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	<title>sciopero Archivi &#8902; Lipperatura</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>SPINGERE L&#8217;IMPOVERITO A ODIARE IL POVERO: SUL WEEKEND LUNGO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2025 08:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose che accadono in giro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 2011. In un suo intervento, Wu Ming 1 disse:<br />
"In Italia come in poche altre nazioni, non c’è nulla di più facile che spingere l’impoverito a odiare il povero".<br />
In queste ore ne abbiamo la riprova. Basta dotarsi di pazienza e andare a leggere le decine e decine di commenti contro "il weekend lungo" (definizione con cui la presidente del consiglio ha bollato le manifestazioni spontanee e organizzate nella maggior parte delle piazze italiane contro il sequestro dell'equipaggio della Flotilla): a scagliarsi contro gli scioperanti sono piccoli e medi imprenditori, indignati contro "i lazzaroni" (cit. da un'imprenditrice bresciana) e quelli che non hanno voglia di lavorare, e, ancora una volta, "i figli di papà" (cit., di nuovo, dalla presidente del consiglio). Dire che non sanno di cosa parlano è ovvio, ma non serve: in molti casi ripetono le parole dei personaggi che vengono invitati in televisione non a ragionare ma a inanellare slogan contro il nemico di turno ( e, scusate tanto, in molti casi i figli di papà sono proprio loro). In moltissimi altri casi c'è solitudine, c'è disperazione, anche, c'è la povertà vera e non semplicemente l'impoverimento: solitudine e disperazione e povertà che fin qui non sono stati intercettati dalla politica, in tutta onestà. <br />
In questi commentatori, quando non siano bot aizzati dalle varie "bestie" social della destra, c'è una domanda comune: perché non scendete in piazza per noi?<br />
Quello che sfugge è che scende in piazza in queste ore lo fa anche per loro: certo, la prima e urgentissima istanza è per far sapere  che si sta compiendo un genocidio, negato ancora e al più travestito da un "piano di pace" quanto meno dubbio. Ma anche per far sentire una voce comune, finalmente collettiva, contro la deriva autoritaria che investe l'Italia e mezzo mondo. Perché la vostra infelicità, o il vostro impoverimento, non è colpa dei manifestanti, non è colpa degli immigrati, non è colpa dei "comunisti"  e di coloro verso cui è facile indirizzare l'odio. E' colpa di qualche decennio di scelte politica sbagliate, dal Berlusconi che si vantava "Nelle mie aziende non c’è mai stata un’ora di sciopero", a Monti, a Renzi, a Draghi, e ora a Meloni.<br />
E ora chi è in piazza prova a ripetere questo, che tutti e tutte hanno diritto di vivere una buona e bella vita. A Gaza, in Ucraina, ovunque ci sia una guerra (e sarà presto molto vicina), e anche in Italia. Già.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lipperatura.it/spingere-limpoverito-a-odiare-il-povero-sul-weekend-lungo/">SPINGERE L&#8217;IMPOVERITO A ODIARE IL POVERO: SUL WEEKEND LUNGO</a> proviene da <a href="https://www.lipperatura.it">Lipperatura</a>.</p>
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