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	Commenti a: ZITTE ZITTE, PIANO PIANO	</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		Di: lalipperini		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2012 08:02:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Luciano Tanto. Ehm. E&#039; il Barbiere di Siviglia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luciano Tanto. Ehm. E&#8217; il Barbiere di Siviglia.</p>
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		Di: Mauro Zennaro		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Zennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Oct 2012 07:27:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il convegno sulla toponomastica femminile, e la stessa questione sollevata da circa quattromila donne e qualche uomo su facebook, potrà anche apparire poco rilevante rispetto a questioni più macroscopiche e drammatiche, me è una cartina al tornasole di una situazione intollerabile, ovvero dell&#039;invisibilità delle donne, che non trovano posto nei libri di storia, di scienza eccetera. La sproporzione è pazzesca: circa il 4%. Dunque solo il 4% delle donne merita una strada? Non mi si dica che non hanno compiuto gesta sufficientemente eroiche. A Fiumicino (rm) c&#039;è una via delle Vongole. Le vongole sono meritevoli? Al di là della mera computisteria e dell&#039;utilità effettiva della cosa (negli Usa un sacco di strade è contraddistinto da un numero, e va benissimo), c&#039;e l&#039;aspetto simbolico e della comunicazione: quale messaggio si dà alle donne, alle ragazze, alle bambine? Che esistono e meritano attenzione solo se sono oggetto di marketing? È ora che noi uomini la piantiamo col voler insegnare alle donne cosa è rilevante e cosa no.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il convegno sulla toponomastica femminile, e la stessa questione sollevata da circa quattromila donne e qualche uomo su facebook, potrà anche apparire poco rilevante rispetto a questioni più macroscopiche e drammatiche, me è una cartina al tornasole di una situazione intollerabile, ovvero dell&#8217;invisibilità delle donne, che non trovano posto nei libri di storia, di scienza eccetera. La sproporzione è pazzesca: circa il 4%. Dunque solo il 4% delle donne merita una strada? Non mi si dica che non hanno compiuto gesta sufficientemente eroiche. A Fiumicino (rm) c&#8217;è una via delle Vongole. Le vongole sono meritevoli? Al di là della mera computisteria e dell&#8217;utilità effettiva della cosa (negli Usa un sacco di strade è contraddistinto da un numero, e va benissimo), c&#8217;e l&#8217;aspetto simbolico e della comunicazione: quale messaggio si dà alle donne, alle ragazze, alle bambine? Che esistono e meritano attenzione solo se sono oggetto di marketing? È ora che noi uomini la piantiamo col voler insegnare alle donne cosa è rilevante e cosa no.</p>
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		Di: luciano tanto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[luciano tanto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 22:20:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[hola... / strana citazione: &quot;zitte zitte...&quot;, come in &quot;rigoletto&quot; e il secuestro continuato da stupro consenziente?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>hola&#8230; / strana citazione: &#8220;zitte zitte&#8230;&#8221;, come in &#8220;rigoletto&#8221; e il secuestro continuato da stupro consenziente?</p>
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		Di: Paestum: un salto femminista dal 1976 al 2012 &#171; Georgiamada		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paestum: un salto femminista dal 1976 al 2012 &#171; Georgiamada]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 13:58:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[...] Corriere, Il mattino, Io donna, Repubblica, Gli altri, Lipperatura, Il paese delle donne (che non ci [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Corriere, Il mattino, Io donna, Repubblica, Gli altri, Lipperatura, Il paese delle donne (che non ci [&#8230;] </p>
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		Di: tiziana		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tiziana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 13:30:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#039;invisibilità è negli occhi di chi guarda, sia esso uomo o donna. Mi spiego meglio,  da molto tempo rifletto su questo fenomeno interessantissimo e allo stesso tempo inquietante,per il momento sono arrivata solamente ad alcune ipotesi su variabili facilmente osservabili,è vero la maggioranza dei critici  snobba le opere letterarie o artistiche delle donne, questo atteggiamento continua nei lettori che in alcuni casi si informano su riviste o fonti varie venendone preventivamente influenzato, ma ciò non basta per spiegare il fenomeno, c&#039;è di peggio. Ho effettuato una piccola statistica casalinga sul web cercando elenchi di critici di professione,ho così potuto constatare che esiste un numero veramente grande di donne critiche d&#039;arte (per arte intendo comprendere anche la letteratura),così come è grande il numero di professoresse universitarie influenti,(sicuramente anch&#039;esse in alcuni casi saranno &quot;baronesse&quot;),tantissimi blog gestiti da donne e tante donne giornaliste. Non penso che questo grande insieme di donne sia meno influente in alcuni ambiti, un po&#039; meno in altri.Il problema a questo punto diventa sempre più difficile da risolvere , il problema è che questi illustri uomini e donne usano lo stesso  sguardo,hanno gli stessi pregiudizi e riescono a continuare l&#039;opera di &quot;invisibilizzazione&quot; a livello profondo quasi senza accorgersene.Vie d&#039;uscita? Non ho risposte precise ma sicuramente si tratta di scavare in noi stesse/i e rinvenire la persistenza di strutture di pensiero antichissime che condizionano la nostra &quot;vista&quot; indipendentemente dal sesso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;invisibilità è negli occhi di chi guarda, sia esso uomo o donna. Mi spiego meglio,  da molto tempo rifletto su questo fenomeno interessantissimo e allo stesso tempo inquietante,per il momento sono arrivata solamente ad alcune ipotesi su variabili facilmente osservabili,è vero la maggioranza dei critici  snobba le opere letterarie o artistiche delle donne, questo atteggiamento continua nei lettori che in alcuni casi si informano su riviste o fonti varie venendone preventivamente influenzato, ma ciò non basta per spiegare il fenomeno, c&#8217;è di peggio. Ho effettuato una piccola statistica casalinga sul web cercando elenchi di critici di professione,ho così potuto constatare che esiste un numero veramente grande di donne critiche d&#8217;arte (per arte intendo comprendere anche la letteratura),così come è grande il numero di professoresse universitarie influenti,(sicuramente anch&#8217;esse in alcuni casi saranno &#8220;baronesse&#8221;),tantissimi blog gestiti da donne e tante donne giornaliste. Non penso che questo grande insieme di donne sia meno influente in alcuni ambiti, un po&#8217; meno in altri.Il problema a questo punto diventa sempre più difficile da risolvere , il problema è che questi illustri uomini e donne usano lo stesso  sguardo,hanno gli stessi pregiudizi e riescono a continuare l&#8217;opera di &#8220;invisibilizzazione&#8221; a livello profondo quasi senza accorgersene.Vie d&#8217;uscita? Non ho risposte precise ma sicuramente si tratta di scavare in noi stesse/i e rinvenire la persistenza di strutture di pensiero antichissime che condizionano la nostra &#8220;vista&#8221; indipendentemente dal sesso</p>
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		Di: Paolo1984		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitte-zitte-piano-piano/comment-page-1/#comment-130567</link>

		<dc:creator><![CDATA[Paolo1984]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 12:46:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[campassi cent&#039;anni non capirò mai cosa intendono quando parlano di scrittura &quot;oggettiva&quot; e sopratutto mai e poi mai capirò per quale caspita di motivo il fatto di scrivere romanzi incentrati su storie d&#039;amore e vicende sentimentali viene visto come una &quot;diminutio&quot; rispetto a scrivere di altro (ho l&#039;impressione che in questo vi sia una miscela di sessismo e snobismo). Sarà che io sulla narrativa ritengo di non avere alcuna preclusione, ogni storia mi può prendere se è buona, al di là dei temi e dei generi letterari.
Inoltre emozioni, sentimento, amore sono ingredienti importantissimi nella vita come nella narrativa di ogni genere e non solo in quella &quot;rosa&quot;. Storia dell&#039;assedio di Lisbona di Saramago e 22/11/&#039;63 di King, nessuno li definirebbe romanzi &quot;sentimentali&quot; eppure narrano delle bellissime e romantiche storie d&#039;amore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>campassi cent&#8217;anni non capirò mai cosa intendono quando parlano di scrittura &#8220;oggettiva&#8221; e sopratutto mai e poi mai capirò per quale caspita di motivo il fatto di scrivere romanzi incentrati su storie d&#8217;amore e vicende sentimentali viene visto come una &#8220;diminutio&#8221; rispetto a scrivere di altro (ho l&#8217;impressione che in questo vi sia una miscela di sessismo e snobismo). Sarà che io sulla narrativa ritengo di non avere alcuna preclusione, ogni storia mi può prendere se è buona, al di là dei temi e dei generi letterari.<br />
Inoltre emozioni, sentimento, amore sono ingredienti importantissimi nella vita come nella narrativa di ogni genere e non solo in quella &#8220;rosa&#8221;. Storia dell&#8217;assedio di Lisbona di Saramago e 22/11/&#8217;63 di King, nessuno li definirebbe romanzi &#8220;sentimentali&#8221; eppure narrano delle bellissime e romantiche storie d&#8217;amore</p>
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		Di: barbara		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitte-zitte-piano-piano/comment-page-1/#comment-130566</link>

		<dc:creator><![CDATA[barbara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 11:06:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[@ Maurizio, il convegno sulla toponomastica - grazie Loredana - se guardi il programma, è un normale convegno di esperti ed esperte della materia che allargano lo sguardo al genere.
Lo scrivo solo perché è un evento passato: ma un gruppo di colleghe storiche esperte di alto medioevo organizzò un convegno sul lavoro femminile nella tessitura. Insomma ciascuna e ciascuno si occupa anche di quello che conosce meglio. E, pur rilevando lo sbilanciamento toponomastico, non credo usciranno armate per rinominare le strade.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>@ Maurizio, il convegno sulla toponomastica &#8211; grazie Loredana &#8211; se guardi il programma, è un normale convegno di esperti ed esperte della materia che allargano lo sguardo al genere.<br />
Lo scrivo solo perché è un evento passato: ma un gruppo di colleghe storiche esperte di alto medioevo organizzò un convegno sul lavoro femminile nella tessitura. Insomma ciascuna e ciascuno si occupa anche di quello che conosce meglio. E, pur rilevando lo sbilanciamento toponomastico, non credo usciranno armate per rinominare le strade.</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Di: girolamo		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitte-zitte-piano-piano/comment-page-1/#comment-130565</link>

		<dc:creator><![CDATA[girolamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 10:29:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so se vado in OT (è un commento legato al post di ieri), nel caso mi scuso. La visibilità delle donne, e l&#039;effetto prodotto da una falsa percezione, dunque. Prendiamo lo stringato elenco dei &lt;i&gt;&quot;principali orientamenti critici&lt;/i&gt;&quot;: Auerbach, Contini, Segre e Croce. Prima ancora della sonora pernaccchia che dovrebbe accompagnare il nome di don Benedetto, e prima ancora della (giusta) menzione dei Gender Studies, c&#039;è almeno una lacuna a dir poco gigantesca: &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Corti&quot; rel=&quot;nofollow ugc&quot;&gt;Maria Corti&lt;/a&gt;. Io ho fatto in tempo a studiare in un&#039;università (e no ho seguito corsi di letteratura italiana) dove, al termine di certi argomenti, il prof. (che poteva essere uno del calibro di Anceschi, ma non solo lui) concludeva: aspettiamo il prossimo lavoro di Maria Corti. Com&#039;è che adesso la &quot;scuola di Pavia&quot; (definizione che peraltro non esaurisce affatto l&#039;importanza dei lavori di Corti) è rappresentata dal solo Segre? Io una risposta ce l&#039;ho, e non è legata al valore scientifico, ma al peso delle baronie accademiche e alle amicizie nei luoghi che contano: ad esempio, sulla terza pagina del &quot;Corriere&quot;, dove il baron Segre (del quale, ripeto, non metto in discussione la scienza) è tutt&#039;ora in buona compagnia (Galli della Loggia, Panebianco, Sartori, Abravanel) nel dare un&#039;immagine caricaturale della scuola pubblica (della quale i membri di questa compagnia di giro non sanno un&#039;acca). Ed ecco che di Segre ci si ricorda (o qualcuno telefona per ricordare), e di Maria Corti no. La morale di questa poco edificante storia è che la visibilità non dipende dal tuo reale valore, ma dal modo in cui lo vendi (e ti vendi), dai circoli che frequenti, dagli uffici stampa, dall&#039;agenda telefonica. È lì, e non altrove, che nasce la percezione di un&#039;assenza, rispetto alla quale qualunque discorso di &quot;quote&quot; è perdente proprio perché non mette in discussione il vizio d&#039;origine. Senza colpire le baronie (che sono luoghi di potere non solo, &lt;i&gt;ma anche&lt;/i&gt; maschile) c&#039;è il rischio di trovarsi in quota la portaborse del barone X, e di continuare a non sapere chi è Maria Corti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se vado in OT (è un commento legato al post di ieri), nel caso mi scuso. La visibilità delle donne, e l&#8217;effetto prodotto da una falsa percezione, dunque. Prendiamo lo stringato elenco dei <i>&#8220;principali orientamenti critici</i>&#8220;: Auerbach, Contini, Segre e Croce. Prima ancora della sonora pernaccchia che dovrebbe accompagnare il nome di don Benedetto, e prima ancora della (giusta) menzione dei Gender Studies, c&#8217;è almeno una lacuna a dir poco gigantesca: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Corti" rel="nofollow ugc">Maria Corti</a>. Io ho fatto in tempo a studiare in un&#8217;università (e no ho seguito corsi di letteratura italiana) dove, al termine di certi argomenti, il prof. (che poteva essere uno del calibro di Anceschi, ma non solo lui) concludeva: aspettiamo il prossimo lavoro di Maria Corti. Com&#8217;è che adesso la &#8220;scuola di Pavia&#8221; (definizione che peraltro non esaurisce affatto l&#8217;importanza dei lavori di Corti) è rappresentata dal solo Segre? Io una risposta ce l&#8217;ho, e non è legata al valore scientifico, ma al peso delle baronie accademiche e alle amicizie nei luoghi che contano: ad esempio, sulla terza pagina del &#8220;Corriere&#8221;, dove il baron Segre (del quale, ripeto, non metto in discussione la scienza) è tutt&#8217;ora in buona compagnia (Galli della Loggia, Panebianco, Sartori, Abravanel) nel dare un&#8217;immagine caricaturale della scuola pubblica (della quale i membri di questa compagnia di giro non sanno un&#8217;acca). Ed ecco che di Segre ci si ricorda (o qualcuno telefona per ricordare), e di Maria Corti no. La morale di questa poco edificante storia è che la visibilità non dipende dal tuo reale valore, ma dal modo in cui lo vendi (e ti vendi), dai circoli che frequenti, dagli uffici stampa, dall&#8217;agenda telefonica. È lì, e non altrove, che nasce la percezione di un&#8217;assenza, rispetto alla quale qualunque discorso di &#8220;quote&#8221; è perdente proprio perché non mette in discussione il vizio d&#8217;origine. Senza colpire le baronie (che sono luoghi di potere non solo, <i>ma anche</i> maschile) c&#8217;è il rischio di trovarsi in quota la portaborse del barone X, e di continuare a non sapere chi è Maria Corti.</p>
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		<title>
		Di: Maurizio		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitte-zitte-piano-piano/comment-page-1/#comment-130564</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 10:23:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Devo ammettere, dopo aver letto con molta attenzione una buona parte del materiale che Loredana segnala, che tra le tante (tantissime) cose interessanti un posto alla toponomastica femminile  proprio non riesco a trovarglielo. A me fa solo ridere, lo confesso. Certo, è un segnale anche questo, per carità, e pure di evidenza palmare... ma davvero merita tutta questa attenzione? Tra il non riuscire a parlare di tutto trascurando temi fondamentali come è accaduto in passato per la legge 40 e una pervasività di interventi che arriva fino ai cartelli stradali non c&#039;è davvero, una via di mezzo? Spero almeno che, in tempi di vacche magre, la benemerita fondazione abbia avuto il buon senso di pagarsi le spese da sola, anche se la presenza di tanti soggetti pubblici tra gli enti patrocinanti un po&#039; mi fa temere... Ma il patrocinio non è una sponsorship, e quindi voglio pensare che questa accusa non possa essere mossa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere, dopo aver letto con molta attenzione una buona parte del materiale che Loredana segnala, che tra le tante (tantissime) cose interessanti un posto alla toponomastica femminile  proprio non riesco a trovarglielo. A me fa solo ridere, lo confesso. Certo, è un segnale anche questo, per carità, e pure di evidenza palmare&#8230; ma davvero merita tutta questa attenzione? Tra il non riuscire a parlare di tutto trascurando temi fondamentali come è accaduto in passato per la legge 40 e una pervasività di interventi che arriva fino ai cartelli stradali non c&#8217;è davvero, una via di mezzo? Spero almeno che, in tempi di vacche magre, la benemerita fondazione abbia avuto il buon senso di pagarsi le spese da sola, anche se la presenza di tanti soggetti pubblici tra gli enti patrocinanti un po&#8217; mi fa temere&#8230; Ma il patrocinio non è una sponsorship, e quindi voglio pensare che questa accusa non possa essere mossa.</p>
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		<title>
		Di: luziferszorn		</title>
		<link>https://www.lipperatura.it/zitte-zitte-piano-piano/comment-page-1/#comment-130563</link>

		<dc:creator><![CDATA[luziferszorn]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2012 08:37:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Snoq.... letto locandina convegno, constatata presenza di registe, scrittrici, ministri (sic1), avvocate, giuriste, medici, professori ordinari (sic2), giornaliste e quant&#039;altro. Sbaglio (cerco di sperare) o manca la psicoanalisi? Non è che il silenzio e inattività sia un riflesso dell&#039;inadeguatezza dell chiacchierare? Chiedo, eh, senza malizia. (bene la toponomastica, ma anche la linguistica &quot;di genere&quot; sarebbe d&#039;uopo...).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Snoq&#8230;. letto locandina convegno, constatata presenza di registe, scrittrici, ministri (sic1), avvocate, giuriste, medici, professori ordinari (sic2), giornaliste e quant&#8217;altro. Sbaglio (cerco di sperare) o manca la psicoanalisi? Non è che il silenzio e inattività sia un riflesso dell&#8217;inadeguatezza dell chiacchierare? Chiedo, eh, senza malizia. (bene la toponomastica, ma anche la linguistica &#8220;di genere&#8221; sarebbe d&#8217;uopo&#8230;).</p>
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