Domani saranno 40 anni. Era infatti il 28 febbraio 1986 quando il primo ministro Olof Palme incontrò il giornalista di una rivista sindacale. Cui confida i propri timori per il futuro, come aveva fatto Pasolini a Furio Colombo poche ore prima di venire ucciso. Anche Palme viene ucciso quella stessa sera, con due colpi di pistola alla schiena. L’assassinio resta impunito. E a un certo punto spunterà un telegramma di quel Licio Gelli che secondo il ministro Nordio faceva anche cose giuste.
Ma voglio ricordare soprattutto le sue parole del 1974, in un incontro con i giovani:
“La politica è desiderare qualcosa. In particolare, la politica socialdemocratica è desiderare il cambiamento perché solo il cambiamento promette il miglioramento delle condizioni di vita, alimenta la fantasia e consegna soluzioni possibili nell’immediato e stimoli ai sogni per il futuro. e si elimina la volontà con la sua base di teoria e di valori, se si elimina come fonte di energia anche il convincimento emozionale, la politica nei paesi democratici si trasformerà in qualcosa di grigio e triste.”
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