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	Commenti a: UNA SEGNALAZIONE E ALTRE DUE RIGHE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: terzo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98856</link>

		<dc:creator><![CDATA[terzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 14:28:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[quoto wu ming. Tre pezzi di merda facsisti che in parte l&#039;hanno fatta franca come quell&#039;altro pezza di merda di battisti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quoto wu ming. Tre pezzi di merda facsisti che in parte l&#8217;hanno fatta franca come quell&#8217;altro pezza di merda di battisti</p>
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		<title>
		Di: DRC		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98855</link>

		<dc:creator><![CDATA[DRC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 18:56:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Concordo. :)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo. 🙂</p>
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		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98854</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 15:11:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse anche le argomentazioni troppo di testa che astraggono dalle emozioni e reazioni immediate non fanno bene al dialogo.
Ma evidentemente parlo così perchè sono una donna, cosa che probabilmente una certa differenza la fa.
Io mi fermo qui, credo di non avere più niente da dire se non rintuzzare sterilmente battuta a battuta. Cosa, anche questa, che non fa bene al dialogo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse anche le argomentazioni troppo di testa che astraggono dalle emozioni e reazioni immediate non fanno bene al dialogo.<br />
Ma evidentemente parlo così perchè sono una donna, cosa che probabilmente una certa differenza la fa.<br />
Io mi fermo qui, credo di non avere più niente da dire se non rintuzzare sterilmente battuta a battuta. Cosa, anche questa, che non fa bene al dialogo.</p>
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		<title>
		Di: DRC		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98853</link>

		<dc:creator><![CDATA[DRC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 13:25:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per carità, ognuno è libero di provare le impressioni che prova: io parlavo della leggerezza con cui è stato usato il verbo nel contesto di quel post. È stato, in un certo senso (e sottolineo: &lt;i&gt;in un certo senso&lt;/i&gt;), un esempio di violenza facile e facilmente evitabile. Le reazioni immediate non fanno bene al dialogo costruttivo; qualche argomentazione, invece, sì.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per carità, ognuno è libero di provare le impressioni che prova: io parlavo della leggerezza con cui è stato usato il verbo nel contesto di quel post. È stato, in un certo senso (e sottolineo: <i>in un certo senso</i>), un esempio di violenza facile e facilmente evitabile. Le reazioni immediate non fanno bene al dialogo costruttivo; qualche argomentazione, invece, sì.</p>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98852</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 11:26:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No DRC, l&#039;accusa di mancanza di consapevolezza non era rivolta a te,  ma al modo in cui si affronta il tema della violenza, nello specifico di questa copertina e in generale, tema peraltro che Loredana ha affrontato  nel suo ultimo post.
Dice Loredana &quot;bisogna averre le spalle larghe per parlare di certi temi&quot; e ha ragione.
Sull&#039;aggettivo &lt;i&gt;inadeguato&lt;/i&gt;, perdonami il bisticcio, a me pare indadeguato ad esprimere l&#039;impatto visivo, sgradevolissimo, che quella copertina fa soprattutto sulle donne.  Se con tutta onestà io cerco di decodificare e di nominare l&#039;impressione che ho provato non posso che chiamarla di nuovo così: &lt;i&gt;ripugnanza&lt;/i&gt;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No DRC, l&#8217;accusa di mancanza di consapevolezza non era rivolta a te,  ma al modo in cui si affronta il tema della violenza, nello specifico di questa copertina e in generale, tema peraltro che Loredana ha affrontato  nel suo ultimo post.<br />
Dice Loredana &#8220;bisogna averre le spalle larghe per parlare di certi temi&#8221; e ha ragione.<br />
Sull&#8217;aggettivo <i>inadeguato</i>, perdonami il bisticcio, a me pare indadeguato ad esprimere l&#8217;impatto visivo, sgradevolissimo, che quella copertina fa soprattutto sulle donne.  Se con tutta onestà io cerco di decodificare e di nominare l&#8217;impressione che ho provato non posso che chiamarla di nuovo così: <i>ripugnanza</i>.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: DRC		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98851</link>

		<dc:creator><![CDATA[DRC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 11:10:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Wu Ming 1: ti capisco, ma da quello che pare di capire a me, qui non si sta parlando del delitto, ma della copertina che parla di-, e di come parla di-. Qualunque copertina, seguendo il tuo discorso, sarebbe stata discutibile; questa lo è in modo particolare, ma si parla di una copertina: quello che ripugna è il delitto.
Valeria: sì, il disegnatore avrebbe dovuto misurare i segni eccetera; il messaggio è che la copertina «maneggia la storia di cui sopra in modo così superficiale, idiota, inconsapevole, demenzialmente glamourizzante», e quindi è una copertina sbagliata; il politicamente corretto mi ripugna (non credo di esagerare), ma qui si tratta di ammettere che siamo talmente abituati al sensazionalismo e all&#039;esagerazione  – le conigliette di Playboy a Sanremo, e nessuno batte ciglio – da considerare un aggettivo forte, preciso e inequivocabile come &lt;i&gt;inadeguato&lt;/i&gt; politicamente corretto – e se chiamassi &lt;i&gt;inadeguati&lt;/i&gt; i così detti &lt;i&gt;diversamente abili&lt;/i&gt; che succederebbe? –, e io stesso ammetto di averci pensato molto prima di usarlo, perché di primo impatto l&#039;aggettivo faceva un effetto light anche a me; mi dispiace che la mia ti sia sembrata «totale mancanza di consapevolezza»: se l&#039;argomento fosse stato il massacro, credo che non mi sarei espresso, e non per disinteresse o mancanza di consapevolezza o qualunque altra cosa possa far sospettare, ma perché non ci sarebbe stato nulla da discutere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Wu Ming 1: ti capisco, ma da quello che pare di capire a me, qui non si sta parlando del delitto, ma della copertina che parla di-, e di come parla di-. Qualunque copertina, seguendo il tuo discorso, sarebbe stata discutibile; questa lo è in modo particolare, ma si parla di una copertina: quello che ripugna è il delitto.<br />
Valeria: sì, il disegnatore avrebbe dovuto misurare i segni eccetera; il messaggio è che la copertina «maneggia la storia di cui sopra in modo così superficiale, idiota, inconsapevole, demenzialmente glamourizzante», e quindi è una copertina sbagliata; il politicamente corretto mi ripugna (non credo di esagerare), ma qui si tratta di ammettere che siamo talmente abituati al sensazionalismo e all&#8217;esagerazione  – le conigliette di Playboy a Sanremo, e nessuno batte ciglio – da considerare un aggettivo forte, preciso e inequivocabile come <i>inadeguato</i> politicamente corretto – e se chiamassi <i>inadeguati</i> i così detti <i>diversamente abili</i> che succederebbe? –, e io stesso ammetto di averci pensato molto prima di usarlo, perché di primo impatto l&#8217;aggettivo faceva un effetto light anche a me; mi dispiace che la mia ti sia sembrata «totale mancanza di consapevolezza»: se l&#8217;argomento fosse stato il massacro, credo che non mi sarei espresso, e non per disinteresse o mancanza di consapevolezza o qualunque altra cosa possa far sospettare, ma perché non ci sarebbe stato nulla da discutere.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98850</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 09:48:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nona avevo visto il post di Wu Ming1 (con cui sono sostanzialmente d&#039;accordo) e avevo risposto direttamente a DRC.
Quello che mi sconvolge veramente è quella che mi pare una totale mancanza di consapevolezza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nona avevo visto il post di Wu Ming1 (con cui sono sostanzialmente d&#8217;accordo) e avevo risposto direttamente a DRC.<br />
Quello che mi sconvolge veramente è quella che mi pare una totale mancanza di consapevolezza.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: valeria		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98849</link>

		<dc:creator><![CDATA[valeria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 09:40:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Allora forse si può dire anche che il disegnatore avrebbe dovuto misurare i segni  (&lt;i&gt;il mezzo è il messaggio&lt;/i&gt;) per evitare il forte impatto visivo che ha prodotto una reazione immediata (non meditata) di ripugnanza nella maggior parte dei partecipanti a questa discussione.
&quot;Questo (usare bene il &lt;i&gt;mezzo&lt;/i&gt; serve&quot; oltre che a far arrivare il messaggio (quale?) a destinazione anche a sollecitare critiche più precise, meditate e, ma forse eccedo nell&#039;intepretare le tue parole, DRC, &#039;politicamente corrette&#039; (modalità comunictativa, quest&#039;ultima, che non mi piace per niente ma che, riconosco, sui blog può essere utile).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora forse si può dire anche che il disegnatore avrebbe dovuto misurare i segni  (<i>il mezzo è il messaggio</i>) per evitare il forte impatto visivo che ha prodotto una reazione immediata (non meditata) di ripugnanza nella maggior parte dei partecipanti a questa discussione.<br />
&#8220;Questo (usare bene il <i>mezzo</i> serve&#8221; oltre che a far arrivare il messaggio (quale?) a destinazione anche a sollecitare critiche più precise, meditate e, ma forse eccedo nell&#8217;intepretare le tue parole, DRC, &#8216;politicamente corrette&#8217; (modalità comunictativa, quest&#8217;ultima, che non mi piace per niente ma che, riconosco, sui blog può essere utile).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Wu Ming 1		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98848</link>

		<dc:creator><![CDATA[Wu Ming 1]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 09:38:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[DRC, &quot;decisamente inadeguata e pure bruttina&quot; può andare bene se stai giocando a canasta a casa della contessa Servelloni Mazzanti Viendalmare e stai parlando del restauro della sala da tè del club XXXX.
Qui, invece, stiamo parlando di tre fascisti di buona famiglia, collegati a criminalità ed eversione nera, che sequestrarono due ragazze &quot;di classe inferiore&quot;, le pestarono, seviziarono, stuprarono per ore, poi quando le pensarono morte o comunque in fin di vita le gettarono dentro un cassonetto, come sacchi di rumenta. Una delle due era morta davvero, l&#039;altra no e riuscì a riemergere e testimoniare. Questa ragazza è rimasta segnata  e traumatizzata per tutta la vita, ed è morta di tumore pochi anni fa. Uno dei suoi desideri, più volte ribadito, era che su questa vicenda non si facesse informazione-spettacolo pruriginosa.
Due dei pezzi di merda furono arrestati, il terzo riuscì a scappare grazie a protezioni di cui godeva, visse tranquillo e ricco in Spagna e poi in Kenya, ora pare sia morto, probabilmente pensando di non aver mai fatto nulla di sbagliato in vita sua.
Un altro dei tre in carcere divenne un delatore, si prestò a ogni genere di intrallazzo e mercanteggiamento, alla fine parve &quot;rieducato&quot; e gli concessero i benefici di legge. Uscì di galera e ne approfittò per stuprare e uccidere ancora, e così tornò dentro.
Tutto il McLuhanismo precariamente biascicato, tutto il distinguere le parole in punta di teoria... Ecco una bella cortina fumogena. Il linguaggio è fatto di toni, registri, contesti.
Il verbo &quot;ripugnare&quot; è perfettamente adeguato. Mi ripugna una copertina che maneggia la storia di cui sopra in modo così superficiale, idiota, inconsapevole, demenzialmente glamourizzante e quindi apologetico. Punto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DRC, &#8220;decisamente inadeguata e pure bruttina&#8221; può andare bene se stai giocando a canasta a casa della contessa Servelloni Mazzanti Viendalmare e stai parlando del restauro della sala da tè del club XXXX.<br />
Qui, invece, stiamo parlando di tre fascisti di buona famiglia, collegati a criminalità ed eversione nera, che sequestrarono due ragazze &#8220;di classe inferiore&#8221;, le pestarono, seviziarono, stuprarono per ore, poi quando le pensarono morte o comunque in fin di vita le gettarono dentro un cassonetto, come sacchi di rumenta. Una delle due era morta davvero, l&#8217;altra no e riuscì a riemergere e testimoniare. Questa ragazza è rimasta segnata  e traumatizzata per tutta la vita, ed è morta di tumore pochi anni fa. Uno dei suoi desideri, più volte ribadito, era che su questa vicenda non si facesse informazione-spettacolo pruriginosa.<br />
Due dei pezzi di merda furono arrestati, il terzo riuscì a scappare grazie a protezioni di cui godeva, visse tranquillo e ricco in Spagna e poi in Kenya, ora pare sia morto, probabilmente pensando di non aver mai fatto nulla di sbagliato in vita sua.<br />
Un altro dei tre in carcere divenne un delatore, si prestò a ogni genere di intrallazzo e mercanteggiamento, alla fine parve &#8220;rieducato&#8221; e gli concessero i benefici di legge. Uscì di galera e ne approfittò per stuprare e uccidere ancora, e così tornò dentro.<br />
Tutto il McLuhanismo precariamente biascicato, tutto il distinguere le parole in punta di teoria&#8230; Ecco una bella cortina fumogena. Il linguaggio è fatto di toni, registri, contesti.<br />
Il verbo &#8220;ripugnare&#8221; è perfettamente adeguato. Mi ripugna una copertina che maneggia la storia di cui sopra in modo così superficiale, idiota, inconsapevole, demenzialmente glamourizzante e quindi apologetico. Punto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: DRC		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/una-segnalazione-e-altre-due-righe/comment-page-1/#comment-98847</link>

		<dc:creator><![CDATA[DRC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 03:14:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah. Quanto all&#039;ormai famosa copertina: premesso che quella proposta su questo blog è una locandina che differisce dalla vera copertina non solo per lo sfondo verde, ma anche per la posizione non centrale del disegno (nella copertina), tutta questa discussione si poteva facilmente evitare misurando le parole (&lt;i&gt;il mezzo è il messaggio&lt;/i&gt;), e, in questo caso particolare, evitando di usare con tanta leggerezza il verbo &lt;i&gt;ripugnare&lt;/i&gt;, il quale sarebbe stato perfetto se il discorso fosse stato sulla pura estetica (sia della locandina, sia della copertina: ripugnanti, in modi differenti); ma, nel contesto in cui è stato usato, mi pare un&#039;esagerazione: bastava dire che ci sono buoni motivi per ritenere la copertina (o la locandina) decisamente inadeguata, in relazione all&#039;argomento trattato; e pure bruttina.
Questo (usare bene il &lt;i&gt;mezzo&lt;/i&gt;) serve, oltre che a fare critiche più precise (far arrivare a destinazione il &lt;i&gt;messaggio&lt;/i&gt;), anche ad evitare di scomodare Gipi, Ausonia e non so quale altro stimato artista (sebbene leggere le loro parole – e quelle di Gipi in maniera particolare – mi abbia arricchito un po&#039;: quanto meno per vie traverse).
Un esempio: «Trovo estremamente ripugnante la copertina di &lt;i&gt;Ancora dalla parte delle bambine&lt;/i&gt; per i motivi &lt;i&gt;a&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;b&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;c&lt;/i&gt;, ma penso sia adeguata al tema di cui il libro pare occuparsi per i motivi &lt;i&gt;x&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;y&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;z&lt;/i&gt;». Per dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah. Quanto all&#8217;ormai famosa copertina: premesso che quella proposta su questo blog è una locandina che differisce dalla vera copertina non solo per lo sfondo verde, ma anche per la posizione non centrale del disegno (nella copertina), tutta questa discussione si poteva facilmente evitare misurando le parole (<i>il mezzo è il messaggio</i>), e, in questo caso particolare, evitando di usare con tanta leggerezza il verbo <i>ripugnare</i>, il quale sarebbe stato perfetto se il discorso fosse stato sulla pura estetica (sia della locandina, sia della copertina: ripugnanti, in modi differenti); ma, nel contesto in cui è stato usato, mi pare un&#8217;esagerazione: bastava dire che ci sono buoni motivi per ritenere la copertina (o la locandina) decisamente inadeguata, in relazione all&#8217;argomento trattato; e pure bruttina.<br />
Questo (usare bene il <i>mezzo</i>) serve, oltre che a fare critiche più precise (far arrivare a destinazione il <i>messaggio</i>), anche ad evitare di scomodare Gipi, Ausonia e non so quale altro stimato artista (sebbene leggere le loro parole – e quelle di Gipi in maniera particolare – mi abbia arricchito un po&#8217;: quanto meno per vie traverse).<br />
Un esempio: «Trovo estremamente ripugnante la copertina di <i>Ancora dalla parte delle bambine</i> per i motivi <i>a</i>, <i>b</i>, <i>c</i>, ma penso sia adeguata al tema di cui il libro pare occuparsi per i motivi <i>x</i>, <i>y</i>, <i>z</i>». Per dire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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