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	Commenti a: Uno, due, tre	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: melchisedec		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119796</link>

		<dc:creator><![CDATA[melchisedec]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 16:52:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;entusiasmo non può essere condiviso, semmai si contagia, ma anche in questo caso è soggettivo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;entusiasmo non può essere condiviso, semmai si contagia, ma anche in questo caso è soggettivo.</p>
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		Di: Valter Binaghi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119795</link>

		<dc:creator><![CDATA[Valter Binaghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 10:02:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non condivido l&#039;entusiasmo.
Il libro l&#039;ho recensito qui.
http://valterbinaghi.wordpress.com/2011/06/09/ave-mary-di-michela-murgia/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non condivido l&#8217;entusiasmo.<br />
Il libro l&#8217;ho recensito qui.<br />
<a href="http://valterbinaghi.wordpress.com/2011/06/09/ave-mary-di-michela-murgia/" rel="nofollow ugc">http://valterbinaghi.wordpress.com/2011/06/09/ave-mary-di-michela-murgia/</a></p>
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		<title>
		Di: melchisedec		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119794</link>

		<dc:creator><![CDATA[melchisedec]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 12:26:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riporto qui a mo&#039; di commento le mie impressioni su &quot;Ave Mary&quot;.
***
Un pamphlet che sprizza intelligenza e ironia, a tratti brioso, com’è nello stile di Michela Murgia.
Se la sua scrittura nei romanzi è appassionante, nella saggistica è decisamente analitica e coinvolgente.
In Ave Mary, Einaudi 2011, la Murgia si propone di dimostrare come la tradizione cattolica, nel corso dei secoli, abbia de-umanizzato la figura di Maria fino a farne una figura interamente angelicata, assisa su una nuvola, una specie di bella addormentata nel cielo  lontana dalla realtà fisica e spirituale delle donne e altresì come tale archetipo abbia contribuito a relegarle in un ruolo passivo nella società maschilista: assistente, spirituale e fisica, di figli, mariti, e, nella versione nubilare, del prossimo in senso ampio. Maria da ragazza viva e irresponsabile(per quei tempi!) è stata trasformata dal cattolicesimo in statuina da nicchia, in eterna madre piangente, mai morta, mai seppellita.
Ciò ha contribuito alla  radicazione di un modello femminile eterno, senza tempo, tutto cura, accoglienza e maternità, che risulta endemico a tutti i livelli, perché la forza di tale prototipo è tale da avere pervaso anche chi si professa laico, ateo, miscredente. Si tratterebbe di un’imprinting culturale maggioritario che condiziona il nostro stare insieme di donne e uomini: anchi chi lo ha rifiutato, in realtà lo ha inconsapevolmente assorbito.
Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, la scrittrice avvia il suo discorso proprio a partire dal mondo contemporaneo e tenta di dimostrare la fondatezza del suo assunto indagando sul denominatore comune alla rappresentazione della donna-madre-assistente-riparatrice-consolatrice, sia sul piano simbolico, sia su quello dell’immaginario individuale e collettivo.
Il punto di partenza è costituito dalla diversa rappresentazione che si dà della morte maschile e di quella femminile, la prima sottoposta a un processo di eroicizzazione, sia che si tratti di un maschio pio, buono e giusto, sia che si tratti del peggiore delinquente esistente sulla faccia della terra; l’altra, anche quando muore, invece non ha la stessa credibilità eroica del maschio. Sgozzata, violentata, picchiata, e chi più ne ha più ne metta, ma quasi mai morta. La donna è sempre un’ombra, una comparsa, un fantasma, che piange ai piedi della croce di qualcuno, che consola, che ripara un antico peccato. Almeno così è nella rappresentazione maggioritaria, che mutila la sua funzione anche sul piano simbolico.
Da questo vero e proprio zoccolo duro prende le mosse la trattazionedella Murgia, che intreccia insieme indagine teologica e analisi della odierna rappresentazione della donna, dimostrando come lo svuotamento dei tratti femminili umani, decisamente umani di Maria, converga con il tentativo, spesso blasfemo, di dissacrare l’immaginario religioso, perché il modello mariano, divenuto irraggiungibile,  possa essere riportato a un livello di accessibilità  più a portata di mano (Madonna/Ciccone, Godard, le immagini pubblicitarie e dell’arte contemporanea).
Anche le recenti figure femminili che il magistero cattolico ha decretato di porre come modello, da Madre Teresa di Calcutta a Gianna Beretta Molla, obbediscono al modello della funzione materna, che si espleta come amore verso il prossimo o verso i propri figli.
Michela Murgia costruisce le sue argomentazioni così su una doppia struttura, una di natura prettamente teologica, una storico-culturale e, com’è tipico del suo stile, le impreziosisce con un’ironia sagace e a tratti fustigante, ironia che si rivela già nei titoli dei paragrafi, oltre che nel corpo testuale. Rimarrebbe tuttavia deluso chi fosse tentato di ridurre il libro a mero tentativo anticlericale o volesse tacciare di eresia Michela Murgia.
Come afferma lei stessa, Ave Mary è un modo per “fare i conti con Maria, anche se questo non è un libro sulla Madonna. È un libro su di me, su mia madre, sulle mie amiche e le loro figlie, sulla mia panettiera, la mia maestra e la mia postina”.
Un particolare rilievo occupano, infatti, nel libro le esperienze biografiche della scrittrice, apparentemente bislacche, eppure sempre in sintonia con la trattazione; queste la alleggeriscono, proprio laddove si imboccano le più accidentate strade dell’esegesi biblica e magisteriale.
La scrittura di Michela Murgia, ancora una volta, è trascinante, sincera e appassionata; ci parla di religio, ma ci dice di fede. Consapevole e matura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto qui a mo&#8217; di commento le mie impressioni su &#8220;Ave Mary&#8221;.<br />
***<br />
Un pamphlet che sprizza intelligenza e ironia, a tratti brioso, com’è nello stile di Michela Murgia.<br />
Se la sua scrittura nei romanzi è appassionante, nella saggistica è decisamente analitica e coinvolgente.<br />
In Ave Mary, Einaudi 2011, la Murgia si propone di dimostrare come la tradizione cattolica, nel corso dei secoli, abbia de-umanizzato la figura di Maria fino a farne una figura interamente angelicata, assisa su una nuvola, una specie di bella addormentata nel cielo  lontana dalla realtà fisica e spirituale delle donne e altresì come tale archetipo abbia contribuito a relegarle in un ruolo passivo nella società maschilista: assistente, spirituale e fisica, di figli, mariti, e, nella versione nubilare, del prossimo in senso ampio. Maria da ragazza viva e irresponsabile(per quei tempi!) è stata trasformata dal cattolicesimo in statuina da nicchia, in eterna madre piangente, mai morta, mai seppellita.<br />
Ciò ha contribuito alla  radicazione di un modello femminile eterno, senza tempo, tutto cura, accoglienza e maternità, che risulta endemico a tutti i livelli, perché la forza di tale prototipo è tale da avere pervaso anche chi si professa laico, ateo, miscredente. Si tratterebbe di un’imprinting culturale maggioritario che condiziona il nostro stare insieme di donne e uomini: anchi chi lo ha rifiutato, in realtà lo ha inconsapevolmente assorbito.<br />
Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, la scrittrice avvia il suo discorso proprio a partire dal mondo contemporaneo e tenta di dimostrare la fondatezza del suo assunto indagando sul denominatore comune alla rappresentazione della donna-madre-assistente-riparatrice-consolatrice, sia sul piano simbolico, sia su quello dell’immaginario individuale e collettivo.<br />
Il punto di partenza è costituito dalla diversa rappresentazione che si dà della morte maschile e di quella femminile, la prima sottoposta a un processo di eroicizzazione, sia che si tratti di un maschio pio, buono e giusto, sia che si tratti del peggiore delinquente esistente sulla faccia della terra; l’altra, anche quando muore, invece non ha la stessa credibilità eroica del maschio. Sgozzata, violentata, picchiata, e chi più ne ha più ne metta, ma quasi mai morta. La donna è sempre un’ombra, una comparsa, un fantasma, che piange ai piedi della croce di qualcuno, che consola, che ripara un antico peccato. Almeno così è nella rappresentazione maggioritaria, che mutila la sua funzione anche sul piano simbolico.<br />
Da questo vero e proprio zoccolo duro prende le mosse la trattazionedella Murgia, che intreccia insieme indagine teologica e analisi della odierna rappresentazione della donna, dimostrando come lo svuotamento dei tratti femminili umani, decisamente umani di Maria, converga con il tentativo, spesso blasfemo, di dissacrare l’immaginario religioso, perché il modello mariano, divenuto irraggiungibile,  possa essere riportato a un livello di accessibilità  più a portata di mano (Madonna/Ciccone, Godard, le immagini pubblicitarie e dell’arte contemporanea).<br />
Anche le recenti figure femminili che il magistero cattolico ha decretato di porre come modello, da Madre Teresa di Calcutta a Gianna Beretta Molla, obbediscono al modello della funzione materna, che si espleta come amore verso il prossimo o verso i propri figli.<br />
Michela Murgia costruisce le sue argomentazioni così su una doppia struttura, una di natura prettamente teologica, una storico-culturale e, com’è tipico del suo stile, le impreziosisce con un’ironia sagace e a tratti fustigante, ironia che si rivela già nei titoli dei paragrafi, oltre che nel corpo testuale. Rimarrebbe tuttavia deluso chi fosse tentato di ridurre il libro a mero tentativo anticlericale o volesse tacciare di eresia Michela Murgia.<br />
Come afferma lei stessa, Ave Mary è un modo per “fare i conti con Maria, anche se questo non è un libro sulla Madonna. È un libro su di me, su mia madre, sulle mie amiche e le loro figlie, sulla mia panettiera, la mia maestra e la mia postina”.<br />
Un particolare rilievo occupano, infatti, nel libro le esperienze biografiche della scrittrice, apparentemente bislacche, eppure sempre in sintonia con la trattazione; queste la alleggeriscono, proprio laddove si imboccano le più accidentate strade dell’esegesi biblica e magisteriale.<br />
La scrittura di Michela Murgia, ancora una volta, è trascinante, sincera e appassionata; ci parla di religio, ma ci dice di fede. Consapevole e matura.</p>
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		<title>
		Di: melchisedec		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119793</link>

		<dc:creator><![CDATA[melchisedec]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 16:39:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sto leggendo &quot;Ave Mary&quot;.
Lucida, analitica, affascinante la ricostruzione della Murgia.
Abbonda, però, un profumo femminista di quelli che fanno girare la testa.
La preferisco scrittrice di romanzi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sto leggendo &#8220;Ave Mary&#8221;.<br />
Lucida, analitica, affascinante la ricostruzione della Murgia.<br />
Abbonda, però, un profumo femminista di quelli che fanno girare la testa.<br />
La preferisco scrittrice di romanzi.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: herato		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119792</link>

		<dc:creator><![CDATA[herato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 07:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cara Oriana,
non ho bibliografia ma solo uno spunto di riflessione.
Io sono nata nel &#039;79, e frequento soprattutto persone nate, grosso modo, nella seconda metà degli anni &#039;70.
Ho avuto l&#039;impressione che ci sia stata una finestra privilegiata per l&#039;(infanzia) persone di questa età. Il mio modello, da bambina, era la principessa Sissi del film con Romy Schneider: il personaggio, per quanto lontano dalla verità storica, era quello di un &quot;maschiaccio&quot;, che preferiva andare a pesca che a incontrare il principe, insofferente all&#039;etichetta di corte, e che anche influenza la politica del marito.
I cartoni animati, accanto alle piagnucolose Candy Candy e Georgie, ci presentavano Lady Oscar, Occhi di Gatto, la Stella della Senna e una serie di eroine femminili che seguivano la loro passione sportiva o artistica (una faceva l&#039;attrice) con impegno e dedizione.
Quando eravamo piccole abbiamo sempre frequentato gruppi misti. Ecco, magari si giocava &quot;maschi contro femmine&quot;, ma insieme. La separazione di genere è arrivata con l&#039;adolescenza.
Questa è la mia esperienza, ma ti inviterei a verificarla.
Buon lavoro
Francesca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Oriana,<br />
non ho bibliografia ma solo uno spunto di riflessione.<br />
Io sono nata nel &#8217;79, e frequento soprattutto persone nate, grosso modo, nella seconda metà degli anni &#8217;70.<br />
Ho avuto l&#8217;impressione che ci sia stata una finestra privilegiata per l'(infanzia) persone di questa età. Il mio modello, da bambina, era la principessa Sissi del film con Romy Schneider: il personaggio, per quanto lontano dalla verità storica, era quello di un &#8220;maschiaccio&#8221;, che preferiva andare a pesca che a incontrare il principe, insofferente all&#8217;etichetta di corte, e che anche influenza la politica del marito.<br />
I cartoni animati, accanto alle piagnucolose Candy Candy e Georgie, ci presentavano Lady Oscar, Occhi di Gatto, la Stella della Senna e una serie di eroine femminili che seguivano la loro passione sportiva o artistica (una faceva l&#8217;attrice) con impegno e dedizione.<br />
Quando eravamo piccole abbiamo sempre frequentato gruppi misti. Ecco, magari si giocava &#8220;maschi contro femmine&#8221;, ma insieme. La separazione di genere è arrivata con l&#8217;adolescenza.<br />
Questa è la mia esperienza, ma ti inviterei a verificarla.<br />
Buon lavoro<br />
Francesca</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Liz		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119791</link>

		<dc:creator><![CDATA[Liz]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 19:50:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[:) da Milano, sorrisi.
Liz]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>🙂 da Milano, sorrisi.<br />
Liz</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: unarosaverde		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119790</link>

		<dc:creator><![CDATA[unarosaverde]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 19:26:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Oriana:
Carla Accardi &quot;Superiore e Inferiore&quot; Conversazioni tra le ragazzine delle Scuole Medie. Scritti di Rivolta Femminile (1972)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Oriana:<br />
Carla Accardi &#8220;Superiore e Inferiore&#8221; Conversazioni tra le ragazzine delle Scuole Medie. Scritti di Rivolta Femminile (1972)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119789</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 17:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci avrai già pensato, ma forse qualche indicazione te la possono dare alla libreria delle donne. I loro contatti li trovi a questo indirizzo
http://www.libreriadelledonne.it/ e magari provare a contattare attraverso Feltrinelli, che è il suo editore, la stessa Elena Gianini Bellotti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci avrai già pensato, ma forse qualche indicazione te la possono dare alla libreria delle donne. I loro contatti li trovi a questo indirizzo<br />
<a href="http://www.libreriadelledonne.it/" rel="nofollow ugc">http://www.libreriadelledonne.it/</a> e magari provare a contattare attraverso Feltrinelli, che è il suo editore, la stessa Elena Gianini Bellotti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Anna Luisa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119788</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anna Luisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 12:27:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=4568#comment-119788</guid>

					<description><![CDATA[Oriana, prova a contattare questa ricercatrice di Bologna e a chiedere direttamente a lei qualche informazione. Per quel poco che so, si occupa da anni di storia delle donne e problematiche connesse al mondo femminile.
http://www.chiaracretella.it/index.php?curricula/curricula_list]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oriana, prova a contattare questa ricercatrice di Bologna e a chiedere direttamente a lei qualche informazione. Per quel poco che so, si occupa da anni di storia delle donne e problematiche connesse al mondo femminile.<br />
<a href="http://www.chiaracretella.it/index.php?curricula/curricula_list" rel="nofollow ugc">http://www.chiaracretella.it/index.php?curricula/curricula_list</a></p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: pieffe		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-due-tre/comment-page-1/#comment-119787</link>

		<dc:creator><![CDATA[pieffe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 May 2011 11:10:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per Oriana: probabilmente anche i personaggi femminili e la loro interazione col mondo proposti da Bianca Pitzorno nei suoi libri potrebbero essere interessanti.
Ciao e in bocca al lupo anche da me]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per Oriana: probabilmente anche i personaggi femminili e la loro interazione col mondo proposti da Bianca Pitzorno nei suoi libri potrebbero essere interessanti.<br />
Ciao e in bocca al lupo anche da me</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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