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	Commenti a: VAMPIRI E UN PUNTO A CAPO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: L&#8217;Italia spiegata con Twilight &#124; il sub (senza muta né uniforme)		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[L&#8217;Italia spiegata con Twilight &#124; il sub (senza muta né uniforme)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 21:32:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] parla di soprannaturale, ma è un soprannaturale addomesticato, dice non senza ottime ragioni qualcuno. E vuoi mettere con Harry Potter? Non è così intellettuale, cool, aggiunge qualcun altro. Anche [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] parla di soprannaturale, ma è un soprannaturale addomesticato, dice non senza ottime ragioni qualcuno. E vuoi mettere con Harry Potter? Non è così intellettuale, cool, aggiunge qualcun altro. Anche [&#8230;] </p>
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		Di: Ekerot		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98356</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 00:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Lippa Lippa Lippa!!!
Ho visto il film stanotte, scaricato dal mulo in fretta e furia.
Ricordavo che da qualche parte ne avevi parlato. Ma all&#039;epoca ero in Canadà, circondato dallo stesso ghiaccio che quasi lenisce il colore del sangue di questi morti...
Veramente bello, strano, e carico di atmosfera senza uso di effettistica banale. Ce n&#039;è poca ma messa bene. Riusciremo mai a vedere qualcosa del genere in Italia? Mi pare che Mirta\Luna abbia qualcosa di Eli, anche lei non si redime, né viene redenta.
Ma al Cinema, ahimè, finché non ci sarà un Ekerot De Laurentiis la vedo dura!
Grande segnalazione. A sto punto mi tocca leggere il libro, sperando di non aver già avuto tutto il meglio. Anche perché non sono riuscito a capire dove Oskar porti la vampira alla fine...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lippa Lippa Lippa!!!<br />
Ho visto il film stanotte, scaricato dal mulo in fretta e furia.<br />
Ricordavo che da qualche parte ne avevi parlato. Ma all&#8217;epoca ero in Canadà, circondato dallo stesso ghiaccio che quasi lenisce il colore del sangue di questi morti&#8230;<br />
Veramente bello, strano, e carico di atmosfera senza uso di effettistica banale. Ce n&#8217;è poca ma messa bene. Riusciremo mai a vedere qualcosa del genere in Italia? Mi pare che Mirta\Luna abbia qualcosa di Eli, anche lei non si redime, né viene redenta.<br />
Ma al Cinema, ahimè, finché non ci sarà un Ekerot De Laurentiis la vedo dura!<br />
Grande segnalazione. A sto punto mi tocca leggere il libro, sperando di non aver già avuto tutto il meglio. Anche perché non sono riuscito a capire dove Oskar porti la vampira alla fine&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: L&#8217;Italia spiegata con Twilight &#124; Novamag 2.0		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98355</link>

		<dc:creator><![CDATA[L&#8217;Italia spiegata con Twilight &#124; Novamag 2.0]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 06:03:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] parla di soprannaturale, ma è un soprannaturale addomesticato, dice non senza ottime ragioni qualcuno. E vuoi mettere con Harry Potter? Non è così intellettuale, cool, aggiunge qualcun altro. Anche [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] parla di soprannaturale, ma è un soprannaturale addomesticato, dice non senza ottime ragioni qualcuno. E vuoi mettere con Harry Potter? Non è così intellettuale, cool, aggiunge qualcun altro. Anche [&#8230;] </p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Mario Pasqualotto		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98354</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mario Pasqualotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 10:21:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi ero dimenticato di firmare l&#039;intervento sopra.
Aggiungo che il notevole serial True Blood (se ne parlerà molto presto anche in Italia, Sky lo trasmette a Marzo), tratto dai romanzi sulla telepatica Sookie Stackhouse, è da annoverare tra le produzioni spartiacque: attinge a piene mani dal vampiro della &quot;White Wolf&quot;, una casa editrice specializzata in giochi di ruolo, molto in auge negli anni &#039;90 per il suo gioco Vampiri: La Masquerade. Proprio questa matrice &quot;compilativa&quot; lo rende sfacettato e intrigante, una boccata di ossigeno.
Poi la vicenda dei Southern Vampires è veramente commisurata alla provincia USA, alla Lansdale: bel tratteggio della Lousiana e delle sue ambiguità. Vene sempre più piccole...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ero dimenticato di firmare l&#8217;intervento sopra.<br />
Aggiungo che il notevole serial True Blood (se ne parlerà molto presto anche in Italia, Sky lo trasmette a Marzo), tratto dai romanzi sulla telepatica Sookie Stackhouse, è da annoverare tra le produzioni spartiacque: attinge a piene mani dal vampiro della &#8220;White Wolf&#8221;, una casa editrice specializzata in giochi di ruolo, molto in auge negli anni &#8217;90 per il suo gioco Vampiri: La Masquerade. Proprio questa matrice &#8220;compilativa&#8221; lo rende sfacettato e intrigante, una boccata di ossigeno.<br />
Poi la vicenda dei Southern Vampires è veramente commisurata alla provincia USA, alla Lansdale: bel tratteggio della Lousiana e delle sue ambiguità. Vene sempre più piccole&#8230;</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Anonimo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98353</link>

		<dc:creator><![CDATA[Anonimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 12:17:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A proposito di super-Ego.
Nelle produzioni letterarie e cinematografiche più recenti, nella fattispecie dalla Rice in poi, si è affinato il modello del vampiro vincente: consumato da conflitti, intrappolato in eterno nella prigione dei sensi, portatore del fardello di una bestia interiore che lo avvicina più agli uomini che ai &quot;consanguinei&quot;, trova la scappatoia da tutte le insidie intra- e inter-psichiche nel super-Narcisismo, non nel super-Ego.
Non ha mai tendenze di controllo sul macro-sociale o manie di grandezza. Non è lo scienziato pazzo che vuole conquistare il mondo. Non cerca potere.
Viceversa, è padrone di una nicchia di soggetti-oggetti veneranti, esercita fascinazione su una cerchia ristretta di giovani uomini o donne, punta dritto al controllo delle loro emozioni - e dei loro desideri, e infine dei loro corpi.
Qui sta il punto. Il vampiro-narciso deve per forza essere &quot;nobilitato&quot; nell&#039;appeal (dalla pettinatura al vestiario cool) e nel differente approccio al suo stato di ritornante, non vivente tra i viventi. E l&#039;autore di turno lo segnala con i fattori più al passo coi tempi.
Era così Louis, ancor più Lestat (forse l&#039;esempio più riuscito, a seguito del suo desiderio di suonare per una folla adorante in un concerto simbolico di outing collettivo), lo è senz&#039;altro il miserevole Cullen (che annovero per onor di cronaca, essendo un puro tratteggio o spot di MTV), lo sono i nuovi vampiri di True Blood (sensualità e narcisismo si sprecano). Tutti di matrice letteraria.
Sfuggono invece i vampiri suggeriti da altri media: per esempio Blade e le bestiacce di &quot;30 giorni di notte&quot; provengono da comics, e si sente. Per non dire dei vampiri/lycan, puro estetismo.
Cambia però, al passo con i modelli estetici, la connotazione visiva: dal gothic-punk, hard-rock vampiro della Rice, agli emo-nostalgici più recenti, fino agli invece recentissimi &quot;Gnokki punto e basta&quot;.
Super-Narcisismo, egoico sì, ma iniettato sempre in una vena più piccola...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di super-Ego.<br />
Nelle produzioni letterarie e cinematografiche più recenti, nella fattispecie dalla Rice in poi, si è affinato il modello del vampiro vincente: consumato da conflitti, intrappolato in eterno nella prigione dei sensi, portatore del fardello di una bestia interiore che lo avvicina più agli uomini che ai &#8220;consanguinei&#8221;, trova la scappatoia da tutte le insidie intra- e inter-psichiche nel super-Narcisismo, non nel super-Ego.<br />
Non ha mai tendenze di controllo sul macro-sociale o manie di grandezza. Non è lo scienziato pazzo che vuole conquistare il mondo. Non cerca potere.<br />
Viceversa, è padrone di una nicchia di soggetti-oggetti veneranti, esercita fascinazione su una cerchia ristretta di giovani uomini o donne, punta dritto al controllo delle loro emozioni &#8211; e dei loro desideri, e infine dei loro corpi.<br />
Qui sta il punto. Il vampiro-narciso deve per forza essere &#8220;nobilitato&#8221; nell&#8217;appeal (dalla pettinatura al vestiario cool) e nel differente approccio al suo stato di ritornante, non vivente tra i viventi. E l&#8217;autore di turno lo segnala con i fattori più al passo coi tempi.<br />
Era così Louis, ancor più Lestat (forse l&#8217;esempio più riuscito, a seguito del suo desiderio di suonare per una folla adorante in un concerto simbolico di outing collettivo), lo è senz&#8217;altro il miserevole Cullen (che annovero per onor di cronaca, essendo un puro tratteggio o spot di MTV), lo sono i nuovi vampiri di True Blood (sensualità e narcisismo si sprecano). Tutti di matrice letteraria.<br />
Sfuggono invece i vampiri suggeriti da altri media: per esempio Blade e le bestiacce di &#8220;30 giorni di notte&#8221; provengono da comics, e si sente. Per non dire dei vampiri/lycan, puro estetismo.<br />
Cambia però, al passo con i modelli estetici, la connotazione visiva: dal gothic-punk, hard-rock vampiro della Rice, agli emo-nostalgici più recenti, fino agli invece recentissimi &#8220;Gnokki punto e basta&#8221;.<br />
Super-Narcisismo, egoico sì, ma iniettato sempre in una vena più piccola&#8230;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: claudia		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98352</link>

		<dc:creator><![CDATA[claudia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 10:07:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispondo a &quot;Lalipperini&quot;
Che la Meyer non abbia scritto un horror è vero.  Che il principe azzurro dei suoi romanzi sia casualmente un vampiro, anche.
A parte il fatto che, sinceramente, avrei preferito che Cullen fosse un vampiro vero e proprio, ma comunque, a me sembra (ma è un&#039;idea mia) che la tribù dei Cullen viva comunque separata, sia rispetto agli esseri umani, sia rispetto alle altre comunità di vampiri che invece succhiano sangue umano (nei libri della Meyer, vampiri veri e propri che uccidono e succhiano sangue ci sono e non a caso sono i rivali dei Cullen).
 Edward Cullen, poi, non è né carne né pesce. Sospeso, senza appartenere ad una categoria definita. Ecco perché ho parlato di effetto straniante. Almeno, io lo vedo così. Come un alienato, rispetto agli umani e rispetto ai suoi simili:  è l&#039;eroe buono per antonomasia. Non fa una piega, mai una sbavatura: è bello, ricco e pure gentiluomo. Forse anche banale nei suoi connotati così classici e perfetti. Di sicuro è un vampiro anomalo. I suoi &quot;colleghi&quot; non sono così. Non sono buoni né si interessano di salvare vite umane. E in fin dei conti,  anche parecchi umani sono meno buoni di lui.
Anche se la Meyer non si sofferma  sulla solitudine o sull&#039;emarginazione di questo personaggio (se non qualche volta, en passant),  io questo effetto l&#039;ho sentito durante la lettura.
Vabbé, si sa...su ciascuno di noi i libri hanno effetti diversi e comunicano impressioni diverse. Indipendentemente dalla volontà dell&#039;autore.
Uno finisce per riscriverselo un pò il libro che legge, dentro la sua testa.
saluti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo a &#8220;Lalipperini&#8221;<br />
Che la Meyer non abbia scritto un horror è vero.  Che il principe azzurro dei suoi romanzi sia casualmente un vampiro, anche.<br />
A parte il fatto che, sinceramente, avrei preferito che Cullen fosse un vampiro vero e proprio, ma comunque, a me sembra (ma è un&#8217;idea mia) che la tribù dei Cullen viva comunque separata, sia rispetto agli esseri umani, sia rispetto alle altre comunità di vampiri che invece succhiano sangue umano (nei libri della Meyer, vampiri veri e propri che uccidono e succhiano sangue ci sono e non a caso sono i rivali dei Cullen).<br />
 Edward Cullen, poi, non è né carne né pesce. Sospeso, senza appartenere ad una categoria definita. Ecco perché ho parlato di effetto straniante. Almeno, io lo vedo così. Come un alienato, rispetto agli umani e rispetto ai suoi simili:  è l&#8217;eroe buono per antonomasia. Non fa una piega, mai una sbavatura: è bello, ricco e pure gentiluomo. Forse anche banale nei suoi connotati così classici e perfetti. Di sicuro è un vampiro anomalo. I suoi &#8220;colleghi&#8221; non sono così. Non sono buoni né si interessano di salvare vite umane. E in fin dei conti,  anche parecchi umani sono meno buoni di lui.<br />
Anche se la Meyer non si sofferma  sulla solitudine o sull&#8217;emarginazione di questo personaggio (se non qualche volta, en passant),  io questo effetto l&#8217;ho sentito durante la lettura.<br />
Vabbé, si sa&#8230;su ciascuno di noi i libri hanno effetti diversi e comunicano impressioni diverse. Indipendentemente dalla volontà dell&#8217;autore.<br />
Uno finisce per riscriverselo un pò il libro che legge, dentro la sua testa.<br />
saluti</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: buoni presagi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98351</link>

		<dc:creator><![CDATA[buoni presagi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 09:05:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I toni politici li introduce Stoker, nella figura del vampiro. Dracula è il residuo di un&#039;epoca passata e oscura che fa il passo più lungo della gamba arrivando nella civile ed evoluta inghilterra e viene spazzato via. C&#039;è un misto di positivismo (l&#039;avversario di Dracula è un uomo di scienza) e di ideologia vittoriana (cade vittima di Dracula Lucy, che rispetto a Mina è meno aderente alle convenzioni sociali). Dracula è sì un simbolo negativo di oppressione, ma da un punto di vista etnocentrico, perché Stoker gli oppone come modello virtuoso una potenza coloniale che va in giro per il mondo a renderlo più civile.
Poi non credo neanch&#039;io che il fantastico vada &quot;nobilitato&quot;. E&#039; vero che ha un valore aggiunto quando viene usato per gettare uno sguardo inconsueto sul nostro &quot;reale&quot;, ma non capisco che cosa ci sarebbe di male in del buon fantastico fine a se stesso (tipo, che so, le storie di Lankhmar di Leiber)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I toni politici li introduce Stoker, nella figura del vampiro. Dracula è il residuo di un&#8217;epoca passata e oscura che fa il passo più lungo della gamba arrivando nella civile ed evoluta inghilterra e viene spazzato via. C&#8217;è un misto di positivismo (l&#8217;avversario di Dracula è un uomo di scienza) e di ideologia vittoriana (cade vittima di Dracula Lucy, che rispetto a Mina è meno aderente alle convenzioni sociali). Dracula è sì un simbolo negativo di oppressione, ma da un punto di vista etnocentrico, perché Stoker gli oppone come modello virtuoso una potenza coloniale che va in giro per il mondo a renderlo più civile.<br />
Poi non credo neanch&#8217;io che il fantastico vada &#8220;nobilitato&#8221;. E&#8217; vero che ha un valore aggiunto quando viene usato per gettare uno sguardo inconsueto sul nostro &#8220;reale&#8221;, ma non capisco che cosa ci sarebbe di male in del buon fantastico fine a se stesso (tipo, che so, le storie di Lankhmar di Leiber)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: La Lipperini		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98350</link>

		<dc:creator><![CDATA[La Lipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 08:26:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Puoi darmi del tu tranquillamente Daxman, figurati. Beh, il folklore, invece, secondo gli studi di Barber, non parlava affatto di potenti, nè di ricchi, nè di poveri. La leggenda del vampiro nasce dal timore del morto che torna. Timore antichissimo, peraltro, e radicato in tutte le culture. Quindi da una anomalia sociale, appunto. Non è una questione di classe, ma di tenere a bada quel che non si conosce: la morte, nel caso.
Il punto su cui discordiamo, e ci torno appena ho un secondo di tempo, è che il fantastico non ha alcun bisogno di essere nobilitato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi darmi del tu tranquillamente Daxman, figurati. Beh, il folklore, invece, secondo gli studi di Barber, non parlava affatto di potenti, nè di ricchi, nè di poveri. La leggenda del vampiro nasce dal timore del morto che torna. Timore antichissimo, peraltro, e radicato in tutte le culture. Quindi da una anomalia sociale, appunto. Non è una questione di classe, ma di tenere a bada quel che non si conosce: la morte, nel caso.<br />
Il punto su cui discordiamo, e ci torno appena ho un secondo di tempo, è che il fantastico non ha alcun bisogno di essere nobilitato.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Ariemma		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98349</link>

		<dc:creator><![CDATA[Ariemma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 22:01:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;Lasciami entrare&quot; deve essere davvero un bel libro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Lasciami entrare&#8221; deve essere davvero un bel libro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: The Daxman		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/vampiri-e-un-punto-a-capo/comment-page-1/#comment-98348</link>

		<dc:creator><![CDATA[The Daxman]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 21:39:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da quello che mi ricordo di aver letto, sig.ra Lipperini (o Loredana? qui le danno tutti del tu, ma non so se perché la conoscono personalmente), uno dei motivi alla base del folklore sul vampiro nell&#039;est Europa è proprio l&#039;identificazione con i potenti che &quot;succhiano il sangue&quot; ai poveri. Non c&#039;è niente di male a trasformare in metafora fantastica un aspetto reale (sia esso sociale, politico o esistenziale), anzi è proprio attraverso questo, secondo me, che il fantastico si nobilita. Sennò, almeno a mio parere, è solo castelli in aria. Inoltre, e so che qui scandalizzerò lei e molti altri, io sono di quelli che pensa che l&#039;immaginario di Tolkien sia noioso, pesante e, sì, reazionario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quello che mi ricordo di aver letto, sig.ra Lipperini (o Loredana? qui le danno tutti del tu, ma non so se perché la conoscono personalmente), uno dei motivi alla base del folklore sul vampiro nell&#8217;est Europa è proprio l&#8217;identificazione con i potenti che &#8220;succhiano il sangue&#8221; ai poveri. Non c&#8217;è niente di male a trasformare in metafora fantastica un aspetto reale (sia esso sociale, politico o esistenziale), anzi è proprio attraverso questo, secondo me, che il fantastico si nobilita. Sennò, almeno a mio parere, è solo castelli in aria. Inoltre, e so che qui scandalizzerò lei e molti altri, io sono di quelli che pensa che l&#8217;immaginario di Tolkien sia noioso, pesante e, sì, reazionario.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
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