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	<title>Roberto Laghi Archivi &#8902; Lipperatura</title>
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	<description>di Loredana Lipperini</description>
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		<title>UN PAIO DI COSE SUL &#8220;TECNOFASCISMO&#8221;,  PALANTIR E, DI NUOVO, L&#8217;AI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lalipperini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:36:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cose che accadono in giro]]></category>
		<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Giap]]></category>
		<category><![CDATA[Palantir]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Laghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E' capitato, ieri sera, di ritrovarmi a guardare vecchi album di fotografie, scattate negli anni Novanta e dunque non conservate in forma digitale. Guarda, mi dicevo, i figli bambini al mare, a Serravalle, con i pattini, alle feste dei compagni di classe. E guardandomi mi dicevo che certamente ero giovane, con il pacco dei quotidiani sulle ginocchia e occhiali da vista con la montatura di metallo. E guardando e ricordando mi dicevo: ho detto ero, ed è così, e il verbo al passato vien bene per tutti coloro che pensano che l'età giustifichi la diffidenza verso l'AI, di cui spesso ho parlato. Gente vecchia uguale gente che non capisce. Gente che guarda indietro, esattamente come coloro che nei secoli hanno accolto con disdegno il cinema sonoro, la fotografia, il magnetofono, internet.<br />
Mi è arrivata fra le mani l'immagine dei figli bambini che giocavano con il game-boy, e mi sono detta che ero stufa di questa semplificazione, proprio io che sono stata fra le primissime, nel 1991, ad avere un telefono cellulare e che tre anni prima avevo il mio primo pc, un MacIntosh, e che nel 1995 smanettavo con l'Internet dei primordi, e che questa narrazione secondo la quale chi non grida al miracolo davanti all'AI è un cavernicolo è malaccorta, ingenerosa e a volte furba. Perché, banalmente, questo salto non è come gli altri. E ci mette molto più a rischio degli altri.<br />
Su Giap, Roberto Laghi fa un'analisi molto interessante della nostra sbronza: "Non è un caso che il determinismo tecnologico sia una delle idee che le aziende spingono di più per convincerci che quello che fanno segue il corso inevitabile del progresso e a noi non resta che adattarci: molto del marketing intorno alla cosiddetta «intelligenza artificiale» gira proprio intorno a questo e, noi, ci dicono, o saltiamo sul treno in corsa o saremo esclusi – da tutto, o quasi."<br />
Leggetelo tutto, perché parla apertamente di tecnofascismo, ma anche delle alternative.<br />
Peraltro, in questi giorni si è discusso molto del manifesto in 22 punti pubblicato dalla Palantir di Peter Thiel. Sono punti prevedibili, per chi ha seguito un po' l'ascesa del Signor Anticristo e della sua azienda: le Big Tech devono partecipare alla difesa nazionale, il servizio militare deve tornare obbligatorio, le culture non sono uguali, e quindi inclusività e pluralismo sono scatole vuote di cui liberarsi, il software militare è il futuro. Eccetera.<br />
Non ve lo linko perché non voglio contribuire ad aumentare i milioni di visualizzazioni, ma lo trovate un po' ovunque. E' interessante quanto Thiel batta sulla "tirannia delle app" chiedendo di pensare in grande, e ribadendo che chi produce tecnologia ha il potere, e che l'intelligenza artificiale è quel potere. E invita ad avere fede in chi lo produce. Per i distratti, la bio di Palantir su X è Software that dominates. E il punto 12 del manifesto dice:<br />
"Un'era di deterrenza, l'era atomica, sta finendo, e una nuova era di deterrenza costruita sull'AI sta per iniziare".<br />
Gandalf: Un Palantir è un attrezzo pericoloso, Saruman.<br />
Saruman: Perché? Perché dovremmo noi temere di usarlo?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lipperatura.it/un-paio-di-cose-sul-tecnofascismo-palantir-e-di-nuovo-lai/">UN PAIO DI COSE SUL &#8220;TECNOFASCISMO&#8221;,  PALANTIR E, DI NUOVO, L&#8217;AI</a> proviene da <a href="https://www.lipperatura.it">Lipperatura</a>.</p>
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