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	Commenti a: UN PEZZO ALLA VOLTA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Marco Pellitteri		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100080</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco Pellitteri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 14:25:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Be&#039;, il pezzo in sé è davvero misogino.
Si possono fare un sacco di battute sull&#039;astio dell&#039;autore contro le donne.
Quindi a ognuno le sue trovate comiche!
Ci sono però alcune piccole verità, che si possono estrapolare dallo stile indisponente dell&#039;articolo di Fini... ne parlo per esperienza personale (di figlio). L&#039;Italia molto più di tanti altri paesi è una nazione veramente paternalista, basata sul presupposto esplicito che la donna sarebbe un essere inferiore e in quanto tale vada protetta anche contro ogni dato di fatto che attesti la sua autonomia economica e patrimoniale. Sulla base di tale presupposto, è purtroppo vero che quando c&#039;è un divorzio, contro ogni logica e buon senso è quasi sempre alla donna che vanno i privilegi, anche se i due coniugi hanno un reddito uguale, o in alcuni casi anche se la donna dichiara di più (e questo è il caso più assurdo, incredibile, e capita più spesso di quanto non si creda).
Marco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Be&#8217;, il pezzo in sé è davvero misogino.<br />
Si possono fare un sacco di battute sull&#8217;astio dell&#8217;autore contro le donne.<br />
Quindi a ognuno le sue trovate comiche!<br />
Ci sono però alcune piccole verità, che si possono estrapolare dallo stile indisponente dell&#8217;articolo di Fini&#8230; ne parlo per esperienza personale (di figlio). L&#8217;Italia molto più di tanti altri paesi è una nazione veramente paternalista, basata sul presupposto esplicito che la donna sarebbe un essere inferiore e in quanto tale vada protetta anche contro ogni dato di fatto che attesti la sua autonomia economica e patrimoniale. Sulla base di tale presupposto, è purtroppo vero che quando c&#8217;è un divorzio, contro ogni logica e buon senso è quasi sempre alla donna che vanno i privilegi, anche se i due coniugi hanno un reddito uguale, o in alcuni casi anche se la donna dichiara di più (e questo è il caso più assurdo, incredibile, e capita più spesso di quanto non si creda).<br />
Marco</p>
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		<title>
		Di: marco v		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100079</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco v]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 10:32:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quoto Biondillo, non c&#039;è molto da dire, sono sciocchezze che dovrebbero soltanto scivolarci addosso. l&#039;odio verso le donne moderne ha tante spiegazioni - e sicuramente dopo una approfondita analisi ci sarebbe anche spazio per una autocritica delle donne stesse: io sono sempre convinto che molto del messaggio femminista sia stato tradito, scambiato per un piatto di ceci di responsabilità sul lavoro, di produzione - ma quando le cose son messe come le mette Massimo Fini vanno buttate nel cestino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quoto Biondillo, non c&#8217;è molto da dire, sono sciocchezze che dovrebbero soltanto scivolarci addosso. l&#8217;odio verso le donne moderne ha tante spiegazioni &#8211; e sicuramente dopo una approfondita analisi ci sarebbe anche spazio per una autocritica delle donne stesse: io sono sempre convinto che molto del messaggio femminista sia stato tradito, scambiato per un piatto di ceci di responsabilità sul lavoro, di produzione &#8211; ma quando le cose son messe come le mette Massimo Fini vanno buttate nel cestino.</p>
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		<title>
		Di: luminamenti@hotmai.com		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100078</link>

		<dc:creator><![CDATA[luminamenti@hotmai.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 09:14:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il rischio dell&#039;umanità consiste oggi, in parte, proprio nello sviluppo cosciente unilaterale e patriarcale dello spirito maschile, non più equilibrato dal mondo matriarcale della psiche .
In tal senso l&#039;unica possibilità che rimane oggi all&#039;uomo occidentale è quella di essere all&#039;altezza dei rischi che minacciano dentro e fuori la sua esistenza, cioè quella di uno sviluppo della totalità psichica, in cui venga compreso in modo fecondo il mondo femminile.
La necessaria compensazione dell&#039;unilateralità patriarcale comporta, peraltro, un&#039;accentuazione del femminile e del materno, accentuazione che è stata approfondita a mio parere in modo geniale da Neumann nel suo saggio L&#039;uomo creativo e la trasformazione, dove è presente quella figura profetica che è l&#039;artista, considerato da Neumann un &quot;figlio della madre&quot;.
Il conflitto dell&#039;uomo, sopratutto contemporaneo ma non solo perchè ha radici antichissime, nasce da un suo conflitto con l&#039;ambiente che è sopratutto conflitto con il mondo dei padri: con i canoni, le tradizioni, la legge, l&#039;ordine, l&#039;Io.
L&#039;uomo creativo, l&#039;uomo nuovo che attendiamo al posto dell&#039;uomo faber e dell&#039;uomo tecnologico,  è colui che è chiamato a percorrere a ritroso, mostrandolo così agli altri, il cammino dell&#039;eroe solare, che ha emancipato l&#039;Io e la coscienza dal regno della madri.
Il cammino, quello indicato da Neumann, che mi convince, è quello di una coscienza occidentale che deve condurre sulle tracce di uno spirituale femminile, cioè verso la sfera matriarcale del suo inconscio, il cui simbolo comprensivo è la Madre Terra (la cui figura scenica perfetta è l&#039;opera di Olmi).
Lo stesso Neumann non manca di rilevare come anche il femminile se isolato è unilaterale e la sua analisi del libretto di Schikaneder per il Flauto magico di Mozart è in gran parte volta a mostrare il carattere emancipatore del principio paterno incarnato da Sarastro.
Alla fine Neumann prospetta un percorso che finisce con il distacco sia dal patriarcato che dal matriarcato.
In questo senso e anche nel senso di una liberazione del femminile dal suo isolamento - cosa spesso vissuta come un cortocircuito nei gruppi femministi - mi sembra emlematica e a mio parere persuasiva la narrativa e la posizione - dichiarata in maniera limpida in alcune sue interviste - della grandissima Doris Lessing, la cui vasta opera non è stata ahimé del tutto compresa pienamente dai suoi critici per la prospettiva evolutiva-regressiva che indica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio dell&#8217;umanità consiste oggi, in parte, proprio nello sviluppo cosciente unilaterale e patriarcale dello spirito maschile, non più equilibrato dal mondo matriarcale della psiche .<br />
In tal senso l&#8217;unica possibilità che rimane oggi all&#8217;uomo occidentale è quella di essere all&#8217;altezza dei rischi che minacciano dentro e fuori la sua esistenza, cioè quella di uno sviluppo della totalità psichica, in cui venga compreso in modo fecondo il mondo femminile.<br />
La necessaria compensazione dell&#8217;unilateralità patriarcale comporta, peraltro, un&#8217;accentuazione del femminile e del materno, accentuazione che è stata approfondita a mio parere in modo geniale da Neumann nel suo saggio L&#8217;uomo creativo e la trasformazione, dove è presente quella figura profetica che è l&#8217;artista, considerato da Neumann un &#8220;figlio della madre&#8221;.<br />
Il conflitto dell&#8217;uomo, sopratutto contemporaneo ma non solo perchè ha radici antichissime, nasce da un suo conflitto con l&#8217;ambiente che è sopratutto conflitto con il mondo dei padri: con i canoni, le tradizioni, la legge, l&#8217;ordine, l&#8217;Io.<br />
L&#8217;uomo creativo, l&#8217;uomo nuovo che attendiamo al posto dell&#8217;uomo faber e dell&#8217;uomo tecnologico,  è colui che è chiamato a percorrere a ritroso, mostrandolo così agli altri, il cammino dell&#8217;eroe solare, che ha emancipato l&#8217;Io e la coscienza dal regno della madri.<br />
Il cammino, quello indicato da Neumann, che mi convince, è quello di una coscienza occidentale che deve condurre sulle tracce di uno spirituale femminile, cioè verso la sfera matriarcale del suo inconscio, il cui simbolo comprensivo è la Madre Terra (la cui figura scenica perfetta è l&#8217;opera di Olmi).<br />
Lo stesso Neumann non manca di rilevare come anche il femminile se isolato è unilaterale e la sua analisi del libretto di Schikaneder per il Flauto magico di Mozart è in gran parte volta a mostrare il carattere emancipatore del principio paterno incarnato da Sarastro.<br />
Alla fine Neumann prospetta un percorso che finisce con il distacco sia dal patriarcato che dal matriarcato.<br />
In questo senso e anche nel senso di una liberazione del femminile dal suo isolamento &#8211; cosa spesso vissuta come un cortocircuito nei gruppi femministi &#8211; mi sembra emlematica e a mio parere persuasiva la narrativa e la posizione &#8211; dichiarata in maniera limpida in alcune sue interviste &#8211; della grandissima Doris Lessing, la cui vasta opera non è stata ahimé del tutto compresa pienamente dai suoi critici per la prospettiva evolutiva-regressiva che indica.</p>
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		<title>
		Di: simona		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100077</link>

		<dc:creator><![CDATA[simona]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eh eh, il pennivendolo è comico ma sincero: le donne sono considerate  animali, con tutte le conseguenti min..te sulla natura, l&#039;istinto, etc etc: in aprole povere, serviamo solo per il sesso e la riproduzione, e se &quot;ci montiamo la testa&quot; o abbiamo i famosi grilli (che strano, tutti i luoghi comuni che vedono insieme i termini &quot;femmina &quot; e &quot;testa&quot; sono percepiti come negativi, se non veri e propri ossimori) tradiamo nientemeno che la Natura,  sinonimo di Ordine Immmutabile (comodissima per i maschi).
Se poi &quot;pretendiamo&quot; di lavorare, dobbiamo accontentarci di fare le &quot;segretarie&quot;...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eh eh, il pennivendolo è comico ma sincero: le donne sono considerate  animali, con tutte le conseguenti min..te sulla natura, l&#8217;istinto, etc etc: in aprole povere, serviamo solo per il sesso e la riproduzione, e se &#8220;ci montiamo la testa&#8221; o abbiamo i famosi grilli (che strano, tutti i luoghi comuni che vedono insieme i termini &#8220;femmina &#8221; e &#8220;testa&#8221; sono percepiti come negativi, se non veri e propri ossimori) tradiamo nientemeno che la Natura,  sinonimo di Ordine Immmutabile (comodissima per i maschi).<br />
Se poi &#8220;pretendiamo&#8221; di lavorare, dobbiamo accontentarci di fare le &#8220;segretarie&#8221;&#8230;</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: ste		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100076</link>

		<dc:creator><![CDATA[ste]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 10:32:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[...&quot;meglio restare soli&quot;, dice.
Stacci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8221;meglio restare soli&#8221;, dice.<br />
Stacci.</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100075</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 08:30:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@girolamo
&quot;l’immortale autore della Macinatrice, l’editorialista del Domenicale&quot;
finalmente un punto in comune: la disistima per Parente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@girolamo<br />
&#8220;l’immortale autore della Macinatrice, l’editorialista del Domenicale&#8221;<br />
finalmente un punto in comune: la disistima per Parente.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100074</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 00:29:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono una donna, non sono una femminista e non ho nemmeno una sviscerata ed acritica simpatia per le mie consorelle. Non amo il vittimismo di nessun tipo e ho sempre preferito considerarmi, prima di tutto, una persona. Per questo ho sempre provato  un certo fastidio per quella  specie di ipostatizzazione del genere, con cui  un certo femminismo ha, a mio parere, sostituito la mistica della femminilità con la sua metafisica.
Ma questo mio modo di sentire, di vivermi e di vivere la femminilità è stato messo fortemente in crisi da quando ho partecipato, in tempi diversi, ad alcune indagini sulla vittimizzazione femminile.
Quelli che sono numeri nelle tabelle, nei grafici, nei lanci di agenzie e nei commenti dei giornali per me sono voci di donne che mi hanno raccontato al telefono, con tono spesso opaco e impersonale, le molestie e le violenze subite nel corso della vita. E queste voci sono innumerevoli.
Eravamo tante a fare quelle interviste e alla fine della giornata ci ritrovavamo spossate e spesso in lagrime, spaesate e incredule noi stesse rispetto a quello che avevamo ascoltato al telefono e che, nonostante una formazione molto attenta, non ci aspettavamo davvero di  ascoltare.
Da quel momento non è cambiato il mio modo di essere donna, non ho dimenticato nemmeno che nei miei confronti molte sorelle sono state cattive sorelle, so che il disagio di Massimo è comune a diversi uomini, ma da allora per me si pone la questione, tragica e finora incomprensibile, di questa &#039;cosa&#039; che ha proporzioni enormi e che a volte mi pare  assumere addirittura i contorni di una guerra: la violenza dell&#039;uomo sulla donna.
Il problema esiste e, ho dovuto riconoscerlo, è di genere e con questo, come dice Loredana, dobbiamo fare i conti tutti, uomini e donne.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono una donna, non sono una femminista e non ho nemmeno una sviscerata ed acritica simpatia per le mie consorelle. Non amo il vittimismo di nessun tipo e ho sempre preferito considerarmi, prima di tutto, una persona. Per questo ho sempre provato  un certo fastidio per quella  specie di ipostatizzazione del genere, con cui  un certo femminismo ha, a mio parere, sostituito la mistica della femminilità con la sua metafisica.<br />
Ma questo mio modo di sentire, di vivermi e di vivere la femminilità è stato messo fortemente in crisi da quando ho partecipato, in tempi diversi, ad alcune indagini sulla vittimizzazione femminile.<br />
Quelli che sono numeri nelle tabelle, nei grafici, nei lanci di agenzie e nei commenti dei giornali per me sono voci di donne che mi hanno raccontato al telefono, con tono spesso opaco e impersonale, le molestie e le violenze subite nel corso della vita. E queste voci sono innumerevoli.<br />
Eravamo tante a fare quelle interviste e alla fine della giornata ci ritrovavamo spossate e spesso in lagrime, spaesate e incredule noi stesse rispetto a quello che avevamo ascoltato al telefono e che, nonostante una formazione molto attenta, non ci aspettavamo davvero di  ascoltare.<br />
Da quel momento non è cambiato il mio modo di essere donna, non ho dimenticato nemmeno che nei miei confronti molte sorelle sono state cattive sorelle, so che il disagio di Massimo è comune a diversi uomini, ma da allora per me si pone la questione, tragica e finora incomprensibile, di questa &#8216;cosa&#8217; che ha proporzioni enormi e che a volte mi pare  assumere addirittura i contorni di una guerra: la violenza dell&#8217;uomo sulla donna.<br />
Il problema esiste e, ho dovuto riconoscerlo, è di genere e con questo, come dice Loredana, dobbiamo fare i conti tutti, uomini e donne.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Don Gately		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100073</link>

		<dc:creator><![CDATA[Don Gately]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 23:17:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[-massimo: &quot;La famiglia è, come si sa, potenzialmente il posto peggiore del mondo.&quot; E questo credo spieghi qualunque violenza di genere e non genere, maschile e femminile. &quot;La violenza non ha sesso, ha solo modi diversi di manifestarsi.&quot;
E con la crisi della civiltà occidentale ex danarosa la violenza non farà che aumentare per il disagio che vivranno intere famiglie il cui marito ex lavoratore senza nemmeno cassa integrazione e nessun&#039;altro ammortizzatore sociale e con il mutuo sulle spalle sarà sbattuto e si sbatterà ovunque per tirare avanti mosso dal suo senso di responsabilità verso la famiglia, senso di responsabilità di genere pure quello.
Il dramma della Donna comunque è un vero dramma, un dramma in cui il sesso oggettivamente debole è ridotto segretamente a un pungiball per quando le cose vanno male, una valvola di sfogo ma anche una condizione drammatica indipendentemente dalla crisi economico lavorativa.
E spesso tale condizione è un circolo vizioso aggravato dal silenzio femminile che per timore di ritorsioni e altra violenza e violenza verso i figli spesso sopporta queste violenze fisiche e alla fine anche psicologiche (nel tentativo di celarle e nel costante timore di &quot;prenderle&quot;) per anni e che spesso anche quando le denuncia si trova in una condizione ancora peggiore di conseguente terrore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>-massimo: &#8220;La famiglia è, come si sa, potenzialmente il posto peggiore del mondo.&#8221; E questo credo spieghi qualunque violenza di genere e non genere, maschile e femminile. &#8220;La violenza non ha sesso, ha solo modi diversi di manifestarsi.&#8221;<br />
E con la crisi della civiltà occidentale ex danarosa la violenza non farà che aumentare per il disagio che vivranno intere famiglie il cui marito ex lavoratore senza nemmeno cassa integrazione e nessun&#8217;altro ammortizzatore sociale e con il mutuo sulle spalle sarà sbattuto e si sbatterà ovunque per tirare avanti mosso dal suo senso di responsabilità verso la famiglia, senso di responsabilità di genere pure quello.<br />
Il dramma della Donna comunque è un vero dramma, un dramma in cui il sesso oggettivamente debole è ridotto segretamente a un pungiball per quando le cose vanno male, una valvola di sfogo ma anche una condizione drammatica indipendentemente dalla crisi economico lavorativa.<br />
E spesso tale condizione è un circolo vizioso aggravato dal silenzio femminile che per timore di ritorsioni e altra violenza e violenza verso i figli spesso sopporta queste violenze fisiche e alla fine anche psicologiche (nel tentativo di celarle e nel costante timore di &#8220;prenderle&#8221;) per anni e che spesso anche quando le denuncia si trova in una condizione ancora peggiore di conseguente terrore.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro Ansuini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100072</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Ansuini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 22:53:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;La famiglia è, come si sa, potenzialmente il posto peggiore del mondo.&quot;
parole sante. e chi la tiene su la famiglia, il maschio rincoglionito che a cinquant&#039;anni gli fai vedere un pelo e scappa in tailandia? suvvia.
il posto di fini è provocatorio ma qui, in occidente, tocca il dente che duole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La famiglia è, come si sa, potenzialmente il posto peggiore del mondo.&#8221;<br />
parole sante. e chi la tiene su la famiglia, il maschio rincoglionito che a cinquant&#8217;anni gli fai vedere un pelo e scappa in tailandia? suvvia.<br />
il posto di fini è provocatorio ma qui, in occidente, tocca il dente che duole.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anghelos		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-pezzo-alla-volta/comment-page-1/#comment-100071</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anghelos]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 21:04:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ma se questo disagio maschile di cui parla Massimo esiste davvero, ed è così profondo e diffuso, perché non ci sono autori maschi che ne parlano?
Io in quanto maschio non sento un disagio di genere, ma potrei benissimo fare parte di una fortunata minoranza; ma se esiste, dovrebbero pur essercene tracce nei discorsi, nelle esperienze, negli interventi e via dicendo, e invece non ne vedo alcuna: il disagio più visibile non riguarda il genere, ma solo certe categorie di genere, ad esempio i padri divorziati, che mi sembra abbiano anche una associazione (senza contare che non si tratta di TUTTI i padri divorziati, ma solo quelli che subiscono ingiustizia nella possibilità di vedere i figli).
Insomma, se esiste un disagio maschile di cui nessuno parla, allora i maschi che lo avvertono dovrebbero parlarne e spiegare di che si tratta, invece di lamentarsi di essere ignorati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma se questo disagio maschile di cui parla Massimo esiste davvero, ed è così profondo e diffuso, perché non ci sono autori maschi che ne parlano?<br />
Io in quanto maschio non sento un disagio di genere, ma potrei benissimo fare parte di una fortunata minoranza; ma se esiste, dovrebbero pur essercene tracce nei discorsi, nelle esperienze, negli interventi e via dicendo, e invece non ne vedo alcuna: il disagio più visibile non riguarda il genere, ma solo certe categorie di genere, ad esempio i padri divorziati, che mi sembra abbiano anche una associazione (senza contare che non si tratta di TUTTI i padri divorziati, ma solo quelli che subiscono ingiustizia nella possibilità di vedere i figli).<br />
Insomma, se esiste un disagio maschile di cui nessuno parla, allora i maschi che lo avvertono dovrebbero parlarne e spiegare di che si tratta, invece di lamentarsi di essere ignorati.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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