<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: UN&#039;INTERVISTA DI CHIARA VALERIO SUI LIBRI E LA MICROFAMA	</title>
	<atom:link href="https://www.lipperatura.it/unintervista-di-chiara-valerio-sui-libri-e-la-microfama/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lipperatura.it/unintervista-di-chiara-valerio-sui-libri-e-la-microfama/</link>
	<description>di Loredana Lipperini</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Jul 2026 05:04:26 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>
		Di: sprunki pyramixed		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/unintervista-di-chiara-valerio-sui-libri-e-la-microfama/comment-page-1/#comment-194839</link>

		<dc:creator><![CDATA[sprunki pyramixed]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:04:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6657#comment-194839</guid>

					<description><![CDATA[The game&#039;s anniversary events celebrate the community.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The game&#8217;s anniversary events celebrate the community.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alessandro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/unintervista-di-chiara-valerio-sui-libri-e-la-microfama/comment-page-1/#comment-137183</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 10:30:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=6657#comment-137183</guid>

					<description><![CDATA[Ho un indirizzo email dal 1986 e il mio primo accesso a internet è datato 1992 (data di nascita del web: 6 Agosto 1991). All&#039;epoca, su alt.hypertext c&#039;era forse una trentina di iscritti e si scambiavano opinioni con Tim Berners-Lee (non ancora &quot;Sir&quot;) Ho partecipato in prima persona all&#039;evoluzione della rete, e ho assistito alla crescente inanità degli atti di comunicazione che vi vanno in scena - dalle mailing list, a usenet, a IRC, a Twitter e ai social media in genere.
Dubito (forse a torto, ma ehi) che il mezzo abbia una responsabilità primaria - penso piuttosto che sia una probabile conseguenza dell&#039;allargamento della comunicazione bidirezionale a grandi numeri di persone, con lo stesso meccanismo per cui dal dibattito televisivo si passa alla bagarre stile &quot;A Boccaperta&quot; o Oprah, solo molto più in grande e, inevitabilmente,,in peggio.
MI piacciono corrispondentemente poco i social media di oggi - ho account su tutti quanti, per lavoro e per autolesionismo. Forse il migliore è reddit. Twitter è sicuramente il più atroce, per il suo e un astronomico fattore di circlejerk e la ripetitività (&quot;status sui social network a ripetizione&quot;) che lo fa assomigliare a una sirena antinebbia,
Dopo una recente orgia di unfollow, tesa ad eliminare almeno parte dei peggiori inquinatori, mi sono reso conto di aver potato la totalità degli editori italiani. Non avendone di stranieri in follow, non posso fare paragoni diretti, ma avendo molti musicisti (generalmente americani) , noto che questi in genere si limitano a twittare il loro concerto una volta e basta. Sarà che sono jazzisti e quindi poco capaci di autopromozione?  Certo non sembra che l&#039;autopubblicazione (o la sua mancanza) sia un fattore determinante.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho un indirizzo email dal 1986 e il mio primo accesso a internet è datato 1992 (data di nascita del web: 6 Agosto 1991). All&#8217;epoca, su alt.hypertext c&#8217;era forse una trentina di iscritti e si scambiavano opinioni con Tim Berners-Lee (non ancora &#8220;Sir&#8221;) Ho partecipato in prima persona all&#8217;evoluzione della rete, e ho assistito alla crescente inanità degli atti di comunicazione che vi vanno in scena &#8211; dalle mailing list, a usenet, a IRC, a Twitter e ai social media in genere.<br />
Dubito (forse a torto, ma ehi) che il mezzo abbia una responsabilità primaria &#8211; penso piuttosto che sia una probabile conseguenza dell&#8217;allargamento della comunicazione bidirezionale a grandi numeri di persone, con lo stesso meccanismo per cui dal dibattito televisivo si passa alla bagarre stile &#8220;A Boccaperta&#8221; o Oprah, solo molto più in grande e, inevitabilmente,,in peggio.<br />
MI piacciono corrispondentemente poco i social media di oggi &#8211; ho account su tutti quanti, per lavoro e per autolesionismo. Forse il migliore è reddit. Twitter è sicuramente il più atroce, per il suo e un astronomico fattore di circlejerk e la ripetitività (&#8220;status sui social network a ripetizione&#8221;) che lo fa assomigliare a una sirena antinebbia,<br />
Dopo una recente orgia di unfollow, tesa ad eliminare almeno parte dei peggiori inquinatori, mi sono reso conto di aver potato la totalità degli editori italiani. Non avendone di stranieri in follow, non posso fare paragoni diretti, ma avendo molti musicisti (generalmente americani) , noto che questi in genere si limitano a twittare il loro concerto una volta e basta. Sarà che sono jazzisti e quindi poco capaci di autopromozione?  Certo non sembra che l&#8217;autopubblicazione (o la sua mancanza) sia un fattore determinante.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
