, volevo semplicemente rassegnarmi a quelle che ho imparato a riconoscere come oscillazioni polari (ed epocali) del gusto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;inconscio politico è duro a morire.<br />
Basta vedere l&#8217;ostinazione con cui si continua a definire Tolkien un autore &#8220;fantasy&#8221;, anzichè riconoscergli il respiro epico che ha.<br />
La cultura post-resistenza, che pure ha avuto tanti meriti, era cieca da un occhio, prigioniera di una concezione angusta di realismo, la stessa che oggi fa preferire ad alcuni minimalismi ombelicali a romanzi di vasta costruzione e di respiro storico.<br />
Ma c&#8217;è anche il pendolarismo cosmico dello yin e dello yang.<br />
Dicendo più sopra &#8220;che problema c&#8217;è?&#8221;, volevo semplicemente rassegnarmi a quelle che ho imparato a riconoscere come oscillazioni polari (ed epocali) del gusto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sir Robin		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111870</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sir Robin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 11:13:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111870</guid>

					<description><![CDATA[A me pare che non si tratti di una questione di poco conto. Non è semplicemente un andare a sindacare sulle scelte di un editor di collana (pur se autorevolissimo) che per distrazione o chissà cosa altro ha deciso di scrivere il suo “no”. A interessarmi molto è cercare di capire se a scrivere quel no sia stata tutta un’area politica di riferimento o meglio (come direbbero gli stessi WM) un inconscio politico. E qui il calendario gioca un ruolo molto importante ai fini dell’interpretazione. Se non ricordo male il 1962  si trova a cinque anni dalla pubblicazione inglese della trilogia. E, per quanto ne so, successive tracce di una seria presa in considerazione del manoscritto appariranno cinque anni più tardi in Italia, nel 1967 ad opera dell’editore Ubaldini (quello di Astrolabio). Ma bisognerà aspettare il 1973 per poterlo vedere in libreria.
Insomma, penso di poter dire, un lentissimo processo digestivo nelle pance di parecchi intellettuali italiani dell’epoca (anche se, ovviamente, i mezzi tecnici e i tempi di reazione di quegli anni non possono in alcun modo essere paragonati a quelli di oggi).
La cronaca editoriale di questo manoscritto assume un contorno particolarmente emblematico (e spinoso) dal momento che, come tutti sappiamo, andrà a concludere il suo iter in un area difficilmente equivocabile quanto ad orientamento attraverso la casa editrice Rusconi.
Ma, in più, tutto questo ha fatto in modo che le sorti del genere di appartenenza del SdA, anzi probabilmente proprio il suo testo fondativo nella percezione comune, cioè il fantasy, siano state irrimediabilmente viziate da un pregiudizio che ancora adesso si fa una gran fatica a smontare: «ma come, alla tua età stai ancora dietro a queste stron storie più adatte ad una utenza meno matura?»
Poi, sarà poco, personalmente mi sto convincendo che (non solo ma anche) parte delle sorti attuali della destra italiana abbiano trovato in quelle pagine la loro linfa identitaria e simbolica, che ha permesso, a tutta una generazione di (ex) giovani, di emanciparsi da una sparuta dirigenza nostalgica caparbiamente fuori tempo e fuori posto. Insomma, forse molti di loro (non solo, ma anche) adesso ci stanno governando anche grazie a Tolkien. Bum.
Non proprio una questione di poco conto.
Dico questo perché mi piacerebbe che fosse sgombro il campo da un vizio (sorry) italiano fra i più fastidiosi, a mio avviso: il “peccato originale” è stato sicuramente carico di conseguenze ma credo sia ingiusto addossarlo solo sopra un paio di spalle (quelle di Vittorini o di Sereni).
Fra l’altro, su Repubblica si dice che: «[Vittorini] lo bocciava [Tolkien] dopo una lunga discussione interna».
Ecco: ci fosse un audio di quella discussione o almeno una trascrizione, sarebbe non poco illuminante.
Insomma: chi sa, parli! :-)
PS - &lt;a href=&quot;http://studitolkieniani.blogspot.com/2010/10/come-il-signore-degli-anelli-non-fu.html&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; c&#039;è l&#039;immagine della scheda di lettura di Vittorini del 1962 e un bel post da parte della Associazione Romana Studi Tolkieniani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me pare che non si tratti di una questione di poco conto. Non è semplicemente un andare a sindacare sulle scelte di un editor di collana (pur se autorevolissimo) che per distrazione o chissà cosa altro ha deciso di scrivere il suo “no”. A interessarmi molto è cercare di capire se a scrivere quel no sia stata tutta un’area politica di riferimento o meglio (come direbbero gli stessi WM) un inconscio politico. E qui il calendario gioca un ruolo molto importante ai fini dell’interpretazione. Se non ricordo male il 1962  si trova a cinque anni dalla pubblicazione inglese della trilogia. E, per quanto ne so, successive tracce di una seria presa in considerazione del manoscritto appariranno cinque anni più tardi in Italia, nel 1967 ad opera dell’editore Ubaldini (quello di Astrolabio). Ma bisognerà aspettare il 1973 per poterlo vedere in libreria.<br />
Insomma, penso di poter dire, un lentissimo processo digestivo nelle pance di parecchi intellettuali italiani dell’epoca (anche se, ovviamente, i mezzi tecnici e i tempi di reazione di quegli anni non possono in alcun modo essere paragonati a quelli di oggi).<br />
La cronaca editoriale di questo manoscritto assume un contorno particolarmente emblematico (e spinoso) dal momento che, come tutti sappiamo, andrà a concludere il suo iter in un area difficilmente equivocabile quanto ad orientamento attraverso la casa editrice Rusconi.<br />
Ma, in più, tutto questo ha fatto in modo che le sorti del genere di appartenenza del SdA, anzi probabilmente proprio il suo testo fondativo nella percezione comune, cioè il fantasy, siano state irrimediabilmente viziate da un pregiudizio che ancora adesso si fa una gran fatica a smontare: «ma come, alla tua età stai ancora dietro a queste stron storie più adatte ad una utenza meno matura?»<br />
Poi, sarà poco, personalmente mi sto convincendo che (non solo ma anche) parte delle sorti attuali della destra italiana abbiano trovato in quelle pagine la loro linfa identitaria e simbolica, che ha permesso, a tutta una generazione di (ex) giovani, di emanciparsi da una sparuta dirigenza nostalgica caparbiamente fuori tempo e fuori posto. Insomma, forse molti di loro (non solo, ma anche) adesso ci stanno governando anche grazie a Tolkien. Bum.<br />
Non proprio una questione di poco conto.<br />
Dico questo perché mi piacerebbe che fosse sgombro il campo da un vizio (sorry) italiano fra i più fastidiosi, a mio avviso: il “peccato originale” è stato sicuramente carico di conseguenze ma credo sia ingiusto addossarlo solo sopra un paio di spalle (quelle di Vittorini o di Sereni).<br />
Fra l’altro, su Repubblica si dice che: «[Vittorini] lo bocciava [Tolkien] dopo una lunga discussione interna».<br />
Ecco: ci fosse un audio di quella discussione o almeno una trascrizione, sarebbe non poco illuminante.<br />
Insomma: chi sa, parli! 🙂<br />
PS &#8211; <a href="http://studitolkieniani.blogspot.com/2010/10/come-il-signore-degli-anelli-non-fu.html" rel="nofollow ugc">qui</a> c&#8217;è l&#8217;immagine della scheda di lettura di Vittorini del 1962 e un bel post da parte della Associazione Romana Studi Tolkieniani.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/tre-righe-su-tolkien/comment-page-1/#comment-111869</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 07:27:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4013#comment-111869</guid>

					<description><![CDATA[mi scuso per le sviste:
succulenta.
e al centro, : dividendo l&#039;opinione pubblica e della critica.
pardon, mai postare prima di colazione.
Buona giornata a tutti.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mi scuso per le sviste:<br />
succulenta.<br />
e al centro, : dividendo l&#8217;opinione pubblica e della critica.<br />
pardon, mai postare prima di colazione.<br />
Buona giornata a tutti.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
