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	Commenti a: UN PO&#039; DI RASSEGNA STAMPA E UNA DOMANDA SU JTLEROY	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2005 14:02:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leroy è grande, perchè ha tanto sofferto e alla fine è riuscito a manifestare il suo dolore nel modo migliore: scrivendone. Purtroppo, non sempre le opere nate dal dolore sono bellissime. Io ho letto solo &quot;Ingannevole&quot; e non mi è sembrato proprio bellissimo (ma tanto di cappello alla sua capacità di risorgere dal nulla).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leroy è grande, perchè ha tanto sofferto e alla fine è riuscito a manifestare il suo dolore nel modo migliore: scrivendone. Purtroppo, non sempre le opere nate dal dolore sono bellissime. Io ho letto solo &#8220;Ingannevole&#8221; e non mi è sembrato proprio bellissimo (ma tanto di cappello alla sua capacità di risorgere dal nulla).</p>
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		Di: Null		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Null]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2005 12:02:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Evviva Costantino.
Manca solo un bel dibattito in TV (da Vespa?) per chiudere il ciclo del materiale organico.
La cacca uscita dal TV rientra nella pancia di chi l&#039;ha generata.
Evviva la TV .]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Evviva Costantino.<br />
Manca solo un bel dibattito in TV (da Vespa?) per chiudere il ciclo del materiale organico.<br />
La cacca uscita dal TV rientra nella pancia di chi l&#8217;ha generata.<br />
Evviva la TV .</p>
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		Di: Franz Krauspenhaar		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Franz Krauspenhaar]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2005 11:02:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se Jt Leroy è un fantoccio non lo so, e poi non l&#039;ho ancora letto. Ne ho sentito molto parlare, questo si. Ora, come dice Gianni Biondillo, ciò che conta è l&#039;opera. E&#039; vero, l&#039;autore è molto meno importante dell&#039;opera - e parlo di opere e autori importanti, perchè della fuffa si, è importante, per così dire, solo il &quot;personaggio-autore&quot;. Ma sapere se dietro Leroy ci sia un ghost writer oppure  no, se questo ragazzo è un fantoccio, una specie di cantante pop anni 80 che (non) canta in playback (perchè infatti la voce registrata nei suoi &quot;dischi su carta&quot; non è la sua)  se insomma JT Leroy è il Den Harrow (ve lo ricordate?) della letteratura americana, a mio avviso è importante saperlo. L&#039;opera sopra tutto, si, ma l&#039;autore, perlomeno, un passo dietro. Bisogna sapere chi scrive i libri - anche se si tratta(forse, in questo caso) di un ghost writer di grande talento. Nessuno o quasi conosce la faccia di Pynchon, mi pare, ma Pynchon è l&#039;autore, lui comunque c&#039;è, sappiamo che è lui che scrive ciò che scrive da 40 anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se Jt Leroy è un fantoccio non lo so, e poi non l&#8217;ho ancora letto. Ne ho sentito molto parlare, questo si. Ora, come dice Gianni Biondillo, ciò che conta è l&#8217;opera. E&#8217; vero, l&#8217;autore è molto meno importante dell&#8217;opera &#8211; e parlo di opere e autori importanti, perchè della fuffa si, è importante, per così dire, solo il &#8220;personaggio-autore&#8221;. Ma sapere se dietro Leroy ci sia un ghost writer oppure  no, se questo ragazzo è un fantoccio, una specie di cantante pop anni 80 che (non) canta in playback (perchè infatti la voce registrata nei suoi &#8220;dischi su carta&#8221; non è la sua)  se insomma JT Leroy è il Den Harrow (ve lo ricordate?) della letteratura americana, a mio avviso è importante saperlo. L&#8217;opera sopra tutto, si, ma l&#8217;autore, perlomeno, un passo dietro. Bisogna sapere chi scrive i libri &#8211; anche se si tratta(forse, in questo caso) di un ghost writer di grande talento. Nessuno o quasi conosce la faccia di Pynchon, mi pare, ma Pynchon è l&#8217;autore, lui comunque c&#8217;è, sappiamo che è lui che scrive ciò che scrive da 40 anni.</p>
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		Di: Antonio Bois		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Bois]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2005 07:02:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ho letto &quot;Costantino e l&#039;impero&quot; (carino, divertente) e ho letto anche la recensione sulla Repubblica. E c&#039;è una domanda che mi sta ossessionando (proprio non ci dormo) : Ma Zola, che cosa c&#039;entra?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ho letto &#8220;Costantino e l&#8217;impero&#8221; (carino, divertente) e ho letto anche la recensione sulla Repubblica. E c&#8217;è una domanda che mi sta ossessionando (proprio non ci dormo) : Ma Zola, che cosa c&#8217;entra?</p>
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		Di: Luminamenti		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luminamenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2005 07:02:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Diceva Leopardi che tanta parte dello stile è quasi tutt&#039;uno con la lingua.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diceva Leopardi che tanta parte dello stile è quasi tutt&#8217;uno con la lingua.</p>
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		Di: Manila		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manila]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Feb 2005 02:02:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono un cuore arido.
Non l&#039;ho letto tutto Ingannevole..., leggicchiato qui e lì in libreria. La scrittura mi piace, molto. Ma il contenuto mi ha annoiata.
Sono un cuore arido.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un cuore arido.<br />
Non l&#8217;ho letto tutto Ingannevole&#8230;, leggicchiato qui e lì in libreria. La scrittura mi piace, molto. Ma il contenuto mi ha annoiata.<br />
Sono un cuore arido.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: ilpostodeilibri.it		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-po-di-rassegna-stampa-e-una-domanda-su-jtleroy/comment-page-1/#comment-72697</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilpostodeilibri.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2005 20:02:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi sono ricordata. Era stato Emanule Trevi sul Manifesto a esprimere qualche dubbio sulla validità  e il &quot;senso&quot; di un&#039;opera come quella compilata da Moretti. &quot;Chi la legge? Perché leggerla? In che (non) considerazione viene tenuto il lettore?&quot;.  Qualche buona osservazione l&#039;ho trovata anche in un bel libro di Pierluigi Pellini, un giovane atipico professore, che non ho mai visto, e che ho &quot;identificato&quot; su Internet. Ha scritto un bel libro &quot;In una casa di vetro&quot;, si chiama. L&#039;ha pubblicato Le Monnier.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono ricordata. Era stato Emanule Trevi sul Manifesto a esprimere qualche dubbio sulla validità  e il &#8220;senso&#8221; di un&#8217;opera come quella compilata da Moretti. &#8220;Chi la legge? Perché leggerla? In che (non) considerazione viene tenuto il lettore?&#8221;.  Qualche buona osservazione l&#8217;ho trovata anche in un bel libro di Pierluigi Pellini, un giovane atipico professore, che non ho mai visto, e che ho &#8220;identificato&#8221; su Internet. Ha scritto un bel libro &#8220;In una casa di vetro&#8221;, si chiama. L&#8217;ha pubblicato Le Monnier.</p>
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		<title>
		Di: ilpostodeilibri.it		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-po-di-rassegna-stampa-e-una-domanda-su-jtleroy/comment-page-1/#comment-72696</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilpostodeilibri.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2005 20:02:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(SOPRAVVISSUTI 2 . Un&#039;altro intervento é nel post prima. Abbiamo sbagliato post&quot;o&quot;)
E sì, dicevamo,  anche a noi di ilpostodeilibri.it , che non siamo professoresse e anzi piuttosto delle squinternate di grado super, quella di Franco Moretti sembra una gran bella rivoluzione, si.  Noi, che dal 2003 nel nostro &quot;piccolo piccolo&quot; sito curiamo due sezioni uno dei SOPRAVVISSUTI e l&#039;altra di quelli che invece sopravvissuti non sono, (ergo,  INTROVABILI) la aspettavamo una rivoluzione così.  E oggi su Repubblica, finalmente l&#039;intervista, e un cambiamento di prospettiva a 360 gradi, del nostro professore,  rispetto all&#039;altra sua corposa opera, IL ROMANZO. Perché lì invece l&#039;analisi era rivolta, forse troppo,  solo agli autori, come dire, mai  &quot;dimenticati&quot;, con tutto il rispetto per il &quot;discorso&quot; quanto mai a la page, quello sul &quot;canone&quot; . Che prevede l&#039;insegnamento di &quot;autori importanti e autori meno importanti&quot; , ma non sul gusto del lettore, come sarebbe giusto, ma per via, diciamo così &quot;di retorica istituzionale&quot;. La letteratura come   qualcosa che nessuno &quot;deve e può dimenticare&quot; . Come se la letteratura fosse una triste commemorazione, una specie di evento di quelli che se sei un po&#039; superstizioso giustamente ti gratti, invece di leggere. Tant&#039;è che era  stato pure accusato il professore - da Daniele Brolli? mi sbaglio - di non tenere in nessuna considerazione la &quot;letteratura molto fruita&quot; - libri spolpati e sucidi - e meno studiata&quot;, diciamo così, i romanzi più popolari. Comunque, stasera siamo contente. Insomma, i temi sono sempre gli stessi, nella vita. I professori, gli squinternati, la fortuna, la sfortuna, degli autori, dei periodi. E poi il popolo che non legge, la buona fede, gli onesti, i disonesti, gli intellettuali, quelli che fanno finta, e quelli che certe volte non ce la fanno più.  Ci scuserà la Lippa che le abbiamo invaso il salotto, ma era uni dei temi di discussione oggi, no? Sappia comunque la padrona di casa che non la ringrazieremo mai abbastanza della sue generosità, e che se l&#039;avessimo conosciuta prima, forse saremo anche state un po&#039; meno &quot;instabili&quot;. Se la stabilità può essere data, come dire, dalla sicurezza che ci sia un posto dove &quot;comunicare&quot;. Si diceva così una volta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(SOPRAVVISSUTI 2 . Un&#8217;altro intervento é nel post prima. Abbiamo sbagliato post&#8221;o&#8221;)<br />
E sì, dicevamo,  anche a noi di ilpostodeilibri.it , che non siamo professoresse e anzi piuttosto delle squinternate di grado super, quella di Franco Moretti sembra una gran bella rivoluzione, si.  Noi, che dal 2003 nel nostro &#8220;piccolo piccolo&#8221; sito curiamo due sezioni uno dei SOPRAVVISSUTI e l&#8217;altra di quelli che invece sopravvissuti non sono, (ergo,  INTROVABILI) la aspettavamo una rivoluzione così.  E oggi su Repubblica, finalmente l&#8217;intervista, e un cambiamento di prospettiva a 360 gradi, del nostro professore,  rispetto all&#8217;altra sua corposa opera, IL ROMANZO. Perché lì invece l&#8217;analisi era rivolta, forse troppo,  solo agli autori, come dire, mai  &#8220;dimenticati&#8221;, con tutto il rispetto per il &#8220;discorso&#8221; quanto mai a la page, quello sul &#8220;canone&#8221; . Che prevede l&#8217;insegnamento di &#8220;autori importanti e autori meno importanti&#8221; , ma non sul gusto del lettore, come sarebbe giusto, ma per via, diciamo così &#8220;di retorica istituzionale&#8221;. La letteratura come   qualcosa che nessuno &#8220;deve e può dimenticare&#8221; . Come se la letteratura fosse una triste commemorazione, una specie di evento di quelli che se sei un po&#8217; superstizioso giustamente ti gratti, invece di leggere. Tant&#8217;è che era  stato pure accusato il professore &#8211; da Daniele Brolli? mi sbaglio &#8211; di non tenere in nessuna considerazione la &#8220;letteratura molto fruita&#8221; &#8211; libri spolpati e sucidi &#8211; e meno studiata&#8221;, diciamo così, i romanzi più popolari. Comunque, stasera siamo contente. Insomma, i temi sono sempre gli stessi, nella vita. I professori, gli squinternati, la fortuna, la sfortuna, degli autori, dei periodi. E poi il popolo che non legge, la buona fede, gli onesti, i disonesti, gli intellettuali, quelli che fanno finta, e quelli che certe volte non ce la fanno più.  Ci scuserà la Lippa che le abbiamo invaso il salotto, ma era uni dei temi di discussione oggi, no? Sappia comunque la padrona di casa che non la ringrazieremo mai abbastanza della sue generosità, e che se l&#8217;avessimo conosciuta prima, forse saremo anche state un po&#8217; meno &#8220;instabili&#8221;. Se la stabilità può essere data, come dire, dalla sicurezza che ci sia un posto dove &#8220;comunicare&#8221;. Si diceva così una volta?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gianni biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-po-di-rassegna-stampa-e-una-domanda-su-jtleroy/comment-page-1/#comment-72695</link>

		<dc:creator><![CDATA[gianni biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2005 20:02:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco, io che invece torno da un ristorante cinese che mi porterò dietro per i prossimi tre giorni, io che sono allo sbando digestivo vorrei, di sottecchi aggiungere alcune cosette.
Su JtLeroy, come autore, non avendolo letto non posso parlare: ma vero è quello che dice Serena. Se è solo un fantoccio e dietro lui c&#039;è un gosth e se questo gosht scrive libri bellissimi, be&#039;... chi se ne frega, in un certo senso. E&#039; il libro quello che conta, l&#039;opera non l&#039;autore in quanto “personaggio”. Se no qui si fa culto della personalità.
E anche se fosse proprio lui a scriverseli...
Leroy è, di persona, antipatico? E chi se ne frega bis! Potrebbe anche essere uno stronzo di prima categoria, io non ci vado a pranzo con lui, non ci vado al cinema, non ci vado in vacanza. Spesso, anzi, conoscere gli autori può essere forviante. Mica tutti sono dei simpatici mattacchioni come il sottoscritto! ;-)
Cosa racconta Leroy, vero o finzione? Anche questo, perdonate, c&#039;entra poco. Non è che “il segno rosso del coraggio”di Stephen Crane, come libro sull&#039;assurdità e la violenza della guerra, è meno bello perché Crane in realtà in guerra non c&#039;è mai stato. Lo scrittore non è mai, in questo senso, realista. Altrimenti tutto si riduce a testimonianza (cosa degnissima, ma è altra cosa dalla letteratura.... che poi si possa avere una testimonianza che sia anche letteratura è pacifico) non è di questo che dobbiamo parlare quando parliamo del valore di un testo.
Dobbiamo parlare, proprio come dice Caliceti, della lingua. Della perfetta aderenza, fra testo, narrazione, lingua. E&#039; questo che fa l&#039;opera letteraria da quella pseudoletteraria. La questione della lingua “è” la questione per antonomasia in Italia. Ce lo dice Gramsci, ce lo dice Pasolini (ma ce lo diceva anche Dante). E&#039; da qui che forse dovremmo ripartire per una disanima più ficcante rispetto tutto quello che abbiamo detto fin ora.
Ma vi lascio, il cinese desidera tanto essere digerito. Tisana: a me!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, io che invece torno da un ristorante cinese che mi porterò dietro per i prossimi tre giorni, io che sono allo sbando digestivo vorrei, di sottecchi aggiungere alcune cosette.<br />
Su JtLeroy, come autore, non avendolo letto non posso parlare: ma vero è quello che dice Serena. Se è solo un fantoccio e dietro lui c&#8217;è un gosth e se questo gosht scrive libri bellissimi, be&#8217;&#8230; chi se ne frega, in un certo senso. E&#8217; il libro quello che conta, l&#8217;opera non l&#8217;autore in quanto “personaggio”. Se no qui si fa culto della personalità.<br />
E anche se fosse proprio lui a scriverseli&#8230;<br />
Leroy è, di persona, antipatico? E chi se ne frega bis! Potrebbe anche essere uno stronzo di prima categoria, io non ci vado a pranzo con lui, non ci vado al cinema, non ci vado in vacanza. Spesso, anzi, conoscere gli autori può essere forviante. Mica tutti sono dei simpatici mattacchioni come il sottoscritto! 😉<br />
Cosa racconta Leroy, vero o finzione? Anche questo, perdonate, c&#8217;entra poco. Non è che “il segno rosso del coraggio”di Stephen Crane, come libro sull&#8217;assurdità e la violenza della guerra, è meno bello perché Crane in realtà in guerra non c&#8217;è mai stato. Lo scrittore non è mai, in questo senso, realista. Altrimenti tutto si riduce a testimonianza (cosa degnissima, ma è altra cosa dalla letteratura&#8230;. che poi si possa avere una testimonianza che sia anche letteratura è pacifico) non è di questo che dobbiamo parlare quando parliamo del valore di un testo.<br />
Dobbiamo parlare, proprio come dice Caliceti, della lingua. Della perfetta aderenza, fra testo, narrazione, lingua. E&#8217; questo che fa l&#8217;opera letteraria da quella pseudoletteraria. La questione della lingua “è” la questione per antonomasia in Italia. Ce lo dice Gramsci, ce lo dice Pasolini (ma ce lo diceva anche Dante). E&#8217; da qui che forse dovremmo ripartire per una disanima più ficcante rispetto tutto quello che abbiamo detto fin ora.<br />
Ma vi lascio, il cinese desidera tanto essere digerito. Tisana: a me!</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: ilpostodeilibri.it		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/un-po-di-rassegna-stampa-e-una-domanda-su-jtleroy/comment-page-1/#comment-72693</link>

		<dc:creator><![CDATA[ilpostodeilibri.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2005 20:02:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche secondo me, quella di Moretti é un&#039;ottima risposta a Ferroni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche secondo me, quella di Moretti é un&#8217;ottima risposta a Ferroni</p>
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