Immaginiamo di aprire un romanzo contemporaneo, sperando che parli del mondo in cui viviamo e non della propria famiglia. Immaginiamo di trovarci esattamente quel che volevamo: periferie disperate, casermoni e baraccopoli, e una donna che osserva e dice: “Capisco quello che succede. Quando la miseria incombe come incombe nel mio paese e nella mia città, se per sopravvivere si deve ricorrere all’illegalità, lo si fa. Si guadagna meglio che con un lavoro legale. Peraltro, non è che ci sia tutto questo lavoro legale, per nessuno”. Immaginiamo ancora che questa donna, che abita non lontano dai casermoni e dalle baraccopoli, partecipi a riunioni di condominio dove i vicini indicono assemblee sulla sicurezza, e che pensi: “Quello che sta succedendo è orribile. Loro però sono ancora più orribili. Durante le assemblee gridano che pagano le tasse (è vero solo in parte: la metà evade tutto quello che può, come qualunque argentino della classe media), che si sono comprati delle armi e che fanno corsi per imparare a usarle, e parlano di come, secondo loro, dovrebbe agire la polizia: propongono sempre l’omicidio, l’insulto, l’esempio medievale e l’occhio per occhio, o cose del genere”.
Oggi un po’ di calendario dell’avvento anche su Lipperatura, ovvero, i libri che mi sono piaciuti. Si apre con Un luogo soleggiato per gente ombrosa di Mariana Enriquez.