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	Commenti a: ANCORA DALLA PARTE DELLE BAMBINE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Elena Paparelli: Stereotipi di genere nei libri per bambini – proposte &#124; Tipitondi		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Elena Paparelli: Stereotipi di genere nei libri per bambini – proposte &#124; Tipitondi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 09:39:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Più di trenta anni dopo, Loredana Lipperini  ha ripreso le fila del discorso e nel suo Ancora dalla parte delle bambine (Feltrinelli, 2007) ha proposto una indagine aggiornata sui modelli delle moderne bambine, aprendo [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Più di trenta anni dopo, Loredana Lipperini  ha ripreso le fila del discorso e nel suo Ancora dalla parte delle bambine (Feltrinelli, 2007) ha proposto una indagine aggiornata sui modelli delle moderne bambine, aprendo [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: FarkAsserlams		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FarkAsserlams]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:40:15 +0000</pubDate>
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		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93376</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 16:58:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Sara, una giovane donna senza scollatura.&quot;
ok, ma anche se tu avessi una scollatura non ci sarebbe niente di male e saresti comunque rispettabile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sara, una giovane donna senza scollatura.&#8221;<br />
ok, ma anche se tu avessi una scollatura non ci sarebbe niente di male e saresti comunque rispettabile.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: sara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93375</link>

		<dc:creator><![CDATA[sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 15:01:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Loredana,
il suo libro mi ha aiutata a fare chiarezza su cose che ho sempre avvertito dentro di me, ma a cui non sapevo dare un nome preciso perchè mi sono sempre sentita dire che sono &quot;esagerata&quot;. punto. questo termine mi ha spesso tolto la possibilità di confronto su argomenti che mi stanno a cuore.
mi dispiace moltissimo per la nostra italia in questo momento; mi sento davvero delusa.tra un paio i settimane mi trasferirò definitivamente in Olanda per una serie di opportunità di vita che mi si sono prospettate, ma un po&#039; mi dispaice non aver potuto fare niente per la mia italietta malata.
in futuro, chissà.
grazie a lei, di tutto.
Sara, una giovane donna senza scollatura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Loredana,<br />
il suo libro mi ha aiutata a fare chiarezza su cose che ho sempre avvertito dentro di me, ma a cui non sapevo dare un nome preciso perchè mi sono sempre sentita dire che sono &#8220;esagerata&#8221;. punto. questo termine mi ha spesso tolto la possibilità di confronto su argomenti che mi stanno a cuore.<br />
mi dispiace moltissimo per la nostra italia in questo momento; mi sento davvero delusa.tra un paio i settimane mi trasferirò definitivamente in Olanda per una serie di opportunità di vita che mi si sono prospettate, ma un po&#8217; mi dispaice non aver potuto fare niente per la mia italietta malata.<br />
in futuro, chissà.<br />
grazie a lei, di tutto.<br />
Sara, una giovane donna senza scollatura.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93374</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 16:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[il commento di Alessia è molto bello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il commento di Alessia è molto bello.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93373</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 20:31:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sto leggendo in questi giorni il tuo libro, consigliatomi da una mia carissima amica incinta proprio di una bambina.
Tutto quello che finora ho letto lo trovo vero. Di una verità raggelante. Ciò che mi ha colpita di più è il fatto che fino ad ora (ho quasi 30 anni) mi sono sempre sentita fuori posto, proprio a causa di tutti questi condizionamenti che evidentemente in qualche modo sentivo.
A volte, mi capita di sentirmi in colpa perché invece di spendere soldi in vestiti femminili, preferisco &quot;sprecarli&quot; acquistando libri.
Mi capita di sentirmi inadeguata perché &quot;beh, però, ormai hai 30 anni, sei una donna fatta...quando pensi di iniziare a vestirti come una femmina?&quot; (da leggere usare tacchi alti e smettere di girare in jeans).
Mi capita di sentirmi in colpa, perché a quasi 30 anni non ho nessuna smania di diventare madre e confesso, ebbene sì!, che rabbrividisco quando vedo una donna che allatta suo figlio sulle panchine di un parco o seduta in un centro commerciale.
A volte, penso che se non voglio diventare madre è perché sono un&#039;immatura; perchè non voglio crescere. Ma è davvero così? Non sarà invece che vivo una vita che mi piace così com&#039;è? E perché dovrei sentirmi in colpa se diventare madre non rientra nelle mie aspirazioni?
Da piccola volevo giocare con le Barbie come tutte le altre bambine. Ringrazio mia madre, col senno di poi, per non avermene mai regalate. Ricordo anche che un anno chiesi molto insistentemente che per Natale mi venisse regalata una bambola (bionda, occhioni azzurri e vestita di rosa) che poteva essere programmata per &quot;comportarsi&quot; come una neonata di sei mesi, una bambina di un anno e poi di due anni. Alla fine i miei me la regalarono. Ci ho giocato 2 giorni e poi l&#039;ho abbandonata gettando via le pile. Non soppportavo di sentirla piangere perché voleva/doveva essere accudita. Lì ho capito (e avevo solo 10 anni) che non avevo nessuno intenzione di sprecare il mio tempo in quel modo.
 L&#039;anno dopo, i miei mi regalarono una macchina da scrivere. Piccolina, per bambini. Il regalo più bello che mi sia mai stato fatto. Passavo giornate intere a scrivere, a inventare storie in cui non erano le ragazze ad aspettare di essere salvate dal Filippo di turno. Ma erano proprio le ragazze, le &quot;principesse&quot; che si mettevano a cavallo e andavano alla scoperta del mondo. A volte flirtavano con il Filippo della situazione. A volte lo sposavano e avevano anche figli. Ma non ho mai chiuso una delle mie storie con la frase &quot;e vissero sempre felici e contenti&quot;. Chiudevo le mie storie con la protagonista che preparava il cavallo per partire di nuovo...
Mi sono anche sentita rimproverare di avere avuto troppi uomini. Devo dire la verità , di questo non mi sono mai pentita e a chi mi ha rivolto questo commento (sia donne che uomini) ho risposto che come decido di vivere la mia vita sessuale è cosa che interessa solo ed esclusivamente me.
Ora convivo. Ho una relazione stabile. Convivere per me ha significato &quot;sposarmi&quot;, perchè è una scelta che ho preso molto sul serio e amo molto il mio compagno. Eppure, qualche notte la passo in bianco chiedendomi se davvero è tutto qui. Qualche notte la passo in bianco, perché penso a tutte le vite che potrei ancora vivere se non fossi ancorata qui.
Leggere il tuo libro mi ha resa più consapevole. Perciò ti ringrazio. Spero solo che questa consapevolezza non resti fine a sé stessa. Vorrei trovare la forza di vedere con chiarezza dentro di me cosa voglio per me come persona, senza tutti i condizionamenti che bene o male gravano su noi donne (sposarsi, avere dei figli, essere inquadrate nel sistema società, essere sempre desiderabili e attraenti, essere le femmine che tutti si aspettano che noi siamo.) Forse le tue riflessioni mi saranno utili per riflettere su di me.
In ogni caso, un gran bel libro! Di quelli che ti lasciano un segno dentro.
Grazie!
Alessia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto leggendo in questi giorni il tuo libro, consigliatomi da una mia carissima amica incinta proprio di una bambina.<br />
Tutto quello che finora ho letto lo trovo vero. Di una verità raggelante. Ciò che mi ha colpita di più è il fatto che fino ad ora (ho quasi 30 anni) mi sono sempre sentita fuori posto, proprio a causa di tutti questi condizionamenti che evidentemente in qualche modo sentivo.<br />
A volte, mi capita di sentirmi in colpa perché invece di spendere soldi in vestiti femminili, preferisco &#8220;sprecarli&#8221; acquistando libri.<br />
Mi capita di sentirmi inadeguata perché &#8220;beh, però, ormai hai 30 anni, sei una donna fatta&#8230;quando pensi di iniziare a vestirti come una femmina?&#8221; (da leggere usare tacchi alti e smettere di girare in jeans).<br />
Mi capita di sentirmi in colpa, perché a quasi 30 anni non ho nessuna smania di diventare madre e confesso, ebbene sì!, che rabbrividisco quando vedo una donna che allatta suo figlio sulle panchine di un parco o seduta in un centro commerciale.<br />
A volte, penso che se non voglio diventare madre è perché sono un&#8217;immatura; perchè non voglio crescere. Ma è davvero così? Non sarà invece che vivo una vita che mi piace così com&#8217;è? E perché dovrei sentirmi in colpa se diventare madre non rientra nelle mie aspirazioni?<br />
Da piccola volevo giocare con le Barbie come tutte le altre bambine. Ringrazio mia madre, col senno di poi, per non avermene mai regalate. Ricordo anche che un anno chiesi molto insistentemente che per Natale mi venisse regalata una bambola (bionda, occhioni azzurri e vestita di rosa) che poteva essere programmata per &#8220;comportarsi&#8221; come una neonata di sei mesi, una bambina di un anno e poi di due anni. Alla fine i miei me la regalarono. Ci ho giocato 2 giorni e poi l&#8217;ho abbandonata gettando via le pile. Non soppportavo di sentirla piangere perché voleva/doveva essere accudita. Lì ho capito (e avevo solo 10 anni) che non avevo nessuno intenzione di sprecare il mio tempo in quel modo.<br />
 L&#8217;anno dopo, i miei mi regalarono una macchina da scrivere. Piccolina, per bambini. Il regalo più bello che mi sia mai stato fatto. Passavo giornate intere a scrivere, a inventare storie in cui non erano le ragazze ad aspettare di essere salvate dal Filippo di turno. Ma erano proprio le ragazze, le &#8220;principesse&#8221; che si mettevano a cavallo e andavano alla scoperta del mondo. A volte flirtavano con il Filippo della situazione. A volte lo sposavano e avevano anche figli. Ma non ho mai chiuso una delle mie storie con la frase &#8220;e vissero sempre felici e contenti&#8221;. Chiudevo le mie storie con la protagonista che preparava il cavallo per partire di nuovo&#8230;<br />
Mi sono anche sentita rimproverare di avere avuto troppi uomini. Devo dire la verità , di questo non mi sono mai pentita e a chi mi ha rivolto questo commento (sia donne che uomini) ho risposto che come decido di vivere la mia vita sessuale è cosa che interessa solo ed esclusivamente me.<br />
Ora convivo. Ho una relazione stabile. Convivere per me ha significato &#8220;sposarmi&#8221;, perchè è una scelta che ho preso molto sul serio e amo molto il mio compagno. Eppure, qualche notte la passo in bianco chiedendomi se davvero è tutto qui. Qualche notte la passo in bianco, perché penso a tutte le vite che potrei ancora vivere se non fossi ancorata qui.<br />
Leggere il tuo libro mi ha resa più consapevole. Perciò ti ringrazio. Spero solo che questa consapevolezza non resti fine a sé stessa. Vorrei trovare la forza di vedere con chiarezza dentro di me cosa voglio per me come persona, senza tutti i condizionamenti che bene o male gravano su noi donne (sposarsi, avere dei figli, essere inquadrate nel sistema società, essere sempre desiderabili e attraenti, essere le femmine che tutti si aspettano che noi siamo.) Forse le tue riflessioni mi saranno utili per riflettere su di me.<br />
In ogni caso, un gran bel libro! Di quelli che ti lasciano un segno dentro.<br />
Grazie!<br />
Alessia.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: kenAllema		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93372</link>

		<dc:creator><![CDATA[kenAllema]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 13:37:18 +0000</pubDate>
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]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Luciana		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93371</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luciana]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 12:30:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Loredana,
recentemente un&#039;amica mi ha regalato il suo libro. L&#039;ho letteralmente divorato. Io ho un figlio di tre anni ed una figlia di cinque mesi e sto facendo di tutto per crescerli come &quot;persone&quot; e non solo come &quot;maschio&quot; e &quot;femmina&quot;. Certo nella realtà che ci circonda non è facile...
Il suo libro mi ha aiutata a fare chiarezza nelle idee un po&#039; confuse che già avevo.
Io ho quarant&#039;anni, ero una bambina negli anni settanta e sono d&#039;accordo con lei sul fatto che, mentre all&#039;epoca non c&#039;erano tutte queste suddivisioni di genere (nei giochi, nei gusti ecc.), adesso si sta tornando al passato.
La ringrazio per aver descritto una realtà che avevo già in qualche modo intuito, ma che lei ha espresso e spiegato con grandissima chiarezza. Un gran bel libro, lo regalerò a qualche amica.
Luciana]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Loredana,<br />
recentemente un&#8217;amica mi ha regalato il suo libro. L&#8217;ho letteralmente divorato. Io ho un figlio di tre anni ed una figlia di cinque mesi e sto facendo di tutto per crescerli come &#8220;persone&#8221; e non solo come &#8220;maschio&#8221; e &#8220;femmina&#8221;. Certo nella realtà che ci circonda non è facile&#8230;<br />
Il suo libro mi ha aiutata a fare chiarezza nelle idee un po&#8217; confuse che già avevo.<br />
Io ho quarant&#8217;anni, ero una bambina negli anni settanta e sono d&#8217;accordo con lei sul fatto che, mentre all&#8217;epoca non c&#8217;erano tutte queste suddivisioni di genere (nei giochi, nei gusti ecc.), adesso si sta tornando al passato.<br />
La ringrazio per aver descritto una realtà che avevo già in qualche modo intuito, ma che lei ha espresso e spiegato con grandissima chiarezza. Un gran bel libro, lo regalerò a qualche amica.<br />
Luciana</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Giulia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93370</link>

		<dc:creator><![CDATA[Giulia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 17:11:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Loredana,
Ho letto il Suo libro, l&#039;ho anche vissuto, nel limite delle esperienze che posso aver accumulato alla mia età, 26.
Le scrivo perchè ho una domanda - che vedo ricorrente - : Lei non ci ha dato alcuna soluzione, o perlomeno io non riesco a trovare nessun dogma, dictat, come fare dedicato alle donne di oggi. Eppure Lei lo ha trovato bene il nocciolo della questione, lo ha lasciato trapelare in più punti l&#039;eco dell&#039;urlo disperato di molte madri/donne/lavoratrici -&#062; persone... Credo che per convincerLe tutte non si possa parlare loro genericamente di buon senso e di &#039;cercate di sfruttare il vostro spirito critico&#039;: è una cosa bellissima, tento di usarla ogni giorno, ma non è possibile andarla a spiegare così a tutte queste donne diverse per cultura, storia, istruzione, ... è quasi troppo filosofica e sono sicura che la società (femminile, ma non solo!) contemporanea non riesca a comprendere. Come si fa a spiegare il femminismo quando la parola stessa non la si può più usare, è diventata come il comunismo per qualcuno...
Su questo blog leggo persone entusiaste del messaggio del libro, la cosa mi colma di gioia perché vedo che altri sono colpiti dalla portata della riflessione. Ma poi cambio pagina e mi affaccio sul mondo esterno e la desolazione mi assale: voglio parlarne e non sono capace, incontro donne e amiche e colleghe prese a fare altro cui l&#039;argomento semplicemente non interessa. E ho paura, ho paura che come tante idee brillanti e rivoluzionarie anche questa finisca per rimanere relegata nei nuovi salotti intellettuali e non si sparga fra la comune gente che compera i lucidalabbra glitterati.
Perdoni il pessimismo del mio post e sono sicura che Lei capisca il mio senso di frustrazione.
Complimenti e grazie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Loredana,<br />
Ho letto il Suo libro, l&#8217;ho anche vissuto, nel limite delle esperienze che posso aver accumulato alla mia età, 26.<br />
Le scrivo perchè ho una domanda &#8211; che vedo ricorrente &#8211; : Lei non ci ha dato alcuna soluzione, o perlomeno io non riesco a trovare nessun dogma, dictat, come fare dedicato alle donne di oggi. Eppure Lei lo ha trovato bene il nocciolo della questione, lo ha lasciato trapelare in più punti l&#8217;eco dell&#8217;urlo disperato di molte madri/donne/lavoratrici -&gt; persone&#8230; Credo che per convincerLe tutte non si possa parlare loro genericamente di buon senso e di &#8216;cercate di sfruttare il vostro spirito critico&#8217;: è una cosa bellissima, tento di usarla ogni giorno, ma non è possibile andarla a spiegare così a tutte queste donne diverse per cultura, storia, istruzione, &#8230; è quasi troppo filosofica e sono sicura che la società (femminile, ma non solo!) contemporanea non riesca a comprendere. Come si fa a spiegare il femminismo quando la parola stessa non la si può più usare, è diventata come il comunismo per qualcuno&#8230;<br />
Su questo blog leggo persone entusiaste del messaggio del libro, la cosa mi colma di gioia perché vedo che altri sono colpiti dalla portata della riflessione. Ma poi cambio pagina e mi affaccio sul mondo esterno e la desolazione mi assale: voglio parlarne e non sono capace, incontro donne e amiche e colleghe prese a fare altro cui l&#8217;argomento semplicemente non interessa. E ho paura, ho paura che come tante idee brillanti e rivoluzionarie anche questa finisca per rimanere relegata nei nuovi salotti intellettuali e non si sparga fra la comune gente che compera i lucidalabbra glitterati.<br />
Perdoni il pessimismo del mio post e sono sicura che Lei capisca il mio senso di frustrazione.<br />
Complimenti e grazie.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gaia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-doppio-grazie/comment-page-8/#comment-93369</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gaia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 18:20:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2007/11/01/un-doppio-grazie/#comment-93369</guid>

					<description><![CDATA[Cara Loredana,
ho letto il tuo libro l&#039;anno scorso, non appena è uscito. Poi da allora ho sempre seguito il tuo blog. Mi piace molto il tuo modo di scrivere e mi trovo d&#039;accordo quasi sempre con i tuoi ragionamenti. Non ho mai lasciato un commento, ma oggi ho deciso di farlo. E&#039; da più di un anno che ho letto Ancora dalla parte delle bambine, e inesorabilmente torna nei miei pensieri: sei riuscita a concretizzare una realtà, a spiegare con parole e dati un qualcosa che riuscivo solo ad intuire. Dire che il tuo libro mi ha aperto gli occhi è poco: ora analizzo quello che mi circonda con più critica. Lascio questo commento per ringraziarti, dunque, ma anche per farti una domanda. Nel mio piccolo, come posso far capire a chi mi circonda che è giusto ragionare pensando alle persone, e non a donne vs uomini? Vedo troppo spesso persone che si dicono per la parità, ma poi nei fatti si contraddicono: donne che non vogliono sovvertire l&#039;ordine casalingo, per esempio, o uomini che trattano con sufficienza le loro compagne. Che ne pensi? Che si può fare?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana,<br />
ho letto il tuo libro l&#8217;anno scorso, non appena è uscito. Poi da allora ho sempre seguito il tuo blog. Mi piace molto il tuo modo di scrivere e mi trovo d&#8217;accordo quasi sempre con i tuoi ragionamenti. Non ho mai lasciato un commento, ma oggi ho deciso di farlo. E&#8217; da più di un anno che ho letto Ancora dalla parte delle bambine, e inesorabilmente torna nei miei pensieri: sei riuscita a concretizzare una realtà, a spiegare con parole e dati un qualcosa che riuscivo solo ad intuire. Dire che il tuo libro mi ha aperto gli occhi è poco: ora analizzo quello che mi circonda con più critica. Lascio questo commento per ringraziarti, dunque, ma anche per farti una domanda. Nel mio piccolo, come posso far capire a chi mi circonda che è giusto ragionare pensando alle persone, e non a donne vs uomini? Vedo troppo spesso persone che si dicono per la parità, ma poi nei fatti si contraddicono: donne che non vogliono sovvertire l&#8217;ordine casalingo, per esempio, o uomini che trattano con sufficienza le loro compagne. Che ne pensi? Che si può fare?</p>
]]></content:encoded>
		
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