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	Commenti a: UNA LETTERA DI STEFANO MASSARON	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: https://sprunki.plus		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-2/#comment-194833</link>

		<dc:creator><![CDATA[https://sprunki.plus]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:02:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[The game&#039;s impact on players&#039; lives is profound and lasting.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The game&#8217;s impact on players&#8217; lives is profound and lasting.</p>
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		<title>
		Di: sergio		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[sergio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 14:53:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[e pensare che mi chiedo le stesse cose di Stefano anche io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>e pensare che mi chiedo le stesse cose di Stefano anche io.</p>
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		Di: emmina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-2/#comment-76403</link>

		<dc:creator><![CDATA[emmina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2005 11:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Se volete, posso dare una mano/ contribuire nella creazione della struttura di questo nuovo blog ipotizzato. E&#039; il mio lavoro :)
Lascio l&#039;email, ma niente spam!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se volete, posso dare una mano/ contribuire nella creazione della struttura di questo nuovo blog ipotizzato. E&#8217; il mio lavoro 🙂<br />
Lascio l&#8217;email, ma niente spam!</p>
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		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2005 07:04:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me l&#039;idea del blog redistributivo piace moltissimo: se qualche coraggioso più tecnologico di me si offre per metterlo su, io metto a disposizione tutto quel che posso. Mi sembra davvero un&#039;ottima idea, Piersandro. E penso, Emmina, ad uno spazio virtuale per forza di cose, dal momento che abitiamo in città diverse. Ci sono volontari???
ps. Luigi, il tuo distinguo sulle discussioni in rete ha una pecca, a mio parere. Presuppone che i furori e a volte i livori non siano riscontrabili nei luoghi fisici. Non è così. Ho frequentato abbastanza a lungo la molto citata (e anche rimpianta) Ricercare per non ricordarli. A mio modestissimo parere, appartiene alla discussione intellettuale anche quella che tu chiami la pretesa di affermare invece che di porre domande. Ma quante affermazioni abbiamo ascoltato a pubblici convegni e dibattiti? Maree. Senza che, in quei casi, fosse più di tanto consentito alzare la mano dal fondo e dire: &quot;non sono d&#039;accordo&quot;. Nei blog, con o senza grassetto, questo è consentito anche a coloro che non hanno la &quot;patente&quot; di intellettuale, e che magari ne avrebbero diritto più di tanti convegnisti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me l&#8217;idea del blog redistributivo piace moltissimo: se qualche coraggioso più tecnologico di me si offre per metterlo su, io metto a disposizione tutto quel che posso. Mi sembra davvero un&#8217;ottima idea, Piersandro. E penso, Emmina, ad uno spazio virtuale per forza di cose, dal momento che abitiamo in città diverse. Ci sono volontari???<br />
ps. Luigi, il tuo distinguo sulle discussioni in rete ha una pecca, a mio parere. Presuppone che i furori e a volte i livori non siano riscontrabili nei luoghi fisici. Non è così. Ho frequentato abbastanza a lungo la molto citata (e anche rimpianta) Ricercare per non ricordarli. A mio modestissimo parere, appartiene alla discussione intellettuale anche quella che tu chiami la pretesa di affermare invece che di porre domande. Ma quante affermazioni abbiamo ascoltato a pubblici convegni e dibattiti? Maree. Senza che, in quei casi, fosse più di tanto consentito alzare la mano dal fondo e dire: &#8220;non sono d&#8217;accordo&#8221;. Nei blog, con o senza grassetto, questo è consentito anche a coloro che non hanno la &#8220;patente&#8221; di intellettuale, e che magari ne avrebbero diritto più di tanti convegnisti&#8230;</p>
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		<title>
		Di: Piersandro Pallavicini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-1/#comment-76401</link>

		<dc:creator><![CDATA[Piersandro Pallavicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2005 07:04:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anonimo...Dare il sovrappiù di libri alla locale biblioteca può in effetti essere una soluzione ragionevole. Non ci avevo pensato. Ma ritorna la questione: in biblioteca ci si va veramente per leggere narrativa fresca d&#039;uscita? Non è una domanda retorica, non so davvero cosa rispondere (chiederò ai bibliotecari, alla prima occasione).
Rileggendo la cosa che ho scritto ieri sul &quot;blog ridistributivo&quot; ho avuto l&#039;impressione di non aver scritto proprio una sciocchezza. Insomma, ho l&#039;impressione che se una cosa del genere esistesse, sarei felice di parteciparvi (mettere a disposizione libri). Vedo che anche &quot;il posto...&quot; mi sembrava dell&#039;idea. E pure il caro Biondillo... Loredana, tu che avrai una circolazione di libri probabilmente 10 volte più grande della mia, che ne dici? (ehm, e grazie per il commento sul mio romanzo!).
A me, più che altro spaventa &quot;lo sbatti&quot; per preparare un blog di quel tipo, o insomma per inventarsi qualche sana autoregolamentazione per tenerlo sui binari di una democratica e non lucrativa ridistribuzione. Ma è solo uno &quot;sbatti&quot;, niente di più: mettendosi lì un pomeriggio a pensarci si potrebbe tirar fuori qualcosa di funzionale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anonimo&#8230;Dare il sovrappiù di libri alla locale biblioteca può in effetti essere una soluzione ragionevole. Non ci avevo pensato. Ma ritorna la questione: in biblioteca ci si va veramente per leggere narrativa fresca d&#8217;uscita? Non è una domanda retorica, non so davvero cosa rispondere (chiederò ai bibliotecari, alla prima occasione).<br />
Rileggendo la cosa che ho scritto ieri sul &#8220;blog ridistributivo&#8221; ho avuto l&#8217;impressione di non aver scritto proprio una sciocchezza. Insomma, ho l&#8217;impressione che se una cosa del genere esistesse, sarei felice di parteciparvi (mettere a disposizione libri). Vedo che anche &#8220;il posto&#8230;&#8221; mi sembrava dell&#8217;idea. E pure il caro Biondillo&#8230; Loredana, tu che avrai una circolazione di libri probabilmente 10 volte più grande della mia, che ne dici? (ehm, e grazie per il commento sul mio romanzo!).<br />
A me, più che altro spaventa &#8220;lo sbatti&#8221; per preparare un blog di quel tipo, o insomma per inventarsi qualche sana autoregolamentazione per tenerlo sui binari di una democratica e non lucrativa ridistribuzione. Ma è solo uno &#8220;sbatti&#8221;, niente di più: mettendosi lì un pomeriggio a pensarci si potrebbe tirar fuori qualcosa di funzionale&#8230;</p>
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		<title>
		Di: emmina		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-1/#comment-76400</link>

		<dc:creator><![CDATA[emmina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2005 07:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Apriamo un &quot;posto della letteratura contemporanea&quot; utilizzando qualche spazio amico, riunendo lì tutti i libri di cui ci si deve volenti o nolenti sbarazzare e organizzandolo come &quot;biblioteca dei contemporanei&quot; :)
Spazio amico=eh, trovarlo!
Magari a Milano il Conchetta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apriamo un &#8220;posto della letteratura contemporanea&#8221; utilizzando qualche spazio amico, riunendo lì tutti i libri di cui ci si deve volenti o nolenti sbarazzare e organizzandolo come &#8220;biblioteca dei contemporanei&#8221; 🙂<br />
Spazio amico=eh, trovarlo!<br />
Magari a Milano il Conchetta&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giani biondillo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-1/#comment-76399</link>

		<dc:creator><![CDATA[giani biondillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2005 23:04:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ti dirò, Roquentin... forse proprio perché un po&#039; sono un fesso.
Nel senso che io tendo a fidarmi delle persone. Non conosco di persona Massaron (ma mi capiterà presto, in una biblioteca comunale in provincia di Milano il mese prossimo), ma ho come la sensazione che in lui ci sia un travaglio autentico, non furbo.
Ovviamente poi alla lettura tutto può succedere. Come già detto i libri, quando sono &quot;fatti&quot;, sono, devono essere, autonomi dai loro autori.
Ci possono essere scrittori umanamente splendidi ma orribili scribacchini. E splendidi scrittori pessime persone. E&#039; tutto così ovvio che quasi mi vergogno a dirlo.
Ma io coltivo sempre la speranza nell&#039;altro. Ed evito di essere pregiudiziale (fin che posso). Chi decide di dedicarsi a questa attività o è un egocentrico o sente una urgenza insopprimibile, che è forse proprio il talento, non so... (perdonami, torno orora da Salice Terme per una presentazione, sono distrutto  e sto un po&#039; sragionando, magari domani, rileggendomi mi verrà da vomitare).
A Piersandro: c&#039;è una signora che ogni giorno in pausa pranzo alla Fnac di Milano legge per un&#039;ora il mio libro. Ogni giorno. (la guardo di nascosto). Lo sta quasi finendo. Sono persino contento che non lo compri, ma che lo legga con quella avidità.
La tua idea sarebbe da strutturare, non so, pensiamoci.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ti dirò, Roquentin&#8230; forse proprio perché un po&#8217; sono un fesso.<br />
Nel senso che io tendo a fidarmi delle persone. Non conosco di persona Massaron (ma mi capiterà presto, in una biblioteca comunale in provincia di Milano il mese prossimo), ma ho come la sensazione che in lui ci sia un travaglio autentico, non furbo.<br />
Ovviamente poi alla lettura tutto può succedere. Come già detto i libri, quando sono &#8220;fatti&#8221;, sono, devono essere, autonomi dai loro autori.<br />
Ci possono essere scrittori umanamente splendidi ma orribili scribacchini. E splendidi scrittori pessime persone. E&#8217; tutto così ovvio che quasi mi vergogno a dirlo.<br />
Ma io coltivo sempre la speranza nell&#8217;altro. Ed evito di essere pregiudiziale (fin che posso). Chi decide di dedicarsi a questa attività o è un egocentrico o sente una urgenza insopprimibile, che è forse proprio il talento, non so&#8230; (perdonami, torno orora da Salice Terme per una presentazione, sono distrutto  e sto un po&#8217; sragionando, magari domani, rileggendomi mi verrà da vomitare).<br />
A Piersandro: c&#8217;è una signora che ogni giorno in pausa pranzo alla Fnac di Milano legge per un&#8217;ora il mio libro. Ogni giorno. (la guardo di nascosto). Lo sta quasi finendo. Sono persino contento che non lo compri, ma che lo legga con quella avidità.<br />
La tua idea sarebbe da strutturare, non so, pensiamoci.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mario Bianco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-1/#comment-76398</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2005 21:04:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno fa un quadro, putacaso astratto, non dice niente.
Poi si trova attorno settecento persone o meno a dirgli:
Checcazzo significa?
Cheddevefare, lui?
Poi settecento  o dieci critici o storici, dopo che lui è morto, parlano di lui ed interpretano, e blaterano e scrivono e dicono o sbruffano o, forse, insegnano o forse scrivono di cose che nemmeno il pittore aveva capito,  si sognava, mentre feceva, dipingeva, si dimenava.
Il mondo è così: tutti dicono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno fa un quadro, putacaso astratto, non dice niente.<br />
Poi si trova attorno settecento persone o meno a dirgli:<br />
Checcazzo significa?<br />
Cheddevefare, lui?<br />
Poi settecento  o dieci critici o storici, dopo che lui è morto, parlano di lui ed interpretano, e blaterano e scrivono e dicono o sbruffano o, forse, insegnano o forse scrivono di cose che nemmeno il pittore aveva capito,  si sognava, mentre feceva, dipingeva, si dimenava.<br />
Il mondo è così: tutti dicono.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: elio-c		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-1/#comment-76397</link>

		<dc:creator><![CDATA[elio-c]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2005 20:04:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No Luigi, tale interesse non aveva nulla di strumentale o di personale (per me sei &quot;Luigi&quot; - ovvero qualcosa di molto &quot;indeterminato&quot; che non ho proprio alcun motivo di &quot;delegittimare&quot;) ma era abbastanza intrinseco. Concordo sul fatto che si possa essere &quot;intrappolati&quot; in una certa &quot;classe&quot; senza per questo esserne &quot;complici&quot; (cioé senza aderire alle sue ideologie ed autorappresentazioni) né &quot;alienati&quot; (cioé desiderare spasmodicamente di essere &quot;altro&quot;). Ma di fronte all&#039;evidenza che, da un punto di vista crudamente materialistico e comportamentale, siamo in buona sostanza &quot;tutti borghesi&quot;, mi incuriosiscono molto le singole strategie di &quot;distinzione&quot;, ovvero il come &quot;tirarsi fuori&quot; dalla &quot;abominevole&quot; folla attraverso la differenziazione di alcuni comportamenti marginali, quali possono essere uno stile di consumo leggermente più &quot;ecologico&quot;, determinate &quot;pratiche&quot; culturali, l&#039;espressione pubblica di certi sentimenti ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No Luigi, tale interesse non aveva nulla di strumentale o di personale (per me sei &#8220;Luigi&#8221; &#8211; ovvero qualcosa di molto &#8220;indeterminato&#8221; che non ho proprio alcun motivo di &#8220;delegittimare&#8221;) ma era abbastanza intrinseco. Concordo sul fatto che si possa essere &#8220;intrappolati&#8221; in una certa &#8220;classe&#8221; senza per questo esserne &#8220;complici&#8221; (cioé senza aderire alle sue ideologie ed autorappresentazioni) né &#8220;alienati&#8221; (cioé desiderare spasmodicamente di essere &#8220;altro&#8221;). Ma di fronte all&#8217;evidenza che, da un punto di vista crudamente materialistico e comportamentale, siamo in buona sostanza &#8220;tutti borghesi&#8221;, mi incuriosiscono molto le singole strategie di &#8220;distinzione&#8221;, ovvero il come &#8220;tirarsi fuori&#8221; dalla &#8220;abominevole&#8221; folla attraverso la differenziazione di alcuni comportamenti marginali, quali possono essere uno stile di consumo leggermente più &#8220;ecologico&#8221;, determinate &#8220;pratiche&#8221; culturali, l&#8217;espressione pubblica di certi sentimenti ecc.</p>
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		<item>
		<title>
		Di: Luigi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-lettera-di-stefano-massaron/comment-page-1/#comment-76396</link>

		<dc:creator><![CDATA[Luigi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2005 20:04:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Hai ragione Elio, però ti dirò che ho usato quella frase di Pasolini solo per complicità sentimentale. Cioé mi è parso che in quella provocazione ci fosse un&#039;idea di fondo condivisibile. Mentre è sull&#039;assetto generale della società che non sono più d&#039;accordo. Non credo che sia più possibile utilizzare il termine borghesia. Viviamo in una fase accelerata che non lascia &#039;residuare&#039; nulla. Il post-moderno tra le varie cose ha dato anche un colpo di vernice alla vecchia divisione classista della società. E non credo che esista la borghesia perché non esiste il proletariato, cioé quella categoria altra che con la sua alterità connotava anche l&#039;identità borghese.
Ripeto: ho preso da Pasolini il senso emotivo della sua citazione.
Se uno si chiedesse allora cosa ha soppiantato quella dicotomia allora direi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione Elio, però ti dirò che ho usato quella frase di Pasolini solo per complicità sentimentale. Cioé mi è parso che in quella provocazione ci fosse un&#8217;idea di fondo condivisibile. Mentre è sull&#8217;assetto generale della società che non sono più d&#8217;accordo. Non credo che sia più possibile utilizzare il termine borghesia. Viviamo in una fase accelerata che non lascia &#8216;residuare&#8217; nulla. Il post-moderno tra le varie cose ha dato anche un colpo di vernice alla vecchia divisione classista della società. E non credo che esista la borghesia perché non esiste il proletariato, cioé quella categoria altra che con la sua alterità connotava anche l&#8217;identità borghese.<br />
Ripeto: ho preso da Pasolini il senso emotivo della sua citazione.<br />
Se uno si chiedesse allora cosa ha soppiantato quella dicotomia allora direi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
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