“Scritture DeGeneri è una sfida e vi chiediamo di condividerla con noi.
Siamo degeneri perché rivendichiamo la diversità contro il mass market, il ruolo della cultura, della parola scritta, non solo come materiale di consumo. Degeneri perché crediamo ancora che serva una strada alternativa a una consolazione che non consola nessuno o a una verità che spesso serve solo a solleticare i peggiori istinti, come la televisione del dolore.
Degeneri perché un giallo non è una storia dove muore qualcuno e un prete in bicicletta trova il colpevole. Degeneri perché il genere viene usato come un’etichetta ed è una cosa seria non una trovata pubblicitaria.
Degeneri perché non siamo comodi e non sappiamo stare comodi.
Degeneri perché in un’epoca di gente che impone la propria volontà crediamo che dal confronto possa nascere la proposta e dalla proposta un miglioramento.
Degeneri perché usiamo il plurale e non il singolare. Perché conosciamo le difficoltà, ma cerchiamo un modo per affrontarle.
Vogliamo parlare di lavoro, di scuola, del contributo del pubblico nella cultura, di scrittura, contenuti, promozione, del ruolo degli intellettuali in questo mondo, della capacità di un romanzo di raccontare quello che non si vede, svelare, rivelare, mostrare.
Di diventare la seconda domanda in un’epoca che non fa più nemmeno la prima”.
Da oggi, Lipperatura pubblica gli interventi di scrittori e scrittrici intervenuti sabato scorso alla seconda edizione degli Stati Generali dell’Immaginazione. Cominciando con Patrick Fogli.