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	Commenti a: UN PIEDE IN METROPOLITANA: PICCOLA RIFLESSIONE SULL&#039;ASSOLVERSI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: k.		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-piede-in-metropolitana-piccola-riflessione-sullassolversi/comment-page-1/#comment-141102</link>

		<dc:creator><![CDATA[k.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 21:39:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una volta si scriveva di  “ cose accadevano in giro” . Oggi la realtà è stata sostituita dai social e  quindi si scrive principalmente di quello che “accade su facebook.
 Incasellati nei loro status i profili utenti paiono  anche facili da valutare: oltre alle loro banali opinioni abbiamo anche primi piani di  pettinature macchine tinelli  e gattini, per cui ancor più facile è cadere nella tentazione di condannare, oltre all’opinione, anche pettinatura, automobile mobilio  , abitudini e vari   autoassolvimenti interiori .. insomma una condanna integrale autoassolvente alla persona.
E a li mortacci sua…
Personalmente non sono su facebuk, ma sicuramente anch’io merito una condanna integrale e visto che ci sono oltre agli auguri di Buon Natale vorrei  proditoriamente esprimere la mia’ sui fatti di Corinaldo.
 Credo proprio che non sia  possibile negare che l’episodio ha sollevato con forza l&#039;attualissimo  problema educativo.  Penso ai poveri insegnanti  italiani, sottoposti a violenze,  minacce verbali offese quotidiane, da parte di alunni e genitori ( alcuni mi dicono che ormai  ai colloqui deve essere sempre presente un testimone..) ecco mi immagino un povero professore  delle medie che ai  ricevimenti si trova davanti una graziosa famigliola trapp  che è appena tornata dal  notturno concerto;, come sarà felice di constatare le analogie  tra quei genitori e l’insultar  cantando dei griots ,  magari  assimilandolo alle tradizioni orali delle civiltà arcaiche e se poi si prende anche un paio di  ceffoni ( sciaf-sciaf),   considerare che quella potrebbe essere  appunto  “ la più compiuta espressione musicale del presente …
ciao,k.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta si scriveva di  “ cose accadevano in giro” . Oggi la realtà è stata sostituita dai social e  quindi si scrive principalmente di quello che “accade su facebook.<br />
 Incasellati nei loro status i profili utenti paiono  anche facili da valutare: oltre alle loro banali opinioni abbiamo anche primi piani di  pettinature macchine tinelli  e gattini, per cui ancor più facile è cadere nella tentazione di condannare, oltre all’opinione, anche pettinatura, automobile mobilio  , abitudini e vari   autoassolvimenti interiori .. insomma una condanna integrale autoassolvente alla persona.<br />
E a li mortacci sua…<br />
Personalmente non sono su facebuk, ma sicuramente anch’io merito una condanna integrale e visto che ci sono oltre agli auguri di Buon Natale vorrei  proditoriamente esprimere la mia’ sui fatti di Corinaldo.<br />
 Credo proprio che non sia  possibile negare che l’episodio ha sollevato con forza l&#8217;attualissimo  problema educativo.  Penso ai poveri insegnanti  italiani, sottoposti a violenze,  minacce verbali offese quotidiane, da parte di alunni e genitori ( alcuni mi dicono che ormai  ai colloqui deve essere sempre presente un testimone..) ecco mi immagino un povero professore  delle medie che ai  ricevimenti si trova davanti una graziosa famigliola trapp  che è appena tornata dal  notturno concerto;, come sarà felice di constatare le analogie  tra quei genitori e l’insultar  cantando dei griots ,  magari  assimilandolo alle tradizioni orali delle civiltà arcaiche e se poi si prende anche un paio di  ceffoni ( sciaf-sciaf),   considerare che quella potrebbe essere  appunto  “ la più compiuta espressione musicale del presente …<br />
ciao,k.</p>
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		<title>
		Di: Patrizia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-piede-in-metropolitana-piccola-riflessione-sullassolversi/comment-page-1/#comment-141101</link>

		<dc:creator><![CDATA[Patrizia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 13:17:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Loredana, come dicevi: il diavolo si nasconde nei dettagli.
Scusa se racconto qualcosa di mio. (Io) presto sempre volentieri i libri ad alcune persone che so me li restituiranno. Una, non la amo, l&#039;altra sì.
La prima mi riconsegna i libri in bustacce di plastica di quelle da freezer, l&#039;altra quando mi vede al lavoro mi dice: posso restituirti i libri? E me li rende dentro una busta di carta inserita in un sacchetto di carta (pure carino). Per dire, come sono le persone attraverso piccoli dettagli e come ti pensano e ti considerano. P.S. Quando li presto li metto sempre dentro un bel sacchetto di carta.
Ma tornando a quanto raccontavi, pensavo che solo alcuni ragazzini non molto consapevoli fotografassero sconosciuti per strada in situazioni che loro magari trovano eccitanti, o particolarmente curiose da poterle poi mostrare agli amici. Un adulto non ce lo vedevo che si mettesse a fotografare. È evidente che mi sbaglio.
Però una cosa da dire mi sembra necessaria, ossia che nessuno dovrebbe poter fotografare uno sconosciuto senza i suo consenso, almeno non per uno scopo che non sia privato.
È vero che questo non vale per i personaggi pubblici, ma c&#039;è un implicito sottinteso che lo permette.
Non è che vietarlo porterebbe qualche risulto efficace ma vorrei che fosse condiviso il concetto e questo permettesse che venisse considerato riprovevole tra le persone comuni.
Non puoi fotografarmi e mettere la mia immagine in mostra senza il mio
consenso, e come anche hai già detto tu, a maggior ragione se parliamo di una giornalista.
Ce l&#039;hai un codice etico a cui rifarti o no?
E inoltre, gli organismi di controllo dei giornalisti, non l&#039;avranno detto che non si devono utilizzare immagini di persone per scopi pubblici, se non necessarie a commentare un evento pubblico?
Cari saluti. Patrizia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Loredana, come dicevi: il diavolo si nasconde nei dettagli.<br />
Scusa se racconto qualcosa di mio. (Io) presto sempre volentieri i libri ad alcune persone che so me li restituiranno. Una, non la amo, l&#8217;altra sì.<br />
La prima mi riconsegna i libri in bustacce di plastica di quelle da freezer, l&#8217;altra quando mi vede al lavoro mi dice: posso restituirti i libri? E me li rende dentro una busta di carta inserita in un sacchetto di carta (pure carino). Per dire, come sono le persone attraverso piccoli dettagli e come ti pensano e ti considerano. P.S. Quando li presto li metto sempre dentro un bel sacchetto di carta.<br />
Ma tornando a quanto raccontavi, pensavo che solo alcuni ragazzini non molto consapevoli fotografassero sconosciuti per strada in situazioni che loro magari trovano eccitanti, o particolarmente curiose da poterle poi mostrare agli amici. Un adulto non ce lo vedevo che si mettesse a fotografare. È evidente che mi sbaglio.<br />
Però una cosa da dire mi sembra necessaria, ossia che nessuno dovrebbe poter fotografare uno sconosciuto senza i suo consenso, almeno non per uno scopo che non sia privato.<br />
È vero che questo non vale per i personaggi pubblici, ma c&#8217;è un implicito sottinteso che lo permette.<br />
Non è che vietarlo porterebbe qualche risulto efficace ma vorrei che fosse condiviso il concetto e questo permettesse che venisse considerato riprovevole tra le persone comuni.<br />
Non puoi fotografarmi e mettere la mia immagine in mostra senza il mio<br />
consenso, e come anche hai già detto tu, a maggior ragione se parliamo di una giornalista.<br />
Ce l&#8217;hai un codice etico a cui rifarti o no?<br />
E inoltre, gli organismi di controllo dei giornalisti, non l&#8217;avranno detto che non si devono utilizzare immagini di persone per scopi pubblici, se non necessarie a commentare un evento pubblico?<br />
Cari saluti. Patrizia</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: CREPASCOLO		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-piede-in-metropolitana-piccola-riflessione-sullassolversi/comment-page-1/#comment-141100</link>

		<dc:creator><![CDATA[CREPASCOLO]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 11:31:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui abbia la zampa caprina e la coda e le corna ed invece può essere la signora seduta di fronte che ti scatta una foto ed il momento dopo sei la strega Bacheca tra le freddure esenti di senso dell&#039;umorismo pescate in rete. Roger &quot; Verbal &quot;  Kint  alias Keyser Soze in una scena tagliata de I Soliti Sospetti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui abbia la zampa caprina e la coda e le corna ed invece può essere la signora seduta di fronte che ti scatta una foto ed il momento dopo sei la strega Bacheca tra le freddure esenti di senso dell&#8217;umorismo pescate in rete. Roger &#8221; Verbal &#8221;  Kint  alias Keyser Soze in una scena tagliata de I Soliti Sospetti</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Cristina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-piede-in-metropolitana-piccola-riflessione-sullassolversi/comment-page-1/#comment-141099</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 11:26:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie Loredana!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Loredana!</p>
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