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	Commenti a: UN NORMALE TRACOLLO DI PRESSIONE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Tullia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131366</link>

		<dc:creator><![CDATA[Tullia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 13:19:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le disuguaglianze di genere hanno a che fare con le altre disuguaglianze nel senso in cui le donne sono le più deboli tra i deboli nelle crisi economiche (come dice bene Adrianaaaaaa...) e, coi bambini, nelle guerre che fanno di loro bottino e campo di battaglia. Questo però non significa, oggi come ieri, che l&#039;emancipazione femminile abbia rappresentato un&#039;indicazione per superare le disuguaglianze di classe: le donne al potere agiscono come gli uomini e, se il welfare non c&#039;è, potendo si rifiutano (giustamente) di occuparsi dell&#039;accudimento. Chi non può rifiutarsi sono le donne senza potere. Le pari opportunità di genere effettivamente non hanno nessun senso in un sistema economico sregolatamente diseguale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le disuguaglianze di genere hanno a che fare con le altre disuguaglianze nel senso in cui le donne sono le più deboli tra i deboli nelle crisi economiche (come dice bene Adrianaaaaaa&#8230;) e, coi bambini, nelle guerre che fanno di loro bottino e campo di battaglia. Questo però non significa, oggi come ieri, che l&#8217;emancipazione femminile abbia rappresentato un&#8217;indicazione per superare le disuguaglianze di classe: le donne al potere agiscono come gli uomini e, se il welfare non c&#8217;è, potendo si rifiutano (giustamente) di occuparsi dell&#8217;accudimento. Chi non può rifiutarsi sono le donne senza potere. Le pari opportunità di genere effettivamente non hanno nessun senso in un sistema economico sregolatamente diseguale.</p>
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		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131365</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 09:05:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non mi pare proprio che quelli siano capitalisti teneri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi pare proprio che quelli siano capitalisti teneri</p>
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		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131364</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 09:04:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo te sarebbe cosa utile votare Vendola perché ha &quot;parlato&quot; di femminicidio? Secondo te farebbe la differenza, quando poi Vendola si troverebbe in coalizione con i maggiori sostenitori del governo Monti, gente che ha appoggiato la macelleria sociale nella quale viviamo?
In che senso parlare di Capitalismo riferito all&#039;Italia ti fa tenerezza? Siamo il paese che ha dato i natali a gente come Agnelli, Marchionne, Berlusconi, Riva...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo te sarebbe cosa utile votare Vendola perché ha &#8220;parlato&#8221; di femminicidio? Secondo te farebbe la differenza, quando poi Vendola si troverebbe in coalizione con i maggiori sostenitori del governo Monti, gente che ha appoggiato la macelleria sociale nella quale viviamo?<br />
In che senso parlare di Capitalismo riferito all&#8217;Italia ti fa tenerezza? Siamo il paese che ha dato i natali a gente come Agnelli, Marchionne, Berlusconi, Riva&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Sara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131363</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 22:08:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho compreso cosa si intende per classe sociale Adrianaaa, è un concetto chiave ed ho compreso anche le problematiche di cui parli, figurati le vivo sulla mia pelle, ogni giorno e non posso che essere d&#039;accordo.
Ma continuo a non stringere il campo solo intorno al concetto di &quot;classe&quot;.
Proprio per questo torno a fare la domanda a cui però nessuno ancora mi ha risposto.
-
Le vogliamo sostenere o no queste Donne o Uomini che possono fare per noi quello che vorremmo venga giustamente fatto?
-
Faccio un esempio, le primarie: l&#039;unico che ha parlato di femminicidio è stato Vendola. Non è arrivato al ballottaggio.
Non sto dicendo che lo dovevamo votare in massa ma è un dato di fatto.
-
Esiste il candidato o la candidata perfetto/a? Dov&#039;è? Lo/la sostengo subito.
Facciamolo. Facciamocela arrivare, indipendentemente dalla &quot;classe&quot;.
-
Perdonatemi ma parlare di parlare di Capitalismo riferito all&#039;Italia mi fa tenerezza ;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho compreso cosa si intende per classe sociale Adrianaaa, è un concetto chiave ed ho compreso anche le problematiche di cui parli, figurati le vivo sulla mia pelle, ogni giorno e non posso che essere d&#8217;accordo.<br />
Ma continuo a non stringere il campo solo intorno al concetto di &#8220;classe&#8221;.<br />
Proprio per questo torno a fare la domanda a cui però nessuno ancora mi ha risposto.<br />
&#8211;<br />
Le vogliamo sostenere o no queste Donne o Uomini che possono fare per noi quello che vorremmo venga giustamente fatto?<br />
&#8211;<br />
Faccio un esempio, le primarie: l&#8217;unico che ha parlato di femminicidio è stato Vendola. Non è arrivato al ballottaggio.<br />
Non sto dicendo che lo dovevamo votare in massa ma è un dato di fatto.<br />
&#8211;<br />
Esiste il candidato o la candidata perfetto/a? Dov&#8217;è? Lo/la sostengo subito.<br />
Facciamolo. Facciamocela arrivare, indipendentemente dalla &#8220;classe&#8221;.<br />
&#8211;<br />
Perdonatemi ma parlare di parlare di Capitalismo riferito all&#8217;Italia mi fa tenerezza 😉</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Gianni		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131362</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gianni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 20:11:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Tutto vero. Ma io andrei avanti: cos&#039;è il progresso per un essere umano? Si può comprendere il progresso di una &quot;liberazione&quot;. dell&#039;affermazione di un&#039;idea di mondo, ma il progresso di una persona? L&#039;affermazione dell&#039;idea, quando ottiene risposte concrete nel mondo, anche cambiandolo, questo &quot;noi&quot;, corrisponde a un noi reale, cioè un noi che non è soltanto un immagine astratta ma un insieme di persone fisiche che progrediscono insieme? E&#039;un progresso collettivo reale? E&#039;un progresso vero della condizione individuale?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto vero. Ma io andrei avanti: cos&#8217;è il progresso per un essere umano? Si può comprendere il progresso di una &#8220;liberazione&#8221;. dell&#8217;affermazione di un&#8217;idea di mondo, ma il progresso di una persona? L&#8217;affermazione dell&#8217;idea, quando ottiene risposte concrete nel mondo, anche cambiandolo, questo &#8220;noi&#8221;, corrisponde a un noi reale, cioè un noi che non è soltanto un immagine astratta ma un insieme di persone fisiche che progrediscono insieme? E&#8217;un progresso collettivo reale? E&#8217;un progresso vero della condizione individuale?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paola Di Giulio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131361</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paola Di Giulio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 15:34:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[D&#039;accordo sulla puntualizzazione di Adrianaaa, che si potrebbe approfondire.
Riguardo al primo ammonimento della Valsangiacomo, direi che ci sono diversi tipi di regressione, quella ad esempio che vede un ritorno a certi ruoli tradizionali e modelli stereotipati, come fosse una moda ma con forme &#039;attuali&#039;.
E la regressione che reintroduce i modelli mai veramente superati delle proprie madri e nonne, che non riguardavano affatto solo i ruoli familiari, ma lavoro, risparmio, benessere, studio - e  non consideravano diritti quanto invece è stato poi (almeno parzialmente) acquisito: congedi di maternità, istruzione, sanità, ecc.
Noi non abbiamo avuto uno stato sociale che abbia portato avanti i diritti delle donne e di altre categorie come in altri paesi, e cioè non abbiamo avuto nemmeno il tempo di assimilare e considerare indispensabili questi diritti, non ci siamo potuti abituare a un buon welfare che ora è minacciato, non sappiamo (non tutte) insomma cosa voglia dire vivere in un contesto che abbia realizzato stabilmente certi miglioramenti. Di sicuro questo vale per tanta parte d&#039;Italia, ed è da queste realtà che viene il pericolo a parere mio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo sulla puntualizzazione di Adrianaaa, che si potrebbe approfondire.<br />
Riguardo al primo ammonimento della Valsangiacomo, direi che ci sono diversi tipi di regressione, quella ad esempio che vede un ritorno a certi ruoli tradizionali e modelli stereotipati, come fosse una moda ma con forme &#8216;attuali&#8217;.<br />
E la regressione che reintroduce i modelli mai veramente superati delle proprie madri e nonne, che non riguardavano affatto solo i ruoli familiari, ma lavoro, risparmio, benessere, studio &#8211; e  non consideravano diritti quanto invece è stato poi (almeno parzialmente) acquisito: congedi di maternità, istruzione, sanità, ecc.<br />
Noi non abbiamo avuto uno stato sociale che abbia portato avanti i diritti delle donne e di altre categorie come in altri paesi, e cioè non abbiamo avuto nemmeno il tempo di assimilare e considerare indispensabili questi diritti, non ci siamo potuti abituare a un buon welfare che ora è minacciato, non sappiamo (non tutte) insomma cosa voglia dire vivere in un contesto che abbia realizzato stabilmente certi miglioramenti. Di sicuro questo vale per tanta parte d&#8217;Italia, ed è da queste realtà che viene il pericolo a parere mio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131360</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 15:06:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Pensare di isolare la questione della disuguglianza femminile dalle altre disuguaglianze non porta lontano&quot;
Trovo questo punto davvero centrale.
Una volta, un paio d&#039;anni fa, in una serata organizzata da un gruppo di femministe, dissi che era vergognoso mancasse in Lombardia una legge contro l&#039;omofobia. Mi trattarono a pesci in faccia, quasi le stessi insultando, quando invece io reputavo si dovessero unire le forze, non insistere nel marcare territori, segnare confini, decidere chi era dentro e chi fuori, chi aveva ragione solo per nobiltà di sclatta o torto per destino di genere.
Ovviamente parlo per quella serata, mica per tutte le persone che hanno a  cuore questi temi.
(ciao Lippa, momento difficile, ma cerco sempre di non perderti di vista)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Pensare di isolare la questione della disuguglianza femminile dalle altre disuguaglianze non porta lontano&#8221;<br />
Trovo questo punto davvero centrale.<br />
Una volta, un paio d&#8217;anni fa, in una serata organizzata da un gruppo di femministe, dissi che era vergognoso mancasse in Lombardia una legge contro l&#8217;omofobia. Mi trattarono a pesci in faccia, quasi le stessi insultando, quando invece io reputavo si dovessero unire le forze, non insistere nel marcare territori, segnare confini, decidere chi era dentro e chi fuori, chi aveva ragione solo per nobiltà di sclatta o torto per destino di genere.<br />
Ovviamente parlo per quella serata, mica per tutte le persone che hanno a  cuore questi temi.<br />
(ciao Lippa, momento difficile, ma cerco sempre di non perderti di vista)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Laura atena		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131359</link>

		<dc:creator><![CDATA[Laura atena]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 14:47:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo con Adrianaaaa e aggiungerei anche la necessità di una presa di coscienza importante dei propri diritti da parte di tutte quelle classi più schiacciate dalla crisi e dalla logica del liberismo sfrenato.
Molti lavoratori non hanno rappresentanza o hanno un peso sociale-contrattuale pari a zero (ad esempi tutti i collaboratori mal pagati o sfruttati del mondo dell&#039;editoria come si diceva qualche post fa, i traduttori, gli illustratori, ecc).
Molti giovani si trovano costretti ad accettare contratti o condizioni lavorative indegni di questo nome ma spesso non sanno a chi rivolgersi, hanno paura o hanno troppo bisogno di lavorare per poter rifiutare.
Molte donne non sanno dell&#039;esistenza di centri antiviolenza e di una rete di supporto e continuano a subire.
Spezzare questo circolo di solitudini e ricominciare a parlare di classi e diritti è ormai vitale per questo paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con Adrianaaaa e aggiungerei anche la necessità di una presa di coscienza importante dei propri diritti da parte di tutte quelle classi più schiacciate dalla crisi e dalla logica del liberismo sfrenato.<br />
Molti lavoratori non hanno rappresentanza o hanno un peso sociale-contrattuale pari a zero (ad esempi tutti i collaboratori mal pagati o sfruttati del mondo dell&#8217;editoria come si diceva qualche post fa, i traduttori, gli illustratori, ecc).<br />
Molti giovani si trovano costretti ad accettare contratti o condizioni lavorative indegni di questo nome ma spesso non sanno a chi rivolgersi, hanno paura o hanno troppo bisogno di lavorare per poter rifiutare.<br />
Molte donne non sanno dell&#8217;esistenza di centri antiviolenza e di una rete di supporto e continuano a subire.<br />
Spezzare questo circolo di solitudini e ricominciare a parlare di classi e diritti è ormai vitale per questo paese.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Adrianaaaa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131358</link>

		<dc:creator><![CDATA[Adrianaaaa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 13:54:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credo che sia necessario fare una precisazione sul concetto di classe, che da quello che emerge dal commento di Sara mi pare un po&#039; confuso. Nel capitalismo la società è divisa in classi perché c&#039;è una piccolissima parte della società che ha in mano le redini del potere economico, è proprietaria delle fabbriche, delle mega-holding che contengono di tutto, delle banche e via dicendo, e poi c&#039;è il famoso 99%, ci sono tutti gli altri che quel potere non ce l&#039;hanno.
Fare i conti da femministe con la questione di classe significa fare i conti con il fatto che quando c&#039;è una crisi (e nel capitalismo ce ne sono periodicamente) le donne ne sono colpite in un modo peculiare, perché vengono rispedite in casa, nelle cucine, a fare da tappabuchi al welfare che non esiste più; perché finiscono per essere licenziate o precarizzate più degli uomini, e questo ha un&#039;influenza enorme sulla loro possibilità di essere autonome, di poter scegliere per sé e di avere voce nelle scelte della famiglia. Significa capire che se gli imprenditori appoggiano gli integralisti cattolici contro la legge 194 non è solo perché sono dei bigotti che odiano le donne (verissimo) ma soprattutto perché in campo ci sono degli interessi economici enormi, e quindi la questione è culturale fino a un certo punto. Significa capire che insegnare alle donne a liberarsi degli uomini violenti ha senso fino a un certo punto quando quelle donne non hanno lavoro e lasciare il marito significa per loro finire sotto la tutela di qualcun&#039;altro (padre, nuovo compagno ecc) o per strada.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che sia necessario fare una precisazione sul concetto di classe, che da quello che emerge dal commento di Sara mi pare un po&#8217; confuso. Nel capitalismo la società è divisa in classi perché c&#8217;è una piccolissima parte della società che ha in mano le redini del potere economico, è proprietaria delle fabbriche, delle mega-holding che contengono di tutto, delle banche e via dicendo, e poi c&#8217;è il famoso 99%, ci sono tutti gli altri che quel potere non ce l&#8217;hanno.<br />
Fare i conti da femministe con la questione di classe significa fare i conti con il fatto che quando c&#8217;è una crisi (e nel capitalismo ce ne sono periodicamente) le donne ne sono colpite in un modo peculiare, perché vengono rispedite in casa, nelle cucine, a fare da tappabuchi al welfare che non esiste più; perché finiscono per essere licenziate o precarizzate più degli uomini, e questo ha un&#8217;influenza enorme sulla loro possibilità di essere autonome, di poter scegliere per sé e di avere voce nelle scelte della famiglia. Significa capire che se gli imprenditori appoggiano gli integralisti cattolici contro la legge 194 non è solo perché sono dei bigotti che odiano le donne (verissimo) ma soprattutto perché in campo ci sono degli interessi economici enormi, e quindi la questione è culturale fino a un certo punto. Significa capire che insegnare alle donne a liberarsi degli uomini violenti ha senso fino a un certo punto quando quelle donne non hanno lavoro e lasciare il marito significa per loro finire sotto la tutela di qualcun&#8217;altro (padre, nuovo compagno ecc) o per strada.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-normale-tracollo-di-pressione/comment-page-1/#comment-131357</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2012 12:17:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=5631#comment-131357</guid>

					<description><![CDATA[Una piccola precisazione per Giorgia: temo che questo sia l&#039;equivoco numero uno. Non si tratta affatto (e sarebbe orribile pensarlo) di voler essere tutti uguali. Ma di poter avere, tutti, le stesse possibilità di vivere la vita che ci sembra più consona a noi. Sostenere che qualcuno vuole dettare le leggi del giusto e del bello significa perpetrare la deformazione (a volte - non nel tuo caso - portata avanti in pessima fede) secondo la quale chi si batte per le pari opportunità, non solo di genere, è prescrittivo.
Sara, bellissimo commento. Unica considerazione: temo che occorra tornare a parlare proprio di classi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola precisazione per Giorgia: temo che questo sia l&#8217;equivoco numero uno. Non si tratta affatto (e sarebbe orribile pensarlo) di voler essere tutti uguali. Ma di poter avere, tutti, le stesse possibilità di vivere la vita che ci sembra più consona a noi. Sostenere che qualcuno vuole dettare le leggi del giusto e del bello significa perpetrare la deformazione (a volte &#8211; non nel tuo caso &#8211; portata avanti in pessima fede) secondo la quale chi si batte per le pari opportunità, non solo di genere, è prescrittivo.<br />
Sara, bellissimo commento. Unica considerazione: temo che occorra tornare a parlare proprio di classi.</p>
]]></content:encoded>
		
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