PUGNI, CRICK, CARICATORI: SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Zoe aveva 17 anni, è andata a una festa, ha incontrato Alex, il quale sostiene che avevano avuto una relazione anni prima. Si allontanano parlando, poi lui la colpisce :”All’improvviso, non so per quale motivo, le ho sferrato un pugno”. Più tardi corregge: “Non le ho dato solo un pugno, ma è stata una raffica veloce, solo con il destro”. A quel punto si rende conto che la ragazza sta male e invece di soccorrerla la getta nel fiume, ancora viva. Poi incolpa il solito ragazzo di colore, per, dice, scamparsela.
Le narrazioni influiscono sulle azioni, si diceva ieri. La narrazione del femminicidio di Zoe è stata oscurata dal chiasso mediatico, e social, sul ripensamento di un mediocre comico a presenziare al mediocre festival di Sanremo, e dalle dichiarazioni in proposito della premier, che evidentemente non aveva tempo e voglia di parlare della morta ammazzata numero 8 del 2026 (siamo all’inizio di febbraio, vorrei ricordare). E’ fin banale ricordare che forse una premier dovrebbe pur dire qualcosa anche sulle ragazze stuprate e abusate da un gruppo di oligarchi, ma non sogniamo troppo. La premier deve parlare di Sanremo, come no?
Ma è troppo facile prendersela con la presidente del consiglio.
Diamo uno sguardo ai social. Battuta chiama battuta, e di certe cose (i femminicidi, gli Epstein files) non si vuol sentir parlare. Si fa ironia, semmai.
Già.
Come diceva (perdonate la ripetizione) Foster Wallace, ” L’ironia è stata liberatoria, oggi è schiavizzante. In un saggio ho letto una bella frase, diceva che l’ironia è il canto dell’uccellino che ha imparato ad amare la propria gabbia. ”
Ma qui siamo al grado zero, all’impossibilità di leggere i discorsi degli altri, figurarsi capirli.
Ieri, dopo aver citato la parola “woke” per comunicare il mio stupore di essere stata accusata di wokismo per aver parlato degli Epstein Files, sono state insultata, in ordine sparso, da diversi personaggi e soprattutto da un drammaturgo e attore siciliano (poche smancerie: si chiama Antonello Capodici) che mi ha dato dell’egotica,  ossessionata, fanatica e ha concluso “Ci sono le persone vere, che – ad un certo punto – si rompono i cabbasisi, smettono il dialogo, e vi vengono a cercare con il crick”.
Il crick.
A Maria Grazia Calandrone è andata peggio: anche lei ha parlato del verminaio di potere che protegge se stesso attraverso violenza e ignoranza, e di sistema Epstein. Per lei niente crick, ma il colpo finale del caricatore (cosa che spetta a una “comunista”!).
Ecco, questo è il clima. Ma, si sa, dobbiamo piangere sul povero comico che non sarà a Sanremo per sua decisione (e su cui scriverò per bene più avanti). Di questo sistema di violenza e potere, di nuovo, si tace.

 

Un pensiero su “PUGNI, CRICK, CARICATORI: SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

  1. Buongiorno. Come fratello, da oltre un cinquantennio, di una persona con grave disabilità, devo dire che la cosidetta cultura woke (dove si intende semplicemente prestare attenzione) è stata una breve parentesi positiva nell arco di centinaia d anni di discrimininazioni. Vi assicuro che il politicamente corretto può causare qualche fastidio quello scorretto causa dolore vero pura solitudine ed emarginazione. Se leggiamo sulla stampa mainstream le cronache della recente vicenda della madre che ha ucciso la figlia con autismo ma vediamo rispettati tutti gli stereotipi già in uso nei casi di femmininicidio: tutti concentrati sulla sofferenza dell assassina, qualche analisi sociologica sulla carenza dei servizi, ancora la retorica del”troppo amore”. Nessuna riflessione sulla persona ammazzata, sui sui suoi desideri, sulla sua vita sulle sue aspirazioni, tra i quali certamente non aveva quello di essere ammazzata dalla madre. A latere dobbiamo affermare che agli oppressi non deve esser permesso tutto. Un sano spirito autocritico sarebbe utile per tutti. Visto che siamo in un blog letterario un buon esempio è quello del libro “”io vivrò” della scrittrice turco-olandese Lale Gul, dove si evince la violenza della comunità turca nei confronti di una donna che si è ribellata alle imposizioni della sua famiglia pagandone un prezzo molto alto. Grazie mille. Giuseppe

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