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	<title>Maria Teresa Carbone Archivi &#8902; Lipperatura</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>UN&#8217;ECOLOGIA EDITORIALE E&#8217; POSSIBILE: IL CASO RIDEAU ROUGE</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 08:06:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose che accadono in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Il Manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Le rideau rouge]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Teresa Carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' un lunedì diverso dal solito, perché arriva dopo giornate a loro volta molto diverse dal solito. Da cui, qui, traggo una considerazione che è nei fatti una domanda: come reagisce il mondo della cultura e soprattutto della letteratura a quanto sta avvenendo? <br />
Intendiamoci, le adesioni individuali a quello che è un inizio di (movimento? ecologia?), ci sono eccome. Ci sono da parte di scrittrici e scrittori, e anche di librerie. Ma come altro si interviene? Con i libri? Con i discorsi pubblici? Con quali azioni?<br />
Lascio nell'aria le domande e vi invito a leggere l'articolo di Maria Teresa Carbone sul Manifesto. Articolo importante, uscito lo scorso 2 ottobre,  dal titolo "Librerie e centri di militanza quotidiana", che mostra come sia possibile percorrere altre strade.<br />
Carbone riporta stralci di un'intervista rilasciata da una libraia, Mathilde Charrier, nella sua veste di coordinatrice dell’Association pour l’écologie du livre.<br />
Vi consiglio di leggerla tutta: perché rende giustizia a tutte e tutti coloro che sostengono da anni che la sovrapproduzione di titoli è dannosa per ogni frammento del sistema editoriale, che, come dice Charrier, è "basato fin dagli anni '80 su una crescita irragionevole della produzione":<br />
"Oggi, in Francia, durante l'anno, vengono pubblicati in media trecento nuovi libri al giorno, in tutti i settori editoriali. Dal punto di vista ecologico, questa produzione non ha senso, poiché tutti i libri invenduti finiranno, nella migliore delle ipotesi, in magazzino, ma più spesso al macero L'attenzione rivolta alle uscite letterarie di settembre e gennaio corrisponde, a nostro avviso, a un tentativo di svendere una produzione eccessivamente ampia".<br />
Quest'anno è stata lanciata una tregua sulle nuove uscite, e ha funzionato.<br />
Quel che possiamo dedurre è che un altro mondo editoriale è possibile, che fare rete non è un'utopia e che non dobbiamo in alcun modo ritenere che il predominio dei filoni, delle ripetizioni e dell'imperativo dei grandi numeri sia inamovibile. Ovviamente, con tutto il rispetto e anche il piacere nel leggere libri più lievi: ma senza uccidere in culla tutto il resto, che si chiama bibliodiversità.<br />
Pensiamoci su.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lipperatura.it/unecologia-editoriale-e-possibile-il-caso-rideau-rouge/">UN&#8217;ECOLOGIA EDITORIALE E&#8217; POSSIBILE: IL CASO RIDEAU ROUGE</a> proviene da <a href="https://www.lipperatura.it">Lipperatura</a>.</p>
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		<title>LAVORATORI CULTURALI: IL FESTIVAL DI LETTERATURA WORKING CLASS E IL RAPPORTO INGLESE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 08:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose che accadono in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Prunetti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Teresa Carbone]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Lagioia]]></category>
		<category><![CDATA[The Guardian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A proposito di lavoro culturale. C'è un aspetto che si associa immediatamente a queste due parole ed è quello della sopravvivenza dei lavoratori della cultura. Dal momento che si avvicina il primo Festival italiano di letteratura working class (che si deve ad Alberto Prunetti e ad Alegre), e sollecitata da un articolo di Maria Teresa Carbone sul Manifesto, vado a leggere un articolo sul Guardian di Ben Quinn, che a sua volta riporta i dati del  rapporto intitolato Structurally F*cked . Vi si legge fra l'altro che la proporzione di lavoratori culturali che provengono da un contesto operaio si è ridotta della metà.<br />
Mi torna in mente la lectio sul giornalismo culturale che Nicola Lagioia tenne quasi un anno dopo la morte di Alessandro Leogrande: "Se era così bravo, così competente, così coraggioso, così in gamba come tutti quanti non smettono di dire, perché i grandi giornali non hanno fatto a cazzotti per accaparrarselo, salvo parlarne in termini di superlativo assoluto e lodarlo solo dopo che era morto?"<br />
Ai mille lavori di Leogrande penso spesso, e penso anche a chi ha oggi la sua età e fa appunto quei mille lavori per tirar fuori uno stipendio, e penso ai dati del Guardian e al fatto che alle parole "ascensore sociale" parecchi farebbero spallucce, qualcuno ti guarderebbe storto e altri non saprebbero neanche cosa è.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lipperatura.it/lavoratori-culturali-il-festival-di-letteratura-working-class-e-il-rapporto-inglese/">LAVORATORI CULTURALI: IL FESTIVAL DI LETTERATURA WORKING CLASS E IL RAPPORTO INGLESE</a> proviene da <a href="https://www.lipperatura.it">Lipperatura</a>.</p>
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		<title>DA LEGGERE, SE VOLETE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 07:33:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose che accadono in giro]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Daniele]]></category>
		<category><![CDATA[Alias]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Nri]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Teresa Carbone]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Bruno]]></category>
		<category><![CDATA[Sorelle d039Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[Tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Zambardino]]></category>
		<category><![CDATA[Wu Ming]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molto difficile dire qualcosa di sensato in queste circostanze. Mi limito a fornire qualche link. Vittorio Zambardino, sulla reazione della rete. Leggere anche il post di Gianluca Neri di ieri. Nonchè l&#8217;invito delle Sorelle d&#8217;Italia. Nonchè la rabbia di Alessandra...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lipperatura.it/da-leggere-se-volete/">DA LEGGERE, SE VOLETE</a> proviene da <a href="https://www.lipperatura.it">Lipperatura</a>.</p>
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