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	Commenti a: ZITELLE	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>
		Di: dario petrolati		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107735</link>

		<dc:creator><![CDATA[dario petrolati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 08:24:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ciao,
conoscevo una ragazza in gamba sempre impegnata culturalmente
un giorno mi regalò :tina modotti di Pino Cacucci
visto che io poco ne mangiavo
mi spiegò e raccontò sino a tardi
poi un giorno così improvvisamente mi salutò quasi piangendo davanti la libreria a fianco
partì per la spagna e divenne nervosa nell&#039;esprimersi
e mi spiegò per telefono che stava scopando il pavimento
quasi piangendo mi disse che si stendeva i nervi
si sfogava pulendo con la scopa dove era già pulito
vidi un giorno così per caso la sua immagine in un bollettino dei baschi
si stava battendo per la libertà
così giovane e piena
troppe cose voleva fare Maria in breve tempo
la scopa le serviva per pensare
ed io come tanti non capiamo la lunga e profonda mente femminile
dario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ciao,<br />
conoscevo una ragazza in gamba sempre impegnata culturalmente<br />
un giorno mi regalò :tina modotti di Pino Cacucci<br />
visto che io poco ne mangiavo<br />
mi spiegò e raccontò sino a tardi<br />
poi un giorno così improvvisamente mi salutò quasi piangendo davanti la libreria a fianco<br />
partì per la spagna e divenne nervosa nell&#8217;esprimersi<br />
e mi spiegò per telefono che stava scopando il pavimento<br />
quasi piangendo mi disse che si stendeva i nervi<br />
si sfogava pulendo con la scopa dove era già pulito<br />
vidi un giorno così per caso la sua immagine in un bollettino dei baschi<br />
si stava battendo per la libertà<br />
così giovane e piena<br />
troppe cose voleva fare Maria in breve tempo<br />
la scopa le serviva per pensare<br />
ed io come tanti non capiamo la lunga e profonda mente femminile<br />
dario.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: Daniele Marotta		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107734</link>

		<dc:creator><![CDATA[Daniele Marotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 00:06:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[salve a tutti,
credo che il problema che voleva sollevare Loredana fosse, giustamente, in merito ai clichè e alle caselle in cui vengono messe/si mettono le donne.
Zitella?
Solo perchè una dice quello che le va e scopa è una zitella?
Purtroppo la fabbrica di clichè danneggia l&#039;immaginario e il cervello. Gli autori commerciali (onore a chi guadagna il pane scrivendo) cercano di appunto mettere il cappello sulle cose in modo da diventarne i profeti e andare in tv.
Se nell&#039;italietta la Di Pietro rinnova l&#039;aggettivo Zitella, le da lustro, e diventa un caso, ha svoltato. Tutti la chiameranno ai talk show a parlare delle &quot;sue&quot; zitelle, come Moccia è diventato il profeta dell&#039;adolescenza, o la Melissa P. vestale di adolescenti porche per adulti &quot;perbene&quot;.
E&#039; marketing.
Il problema è che questa è minestra riscaldata e non ve ne accorgete come la rana che muore bruciata se alzi la temperatura dell&#039;acqua a poco a poco.
Sex and the city nasce come serie di rottura, prima di diventare &quot;moda and the city&quot;.
All&#039;inizio fa vedere donne bianche borghesi americane che parlano di sesso e volentieri, che si confrontano con la modernità, che cercano una via per essere soggetti sessuali attive e femminili, senza essere troie, nè maschiacci o pupe, solo donne occidentali contemporanee che si confrontano liberamente sul pompino o se sia più importante il sesso o l&#039;amore e quanto.
Poi come tutte le cose popolari, la serie diventa un fenomeno di costume e l&#039;aspetto fashion e mondano diventa dominante e loro diventano bambole macina soldi e sponsor.
Delle fidanzatine porche, e fatte in serie, dell&#039;america di oggi.
Al cinema, a vedere il pessimo film tratto dalla serie, la sala ha fatto un sospiro di massa nel vedere la cabina armadio della nuova casa di Kerry, un &quot;ooooooooohhhh&quot; incantato.
Solo questo importava, come delle mega cenerentole moderne, in attesa del principe di turno.
La libertà ha un prezzo: ragionare un minimo per scegliere le letture e scartare le minestre riscaldate, appena si riconoscono. Se cercate un minimo intrattenimento fate altro, pensate alla povera rana in pentola.
D.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>salve a tutti,<br />
credo che il problema che voleva sollevare Loredana fosse, giustamente, in merito ai clichè e alle caselle in cui vengono messe/si mettono le donne.<br />
Zitella?<br />
Solo perchè una dice quello che le va e scopa è una zitella?<br />
Purtroppo la fabbrica di clichè danneggia l&#8217;immaginario e il cervello. Gli autori commerciali (onore a chi guadagna il pane scrivendo) cercano di appunto mettere il cappello sulle cose in modo da diventarne i profeti e andare in tv.<br />
Se nell&#8217;italietta la Di Pietro rinnova l&#8217;aggettivo Zitella, le da lustro, e diventa un caso, ha svoltato. Tutti la chiameranno ai talk show a parlare delle &#8220;sue&#8221; zitelle, come Moccia è diventato il profeta dell&#8217;adolescenza, o la Melissa P. vestale di adolescenti porche per adulti &#8220;perbene&#8221;.<br />
E&#8217; marketing.<br />
Il problema è che questa è minestra riscaldata e non ve ne accorgete come la rana che muore bruciata se alzi la temperatura dell&#8217;acqua a poco a poco.<br />
Sex and the city nasce come serie di rottura, prima di diventare &#8220;moda and the city&#8221;.<br />
All&#8217;inizio fa vedere donne bianche borghesi americane che parlano di sesso e volentieri, che si confrontano con la modernità, che cercano una via per essere soggetti sessuali attive e femminili, senza essere troie, nè maschiacci o pupe, solo donne occidentali contemporanee che si confrontano liberamente sul pompino o se sia più importante il sesso o l&#8217;amore e quanto.<br />
Poi come tutte le cose popolari, la serie diventa un fenomeno di costume e l&#8217;aspetto fashion e mondano diventa dominante e loro diventano bambole macina soldi e sponsor.<br />
Delle fidanzatine porche, e fatte in serie, dell&#8217;america di oggi.<br />
Al cinema, a vedere il pessimo film tratto dalla serie, la sala ha fatto un sospiro di massa nel vedere la cabina armadio della nuova casa di Kerry, un &#8220;ooooooooohhhh&#8221; incantato.<br />
Solo questo importava, come delle mega cenerentole moderne, in attesa del principe di turno.<br />
La libertà ha un prezzo: ragionare un minimo per scegliere le letture e scartare le minestre riscaldate, appena si riconoscono. Se cercate un minimo intrattenimento fate altro, pensate alla povera rana in pentola.<br />
D.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: Vincent		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107733</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 14:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@vale: la sazietà genera mostri, forse. Per lavoro ne avrai fin sopra i capelli di queste traduzioni, ma non è questo il punto. Se si comprano questi libri avranno una loro intrinseca piacevolezza? Io non lo so e mi butterei in riflessioni cretine che evito accuratamente. Nel frattempo depurati con Jane Austen e/o con Alice Munro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@vale: la sazietà genera mostri, forse. Per lavoro ne avrai fin sopra i capelli di queste traduzioni, ma non è questo il punto. Se si comprano questi libri avranno una loro intrinseca piacevolezza? Io non lo so e mi butterei in riflessioni cretine che evito accuratamente. Nel frattempo depurati con Jane Austen e/o con Alice Munro.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Di: vale		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107732</link>

		<dc:creator><![CDATA[vale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 08:19:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[sottoscrivo, @Frau. buon fine settimana, collega :-)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>sottoscrivo, @Frau. buon fine settimana, collega 🙂</p>
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		<title>
		Di: Frau Dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107731</link>

		<dc:creator><![CDATA[Frau Dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 08:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Vale, io non mi stavo illudendo... dicevo solo che magari leggere qualcosa di &quot;light&quot; in dosi omeopatiche non fa necessariamente male, soprattutto a donne colte che hanno i mezzi intellettuali per vedere oltre. Certo però, se i modelli (come sospettavo) sono falsamente emancipatori e per di più, come mi dici, il livello letterario medio è infimo, il rischio è che la lettrice meno equipaggiata culturalmente si accontenti,
convinta di essere &quot;una che legge&quot; mentre in realtà consuma solo spazzatura ben impacchettata (oltre a ispirarsi a modelli di femminile comunque unilaterali). E forse, come dicevo, esiste anche il rischio che qualche donna intelligente finisca per simpatizzare (almeno inconsciamente) con questi modelli di donne eleganti e un po&#039; materialiste, frivole ma anche capaci di essere autoironiche, o aggressive sul lavoro... contrapponendole al modello (decisamente caduto in disgrazia) della veterofemminista, sciattona e idealista
fino alla stupidità. E arrivando magari a credere che rappresentino una forma di nuovo femminismo.
Anch&#039;io faccio la traduttrice! Anche se a livelli di bassa manovalanza...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vale, io non mi stavo illudendo&#8230; dicevo solo che magari leggere qualcosa di &#8220;light&#8221; in dosi omeopatiche non fa necessariamente male, soprattutto a donne colte che hanno i mezzi intellettuali per vedere oltre. Certo però, se i modelli (come sospettavo) sono falsamente emancipatori e per di più, come mi dici, il livello letterario medio è infimo, il rischio è che la lettrice meno equipaggiata culturalmente si accontenti,<br />
convinta di essere &#8220;una che legge&#8221; mentre in realtà consuma solo spazzatura ben impacchettata (oltre a ispirarsi a modelli di femminile comunque unilaterali). E forse, come dicevo, esiste anche il rischio che qualche donna intelligente finisca per simpatizzare (almeno inconsciamente) con questi modelli di donne eleganti e un po&#8217; materialiste, frivole ma anche capaci di essere autoironiche, o aggressive sul lavoro&#8230; contrapponendole al modello (decisamente caduto in disgrazia) della veterofemminista, sciattona e idealista<br />
fino alla stupidità. E arrivando magari a credere che rappresentino una forma di nuovo femminismo.<br />
Anch&#8217;io faccio la traduttrice! Anche se a livelli di bassa manovalanza&#8230;</p>
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		<item>
		<title>
		Di: vale		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107730</link>

		<dc:creator><![CDATA[vale]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 07:09:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@Frau Dinosauro, purtroppo ti devo disilludere. Di mestiere faccio la traduttrice e ho al mio attivo una quindicina di questi capolavori della letteratura mondiale, e il panorama è desolante. Stilisticamente queste storielle fanno pietà, tagliate come sono per assomigliare già a dei film televisivi (mentre leggi ti sembra di vedere le dissolvenze), il linguaggio è piatto e banale, l&#039;umorismo greve. Le eccezioni sono rarissime, tutte oltremanica. Quanto al &#039;messaggio&#039;, è sconfortante: l&#039;autrice di Sex and the City è una bacchettona travestita da spregiudicata, e descrive un mondo in cui solo chi nasce ricca è davvero una signora (!). Non ho mai visto i telefilm, ma da quello che sento dire dai fan deduco che le sceneggiature non fossero farina del suo sacco. Poi esiste una produzione sconfinata di chick-lit britannica, in cui spiccano due o tre nomi ma che per il resto è popolata di personaggi femminili privi di qualsiasi spessore, piene di pregiudizi e terrorizzate all&#039;idea di farsi vedere in mutande senza l&#039;onnipresente &#039;Brasilian wax&#039;. Insomma, non voglio certo sputare nel piatto dove mangio :-) ma di letteratura, anche solo a scopo di intrattenimento, dalle parti della chick-lit non se ne vede molta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@Frau Dinosauro, purtroppo ti devo disilludere. Di mestiere faccio la traduttrice e ho al mio attivo una quindicina di questi capolavori della letteratura mondiale, e il panorama è desolante. Stilisticamente queste storielle fanno pietà, tagliate come sono per assomigliare già a dei film televisivi (mentre leggi ti sembra di vedere le dissolvenze), il linguaggio è piatto e banale, l&#8217;umorismo greve. Le eccezioni sono rarissime, tutte oltremanica. Quanto al &#8216;messaggio&#8217;, è sconfortante: l&#8217;autrice di Sex and the City è una bacchettona travestita da spregiudicata, e descrive un mondo in cui solo chi nasce ricca è davvero una signora (!). Non ho mai visto i telefilm, ma da quello che sento dire dai fan deduco che le sceneggiature non fossero farina del suo sacco. Poi esiste una produzione sconfinata di chick-lit britannica, in cui spiccano due o tre nomi ma che per il resto è popolata di personaggi femminili privi di qualsiasi spessore, piene di pregiudizi e terrorizzate all&#8217;idea di farsi vedere in mutande senza l&#8217;onnipresente &#8216;Brasilian wax&#8217;. Insomma, non voglio certo sputare nel piatto dove mangio 🙂 ma di letteratura, anche solo a scopo di intrattenimento, dalle parti della chick-lit non se ne vede molta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Frau Dinosauro		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107729</link>

		<dc:creator><![CDATA[Frau Dinosauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 05:29:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non ho ancora letto chick lit (anche se una moderata curiosità ce l&#039;ho) e quindi parlo anch&#039;io senza cognizione di causa specifica. Le mie amiche che la frequentano, che sono poi generalmente anche le appassionate di &quot;Sex and the City&quot; (altra lacuna nella mia cultura!), sono donne intelligenti, colte, con ambizioni professionali; nel loro caso, come si è detto, non credo che dal punto di vista intellettuale quel tipo di lettura
possa danneggiarle sostanzialmente e impedire poi loro di &quot;saltare&quot; o di tuffarsi ad altre profondità. Quello che temo, però, è che possa sottilmente fornire un alibi giustificatorio a una certa tendenza, del tipo: ho una potenziale intelligenza critica, posso interessarmi a mille cose, approfondirle e capirle, ma vivo in una società che esalta il superfluo e il godimento come valori assoluti, quindi un po&#039;, o tanto, me la spasso anch&#039;io svuotandomi la testa. Credo che la differenza stia in quel &quot;un po&#039;&quot; o &quot;tanto&quot;. Le protagoniste di chick lit, per esempio, si occupano mai di politica, o mettono mai in discussione i meccanismi economici di cui loro stesse in quanto appassionate shoppare fanno parte? Quanto alla ricerca del principe azzurro, bè, da quello che posso intuire certi personaggi e vicende rappresentano un&#039;evoluzione verso un tipo di favola più adulta e al passo con i tempi, ma di certo non un&#039;utopia positiva proiettata nel futuro... Voglio dire, se Cenerentola e Biancaneve ci insegnavano che &quot;per trovare il principe azzurro devi avere fiducia nel futuro e capacità di sognare, ma anche essere bella, buona e un angelo del focolare&quot;, questi libri e personaggi ci aggiungono: devi essere autoironica, indipendente, capace di fare carriera.... o in alcuni casi sovvertono (o fingono di sovvertire) la scala dei valori: non devi più essere buona, devi essere stronza. Può esserci un certo progresso del ruolo femminile, ma mi sembra un progresso tutto sommato allineato a quella che è stata, nella realtà, l&#039;evoluzione del femminile. Un&#039;evoluzione ancora parziale e lacunosa, dal &quot;non posso cambiare il mondo perché me ne sto chiusa in casa a occuparmi di cucina, marito e pupi&quot; a &quot;non mi occupo di cambiare il mondo perché ho un lavoro impegnativo, passo ore a fare shopping e nel tempo che mi resta ho voglia di svagarmi.&quot;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho ancora letto chick lit (anche se una moderata curiosità ce l&#8217;ho) e quindi parlo anch&#8217;io senza cognizione di causa specifica. Le mie amiche che la frequentano, che sono poi generalmente anche le appassionate di &#8220;Sex and the City&#8221; (altra lacuna nella mia cultura!), sono donne intelligenti, colte, con ambizioni professionali; nel loro caso, come si è detto, non credo che dal punto di vista intellettuale quel tipo di lettura<br />
possa danneggiarle sostanzialmente e impedire poi loro di &#8220;saltare&#8221; o di tuffarsi ad altre profondità. Quello che temo, però, è che possa sottilmente fornire un alibi giustificatorio a una certa tendenza, del tipo: ho una potenziale intelligenza critica, posso interessarmi a mille cose, approfondirle e capirle, ma vivo in una società che esalta il superfluo e il godimento come valori assoluti, quindi un po&#8217;, o tanto, me la spasso anch&#8217;io svuotandomi la testa. Credo che la differenza stia in quel &#8220;un po&#8217;&#8221; o &#8220;tanto&#8221;. Le protagoniste di chick lit, per esempio, si occupano mai di politica, o mettono mai in discussione i meccanismi economici di cui loro stesse in quanto appassionate shoppare fanno parte? Quanto alla ricerca del principe azzurro, bè, da quello che posso intuire certi personaggi e vicende rappresentano un&#8217;evoluzione verso un tipo di favola più adulta e al passo con i tempi, ma di certo non un&#8217;utopia positiva proiettata nel futuro&#8230; Voglio dire, se Cenerentola e Biancaneve ci insegnavano che &#8220;per trovare il principe azzurro devi avere fiducia nel futuro e capacità di sognare, ma anche essere bella, buona e un angelo del focolare&#8221;, questi libri e personaggi ci aggiungono: devi essere autoironica, indipendente, capace di fare carriera&#8230;. o in alcuni casi sovvertono (o fingono di sovvertire) la scala dei valori: non devi più essere buona, devi essere stronza. Può esserci un certo progresso del ruolo femminile, ma mi sembra un progresso tutto sommato allineato a quella che è stata, nella realtà, l&#8217;evoluzione del femminile. Un&#8217;evoluzione ancora parziale e lacunosa, dal &#8220;non posso cambiare il mondo perché me ne sto chiusa in casa a occuparmi di cucina, marito e pupi&#8221; a &#8220;non mi occupo di cambiare il mondo perché ho un lavoro impegnativo, passo ore a fare shopping e nel tempo che mi resta ho voglia di svagarmi.&#8221;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Vincent		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107728</link>

		<dc:creator><![CDATA[Vincent]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 22:01:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il problema, demonio, è quello che scrive zaub: non tutti hanno lo spirito critico e la consapevolezza dell&#039;alto e del basso, ovvero puoi leggere Kinsella ma non arrivare mai a Fenoglio. Ma anche tutto sport e non Borges.
Capita, basta saperlo.
A livello personale niente contro i chick lit e nemmeno contro la Kinsella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il problema, demonio, è quello che scrive zaub: non tutti hanno lo spirito critico e la consapevolezza dell&#8217;alto e del basso, ovvero puoi leggere Kinsella ma non arrivare mai a Fenoglio. Ma anche tutto sport e non Borges.<br />
Capita, basta saperlo.<br />
A livello personale niente contro i chick lit e nemmeno contro la Kinsella.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: zauberei		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107727</link>

		<dc:creator><![CDATA[zauberei]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 19:34:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3768#comment-107727</guid>

					<description><![CDATA[demonio pellegrino intanto criticare non equivale desiderare di mettere al bando. Desiderare di mettere al bando vuol dire esplicitare la necessità di una norma, criticare vuol dire mettersi davanti a un oggetto e dire, non mi piaci. Io mi sono rotta di questo cortocircuito logico per cui ogni volta che si critica, si attacca la solfa della dittatura e della mancanza di libertà.
Non so come hai fatto a digerire Kinsella, ma io in compenso ho una cultura soapoperistica e telepanettona che levete:) e anche io scivolo in alto e in basso come voglio. Temo però che questo riesce molto meglio quando da bimbo ci hai qualcuno che ti mette in alto - a scuola nella cultura in famiglia sui media. Per cui scendi e sali e trovi profondità ovunque. a partire da Kinsella e approdare  riesce, ma a persone di particolare talento. Ad altri in realtà molto meno.
In ogni caso: Italia demonio, qui si scrive e ci si scorna in Italia. I libri che li sono un  fenomeno di un tipo qui assumono forme molto più sinistre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>demonio pellegrino intanto criticare non equivale desiderare di mettere al bando. Desiderare di mettere al bando vuol dire esplicitare la necessità di una norma, criticare vuol dire mettersi davanti a un oggetto e dire, non mi piaci. Io mi sono rotta di questo cortocircuito logico per cui ogni volta che si critica, si attacca la solfa della dittatura e della mancanza di libertà.<br />
Non so come hai fatto a digerire Kinsella, ma io in compenso ho una cultura soapoperistica e telepanettona che levete:) e anche io scivolo in alto e in basso come voglio. Temo però che questo riesce molto meglio quando da bimbo ci hai qualcuno che ti mette in alto &#8211; a scuola nella cultura in famiglia sui media. Per cui scendi e sali e trovi profondità ovunque. a partire da Kinsella e approdare  riesce, ma a persone di particolare talento. Ad altri in realtà molto meno.<br />
In ogni caso: Italia demonio, qui si scrive e ci si scorna in Italia. I libri che li sono un  fenomeno di un tipo qui assumono forme molto più sinistre.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: demonio pellegrino		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitelle/comment-page-1/#comment-107726</link>

		<dc:creator><![CDATA[demonio pellegrino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 15:55:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/?p=3768#comment-107726</guid>

					<description><![CDATA[PS: io della Kinsella mi sono letto tutta la serie della shopaholic, e mi e&#039; piaciuta. Tutto questo non m&#039;impedisce di leggere - e di apprezzare - Borges o Calvino o Fenoglio, per dire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PS: io della Kinsella mi sono letto tutta la serie della shopaholic, e mi e&#8217; piaciuta. Tutto questo non m&#8217;impedisce di leggere &#8211; e di apprezzare &#8211; Borges o Calvino o Fenoglio, per dire.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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