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	Commenti a: ZIO BEN, I BEST SELLER, LA CULTURA	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: laconide		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104267</link>

		<dc:creator><![CDATA[laconide]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 07:51:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[IL ponte di FERRO (che non era di ferro) era la coscienza di Beniamino, aveva paura di attraversarlo (non solo Beniamino) se non accompagnato da una &quot;banda&quot; di narmocchi come lui. Correva l&#039;anno 1930 ed era il periodo che Rionero in Vulture viveva il suo ennesimo terremoto.
Laconide]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL ponte di FERRO (che non era di ferro) era la coscienza di Beniamino, aveva paura di attraversarlo (non solo Beniamino) se non accompagnato da una &#8220;banda&#8221; di narmocchi come lui. Correva l&#8217;anno 1930 ed era il periodo che Rionero in Vulture viveva il suo ennesimo terremoto.<br />
Laconide</p>
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		<title>
		Di: sergio garufi		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104266</link>

		<dc:creator><![CDATA[sergio garufi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 15:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In realtà l&#039;acidità di Citati e&#039; un caso del tutto eccezionale. Recensisce libri da decenni e le sue stroncature, così come le sue idiosincrasie per qualche autore, si contano sulle dita di una mano. Lui stesso affermò che su un libro che non gli è piaciuto preferisce tacere, considerando il silenzio il peggior castigo. Ad ogni modo Citati è così, tranne rari casi (la Capriolo, Montefoschi, Trevi) non legge i contemporanei. Quello che stupisce in questo articolo di Placido è il ricorso al tema dell&#039;invidia, che di solito è un passepartout buono per liquidare qualsiasi argomento, e che nel caso specifico è un falso storico, datando la loro incompatibilità da ben prima del successo de &quot;il nome della rosa&quot;. In precedenza ho scritto che era strano, per un addetto ai lavori come Placido, non saperlo, ma in realtà chiunque ne mastichi un po&#039; dovrebbe intuire che fra i due non poteva correre buon sangue. Per uno come Citati Eco era un &quot;pagliaccio&quot; già dai tempi del &quot;Diario minimo&quot;. Non può piacergli chi sostiene che i suoi punti di riferimento sono Omero e Topolino, o chi analizza Mike Bongiorno e recensisce una banconota da 50.000 lire. Per lui quello è l&#039;Arbore della letteratura. Io non la penso così, ma &quot;Il nome della rosa&quot; e il suo successo non c&#039;entrano niente, sono arrivati dopo e tutt&#039;al più confermano quei pregiudizi sulla vocazione ludica e popolare di Eco. Cmq, a prescindere da questa querelle, per me resta grave la metafora calcistica, l&#039;affermazione secondo cui in letteratura &quot;vince&quot; chi vende di più, è questo il vero nocciolo della vexata quaestio sul &quot;monnezzone&quot;. Il monnezzone è la moda che s&#039;impone come valore forte del numero, e dietro la quale si accodano i cantori del nuovo a tutti i costi, l&#039;altra faccia della medaglia barbogia di Citati. Certo che non esistono fenomeni che non meritano la nostra attenzione. Per me trovare l&#039;assoluto nell&#039;insignificante è quasi un dovere dell&#039;artista, difatti considero la scena del sacchetto di plastica svolazzante in &quot;American beauty&quot; un manifesto poetico. Alla stessa stregua mi piacerebbe che l&#039;attenzione della critica sui giornali si posasse più spesso su anonimi sacchetti di plastica, anziché su quelli griffati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà l&#8217;acidità di Citati e&#8217; un caso del tutto eccezionale. Recensisce libri da decenni e le sue stroncature, così come le sue idiosincrasie per qualche autore, si contano sulle dita di una mano. Lui stesso affermò che su un libro che non gli è piaciuto preferisce tacere, considerando il silenzio il peggior castigo. Ad ogni modo Citati è così, tranne rari casi (la Capriolo, Montefoschi, Trevi) non legge i contemporanei. Quello che stupisce in questo articolo di Placido è il ricorso al tema dell&#8217;invidia, che di solito è un passepartout buono per liquidare qualsiasi argomento, e che nel caso specifico è un falso storico, datando la loro incompatibilità da ben prima del successo de &#8220;il nome della rosa&#8221;. In precedenza ho scritto che era strano, per un addetto ai lavori come Placido, non saperlo, ma in realtà chiunque ne mastichi un po&#8217; dovrebbe intuire che fra i due non poteva correre buon sangue. Per uno come Citati Eco era un &#8220;pagliaccio&#8221; già dai tempi del &#8220;Diario minimo&#8221;. Non può piacergli chi sostiene che i suoi punti di riferimento sono Omero e Topolino, o chi analizza Mike Bongiorno e recensisce una banconota da 50.000 lire. Per lui quello è l&#8217;Arbore della letteratura. Io non la penso così, ma &#8220;Il nome della rosa&#8221; e il suo successo non c&#8217;entrano niente, sono arrivati dopo e tutt&#8217;al più confermano quei pregiudizi sulla vocazione ludica e popolare di Eco. Cmq, a prescindere da questa querelle, per me resta grave la metafora calcistica, l&#8217;affermazione secondo cui in letteratura &#8220;vince&#8221; chi vende di più, è questo il vero nocciolo della vexata quaestio sul &#8220;monnezzone&#8221;. Il monnezzone è la moda che s&#8217;impone come valore forte del numero, e dietro la quale si accodano i cantori del nuovo a tutti i costi, l&#8217;altra faccia della medaglia barbogia di Citati. Certo che non esistono fenomeni che non meritano la nostra attenzione. Per me trovare l&#8217;assoluto nell&#8217;insignificante è quasi un dovere dell&#8217;artista, difatti considero la scena del sacchetto di plastica svolazzante in &#8220;American beauty&#8221; un manifesto poetico. Alla stessa stregua mi piacerebbe che l&#8217;attenzione della critica sui giornali si posasse più spesso su anonimi sacchetti di plastica, anziché su quelli griffati.</p>
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		<title>
		Di: Procyon Lotor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104265</link>

		<dc:creator><![CDATA[Procyon Lotor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 13:31:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Citati delle rievocazioni piacque pure a me.
Il dubbio però mi viene confrontandolo con il suo approccio all&#039;odierno o all&#039;altroieri.
Forse mi piacque perchè negli interventi sul passato non ho elementi autonomi a paragone - o tutti abbiamo gli Incas sulla punta delle dita per non dire del tristrisavolo azteco che c&#039;è in ogni famiglia italiana; e quindi probabilmente mi piace per le ragioni sbagliate, perchè sull&#039;Italia d&#039;oggi sia letteraria che no, le sue mi sembrano ricostruzioni viziate.
Che poi disponga per lunge fatiche di una cultura da vero erudito, nelle ricostruzioni sue casomai è un&#039;aggravante.
Naturalmente viziato potrei esserlo io, ma è un rischio che devo correre.
Per quanto riguarda il rispetto, certo, mi piacerebbe l&#039;avesse avuto pure lui quando si è scagliato su fenomeni che suscitavano la sua ira in quanto ovviamente beceri, sdati, fuorvianti o comunque non conformi alle sue incasellature sopraffine.
Allora non andò molto per il sottile.
In fondo &quot;Citato&quot; sopra lo era, dall&#039;acidità mostrata troppo spesso avrei potuto chiamarlo Citrati.
Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Citati delle rievocazioni piacque pure a me.<br />
Il dubbio però mi viene confrontandolo con il suo approccio all&#8217;odierno o all&#8217;altroieri.<br />
Forse mi piacque perchè negli interventi sul passato non ho elementi autonomi a paragone &#8211; o tutti abbiamo gli Incas sulla punta delle dita per non dire del tristrisavolo azteco che c&#8217;è in ogni famiglia italiana; e quindi probabilmente mi piace per le ragioni sbagliate, perchè sull&#8217;Italia d&#8217;oggi sia letteraria che no, le sue mi sembrano ricostruzioni viziate.<br />
Che poi disponga per lunge fatiche di una cultura da vero erudito, nelle ricostruzioni sue casomai è un&#8217;aggravante.<br />
Naturalmente viziato potrei esserlo io, ma è un rischio che devo correre.<br />
Per quanto riguarda il rispetto, certo, mi piacerebbe l&#8217;avesse avuto pure lui quando si è scagliato su fenomeni che suscitavano la sua ira in quanto ovviamente beceri, sdati, fuorvianti o comunque non conformi alle sue incasellature sopraffine.<br />
Allora non andò molto per il sottile.<br />
In fondo &#8220;Citato&#8221; sopra lo era, dall&#8217;acidità mostrata troppo spesso avrei potuto chiamarlo Citrati.<br />
Saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104264</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 12:32:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per &#039;Citato&#039; immagino lei voglia dire Pietro Citati, vero?
Stavo pensando a quale noto personaggio pubblico italiano ha l&#039;abitudine di storpiare i nomi di quanti non gli sono simpatici...
Fuor dallo scherzo, Citati è splendido quando si tratta di riportare alla vita qualcosa di morto nella coscienza del nostro tempo, quando parla di
antichità classica, di Islam, di Cina, di Incas ed Aztechi. Mi piacciono molto anche i suoi interventi sull&#039;Italia d&#039;oggi, sulla vita quotidiana.
E&#039; vero che certe sue ricostruzioni letterarie mi lasciano perplesso e lo considero del tutto inservibile per quanto riguarda la letteratura odierna, Eco compreso.
Quel che c&#039;è di buono in Citati è più che sufficiente per trattarlo con rispetto senza dovergli dare per forza sempre ragione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per &#8216;Citato&#8217; immagino lei voglia dire Pietro Citati, vero?<br />
Stavo pensando a quale noto personaggio pubblico italiano ha l&#8217;abitudine di storpiare i nomi di quanti non gli sono simpatici&#8230;<br />
Fuor dallo scherzo, Citati è splendido quando si tratta di riportare alla vita qualcosa di morto nella coscienza del nostro tempo, quando parla di<br />
antichità classica, di Islam, di Cina, di Incas ed Aztechi. Mi piacciono molto anche i suoi interventi sull&#8217;Italia d&#8217;oggi, sulla vita quotidiana.<br />
E&#8217; vero che certe sue ricostruzioni letterarie mi lasciano perplesso e lo considero del tutto inservibile per quanto riguarda la letteratura odierna, Eco compreso.<br />
Quel che c&#8217;è di buono in Citati è più che sufficiente per trattarlo con rispetto senza dovergli dare per forza sempre ragione.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Procyon Lotor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104263</link>

		<dc:creator><![CDATA[Procyon Lotor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 12:15:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[riuscirebbe pure a togliere il per esempio di troppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>riuscirebbe pure a togliere il per esempio di troppo.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: Procyon Lotor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104262</link>

		<dc:creator><![CDATA[Procyon Lotor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 12:13:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Citato per esempio nè è un esempio eccellente. Tocca qualcosa e la pietrifica.
Saluti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Citato per esempio nè è un esempio eccellente. Tocca qualcosa e la pietrifica.<br />
Saluti.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104261</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 11:38:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&quot;poi ci sono gli incasellatori, i marmorizzatori, i polimerizzatori cianoacrilici o epossidici che spandono su ogni fenomeno in fieri la loro letale mucillagine che cristallizza in forme morte ogni vita peggio che la bava di Alien ecc.&quot;
Qualche nome, giusto per chiarezza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;poi ci sono gli incasellatori, i marmorizzatori, i polimerizzatori cianoacrilici o epossidici che spandono su ogni fenomeno in fieri la loro letale mucillagine che cristallizza in forme morte ogni vita peggio che la bava di Alien ecc.&#8221;<br />
Qualche nome, giusto per chiarezza?</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Procyon Lotor		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104260</link>

		<dc:creator><![CDATA[Procyon Lotor]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 11:34:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ci sono i Beniamino Placido, ci sono i Fruttero e i Lucentini, gli Oreste del Buono, poi ci sono gli incasellatori, i marmorizzatori, i polimerizzatori cianoacrilici o epossidici che spandono su ogni fenomeno in fieri la loro letale mucillagine che cristallizza in forme morte ogni vita peggio che la bava di Alien ecc.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono i Beniamino Placido, ci sono i Fruttero e i Lucentini, gli Oreste del Buono, poi ci sono gli incasellatori, i marmorizzatori, i polimerizzatori cianoacrilici o epossidici che spandono su ogni fenomeno in fieri la loro letale mucillagine che cristallizza in forme morte ogni vita peggio che la bava di Alien ecc.</p>
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			</item>
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		<title>
		Di: gabriele		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104259</link>

		<dc:creator><![CDATA[gabriele]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 11:00:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi unisco al coro dei felici lettori di Placido. Ricordo vagamente ma con affetto un suo pezzo molto divertente in cui, a proposito dell&#039;opportunità di usare un linguaggio appropriato, immaginava un convegno internazionale sul tema in cui intervenivano vari grandi, vivi e morti, umani e di celluloide, tipo l&#039;incazzoso Moretti di Palombella rossa urlando &quot;Le parole sono importanti&quot;, poi forse Calvino (qualcosa da Lezioni americane?, boh) e vari altri mostri sacri che non ricordo. Mi piacerebbe ritrovarlo, l&#039;ho cercato invano sull&#039;archivio di Repubblica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi unisco al coro dei felici lettori di Placido. Ricordo vagamente ma con affetto un suo pezzo molto divertente in cui, a proposito dell&#8217;opportunità di usare un linguaggio appropriato, immaginava un convegno internazionale sul tema in cui intervenivano vari grandi, vivi e morti, umani e di celluloide, tipo l&#8217;incazzoso Moretti di Palombella rossa urlando &#8220;Le parole sono importanti&#8221;, poi forse Calvino (qualcosa da Lezioni americane?, boh) e vari altri mostri sacri che non ricordo. Mi piacerebbe ritrovarlo, l&#8217;ho cercato invano sull&#8217;archivio di Repubblica</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Sascha		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zio-ben-i-best-seller-la-cultura/comment-page-1/#comment-104258</link>

		<dc:creator><![CDATA[Sascha]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 07:39:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Riassumendo:
il buon senso ci dice che se il successo di un libro non è indice di qualità non è nemmeno indice di mancanza di qualità (in fondo, per fare un esempio migliore, Shakespeare era il drammaturgo e poeta più popolare del suo tempo, proprio da un punto di vista commerciale).
Quello che disturba è l&#039;intrusione dell&#039;invidia - per quanto possa indubbiamente esistere - che è solo un modo per svalutare l&#039;&#039;avversario&#039; e parare dalle critiche chi ha successo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riassumendo:<br />
il buon senso ci dice che se il successo di un libro non è indice di qualità non è nemmeno indice di mancanza di qualità (in fondo, per fare un esempio migliore, Shakespeare era il drammaturgo e poeta più popolare del suo tempo, proprio da un punto di vista commerciale).<br />
Quello che disturba è l&#8217;intrusione dell&#8217;invidia &#8211; per quanto possa indubbiamente esistere &#8211; che è solo un modo per svalutare l&#8221;avversario&#8217; e parare dalle critiche chi ha successo.</p>
]]></content:encoded>
		
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