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	Commenti a: UN PAIO DI COSE SUL TEATRO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: pino valente		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99802</link>

		<dc:creator><![CDATA[pino valente]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 17:15:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ luminamenti
ho vinto il premio ultimo satellite arrivato??? menomale...ndò se ritira?? no perché ho paura che passi FRANCO e lo ritiri al posto mio ...o forse mi fa un commento pieno di elogi dal mio stesso computer...
e poi il mio post non è pertinente ma raggiungere la vetta dei suoi in fatto di pertinenza mi sembra piuttosto difficile.
non intervengo mai e commento pochissimo nonostante legga spesso il blog perché ho la fortuna di non sapere tutto come lei
addio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ luminamenti<br />
ho vinto il premio ultimo satellite arrivato??? menomale&#8230;ndò se ritira?? no perché ho paura che passi FRANCO e lo ritiri al posto mio &#8230;o forse mi fa un commento pieno di elogi dal mio stesso computer&#8230;<br />
e poi il mio post non è pertinente ma raggiungere la vetta dei suoi in fatto di pertinenza mi sembra piuttosto difficile.<br />
non intervengo mai e commento pochissimo nonostante legga spesso il blog perché ho la fortuna di non sapere tutto come lei<br />
addio&#8230;</p>
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		Di: melchisedec		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99801</link>

		<dc:creator><![CDATA[melchisedec]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 16:32:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riporto qui una parte di un mio post:
Sulla proposta ad ogni scuola un teatro non credo ci sia nulla da dire, così come sul potenziamento della cultura in tv.
Devo, però, opporre a Baricco delle obiezioni.
In quali locali scolastici trovare spazio fisico per un teatro, se le infrastrutture delle nostre scuole giacciono in uno stato di abbandono totale e, al mattino, un insegnante deve scansare i nuvoli di polvere che si rincorrono tra aule e corridoi?
In quale spazio curricolare inserirle, se docenti e alunni siamo da un lato schiacciati dal programma ministeriale, dai Dirigenti e dalle Funzioni Strumentali, dall’altro dai ministri Gelmini e Brunetta pronti a frustarci ad ogni minima occasione?
Da quale fantomatico quadro orario ricavare le ore per l’attività teatrale, se la parola d’ordine è il taglio?
Signor Baricco, lei pensi che quest’anno alcune classi del mio liceo non potranno giovarsi dei corsi di recupero proprio a causa dei tagli.
Così dicono.
I miei allievi devono ritenersi fortunati, perché hanno genitori che sborsano di tasca propria le somme di denaro e insegnanti che si arrampicano sugli specchi per condurre le mandrie e i fuggitivi al teatro.
E devo gridare al miracolo se un&#039;intera classe, tastata la poesia della scena, mi chiede di non volere rinunciare al teatro e, a fine anno, si adagia, attenta e silenziosa, sui sedili di pietra fra le rovine del teatro di Siracusa.
Lei tuona un teatro per ogni scuola.
È un sogno, signor Baricco, un sogno fascinoso, ma un sogno.
E poi non ritiene che la chimica abbia la medesima dignità di Verdi?
Concordo con lei che poco spazio viene dedicato alla musica romantica, ma è una patologia endemica a tutte le discipline e alle fette della cultura.
Quanto al connubio cultura-tv, quali lobbies sarebbero disposte a tagliare in tv seni, culi,  e in questi giorni anche peni, per Verdi, Giovanni Testori,  Ibsen e convivi letterari all&#039;Alighieri?
Qui si sfiora l’utopia, sebbene sia tra le mie utopie preferite.
Gliela devo dare buona, quando invece oppone agli scandalizzati moralisti che rifiutano l’ottica mercificante a detrimento del teatro l’argomentazione che il mercato librario, altro pilastro della cultura, è in mano agli editori privati(e finti privati).
Ed è un mercato ricchissimo di prodotti e di possibilità di scelte.
Anche il web è popolato da scrittori che promuovono i loro libri.
Non è anche questo mercato?
Una delle rivoluzioni del secolo scorso e dell’attuale è proprio il compromesso tra denaro e cultura.
Ma tra essi c’è l’uomo, ci sono le scelte per fortuna.
O vogliamo foderarci gli occhi di autoinganni?
Coloro che gridano allo scandalo della mercificazione dovrebbero passarsi una mano sul petto, prima di invelenirsi.
Gliela devo dare buona, quando ha il coraggio di farci dedurre che molte compagnie, soltanto grazie alla mano politica, riescono a ottenere i fondi e non sempre partoriscono teatro di alta qualità.
Non è scandaloso cio?
Forse bisognerebbe cercare vie alternative al taglio indiscriminato al pubblico teatro che lei, Baricco, propone, mettendo insieme interesse del mercato e intervento pubblico, inteso come contributo alla formazione di una coscienza teatrale e culturale più ampia, diffusa e soprattutto democratica.
Io ho tanti timori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto qui una parte di un mio post:<br />
Sulla proposta ad ogni scuola un teatro non credo ci sia nulla da dire, così come sul potenziamento della cultura in tv.<br />
Devo, però, opporre a Baricco delle obiezioni.<br />
In quali locali scolastici trovare spazio fisico per un teatro, se le infrastrutture delle nostre scuole giacciono in uno stato di abbandono totale e, al mattino, un insegnante deve scansare i nuvoli di polvere che si rincorrono tra aule e corridoi?<br />
In quale spazio curricolare inserirle, se docenti e alunni siamo da un lato schiacciati dal programma ministeriale, dai Dirigenti e dalle Funzioni Strumentali, dall’altro dai ministri Gelmini e Brunetta pronti a frustarci ad ogni minima occasione?<br />
Da quale fantomatico quadro orario ricavare le ore per l’attività teatrale, se la parola d’ordine è il taglio?<br />
Signor Baricco, lei pensi che quest’anno alcune classi del mio liceo non potranno giovarsi dei corsi di recupero proprio a causa dei tagli.<br />
Così dicono.<br />
I miei allievi devono ritenersi fortunati, perché hanno genitori che sborsano di tasca propria le somme di denaro e insegnanti che si arrampicano sugli specchi per condurre le mandrie e i fuggitivi al teatro.<br />
E devo gridare al miracolo se un&#8217;intera classe, tastata la poesia della scena, mi chiede di non volere rinunciare al teatro e, a fine anno, si adagia, attenta e silenziosa, sui sedili di pietra fra le rovine del teatro di Siracusa.<br />
Lei tuona un teatro per ogni scuola.<br />
È un sogno, signor Baricco, un sogno fascinoso, ma un sogno.<br />
E poi non ritiene che la chimica abbia la medesima dignità di Verdi?<br />
Concordo con lei che poco spazio viene dedicato alla musica romantica, ma è una patologia endemica a tutte le discipline e alle fette della cultura.<br />
Quanto al connubio cultura-tv, quali lobbies sarebbero disposte a tagliare in tv seni, culi,  e in questi giorni anche peni, per Verdi, Giovanni Testori,  Ibsen e convivi letterari all&#8217;Alighieri?<br />
Qui si sfiora l’utopia, sebbene sia tra le mie utopie preferite.<br />
Gliela devo dare buona, quando invece oppone agli scandalizzati moralisti che rifiutano l’ottica mercificante a detrimento del teatro l’argomentazione che il mercato librario, altro pilastro della cultura, è in mano agli editori privati(e finti privati).<br />
Ed è un mercato ricchissimo di prodotti e di possibilità di scelte.<br />
Anche il web è popolato da scrittori che promuovono i loro libri.<br />
Non è anche questo mercato?<br />
Una delle rivoluzioni del secolo scorso e dell’attuale è proprio il compromesso tra denaro e cultura.<br />
Ma tra essi c’è l’uomo, ci sono le scelte per fortuna.<br />
O vogliamo foderarci gli occhi di autoinganni?<br />
Coloro che gridano allo scandalo della mercificazione dovrebbero passarsi una mano sul petto, prima di invelenirsi.<br />
Gliela devo dare buona, quando ha il coraggio di farci dedurre che molte compagnie, soltanto grazie alla mano politica, riescono a ottenere i fondi e non sempre partoriscono teatro di alta qualità.<br />
Non è scandaloso cio?<br />
Forse bisognerebbe cercare vie alternative al taglio indiscriminato al pubblico teatro che lei, Baricco, propone, mettendo insieme interesse del mercato e intervento pubblico, inteso come contributo alla formazione di una coscienza teatrale e culturale più ampia, diffusa e soprattutto democratica.<br />
Io ho tanti timori.</p>
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		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99800</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 08:55:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito: avete letto La mossa del matto affogato di Roberto Alajmo? Lì è ritratta la figura dell&#039;imprenditore teatrale stronzo e magnafondi. E la narrazione mi convinse molto (titolo a parte).
@ Antonio Turi: io insisto, Baricco non dice NO ALLA LIRICA punto. Baricco ha fiducia (beato lui) che la lirica o la dodecafonia si salveranno nella misura in cui saranno capaci di tener vivo il loro pubblico. Il punto, ma mi pare che tu e Baricco concordiate in questo, è che tener viva con i soldi di tutti una lirica per pochi mentre ai tanti si dà in pasto junk-food culturale (cibo per la mente con i nutrienti sbagliati) non rende un buon servizio al Paese.
In un Paese dove la tivù pubblica è viva e coraggiosa (UK rules!) nascono prodotti coraggiosi e vivificanti, capaci di di intercettare il pubblico con proposte stimolanti, innovative o classiche che siano. Allestire la Tetralogia di Wagner e leggere integralmente Harry Potter: la BBC fa entrambe le cose!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito: avete letto La mossa del matto affogato di Roberto Alajmo? Lì è ritratta la figura dell&#8217;imprenditore teatrale stronzo e magnafondi. E la narrazione mi convinse molto (titolo a parte).<br />
@ Antonio Turi: io insisto, Baricco non dice NO ALLA LIRICA punto. Baricco ha fiducia (beato lui) che la lirica o la dodecafonia si salveranno nella misura in cui saranno capaci di tener vivo il loro pubblico. Il punto, ma mi pare che tu e Baricco concordiate in questo, è che tener viva con i soldi di tutti una lirica per pochi mentre ai tanti si dà in pasto junk-food culturale (cibo per la mente con i nutrienti sbagliati) non rende un buon servizio al Paese.<br />
In un Paese dove la tivù pubblica è viva e coraggiosa (UK rules!) nascono prodotti coraggiosi e vivificanti, capaci di di intercettare il pubblico con proposte stimolanti, innovative o classiche che siano. Allestire la Tetralogia di Wagner e leggere integralmente Harry Potter: la BBC fa entrambe le cose!</p>
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		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99799</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 07:02:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è così Wu Ming e l&#039;ho spiegato molto più sopra. Intimidire? mi fa sorridere! intasare? anche per una persona dalla vista e dalle dita letargiche il mio commento per chi non lo vuole leggere può essere scrollato con l&#039;uso del mouse in non più di un secondo. Vedo che anche a te piace concorrere al premio Satellite.
ps. il tuo commento invece è messo qui per sfoltire il tema della Lipperini no?
In quanto al tuo &quot;Nessuno lo ha fatto?&quot; sei telepatico? &quot;Nessuno lo farà mai?&quot; che sei un veggente?(ormai è in giro per la rete e dovresti saperlo perché); quest&#039;ultima tua informazione ha sì più carattere intimidatorio: non leggetelo mai! ha un carattere prescrittivo visto che il livello della tua profezia non è credibile persino nel mondo delle idee platoniche sull&#039;ingenuità.
La mia intenzione era invece di due livelli:
1) fare notare una modalità - che non ritengo salutare - cioè introdurre pareri e giudizi su un libro dentro la Rete in &quot;quel modo&quot;  e in quel contesto&quot; (qui il discorso si ricollegherebbe al Brainwashing. Con questo non voglio dire che La Signora Lipperini abbia voluto  e intenzionalmente eseguito tale pratica, io non faccio il processo alle intenzioni come invece tu fai con tanta sicumera. Ma, inevitabilmente, quel meritatiissimo con quel link verrà usato da altri come pratica di Brainwashing)
2) ho messo in rete del materiale critico che con calma - mica subito - gli amanti della verità potranno confrontare ( e contrastare in futuro rispetto alla questione OGM) rispetto al Bignami su questo tema OGM affrontato in Scienza e Sentimento, scritto però benissimo e anche con qualche buona idea e con alcuni buoni fatti di Antonio Pascale.
Speravo di non tornare nuovamente a dover dire, ma vedo che il principio del non intasare interessa a molti...che candore!!!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è così Wu Ming e l&#8217;ho spiegato molto più sopra. Intimidire? mi fa sorridere! intasare? anche per una persona dalla vista e dalle dita letargiche il mio commento per chi non lo vuole leggere può essere scrollato con l&#8217;uso del mouse in non più di un secondo. Vedo che anche a te piace concorrere al premio Satellite.<br />
ps. il tuo commento invece è messo qui per sfoltire il tema della Lipperini no?<br />
In quanto al tuo &#8220;Nessuno lo ha fatto?&#8221; sei telepatico? &#8220;Nessuno lo farà mai?&#8221; che sei un veggente?(ormai è in giro per la rete e dovresti saperlo perché); quest&#8217;ultima tua informazione ha sì più carattere intimidatorio: non leggetelo mai! ha un carattere prescrittivo visto che il livello della tua profezia non è credibile persino nel mondo delle idee platoniche sull&#8217;ingenuità.<br />
La mia intenzione era invece di due livelli:<br />
1) fare notare una modalità &#8211; che non ritengo salutare &#8211; cioè introdurre pareri e giudizi su un libro dentro la Rete in &#8220;quel modo&#8221;  e in quel contesto&#8221; (qui il discorso si ricollegherebbe al Brainwashing. Con questo non voglio dire che La Signora Lipperini abbia voluto  e intenzionalmente eseguito tale pratica, io non faccio il processo alle intenzioni come invece tu fai con tanta sicumera. Ma, inevitabilmente, quel meritatiissimo con quel link verrà usato da altri come pratica di Brainwashing)<br />
2) ho messo in rete del materiale critico che con calma &#8211; mica subito &#8211; gli amanti della verità potranno confrontare ( e contrastare in futuro rispetto alla questione OGM) rispetto al Bignami su questo tema OGM affrontato in Scienza e Sentimento, scritto però benissimo e anche con qualche buona idea e con alcuni buoni fatti di Antonio Pascale.<br />
Speravo di non tornare nuovamente a dover dire, ma vedo che il principio del non intasare interessa a molti&#8230;che candore!!!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99798</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 00:14:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un commento come quello di Luminamenti delle 2:31 pm, lungo oltre 300 righe e ottenuto con un copia-e-incolla (anzi, un ready made), può essere definito in un solo e unico modo: spam. Non è messo lì perché qualcuno lo legga (nessuno lo ha fatto, nessuno lo farà mai), ma per intasare e intimidire. In molti altri posti della rete lo avrebbero bannato, per una prodezza del genere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un commento come quello di Luminamenti delle 2:31 pm, lungo oltre 300 righe e ottenuto con un copia-e-incolla (anzi, un ready made), può essere definito in un solo e unico modo: spam. Non è messo lì perché qualcuno lo legga (nessuno lo ha fatto, nessuno lo farà mai), ma per intasare e intimidire. In molti altri posti della rete lo avrebbero bannato, per una prodezza del genere.</p>
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		<title>
		Di: antonio turi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99797</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio turi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 23:10:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[non so perchè è mancata la conclusione de mio discorso precedente:
quindi se tagliare i fondi alla cultura significa togliere benzina a coloro che stanno distruggendo la possibilità di creare un pubblico vero, che fruisce di uno spettacolo non per obbligo sociale o scolastico, ma per scelta e profonda partecipazione, ben venga qusto taglio.
così come se spostare questi fondi sulla scuola significa cominciare a costruire insieme alle nuove generazioni nuovi codici comunicativi e nuove forme artistiche nuovi codici e nuove forme che saranno fruite dagli allievi anche fuori e dopo la scuola, ben venga anche questo spostamento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>non so perchè è mancata la conclusione de mio discorso precedente:<br />
quindi se tagliare i fondi alla cultura significa togliere benzina a coloro che stanno distruggendo la possibilità di creare un pubblico vero, che fruisce di uno spettacolo non per obbligo sociale o scolastico, ma per scelta e profonda partecipazione, ben venga qusto taglio.<br />
così come se spostare questi fondi sulla scuola significa cominciare a costruire insieme alle nuove generazioni nuovi codici comunicativi e nuove forme artistiche nuovi codici e nuove forme che saranno fruite dagli allievi anche fuori e dopo la scuola, ben venga anche questo spostamento</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: antonio turi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99796</link>

		<dc:creator><![CDATA[antonio turi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 23:04:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[direi che fare riferimento ancora all&#039;intervento di baricco rischia di farci perdere di vista la possibilità di riflettere sullo stato del nostro sistema culturale. visto che se il titolo dell&#039;intervento di baricco è decisamente interessante, molto meno interessante è la sua argomentazione.
io farei una prima distinzione fra forme e contenuti. e cioè distinguerei fra la necessità di veicolare riflessioni sulla società e sull&#039;uomo dalla forma che queste riflessioni prendono.
per cui se la nostra società sta prendendo una direzione per cui il teatro o la lirica o mettete voi cosa non riescono più ad essere forme di comuncazione capaci di essere condivise da un universo di fruitori, bene, che scompaiano pure. purchè si trovi alla svelta una forma di comunicazione che sia capace di prenderne il posto. e di veicolare i contenuti che quelle forme avevano.
so che è difficile per chi è nato e sente nel proprio dna l&#039;amore e la passione per il teatro, i libri, etc pensare ad un mondo in cui queste cose non ci sono più. ma dobbiamo capire che quello che dobbiamo salvare era la funzione svolta da questi strumenti, non la loro forma.
noi abbiamo salvato le forme e ci stiamo perdendo i contenuti. con effetti disastrosi.
se invece avessimo saputo rinunciare alle forme e salvare i contenuti probabilmente avremmo nuove generazioni meno perse. (e saremmo meno persi anche noi)
 in italia l&#039;uso dei fondi pubblici, in nome della difesa inutile e coercitiva di queste forme di comunicazione superate o in via di superamento (una difesa per di più affidata ad una manica di incapaci che nella possibilità di non doversi misurare con il mercato e nel finanziamento pubblico ottenuto per meriti politici e/o di conoscenze e non per capacità professionali hanno visto la possibilità di garantirsi una esistenza parassitaria) ha creato un fossato di difficile superamento fra le nuove generazioni e qualsiasi contenuto valido.
molti dei tromboni che popolano il nostro teatro e si riempiono la bocca di parole come cultura e valori sociali difendono solo la loro pagnotta, e se dovessero rappresentare i loro spettacoli facendo affidamento solo sulle proprie capacità di attrarre pubblico, chiuderebbero baracca dopo tre ore.
sono proprio loro e la loro incapacità di essere vivi la causa del nostro degrado. degrado del quale berlusconi è solo l&#039;effetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>direi che fare riferimento ancora all&#8217;intervento di baricco rischia di farci perdere di vista la possibilità di riflettere sullo stato del nostro sistema culturale. visto che se il titolo dell&#8217;intervento di baricco è decisamente interessante, molto meno interessante è la sua argomentazione.<br />
io farei una prima distinzione fra forme e contenuti. e cioè distinguerei fra la necessità di veicolare riflessioni sulla società e sull&#8217;uomo dalla forma che queste riflessioni prendono.<br />
per cui se la nostra società sta prendendo una direzione per cui il teatro o la lirica o mettete voi cosa non riescono più ad essere forme di comuncazione capaci di essere condivise da un universo di fruitori, bene, che scompaiano pure. purchè si trovi alla svelta una forma di comunicazione che sia capace di prenderne il posto. e di veicolare i contenuti che quelle forme avevano.<br />
so che è difficile per chi è nato e sente nel proprio dna l&#8217;amore e la passione per il teatro, i libri, etc pensare ad un mondo in cui queste cose non ci sono più. ma dobbiamo capire che quello che dobbiamo salvare era la funzione svolta da questi strumenti, non la loro forma.<br />
noi abbiamo salvato le forme e ci stiamo perdendo i contenuti. con effetti disastrosi.<br />
se invece avessimo saputo rinunciare alle forme e salvare i contenuti probabilmente avremmo nuove generazioni meno perse. (e saremmo meno persi anche noi)<br />
 in italia l&#8217;uso dei fondi pubblici, in nome della difesa inutile e coercitiva di queste forme di comunicazione superate o in via di superamento (una difesa per di più affidata ad una manica di incapaci che nella possibilità di non doversi misurare con il mercato e nel finanziamento pubblico ottenuto per meriti politici e/o di conoscenze e non per capacità professionali hanno visto la possibilità di garantirsi una esistenza parassitaria) ha creato un fossato di difficile superamento fra le nuove generazioni e qualsiasi contenuto valido.<br />
molti dei tromboni che popolano il nostro teatro e si riempiono la bocca di parole come cultura e valori sociali difendono solo la loro pagnotta, e se dovessero rappresentare i loro spettacoli facendo affidamento solo sulle proprie capacità di attrarre pubblico, chiuderebbero baracca dopo tre ore.<br />
sono proprio loro e la loro incapacità di essere vivi la causa del nostro degrado. degrado del quale berlusconi è solo l&#8217;effetto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99795</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 21:36:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io devo dire che ho apprezzato moltissimo l&#039;intervento di Paolo ir secondo.
Confesso che essendo una romana e quindi che ai teatri ci va ma appunto romani, lo scoramento della Lipperini lo capisco. Eh a noi ci viene.
Però sapere che in altre città italiane c&#039;è un&#039;altra aria rincuora.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io devo dire che ho apprezzato moltissimo l&#8217;intervento di Paolo ir secondo.<br />
Confesso che essendo una romana e quindi che ai teatri ci va ma appunto romani, lo scoramento della Lipperini lo capisco. Eh a noi ci viene.<br />
Però sapere che in altre città italiane c&#8217;è un&#8217;altra aria rincuora.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: luminamenti		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99794</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 20:50:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La giornata di oggi è stata dedicata alla riunione di giuria del Premio Ultimo Satellite Arrivato dedicato al messaggio più pertinente al post e risulta che l&#039;ha vinto (meritatissimo) Pino Valente per la sua capacità di essere pertinente al tema del post (con un unico e solo intervento in questo post e in tema al post) e per la abilità nel sapersi fare domande e darsi delle risposte (che quindi non gli sono dovute) sui luoghi e le vite degli altri.
ps. mi scuso con la Signora Lipperini per il mio ritorno non voluto ma dovuto essendo stato nuovamente tirato in ballo.
Buona notte, si spera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata di oggi è stata dedicata alla riunione di giuria del Premio Ultimo Satellite Arrivato dedicato al messaggio più pertinente al post e risulta che l&#8217;ha vinto (meritatissimo) Pino Valente per la sua capacità di essere pertinente al tema del post (con un unico e solo intervento in questo post e in tema al post) e per la abilità nel sapersi fare domande e darsi delle risposte (che quindi non gli sono dovute) sui luoghi e le vite degli altri.<br />
ps. mi scuso con la Signora Lipperini per il mio ritorno non voluto ma dovuto essendo stato nuovamente tirato in ballo.<br />
Buona notte, si spera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: lalipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-teatro/comment-page-1/#comment-99793</link>

		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 17:00:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio di cuore i due Paoli: il primo per il link, il secondo per l&#039;appassionato intervento, che contiene molte cose verissime, inclusi gli spazi inesistenti dedicati al teatro dai media.
Preciso solo una cosa: io sono &quot;nata&quot;, giornalisticamente parlando, a teatro. La mia vita professionale (e privata: ho sposato un attore, peraltro) si è formata proprio scoprendo realtà poco visibili. In tempi recenti, a Roma, non le vedo.
Certo, ho parlato della mia città. Certissimo, la mia era davvero una provocazione: e so bene che dar conto di una realtà scorrendo i tamburini è un gesto di pura polemica.
Ma non è affatto veniale che la situazione romana sia ridotta a questo: un tempo si diceva &quot;capitale corrotta, nazione infetta&quot;. E per difendere, e salvare, i molti esperimenti coraggiosi che vengono condotti nelle altre città italiane, la catastrofe capitolina non va trascurata, temo.
Aspetto, se vuoi, altri spunti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio di cuore i due Paoli: il primo per il link, il secondo per l&#8217;appassionato intervento, che contiene molte cose verissime, inclusi gli spazi inesistenti dedicati al teatro dai media.<br />
Preciso solo una cosa: io sono &#8220;nata&#8221;, giornalisticamente parlando, a teatro. La mia vita professionale (e privata: ho sposato un attore, peraltro) si è formata proprio scoprendo realtà poco visibili. In tempi recenti, a Roma, non le vedo.<br />
Certo, ho parlato della mia città. Certissimo, la mia era davvero una provocazione: e so bene che dar conto di una realtà scorrendo i tamburini è un gesto di pura polemica.<br />
Ma non è affatto veniale che la situazione romana sia ridotta a questo: un tempo si diceva &#8220;capitale corrotta, nazione infetta&#8221;. E per difendere, e salvare, i molti esperimenti coraggiosi che vengono condotti nelle altre città italiane, la catastrofe capitolina non va trascurata, temo.<br />
Aspetto, se vuoi, altri spunti.</p>
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