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	Commenti a: UNO SGUARDO NELLA NICCHIA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 17:29:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sulla situazione italiana sinceramente non saprei cosa dire.
Ho iniziato a leggere in lingua originale abbastanza presto, e avendo avuto esperienze poco soddisfacenti colla produzione autoctona è chiaro che il &quot;siamo tutti bravi&quot; non mi invoglia molto a ritentare la fortuna. Non è che i femomeni di reazioni spropositate o attacchi personali di fronte a critiche negative siano del tutto assenti nella scena inglese o americana, ma lì la scena è più stratificata e puoi sintonizzarti su blog/fanzine/recensori che più o meno riflettono i tuoi gusti, o magari analizzano un opera in maniera seria ed oggettiva, in modo da farti capire se ti può piacere o meno indipendentemente dal giudizio positivo o negativo.
Ai fan di Robert Jordan non importa molto se il tal recensore pensa che leggere la WoT sia un supplizio atroce, perché ha un mucchio di blog e zines heroic fantasy in cui scrivono persone che hanno gli stessi gusti. Di tanto in tanto qualcuno arriva googlando su una recensione negativa e lancia insulti, ma è raro.
Un post recente - con lunga serie di commenti - che dimostra che anche altrove non è tutto rose e fiori:
http://everythingisnice.wordpress.com/2010/04/22/caps-lock-rage/
Estraggo un passaggio dal commento di Paul Kincaid per chi non avesse voglia di leggersi tutto:
&quot;When I read any reviewer’s work over a period of time I expect to encounter joy and hatred, books that occasion reflection and books that are superficial. If I don’t encounter such a variety of response, I earn not to trust the reviewer.
But of course the trick of the matter is not whether the reviewer loves or hates a book, but why. The whole point of a review is not to say: X is great or Y is terrible. Such a review is pointless, because there is actually no way of reading it that would extract value. The review has  to say, X is great because …, Y is terrible because … And that is what allows us to read the review, because that gives us some groundwork for understanding the reviewer’s approach to the novel. I should, as a matter of course, be able to read a review that says this book sucks, and know that I will love the novel; similarly I should be able to read a review that says everyone must read this book, and know that I shouldn’t go anywhere near it.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla situazione italiana sinceramente non saprei cosa dire.<br />
Ho iniziato a leggere in lingua originale abbastanza presto, e avendo avuto esperienze poco soddisfacenti colla produzione autoctona è chiaro che il &#8220;siamo tutti bravi&#8221; non mi invoglia molto a ritentare la fortuna. Non è che i femomeni di reazioni spropositate o attacchi personali di fronte a critiche negative siano del tutto assenti nella scena inglese o americana, ma lì la scena è più stratificata e puoi sintonizzarti su blog/fanzine/recensori che più o meno riflettono i tuoi gusti, o magari analizzano un opera in maniera seria ed oggettiva, in modo da farti capire se ti può piacere o meno indipendentemente dal giudizio positivo o negativo.<br />
Ai fan di Robert Jordan non importa molto se il tal recensore pensa che leggere la WoT sia un supplizio atroce, perché ha un mucchio di blog e zines heroic fantasy in cui scrivono persone che hanno gli stessi gusti. Di tanto in tanto qualcuno arriva googlando su una recensione negativa e lancia insulti, ma è raro.<br />
Un post recente &#8211; con lunga serie di commenti &#8211; che dimostra che anche altrove non è tutto rose e fiori:<br />
<a href="http://everythingisnice.wordpress.com/2010/04/22/caps-lock-rage/" rel="nofollow ugc">http://everythingisnice.wordpress.com/2010/04/22/caps-lock-rage/</a><br />
Estraggo un passaggio dal commento di Paul Kincaid per chi non avesse voglia di leggersi tutto:<br />
&#8220;When I read any reviewer’s work over a period of time I expect to encounter joy and hatred, books that occasion reflection and books that are superficial. If I don’t encounter such a variety of response, I earn not to trust the reviewer.<br />
But of course the trick of the matter is not whether the reviewer loves or hates a book, but why. The whole point of a review is not to say: X is great or Y is terrible. Such a review is pointless, because there is actually no way of reading it that would extract value. The review has  to say, X is great because …, Y is terrible because … And that is what allows us to read the review, because that gives us some groundwork for understanding the reviewer’s approach to the novel. I should, as a matter of course, be able to read a review that says this book sucks, and know that I will love the novel; similarly I should be able to read a review that says everyone must read this book, and know that I shouldn’t go anywhere near it.&#8221;</p>
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		Di: marco		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 17:29:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&lt;i&gt; No, Iguana, non penso proprio sia a causa mia, &lt;/i&gt;
Ma anche si. Cosa si può aggiungere, se già hai detto tutto? ;)
Faccio un paio di appunti:
su bisogno di riconoscimento da parte di pubblico/critica/mainstream:
ogni lettore ha il diritto alla propria opinione, per quanto balzana essa possa sembrare; se c&#039;è qualcuno che, poniamo, dice che Asimov scrive meglio di Proust (che è cosa diversa dal dire Asimov a me piace perché, invece Proust non piace perché bla bla) lo può dire, poi ognuno giudicherà in base al proprio gusto ed esperienza personale quanto fidarsi di certe opinioni. Ma non è di questo, nonostante le caricature di Sascha, che si parla.
Ho letto recentemente un intervista in cui un autrice menzionava il fatto che il suo primo libro è stato pubblicato come &quot;literary novel&quot; negli Stati Uniti, supernatural fantasy in Gran Bretagna e crime/noir da qualche altra parte. Conosco scrittori che pubblicano con discreta facilità sia in prestigiose riviste letterarie che in riviste di genere.
E&#039; possibile che la critica si accorga di loro se e solo se percorrono i canali giusti?
Mi va bene una critica specifica interna &quot;al genere&quot;, ma compito della critica tout court non dovrebbe essere quello di osservare senza pregiudizi il panorama editoriale a 360 gradi e avvicinare lettori a opere che potrebbero interessarli? Io mi oriento leggendo blog e riviste online di vario genere (in tutti i sensi) in inglese e mi è capitato di trovare recensori letterari/mainstream cui , poniamo, piace Angela Carter, impazzire per Kelly Link e chiedersi &quot;perché nessuno me ne aveva mai parlato prima?&quot;.
Oppure amanti di Cheever e Barthelme scoprire le storie di Thomas Disch, o recensioni entusiastiche di chi pensava che il fantastico e l&#039;horror fossero solo roba per bambini e poi si è imbattuto per caso in MJ Harrison, Ligotti o Evenson.
Genere significa varie cose in momenti diversi: categoria di marketing (spesso non scelta), modalità espressiva, indicazione di massima su diverse combinazioni di argomenti, storie e stili,  insieme di possibili influenze a volte anche in conflitto fra loro o che si escludono mutualmente, e così via.
Se un critico come Cortellessa, peraltro simpatico,disponibile al confronto, etc. dice fantastico=commerciale=puro intrattenimento=inutile a parte Calvino, Landolfi, Buzzati ma loro si perché bla bla bla... permettimi, non mi sembra ci sia da applaudire l&#039;acuta analisi.
Sui padri nobili:
gran parte degli autori -di qualsiasi genere- leggono di tutto.
Un certo modo di rivolgersi agli autori italiani dando per scontato che siano semianalfabeti che per natura non possono aver letto Dante o Calvino mi sembra parecchio offensivo.
Certo, non è  che letture, citazioni o grandi discorsi siano garanzia di qualità superiore: ricordo  Giovanni Dall&#039;Orto, secondo cui gli autori italiani si riconoscono da passaggi come &quot;Su quel ramo della Galassia Centrale che volge a Ponente, fra due catene non interrotte di quasars&quot; e da lunghe digressioni sul Senso Ultimo della Vita che citano Kant, Heidegger, Nietzsche per arrivare a morali da Bacio Perugina.
&lt;i&gt; bisognerebbe trovare sufficiente difesa del genere negli autori totalmente dentro al genere ora e che rivendicano con fierezza l’appartenenza al genere ora &lt;/i&gt;
Come dice Cristiano Brignola: &lt;i&gt;esistono tanti modelli di fantastico, tante cose che possono offrire spunti e che magari non sono stati ancora riscoperti.&lt;/i&gt;
Quando Sascha riparte col ritornello di quella volta che fece leggere L&#039;Altra Parte a un lettore fantasy e l&#039;infelice, schifato preferì l&#039;ignoranza, non si rende conto che Kubin è stato citato come influenza da China Mieville e Jeff Vandermeer, e altri, pur non avendolo forse letto, hanno espresso visioni simili: Jeffrey Ford/The Well-Built City, MJH - Viriconium.
A chi piacciono Buzzati, Landolfi, Calvino potrebbe (dovrebbe) piacere questo (in English, sorry):
http://htmlgiant.com/sunday-service/brendan-connell-poem/
o questo:
http://ambientehotel.wordpress.com/2010/03/02/some-fiction/
mentre a chi piacciono solo Gemmell o Goodkind (diononvoglia) li troverà noiosi e/o incomprensibili e/o pretenziosi.
&quot;Rivendicare con fierezza l&#039;appartenenza al genere&quot; non significa nulla.
Goodkind (!) crede di scrivere Letteratura (!) non fantasy, che è roba da bambini (!).  Alcuni autori cambiano volta in volta temi e stile ma sono sempre percepiti in base alle loro opere più famose (Bradbury ha scritto esattamente 1 romanzo di fantascienza) o a dove e con chi pubblicano.
Altri &quot;rivendicano l&#039;appartenenza al genere&quot; anche quando, a tutti gli effetti, ormai scrivono cose che non ne fanno parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i> No, Iguana, non penso proprio sia a causa mia, </i><br />
Ma anche si. Cosa si può aggiungere, se già hai detto tutto? 😉<br />
Faccio un paio di appunti:<br />
su bisogno di riconoscimento da parte di pubblico/critica/mainstream:<br />
ogni lettore ha il diritto alla propria opinione, per quanto balzana essa possa sembrare; se c&#8217;è qualcuno che, poniamo, dice che Asimov scrive meglio di Proust (che è cosa diversa dal dire Asimov a me piace perché, invece Proust non piace perché bla bla) lo può dire, poi ognuno giudicherà in base al proprio gusto ed esperienza personale quanto fidarsi di certe opinioni. Ma non è di questo, nonostante le caricature di Sascha, che si parla.<br />
Ho letto recentemente un intervista in cui un autrice menzionava il fatto che il suo primo libro è stato pubblicato come &#8220;literary novel&#8221; negli Stati Uniti, supernatural fantasy in Gran Bretagna e crime/noir da qualche altra parte. Conosco scrittori che pubblicano con discreta facilità sia in prestigiose riviste letterarie che in riviste di genere.<br />
E&#8217; possibile che la critica si accorga di loro se e solo se percorrono i canali giusti?<br />
Mi va bene una critica specifica interna &#8220;al genere&#8221;, ma compito della critica tout court non dovrebbe essere quello di osservare senza pregiudizi il panorama editoriale a 360 gradi e avvicinare lettori a opere che potrebbero interessarli? Io mi oriento leggendo blog e riviste online di vario genere (in tutti i sensi) in inglese e mi è capitato di trovare recensori letterari/mainstream cui , poniamo, piace Angela Carter, impazzire per Kelly Link e chiedersi &#8220;perché nessuno me ne aveva mai parlato prima?&#8221;.<br />
Oppure amanti di Cheever e Barthelme scoprire le storie di Thomas Disch, o recensioni entusiastiche di chi pensava che il fantastico e l&#8217;horror fossero solo roba per bambini e poi si è imbattuto per caso in MJ Harrison, Ligotti o Evenson.<br />
Genere significa varie cose in momenti diversi: categoria di marketing (spesso non scelta), modalità espressiva, indicazione di massima su diverse combinazioni di argomenti, storie e stili,  insieme di possibili influenze a volte anche in conflitto fra loro o che si escludono mutualmente, e così via.<br />
Se un critico come Cortellessa, peraltro simpatico,disponibile al confronto, etc. dice fantastico=commerciale=puro intrattenimento=inutile a parte Calvino, Landolfi, Buzzati ma loro si perché bla bla bla&#8230; permettimi, non mi sembra ci sia da applaudire l&#8217;acuta analisi.<br />
Sui padri nobili:<br />
gran parte degli autori -di qualsiasi genere- leggono di tutto.<br />
Un certo modo di rivolgersi agli autori italiani dando per scontato che siano semianalfabeti che per natura non possono aver letto Dante o Calvino mi sembra parecchio offensivo.<br />
Certo, non è  che letture, citazioni o grandi discorsi siano garanzia di qualità superiore: ricordo  Giovanni Dall&#8217;Orto, secondo cui gli autori italiani si riconoscono da passaggi come &#8220;Su quel ramo della Galassia Centrale che volge a Ponente, fra due catene non interrotte di quasars&#8221; e da lunghe digressioni sul Senso Ultimo della Vita che citano Kant, Heidegger, Nietzsche per arrivare a morali da Bacio Perugina.<br />
<i> bisognerebbe trovare sufficiente difesa del genere negli autori totalmente dentro al genere ora e che rivendicano con fierezza l’appartenenza al genere ora </i><br />
Come dice Cristiano Brignola: <i>esistono tanti modelli di fantastico, tante cose che possono offrire spunti e che magari non sono stati ancora riscoperti.</i><br />
Quando Sascha riparte col ritornello di quella volta che fece leggere L&#8217;Altra Parte a un lettore fantasy e l&#8217;infelice, schifato preferì l&#8217;ignoranza, non si rende conto che Kubin è stato citato come influenza da China Mieville e Jeff Vandermeer, e altri, pur non avendolo forse letto, hanno espresso visioni simili: Jeffrey Ford/The Well-Built City, MJH &#8211; Viriconium.<br />
A chi piacciono Buzzati, Landolfi, Calvino potrebbe (dovrebbe) piacere questo (in English, sorry):<br />
<a href="http://htmlgiant.com/sunday-service/brendan-connell-poem/" rel="nofollow ugc">http://htmlgiant.com/sunday-service/brendan-connell-poem/</a><br />
o questo:<br />
<a href="http://ambientehotel.wordpress.com/2010/03/02/some-fiction/" rel="nofollow ugc">http://ambientehotel.wordpress.com/2010/03/02/some-fiction/</a><br />
mentre a chi piacciono solo Gemmell o Goodkind (diononvoglia) li troverà noiosi e/o incomprensibili e/o pretenziosi.<br />
&#8220;Rivendicare con fierezza l&#8217;appartenenza al genere&#8221; non significa nulla.<br />
Goodkind (!) crede di scrivere Letteratura (!) non fantasy, che è roba da bambini (!).  Alcuni autori cambiano volta in volta temi e stile ma sono sempre percepiti in base alle loro opere più famose (Bradbury ha scritto esattamente 1 romanzo di fantascienza) o a dove e con chi pubblicano.<br />
Altri &#8220;rivendicano l&#8217;appartenenza al genere&#8221; anche quando, a tutti gli effetti, ormai scrivono cose che non ne fanno parte.</p>
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		<title>
		Di: iguana jo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106326</link>

		<dc:creator><![CDATA[iguana jo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 07:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Beh… &lt;b&gt;Paolo S&lt;/b&gt;, non è che fosse obbligatorio dare un seguito alle parole di Elvezio. Mi pareva però che il suo intervento offrisse parecchi spunti interessanti per la discussione. E mi sarebbe piaciuto leggere l&#039;opinione di qualche addetto ai lavori e/o critico al riguardo.
Ok, &lt;b&gt;Elvezio&lt;/b&gt;, lo capisco. Solo mi dispiaceva vedere il tuo massiccio contributo alla discussione andare perso senza alcuna riflessione al seguito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Beh… <b>Paolo S</b>, non è che fosse obbligatorio dare un seguito alle parole di Elvezio. Mi pareva però che il suo intervento offrisse parecchi spunti interessanti per la discussione. E mi sarebbe piaciuto leggere l&#8217;opinione di qualche addetto ai lavori e/o critico al riguardo.<br />
Ok, <b>Elvezio</b>, lo capisco. Solo mi dispiaceva vedere il tuo massiccio contributo alla discussione andare perso senza alcuna riflessione al seguito.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Elvezio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106325</link>

		<dc:creator><![CDATA[Elvezio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 05:40:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, Iguana, non penso proprio sia a causa mia, è per motivi, come dire, puramente fisiologici, cronologici: discussioni come questa fioriscono e avvizziscono nel giro di pochi giorni, suscitando al massimo qualche clamore al momento ma nessun effetto a medio e lungo termine.
Vorrei però precisare ben prima e ben più degli scrittori io ho chiamato in causa proprio critici e addetti vari che, sono d&#039;accordo con Paolo, latitano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, Iguana, non penso proprio sia a causa mia, è per motivi, come dire, puramente fisiologici, cronologici: discussioni come questa fioriscono e avvizziscono nel giro di pochi giorni, suscitando al massimo qualche clamore al momento ma nessun effetto a medio e lungo termine.<br />
Vorrei però precisare ben prima e ben più degli scrittori io ho chiamato in causa proprio critici e addetti vari che, sono d&#8217;accordo con Paolo, latitano&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106324</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 12:39:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mah, guarda Iguana  Jo -- io sarei ancora più drastico di Elvezio e direi che manca quasi del tutto la categoria degli accademici-critici letterari (non solo quelli che &#039;ci&#039; servirebbero per sdoganare il fantastico)... ma non ho le spalle per imbarcarmi in una spettrografia storico-letteraria della critica o in una panoramica di ecologia accademica, nemmeno incompleta.
Per il resto lui chiama in causa gli scrittori, e non appartenendo io alla categoria sono inadatto a ribattere in merito... Altro è dire &#039;ma io faccio come Calvino!&#039;, altro è dire &#039;Calvino è uno bravo, che faceva proprio così!&#039;
Idem -- a me come lettore, che gli autori si scannino tra loro o che facciano comunella mi importa poco. Mi importa che scrivano cose valide da leggere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, guarda Iguana  Jo &#8212; io sarei ancora più drastico di Elvezio e direi che manca quasi del tutto la categoria degli accademici-critici letterari (non solo quelli che &#8216;ci&#8217; servirebbero per sdoganare il fantastico)&#8230; ma non ho le spalle per imbarcarmi in una spettrografia storico-letteraria della critica o in una panoramica di ecologia accademica, nemmeno incompleta.<br />
Per il resto lui chiama in causa gli scrittori, e non appartenendo io alla categoria sono inadatto a ribattere in merito&#8230; Altro è dire &#8216;ma io faccio come Calvino!&#8217;, altro è dire &#8216;Calvino è uno bravo, che faceva proprio così!&#8217;<br />
Idem &#8212; a me come lettore, che gli autori si scannino tra loro o che facciano comunella mi importa poco. Mi importa che scrivano cose valide da leggere&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: iguana jo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106323</link>

		<dc:creator><![CDATA[iguana jo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 14:03:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Era interessante questa discussione, più per come si è sviluppata che per le sue premesse.
Ma poi è arrivato Elvezio e tutti zitti.
Che è?
Possibile che non abbiate nulla da ribadire a quanto scrive Sciallis?
Tutti d&#039;accordo o tutti improvvisamente timidi et timorosi?
Dai, fatemi sognare…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era interessante questa discussione, più per come si è sviluppata che per le sue premesse.<br />
Ma poi è arrivato Elvezio e tutti zitti.<br />
Che è?<br />
Possibile che non abbiate nulla da ribadire a quanto scrive Sciallis?<br />
Tutti d&#8217;accordo o tutti improvvisamente timidi et timorosi?<br />
Dai, fatemi sognare…</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: De bello giellico &#171; Bloggo ergo SUM!		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106322</link>

		<dc:creator><![CDATA[De bello giellico &#171; Bloggo ergo SUM!]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 23:08:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] tutte le affermazioni che son saltate fuori sui vari blog. Da Lara a Francesco, passando per Loredana. Proverò a dire la mia se pure a bocce [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] tutte le affermazioni che son saltate fuori sui vari blog. Da Lara a Francesco, passando per Loredana. Proverò a dire la mia se pure a bocce [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Cristiano Brignola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106321</link>

		<dc:creator><![CDATA[Cristiano Brignola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 10:24:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elvezio, sono d&#039;accordo in linea di massima con te... sulla questione Buzzati/Calvino/Avoledo/Miocuggino specifico però che non li si chiama per avere il fratello grosso. Li si chiama un po&#039; per sfatare il mito che la nostra letteratura è estranea al fantastico (so che è una gran minchionata ma, al tempo stesso, è una minchionata diffusa) e per dire che esistono tanti modelli di fantastico, tante cose che possono offrire spunti e che magari non sono stati ancora riscoperti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Elvezio, sono d&#8217;accordo in linea di massima con te&#8230; sulla questione Buzzati/Calvino/Avoledo/Miocuggino specifico però che non li si chiama per avere il fratello grosso. Li si chiama un po&#8217; per sfatare il mito che la nostra letteratura è estranea al fantastico (so che è una gran minchionata ma, al tempo stesso, è una minchionata diffusa) e per dire che esistono tanti modelli di fantastico, tante cose che possono offrire spunti e che magari non sono stati ancora riscoperti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: marco		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106320</link>

		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 08:29:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[LOL Sascha versare acqua in mare? perlomeno stavolta ti sei sforzato un pò ed hai sostituito Kubin con Calvino
&lt;i&gt;Cosa pensa, che chi legge o scrive di demoni e alabarde non legga altro?  &lt;/i&gt;
Sì, ed è capace di intervenire a gamba tesa in discussioni in cui si parla di tutt&#039;altro e ripeterlo in almeno tre lingue, più o meno sempre con le stesse  frasi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LOL Sascha versare acqua in mare? perlomeno stavolta ti sei sforzato un pò ed hai sostituito Kubin con Calvino<br />
<i>Cosa pensa, che chi legge o scrive di demoni e alabarde non legga altro?  </i><br />
Sì, ed è capace di intervenire a gamba tesa in discussioni in cui si parla di tutt&#8217;altro e ripeterlo in almeno tre lingue, più o meno sempre con le stesse  frasi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Alabarde &#171; Laramanni&#8217;s Weblog		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/uno-sguardo-nella-nicchia/comment-page-2/#comment-106319</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alabarde &#171; Laramanni&#8217;s Weblog]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 07:53:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3655#comment-106319</guid>

					<description><![CDATA[[...] Di Lara Manni  Memorandum: infilarsi nelle polemiche significa quasi sempre arrivare al punto in cui qualcuno ti dà dell&#8217;imbecille, [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Di Lara Manni  Memorandum: infilarsi nelle polemiche significa quasi sempre arrivare al punto in cui qualcuno ti dà dell&#8217;imbecille, [&#8230;] </p>
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