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	Commenti a: YOUNG ADULT	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: Alice		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101493</link>

		<dc:creator><![CDATA[Alice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 12:05:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Secondo me, come in tutte le cose non bisogna eccedere. Capisco il bisogno di etichettare tutto e tutti, ma cosa vuol dire davvero &quot;Young Adult&quot;? Ammetto che la prima volta che ho visto questo termine è stato quando ho comperato &quot;la scacchiera nera&quot;, Piemme, attratto più dalla copertina di Barbieri che dai contenuti. All&#039;interno c&#039;era un volantino, che ancora conservo, con gli altri titoli pubblicati in quella nuova collana. Tra questi &quot;Il silenzio di lenth&quot; che ho letto subito dopo &quot;la scacchiera nera&quot;. Cosa ne ho tratto? Che gli stessi editori non sanno usare le categorie che usano. Cos&#039;hanno in comune i libri del &quot;Mondo Emerso&quot;, &quot;Wunderkind&quot;, &quot;La scacchiera nera&quot; e &quot;il silenzio di Lenth&quot;?
Niente, se non editori inconsapevoli del prodotto che stanno pubblicizzando.
I libri della Troisi hanno un pubblico molto vasto che va dai dodicenni ai quarantenni. Ma principalmente si rivolge ai ragazzi adolescenti o giù di lì. Quelli di D&#039;Andrea - o meglio l&#039;unico uscito fin&#039;ora - è per un pubblico dai 14 in su, di certo non adatto ai ragazzini. Mentre i due della Piemme sono così diversi tra loro che sarebbero dovuti stare in due collane diverse: quello della Monticelle è per bambini, quello di Centi per adulti. Ma proprio le tematiche sono diverse.
Credo quindi che ogni editore debba prima chiarire col suo staff cosa ha in mente di pubblicare e a quale pubblico rivolgersi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, come in tutte le cose non bisogna eccedere. Capisco il bisogno di etichettare tutto e tutti, ma cosa vuol dire davvero &#8220;Young Adult&#8221;? Ammetto che la prima volta che ho visto questo termine è stato quando ho comperato &#8220;la scacchiera nera&#8221;, Piemme, attratto più dalla copertina di Barbieri che dai contenuti. All&#8217;interno c&#8217;era un volantino, che ancora conservo, con gli altri titoli pubblicati in quella nuova collana. Tra questi &#8220;Il silenzio di lenth&#8221; che ho letto subito dopo &#8220;la scacchiera nera&#8221;. Cosa ne ho tratto? Che gli stessi editori non sanno usare le categorie che usano. Cos&#8217;hanno in comune i libri del &#8220;Mondo Emerso&#8221;, &#8220;Wunderkind&#8221;, &#8220;La scacchiera nera&#8221; e &#8220;il silenzio di Lenth&#8221;?<br />
Niente, se non editori inconsapevoli del prodotto che stanno pubblicizzando.<br />
I libri della Troisi hanno un pubblico molto vasto che va dai dodicenni ai quarantenni. Ma principalmente si rivolge ai ragazzi adolescenti o giù di lì. Quelli di D&#8217;Andrea &#8211; o meglio l&#8217;unico uscito fin&#8217;ora &#8211; è per un pubblico dai 14 in su, di certo non adatto ai ragazzini. Mentre i due della Piemme sono così diversi tra loro che sarebbero dovuti stare in due collane diverse: quello della Monticelle è per bambini, quello di Centi per adulti. Ma proprio le tematiche sono diverse.<br />
Credo quindi che ogni editore debba prima chiarire col suo staff cosa ha in mente di pubblicare e a quale pubblico rivolgersi.</p>
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		Di: mariateresa		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101492</link>

		<dc:creator><![CDATA[mariateresa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 10:33:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono sempre stata contraria all&#039;etica del target, ovvero alla fascia di età. E quando qualcuno mi ha chiesto per quale pubblico scrivevo, se per adulti adolescenti o bambini, io ho risposto semplicemente:per tutti quelli che avranno voglia di leggermi. Perchè una storia, se bella, lo è per un bambino di 10 anni come per un uomo di 40. Ho letto I Promessi Sposi a 12 anni la prima volta, e dopo l&#039;ho letto 5 volte nell&#039;arco di circa due anni. Non ci sono adolescenti turbati, eppure lo considero da sempre una storia bellissima(se si ha abbastanza cervello per comprendere il contesto storico della storia e dell&#039;autore). Ho letto Il Signore degli Anelli, che in realtà è più un&#039;epopea fantastica che un fantasy, a 13 anni e quest&#039;anno(ho 18 anni) è la terza volta che lo leggo. Anche questo è stato pensato per adulti, eppure io l&#039;ho apprezzato a 13 anni e lo apprezzo sempre di più ogni volta che lo rileggo. E che dire del caro Tolstoj? Meraviglioso, mi ha incantata. Sia Anna Karenina che Guerra e Pace, il primo letto a 14 anni e il secondo a 16. La storia di Darcy ed Elizabeth di Orgoglio e Pregiudizio, letta sempre a 16 anni, mi ha emozionata come poche. Mentre il libro che ritengo più affascinante di tutti è Il nome della Rosa di Umberto Eco, letto a 15 anni. Potrei continuare all&#039;infinito, perchè ho letto di tutto, ma concludo dicendo che le storie che mi hanno inorridita sono state proprio quelle scritte da giovani autori per giovani adolescenti. False, vuote. Permeate dell&#039;apparenza e del buonismo forzato della nostra società. Il bene da una parte, il male dall&#039;altra. E un esercito di eroi a giudicare il mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre stata contraria all&#8217;etica del target, ovvero alla fascia di età. E quando qualcuno mi ha chiesto per quale pubblico scrivevo, se per adulti adolescenti o bambini, io ho risposto semplicemente:per tutti quelli che avranno voglia di leggermi. Perchè una storia, se bella, lo è per un bambino di 10 anni come per un uomo di 40. Ho letto I Promessi Sposi a 12 anni la prima volta, e dopo l&#8217;ho letto 5 volte nell&#8217;arco di circa due anni. Non ci sono adolescenti turbati, eppure lo considero da sempre una storia bellissima(se si ha abbastanza cervello per comprendere il contesto storico della storia e dell&#8217;autore). Ho letto Il Signore degli Anelli, che in realtà è più un&#8217;epopea fantastica che un fantasy, a 13 anni e quest&#8217;anno(ho 18 anni) è la terza volta che lo leggo. Anche questo è stato pensato per adulti, eppure io l&#8217;ho apprezzato a 13 anni e lo apprezzo sempre di più ogni volta che lo rileggo. E che dire del caro Tolstoj? Meraviglioso, mi ha incantata. Sia Anna Karenina che Guerra e Pace, il primo letto a 14 anni e il secondo a 16. La storia di Darcy ed Elizabeth di Orgoglio e Pregiudizio, letta sempre a 16 anni, mi ha emozionata come poche. Mentre il libro che ritengo più affascinante di tutti è Il nome della Rosa di Umberto Eco, letto a 15 anni. Potrei continuare all&#8217;infinito, perchè ho letto di tutto, ma concludo dicendo che le storie che mi hanno inorridita sono state proprio quelle scritte da giovani autori per giovani adolescenti. False, vuote. Permeate dell&#8217;apparenza e del buonismo forzato della nostra società. Il bene da una parte, il male dall&#8217;altra. E un esercito di eroi a giudicare il mondo.</p>
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		Di: Murasaki		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101491</link>

		<dc:creator><![CDATA[Murasaki]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 19:43:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so se ci si deve vedere per forza un fenomeno di tendenza - di una specifica tendenza, con specifiche motivazioni. Madri e figlie che leggono lo stesso libro... a me sembra una cosa bella, come quando vanno anche allo stesso concerto e seguono gli stessi musicisti. Hanno una parte di DNA in comune, non è strano che gli piacciano storie simili. La Austen me l&#039;ha fatta conoscere mia madre, Tolkien entrò in casa mia su suggerimento di un amico di famiglia che pensava potesse piacermi (e accidenti se aveva ragione!), Harry Potter me l&#039;hanno consigliato i miei scolari, altre cose le ho passate io a loro (sia agli scolari che ai miei genitori). Un bel vampiro può piacere anche a quarant&#039;anni (mi dicono, io non ho ancora letto Twilight). Lo scambio è sempre interessante. Il mercato ha la fissazione di dividerci in fasce generazionali, ma siamo prima di tutto esseri umani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se ci si deve vedere per forza un fenomeno di tendenza &#8211; di una specifica tendenza, con specifiche motivazioni. Madri e figlie che leggono lo stesso libro&#8230; a me sembra una cosa bella, come quando vanno anche allo stesso concerto e seguono gli stessi musicisti. Hanno una parte di DNA in comune, non è strano che gli piacciano storie simili. La Austen me l&#8217;ha fatta conoscere mia madre, Tolkien entrò in casa mia su suggerimento di un amico di famiglia che pensava potesse piacermi (e accidenti se aveva ragione!), Harry Potter me l&#8217;hanno consigliato i miei scolari, altre cose le ho passate io a loro (sia agli scolari che ai miei genitori). Un bel vampiro può piacere anche a quarant&#8217;anni (mi dicono, io non ho ancora letto Twilight). Lo scambio è sempre interessante. Il mercato ha la fissazione di dividerci in fasce generazionali, ma siamo prima di tutto esseri umani.</p>
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		<title>
		Di: strike (?) &#171; la rete non è girata da nessuna parte		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101490</link>

		<dc:creator><![CDATA[strike (?) &#171; la rete non è girata da nessuna parte]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 16:20:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Buoni presagi dà potere alla parola (nel senso del video di Frankie Hi Nrg). La Lipperini parla di letteratura per i ggiovani, ma non vale perché lo stesso testo è uscito oggi su Repubblica. Zio Bonino invece di scrivere, [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Buoni presagi dà potere alla parola (nel senso del video di Frankie Hi Nrg). La Lipperini parla di letteratura per i ggiovani, ma non vale perché lo stesso testo è uscito oggi su Repubblica. Zio Bonino invece di scrivere, [&#8230;] </p>
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		<title>
		Di: paola		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101489</link>

		<dc:creator><![CDATA[paola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 15:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Leggendo il pezzo mi è venuto in mente il passo di un saggio di psicologia clinica letto qualche tempo fa che, riferendosi ai giovani adulti, si chiedeva: “…Ma da chi è rappresentata questa nuova categorie di persone? Da adolescenti che non sanno e/o non vogliono crescere o da adulti bloccati nella fase adolescenziale? Entrambe le cose e nessuna delle due.” E se, tecnicamente, nel saggio il termine è riferito a persone che stanno vivendo il passaggio dall’età adolescenziale all’età adulta, io piuttosto mi sono spesso domandata se il persistere nel “nido natio” col beneplacito dei genitori, non indichi piuttosto l’incapacità dei genitori stessi di accettare l’avanzamento della vecchiaia. Il discorso ritorna nell’articolo odierno, laddove si parla di comunanza d’interessi letterari tra madre e figlia (crossover): si potrebbe pensare ad un’incapacità della donna di accettare il tempo che passa (e dunque l’invecchiamento) persistendo nel ruolo accudente - e deresponsabilizzante - della madre onnipresente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo il pezzo mi è venuto in mente il passo di un saggio di psicologia clinica letto qualche tempo fa che, riferendosi ai giovani adulti, si chiedeva: “…Ma da chi è rappresentata questa nuova categorie di persone? Da adolescenti che non sanno e/o non vogliono crescere o da adulti bloccati nella fase adolescenziale? Entrambe le cose e nessuna delle due.” E se, tecnicamente, nel saggio il termine è riferito a persone che stanno vivendo il passaggio dall’età adolescenziale all’età adulta, io piuttosto mi sono spesso domandata se il persistere nel “nido natio” col beneplacito dei genitori, non indichi piuttosto l’incapacità dei genitori stessi di accettare l’avanzamento della vecchiaia. Il discorso ritorna nell’articolo odierno, laddove si parla di comunanza d’interessi letterari tra madre e figlia (crossover): si potrebbe pensare ad un’incapacità della donna di accettare il tempo che passa (e dunque l’invecchiamento) persistendo nel ruolo accudente &#8211; e deresponsabilizzante &#8211; della madre onnipresente?</p>
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		<title>
		Di: Vittorio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101488</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 14:23:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Stefanie
Da questo punto di vista, la cultura anglosassone è avanti di quarant&#039;anni rispetto alla nostra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Stefanie<br />
Da questo punto di vista, la cultura anglosassone è avanti di quarant&#8217;anni rispetto alla nostra.</p>
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		<title>
		Di: Paolo S		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101487</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo S]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 14:18:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quoto in toto Vittorio e Rodari per il primo comment, of course.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quoto in toto Vittorio e Rodari per il primo comment, of course.</p>
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		<title>
		Di: stefanie		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101486</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefanie]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 12:57:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[invece quello che trovo notevole, parlando sempre dell&#039;immagine linkata da Giovanna, è la &quot;trasversalità&quot; che compone la massa degli under 25: uomini bianchi, donne bianche, uomini neri, uomini gialli (secondo voi, c&#039;è una graduatoria intensionale nella foto?) :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>invece quello che trovo notevole, parlando sempre dell&#8217;immagine linkata da Giovanna, è la &#8220;trasversalità&#8221; che compone la massa degli under 25: uomini bianchi, donne bianche, uomini neri, uomini gialli (secondo voi, c&#8217;è una graduatoria intensionale nella foto?) 🙂</p>
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		<title>
		Di: Vittorio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101485</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vittorio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 12:45:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Stefanie
È vero, ha un che di bretellisiano, quel volto. Ma era un effetto senz&#039;altro voluto quello di rendere il volto della gioventù, di *quella* gioventù, lievemente perturbante. (&quot;Bretellisiano&quot; in effetti fa schifo: diciamo eastonellisiano)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Stefanie<br />
È vero, ha un che di bretellisiano, quel volto. Ma era un effetto senz&#8217;altro voluto quello di rendere il volto della gioventù, di *quella* gioventù, lievemente perturbante. (&#8220;Bretellisiano&#8221; in effetti fa schifo: diciamo eastonellisiano)</p>
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		<title>
		Di: stefanie		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/young-adult/comment-page-1/#comment-101484</link>

		<dc:creator><![CDATA[stefanie]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 12:14:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a me il viso del giovane della copertina linkata da Giovanna ricorda &lt;a href=&quot;http://popcultureentertainment.files.wordpress.com/2008/03/funny-games.jpg&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;lui&lt;/a&gt;, ammetto ch&#039;è un collegamento sinistro, e per chi ha visto &quot;Funny games&quot; sa di cosa parlo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a me il viso del giovane della copertina linkata da Giovanna ricorda <a href="http://popcultureentertainment.files.wordpress.com/2008/03/funny-games.jpg" rel="nofollow ugc">lui</a>, ammetto ch&#8217;è un collegamento sinistro, e per chi ha visto &#8220;Funny games&#8221; sa di cosa parlo!</p>
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