Tag: Booker Prize

Dunque c’è un romanzo italiano nella long list del Booker Prize: è “Il Duca” di Matteo Melchiorre, molto amato all’uscita da altri scrittori, secondo me sottovalutato nell’accoglienza generale (e a cui si augura ovviamente buon vento e una short list). 
Voglio dire che, dal momento che ancora si insiste sulla scrittura come testimonianza, gettando a mare qualche millennio di storie e tutte le storie che vengono grazie al cielo narrate oggi, forse la discussione a casa nostra è un tantino miope.
Se andiamo a guardare i libri vincitori del Booker Prize negli ultimi dieci anni troviamo: appunto “La vegetariana” di Han Kang, “Applausi a scena vuota” di David Grossman, “I vagabondi” di Olga Tokarczuk, “Corpi celesti” di Jokha al-Harthi, “Il disagio della sera” di Marieke Lucas Rijneveld, “Fratelli d’anima” di David Diop, “Oltre la frontiera” di Geetanjali Shree, “Cronorifugio” di Georgi Gospodinov, “Kairos” di Jenny Erpenbeck, “Heart Lamp” di Banu Mushtaq (non mi risulta ancora tradotto: è una raccolta di racconti).
Ora, non mi pare che tra i vincitori questa irresistibile tendenza alla letteratura che testimonia e non inventa sia molto presente. E mi pare anche, sapendo di ripetermi moltissimo, che il neopositivismo dei nostri tempi, che ci conduce a diffidare della finzione, ci conduca invece contro un muro.

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