Dunque, dal 15 al 18 marzo, Peter Thiel verrà a Roma per quattro lezioni sull’Anticristo e l’apocalisse. Saranno incontri a invito, riservati a un pubblico selezionato. No registrazioni. No telefonini.
Thiel è uno dei superpotenti americani che si occupano di dati, di sicurezza, di finanza e di armi, e che sono vicinissimi alla destra. Uno di coloro che peraltro si stanno appropriando dell’universo di Tolkien, che già molte forze conservatrici si attribuiscono ingiustamente e contro ogni logica, e si chiamano Palantir, come le pietre veggenti create dagli elfi e controllate da Sauron, Anduril, come la spada di Aragorn, Mithril come il prezioso metallo dei nani. In particolare, Thiel è vicinissimo a Trump e a quanto pare è riuscito a far diventare JD Vance vicepresidente. Thiel è stato co-fondatore di PayPal, è stato fra i primi investitori esterni di Facebook, SpaceX, OpenAI. La sua Palantir ha contratti governativi per miliardi di dollari per la creazione di software per il Pentagono, l’Immigration and Customs Enforcement (Ice) degli Stati Uniti e il Servizio Sanitario Nazionale nel Regno Unito.
Nelle lezioni tenute altrove, sostiene che l’Anticristo sia Greta Thunberg e chi fomenta la paura nei confronti del cambiamento climatico e la tecnologia.
Dunque, noi ospitiamo nel nostro paese questa cara persona. Ovviamente nessuno può impedire a uno degli uomini più potenti del mondo di venirci a fare visita né di diffondere il suo pensiero. Rendiamoci conto, però, di chi regge al momento la guida economica del mondo.
(Per quanto mi riguarda, vorrei ricordare che uno dei Palantiri venne arso insieme a Denethor che lo stringeva fra le mani: perché guardarci dentro è molto, molto pericoloso. Chissà se Thiel, a sua volta, lo ricorda).