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	Commenti a: VIVA LA FANTASCIENZA: LORENZA GHINELLI, SILVIA BOTTANI E I CIGNI NERI	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: Ekerot		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ekerot]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:23:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un breve appunto e un ricordo.
Il cinema di &quot;fantascienza&quot; ha avuto senz&#039;altro un enorme impatto sul medium. Non so se tutti i titoli qui presentati (vedi &quot;Avatar&quot; o &quot;Star Wars&quot;) siano da considerarsi davvero di fantascienza, in realtà non furono per forza dei successi commerciali. &quot;Blade Runner&quot;, ad esempio, fu un mezzo flop al botteghino. E non è casuale, perché i grandi film di sy-fy diventano di &quot;culto&quot; più che dei blockbuster. 

Ma ciò che vorrei sottolineare è che nell&#039;elenco non figura nessun titolo italiano. Giustamente. Abbiamo avuto dei buoni film di fantascienza anche in Italia, ma di numero esiguo e tutto sommato ininfluenti per l&#039;immaginarium. 
Questo significa che da noi c&#039;è una resistenza &quot;strutturale&quot; che passa dalla letteratura e finisce al cinema - ma tocca anche altre forme d&#039;arte - nei confronti del &quot;fantastico&quot;. Lascio ad altri più esperti capire i motivi di questa chiusura. Per la settima arte, il nostro imprinting deriva dal neorealismo e in seconda battuta dalla &quot;commedia italiana&quot;, e ancora oggi basta vedere le trame dei film per capire che gli altri generi sono mal tollerati. 
Mi è sempre stato risposto che in Italia esistono problemi di budget, per cui è più economico girare in camera e cucina. Ma non è vero. E&#039; una scusa, anche palese, perché il sy-fy non è necessariamente ricostruire astronavi e vita su altri mondi. 
Molto più verosimile che si abbia paura di non incontrare i favori del pubblico, andando incontro ad insuccessi commerciali, e che gli autori - per la maggior parte - abbiano la puzza sotto il naso quando si parla uscire dal &quot;realistico&quot; (che poi non esiste). 

Il ricordo.
Loredana, ma quanti anni sono che su questo blog si lotta perché il fantastico in Italia sia considerato senza stigmi? Quando facemmo quell&#039;elenco di libri, qui su Lipperatura, e scoprimmo che in realtà la nostra vita di lettori era costellata di fantastico in ogni sua diramazione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un breve appunto e un ricordo.<br />
Il cinema di &#8220;fantascienza&#8221; ha avuto senz&#8217;altro un enorme impatto sul medium. Non so se tutti i titoli qui presentati (vedi &#8220;Avatar&#8221; o &#8220;Star Wars&#8221;) siano da considerarsi davvero di fantascienza, in realtà non furono per forza dei successi commerciali. &#8220;Blade Runner&#8221;, ad esempio, fu un mezzo flop al botteghino. E non è casuale, perché i grandi film di sy-fy diventano di &#8220;culto&#8221; più che dei blockbuster. </p>
<p>Ma ciò che vorrei sottolineare è che nell&#8217;elenco non figura nessun titolo italiano. Giustamente. Abbiamo avuto dei buoni film di fantascienza anche in Italia, ma di numero esiguo e tutto sommato ininfluenti per l&#8217;immaginarium.<br />
Questo significa che da noi c&#8217;è una resistenza &#8220;strutturale&#8221; che passa dalla letteratura e finisce al cinema &#8211; ma tocca anche altre forme d&#8217;arte &#8211; nei confronti del &#8220;fantastico&#8221;. Lascio ad altri più esperti capire i motivi di questa chiusura. Per la settima arte, il nostro imprinting deriva dal neorealismo e in seconda battuta dalla &#8220;commedia italiana&#8221;, e ancora oggi basta vedere le trame dei film per capire che gli altri generi sono mal tollerati.<br />
Mi è sempre stato risposto che in Italia esistono problemi di budget, per cui è più economico girare in camera e cucina. Ma non è vero. E&#8217; una scusa, anche palese, perché il sy-fy non è necessariamente ricostruire astronavi e vita su altri mondi.<br />
Molto più verosimile che si abbia paura di non incontrare i favori del pubblico, andando incontro ad insuccessi commerciali, e che gli autori &#8211; per la maggior parte &#8211; abbiano la puzza sotto il naso quando si parla uscire dal &#8220;realistico&#8221; (che poi non esiste). </p>
<p>Il ricordo.<br />
Loredana, ma quanti anni sono che su questo blog si lotta perché il fantastico in Italia sia considerato senza stigmi? Quando facemmo quell&#8217;elenco di libri, qui su Lipperatura, e scoprimmo che in realtà la nostra vita di lettori era costellata di fantastico in ogni sua diramazione?</p>
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