A volte ritornano, e ritornano in virtù di un post sponsorizzato su Facebook che pubblicizza Il premio Nobel Italia. Come sarebbe a dire?, mi chiedo. Vado a vedere. Sito amatoriale, con due medagliette con il profilo di Alfred Nobel e l’invito a candidarsi per “meriti culturali, artistici e scientifici eccezionali”. Ci sono pure le foto dei vincitori: con tutto il rispetto, mai sentiti nominare. E, voilà, ecco il tariffario:
“È consentita la candidatura fino a un massimo di n. 5 iscrizioni annuali, aderendo con più opere e/o a più Classi. Gli importi corrisposti si intendono donazioni e pertanto sono atti liberali dei disponenti che non costituiscono controprestazione o pagamento di un prezzo. Le donazioni sono così determinate: a) 150,00 euro per singola iscrizione (Premio Nobel Italia); b) 350,00 per n. 3 iscrizioni (Premio Nobel Europa); c) 500,00 euro per 5 iscrizioni (Premio Nobel Mondiale). Tutti gli importi saranno adoperati per finalità di promozione culturale e sociale”.
Chi sono questi acchiappapolli, che usano l’acronimo NostraBellaItalia per svicolare dalle accuse (che pure dovrebbero esserci, eh)? Sopresa: una vecchia conoscenza di questo blog , visto che ne scrissi, originariamente per Repubblica e poi più volte qui, nel lontano 2011: Mattia Leombruno, EventoFestival. La stessa persona che fonda il Premio Mario Luzi, che vive sui soldi di chi si fida del nome del grande poeta. E offre recensioni personalizzate anche qui secondo tariffario.
La domanda è: ma questo benedetto Mattia Leombruno, in passato anche candidato consigliere municipale per Forza Italia, può continuare tranquillamente a usare il nome di un poeta immenso, e ora anche quello del maggior premio internazionale dedicato ad arti e scienze, per chiedere denaro ad aspiranti poeti e scrittori? E, se sì, perché?