Avete letto il post di poco fa?
Ora leggete questo. Come immagino sappiate, da mesi sta montando su Internet una polemica che riguarda Daniele Luttazzi, e che in questi giorni raggiunge il suo culmine con un articolo su L’Unità.
Da uno scambio via mail con diverse persone, colgo l’opinione di Wu Ming 1 che mi ha autorizzato a pubblicarla. Eccola:
Il caso “Luttazzi che copia” è uno di quelli in cui l’inchiesta, pur legittima e fondata, rischia di sconfinare nello stalking. Da tempo riscontro in rete un accanimento nei confronti di Luttazzi, una voglia di “accerchiamento” coi mezzi del web da cui è molto difficile difendersi. Di fronte a persone che dedicano a te buona parte del loro tempo, e del “farti le pulci” fanno una vera e propria missione di vita, è facile – quasi fatale – reagire come ha fatto Luttazzi, cioè in modo malaccorto, frettoloso, poco lucido. Così si confonde e aggrava la situazione.
Il nit-picking, il fare-le-pulci, è una pratica tipica dei fans (anche dei detrattori, che sono fans “in negativo”), e va accettata. Esiste tuttavia un “eccesso di nit-picking“, una brutta china che questa pratica può prendere quando la demolizione della persona diventa il fine principale ricercato quotidianamente. Nel nostro piccolo, anche noi Wu Ming ne sappiamo qualcosa…
In questo frangente, se non riflettiamo, temo si possa arrecare un danno irreparabile a un artista che è ben più complesso di quanto appaia in questa polemica, un artista che è anche traduttore (superlativo il lavoro fatto su Woody Allen), teorico dell’umorismo (di livello altissimo la “lezione” tenuta nel 2004 al Salone del Libro di Torino) e della satira (si veda il suo mini-saggio “Mentana a Elm Street”), animale da palcoscenico, musicista etc. Appiattire Luttazzi sul plagio di battute è ingiusto e pericoloso. La sua attività teatrale è già ridotta al lumicino per via del suo essere sgradito ai poteri loschi: se dieci anni fa faceva cento date a tour, ora quando va bene ne fa venti. Se lo mettiamo all’angolo nel suo essere artista, senza concedergli alcuna attenuante, praticamente lo uccidiamo.
Proviamo a fare un passo indietro? Da che mondo è mondo esistono pratiche di “riutilizzo” artistico di elementi presi da opere precedenti: citazione, omaggio, détournement, cut-up, parodia etc. La presenza in un’opera di tali elementi non implica alcuna “svalutazione” dell’opera stessa, altrimenti dovremmo dire che La terra desolata di Eliot (praticamente un grande collage di citazioni) non vale nulla. La cosiddetta “originalità” dell’opera – concetto del resto molto ambiguo – può essere amplificata dal riutilizzo anziché sminuita, ad esempio se non c’è soltanto un copia-incolla ma anche una ri-contestualizzazione. Io questo lo ravviso in diversi “plagi” luttazziani segnalati dai nitpickers, e di alcuni mi ero già accorto da solo, essendo un fan della stand-up comedy americana. Quando Luttazzi ripropone un’elaborata battuta di Carlin sull’esistenza di Dio cambiando la punch-line e infilandoci un riferimento all’8 per mille, non sta semplicemente “copiando”, sta ri-contestualizzando. Ri-contestualizza abbastanza o troppo poco? Ecco, qui sta il problema, se vogliamo considerarlo tale. Infatti la ri-contestualizzazione non è riscontrabile o comunque non è pregnante in tutte le occorrenze, e in molti casi il riutilizzo da parte di Luttazzi somiglia troppo a un semplice copia-incolla.
La mia ipotesi, per quel che vale, è che Luttazzi, grandissimo fan dei comici americani (questo è ancora un eufemismo: Luttazzi è platealmente divorato dalla passione per quei comici!), si sia lasciato trascinare dalla forza di quelle battute, le abbia amate a tal punto da sentirle proprie al pari di quelle che scrive (e ne scrive tantissime, cerchiamo di non dimenticarlo). La riappropriazione è anche un atto d’amore. Nel corso del tempo, forse la riappropriazione si è fatta meno attenta alle differenze tra omaggio, détournement e mera riproposizione.
Ora: come si esce da questa trappola? Credo che Luttazzi debba produrre una riflessione sul comico di quelle che sa scrivere lui, una riflessione che non rifugga l’autocritica. Deve esprimersi col cuore in mano, facendo leva sulla completezza d’artista che ha dimostrato in questi anni. In nome di quella completezza e con un’affermazione di dignità, ricordi che non può essere ridotto all’immagine di lui che ora rischia di affermarsi. Ai nitpickers mi sentirei di dire questo: “you made your point“. Avete dimostrato quello che volevate dimostrare, e un importante quotidiano ha rilanciato la vostra inchiesta. Non accanitevi. Non peccate d’orgoglio. Lasciate una via d’uscita tra la verità e la demolizione di un artista. Date a Luttazzi la possibilità di imparare da questa storia e usarla per crescere.
Wu Ming 1
Nota. A corollario suggerisco di leggere questa intervista ai WM sull’arte del remix e della citazione.
@ Wu Ming 1
“La notizia è che Luttazzi copia. Non una battuta ogni tanto ma centinaia di battute. Finora il blog degli ex fan ha scoperto più di 500 minuti di plagio (ma la lista è in continuo aggiornamento) su un repertorio, quello di Luttazzi, di 1200 minuti.”
Questa frase non è mia ma di Francesca Fornario, che (presumo) fino a qualche giorno fa era amica di Luttazzi.
Credo basti questo per rispondere alla tua domanda.
Medito. Uno dei pochi (forse l’unico) intellettuali italiani(questo è Luttazzi, un lucido intellettuale) realmente “contro”, l’unico ad arrivare ad usare la Rete come vero campo di “resistenza” (penso alla sua palestra), l’unico a non essere stato eliminato dal Potere, viene… “espulso” da chi stava “difendendo”. Medito – amaramente – su ciò che diceva Mussolini sull’impossibilità di governare gli italiani. Lo fanno benissimo da soli.
In proposito credo sia utile a tutti leggere il suo articolo con annesso scambio epistolare con Luttazzi (che, guarda caso, per difendersi le imputa di averlo plagiato).
http://www.unita.it/news/culture/99761/copiare_egrave_lecito_le_nostre_domande_a_luttazzi_e_la_sua_risposta
Io ho seguito poco Luttazzi, senza un motivo particolare, la sua lezione sul comico linkata e straconsigliata dai WM si chiude in modo folgorante regalandoci il primo(?) pezzo di W. Allen in tv, e ringrazio tutti i soggetti che me l’hanno tramandato, e dunque rimango in attesa degli eventi. Neanche mi interessa sapere se è un impostore o uno che si è lasciato prendere la mano, però penso che un fan non dovrebbe mai rinfacciare nulla al suo idolo in quanto fan. Ammesso che sia speciale l’idolo di sicuro non è speciale il fan. Una cosa mi/vi chiedo: qual è il senso dell’andare a fare le pulci a qualcuno che non sia un politico? perché si sviluppa questo bisogno, che richiede tempo e dedizione? Una volta consegnato il premio Plagiaro giustizia è fatta?
E’ interessante quando WM4 parla del rapporto che si è creato tra Lutt e i suoi fan, ecco, che significa la possibilità grazie alla rete di avere una corrispondenza, cosa comporta ecc. vabbè
#@ G.L.
Luttazzi uno dei pochi intellettuali italiani? =D =D =D =D =D =D =D =D
Hai una concezione davvero bassa della cultura… o forse, perdonami, sei un abbastanza ignorante…
Sì, le critiche sono le stesse da parte di tutti. Io però volevo provare a dire una cosa in più, non so se il mio discroso è stato colto oppure no, forse non interessa e amen. Ci riprovo (sono convalescente e ho un sacco di tempo libero, in più riesco a leggere a video con meno fatica che su carta).
Se Luttazzi si è precipitato a cercare di “insabbiare” certe evidenze invece di ammetterle; e se tali evidenze gli erano state fatte notare dai suoi fan; questo significa che Luttazzi ha percepito i suoi stessi fan come una minaccia. A loro volta i suddetti fan, sentendosi percepiti come una minaccia, si sono incazzati e dal fare le pulci a Luttazzi sono passati a fargli il pelo e contropelo se non addirittura (metaforicamente parlando) lo scalpo.
Mi chiedo: Perché? Com’è possibile che si inneschi una dinamica di questo tipo? Perché Luttazzi ha avuto paura dei suoi stessi fan? Tutti qui stanno dicendo: poteva fare outing, replicare, rispondere alle domande de l’Unità. Qualcuno sarebbe rimasto comunque deluso, ma la cosa non sarebbe diventata un conflitto aperto, come invece adesso si delinea. Meglio un brutto processo pubblico che un bel funerale privato, no?
Perché Luttazzi invece di aprirsi alla comunità degli spettatori e lettori si è chiuso a riccio? Paranoia? Sindrome da accerchiamento? Coda di paglia? Non lo so, ma qualcosa non ha funzionato in quella relazione. Se c’è stato un deficit di fiducia in questo frangente, significa che c’era già anche prima, ovvero che c’era una distanza, grande o piccola, comunque insormontabile. E’ su questo che mi interrogavo.
Premessa doverosa: non ho mai apprezzato straordinariamente Luttazzi, di lui mi piacciono di più le prose come “Mentana a Elm Street” che non gli spettacoli, per essere chiari.
Tuttavia, mi pare che stiamo perdendo di vista l’argomento di questo post: Wu Ming 1 ha esposto il suo pensiero, e, in tutta franchezza, delle cose che mi è capitato di leggere sull’argomento, questa è una delle più sensate e al contempo originali.
Si può, ovviamente, non essere d’accordo ma non perdiamo di vista quelli che io considero alcuni punti fondamentali del discorso:
1. con questa querelle si rischia di semplificare eccessivamente la figura di Luttazzi, vedi il tono di alcuni commenti che lo riducono ad un plagiaro, cosa che, onestamente, mi pare parecchio riduttiva.
2. il punto su cui Luttazzi – e anche noi- dovremmo riflettere è il modo in cui lui stesso ha condotto la cosa: prima con un rapporto che definirei almeno poco chiaro con i fan, e poi eludendo la questione con i giornali. In futuro, farà tesoro della lezione e riuscirà a ricavarne qualcosa di utile? Credo che solo questo potrà dirci, in conclusione, se vale la pena continuare a seguirlo e stimarlo oppure no. Ma niente sbranamenti rituali, please. O almeno, se dobbiamo sbranarlo come nel finale de “Il profumo”, seguiamo la lettera del libro e facciamo prima una bella orgetta: sono sicura che lui sarebbe d’accordo a morire così!
Mi scusi Wu Ming 1 ma dove sarebbero questi toni da inveleniti?
Ma uno sarà pur libero di dire 2 parole 2 su qualcosa su cui si è sentito tradito? Magari lei non sarà daccordo perchè ritiene che non ci sia stato alcun tradimento ma mi scusi, non è lei che decide.
I toni a me sembrano tutt’altro che alti, almeno fino ad ora.
Cosa si dovrebbe fare a suo avviso? I fan dovrebbero chiudersi in un mutismo assoluto e aspettare finchè Luttazzi non si decida una buona volta a spiegare le sue ragioni? Cosa che tral’altro ha già fatto con pessimi risultati…
Come dovrebbero reagire i fan dopo aver letto che lui ha sempre ammesso di “ricontestualizzare” le battute degli altri comici sia per la caccia al tesoro che per la tutela legale?. Per molti è stata una risposta inaccettabile e , anche su questo, qualcuno che glielo ha fatto notare.. anche a muso duro ma è lo stesso muso che ha attaccato Bonolis, Mentana, Grillo, Benigni, Litizzetto, Albanese, ecc. per avergli rubato battute (non sue).
WM4, si fa per chiacchierare (non conosco Luttazzi, non so cosa ha in testa): forse perché sapeva del rischio di far crollare il suo mito? Un processo pubblico, un’ammissione, gli avrebbe fatto perdere credibilità comunque; ora, a posteriori, possiamo dire che sarebbe stato il male minore, ma lui evidentemente pensava di cavarsela
Alessandro: hai ragione, quando sento la parola “cultura” metto mano alla fondina.
WM4: prova a metterti nei suoi panni, un esercizio di empatia. A me sono venuti i brividi.
a WM4: condivido anche la tua riflessione e seppur male avevo provato a trovare una soluzione. Ovviamente non ne esiste una unica.
Né sono in grado di argomentare se non dalle reazioni che ho visto. Ma appunto Luttazzi non m’è mai sembrato uno che amasse ricevere critiche. Uso “amare” in senso eufemistico.
D’altronde se dentro di sé sa di aver tradito un patto di fiducia coi suoi spettatori, sa anche benissimo di essere finito in una sorta di “trappola”. Ossia, come ci sorte ci sorte male. E questo per orgoglio, vanità e quant’altro non è facile per niente da sopportare. Mi immagino che su di lui sia da decuplicare l’effetto.
Al momento si è chiuso nel silenzio, corrucciato ed arrabbiato.
Starà pensando ad una via di fuga. Ma scoprirà ben presto che non ne ha.
@ G.L.: semmai era “l’inutilità” di governare gli italiani, e comunque non era Mussolini. In generale: la trovo un tantinello esagerato. Ciò che Lipperini stigmatizza, lei tende a farlo in positivo, a parer mio. Eppoi, allora, mediti pure su questo: non è stato eliminato dal potere, ma dai suoi “difesi”. Qui c’è qualcosa che non quadra.
@Ekerot: temo che tu abbia ragione. E per questo vedo un epilogo di carriera all’orizzonte. Anche se non me lo auguro.
Quindi, mettendo sui due piatti della bilancia le due discussioni-divertimenti (Pupa&Secchione – Luttazzi) il potere della rete qual è?
Mi viene in mente il finale della favola I vestiti nuovi dell’imperatore…
– Non ha proprio niente addosso! – urlò infine tutta la gente.
E l’imperatore si sentì rabbrividire perché era sicuro che avevano ragione; ma pensò: «Ormai devo guidare questo corteo fino alla fine!» e si drizzò ancor più fiero e i ciambellani camminarono reggendo la coda che non c’era per niente.
*
Meraviglioso non-finale, dopotutto.
Mi permetto di postare alcune mail ricevute da Nt l’autore dell’inchiesta (assieme ad altri ) da una persona sicurmente *amica* di Danile Fabbri in arte luttazzi (risalgono all’inizio dell’inchiesta)
http://ntvox.blogspot.com/2008/01/giulietta-o-daniele.html
February 19, 2008 12:13 AM
giulietta said…
Innanzitutto, una battuta funziona per il suo meccanismo: intervenire su testo, contesto e/o interpretazione non è cosa da poco, nè sanno farlo tutti.
Battuta sulla mosca:
Testo: cambiare “falena” con “mosca” e togliere “quando” rende la battuta più efficace, fa più ridere. Contesto: Luttazzi cita quella battuta come PREMESSA per la battuta vera: ” Di tutto il monologo, questa è l’unica battuta che vi ricorderete. ” E in effetti a teatro il boato è lì. Dopo una premessa su satira e banalità tv. La battuta cioè è un pretesto per dire altro. ( E infatti Bonolis in tv non disse le battute del monologo su Berlusconi, ma questa! Previsione azzeccata. ) Interpretazione: Luttazzi fa ridere coi gesti che SEGUONO la battuta. Dallo spunto di Carlin, ricava alla fine tre risate maggiori. Questo non è irrilevante come pensi. Nell’arte, originalità e miglioramento sono due criteri equipollenti. C’è il valore dell’originale. E quello del miglioramento (esempio “alto”: “Giulietta e Romeo” di Shakespeare è il miglioramento definitivo di almeno 50 versioni precedenti della STESSA storia ).
L’arte procede per modifiche successive: la tradizione viene continuamente riscritta. Luttazzi fa quello che hanno fatto Lenny Bruce, George Carlin, Woody Allen, Bill Hicks e TUTTI gli altri prima di lui. Tu non lo sai e così Luttazzi ti sembra strano. Ma è così che funziona.
E quando Luttazzi si incazza, è perchè dicono in tv sue battute senza alcun lavoro su di esse. E’ plagio. Bonolis ad esempio non disse la battuta di Carlin, ma riprodusse esattamente il lavoro di Luttazzi dopo averlo visto a teatro una settimana prima. Fra l’altro, nel periodo in cui Luttazzi non poteva andare in tv. Bello, no? Idem gli altri ( Iene, Grillo, Benigni ecc. ) che così gli bruciano il repertorio. Luttazzi non lavora su battute di comici italiani proprio per evitare questo.
Da ultimo: è quanto meno ingeneroso ridurre l’opera omnia di Luttazzi alla riscrittura del lavoro altrui. Una/due battute su 400 pagine zeppe di battute dimostra che Luttazzi non ha bisogno di stratagemmi per scrivere un libro: ma considera la comicità un’arte e vuole mostrarcene i meandri. E’ l’idea di fondo della caccia al tesoro. Una pedagogia di cui dovremmo essergli grati, invece di fornire argomenti a chi lo odia per quello che dice, e gli tappa la bocca, e lo infanga, e lo toglie dalla tv.
Il problema non è Luttazzi, siamo noi. Citazione, riscrittura, calco, variazione sul tema sono pratiche legittime. Tutti lo fanno perchè è così che funziona e non può essere altrimenti. Ma qui noi ci concentriamo solo su Luttazzi e finiamo per dare un quadro distorto dell’arte. Siamo bravissimi a notare i riferimenti di Luttazzi a Carlin, Izzard o Lenny Bruce. Ma ci fermiamo qui, invece di fare lo stesso con Carlin ( la cui produzione è in pratica tutta una enorme variazione sul monologo “Semantica” di Lenny Bruce ), con Izzard ( che si riferisce di continuo al suo idolo Michael Palin e ai Monthy Python ) e con Lenny Bruce ( i cui monologhi e la cui tecnica ricalcano quelli di Joe Ancis, un comico che conosco perchè Luttazzi ne parla nell’introduzione al libro di Bruce ). Luttazzi ha una competenza vera sull’argomento, noi no. Le nostre osservazioni sono parziali. O facciamo il lavoro completo ( verifica di tutti i riferimenti oltre il primo grado, prima di incolpare Luttazzi di chissà che ) oppure è meglio evitare la banalità. Non solo perchè risulta dilettantesco, ma soprattutto perchè abbiamo visto in questi giorni come giornalisti senza scrupoli possono distorcere certe informazioni per diffamare Luttazzi. Non mi sembra davvero il caso di fornire altre munizioni a quei bastardi.
Luttazzi si diverte a riscrivere a modo suo la tradizione, migliorandola con modifiche chirurgiche. I grandi fanno così. Mi viene in mente Picasso che rifà Velasquez ( modifiche molto evidenti ) e Braque ( i due quadri sono identici ). Perchè lo fanno? Perchè l’arte si nutre dell’arte. Luttazzi scrive migliaia di battute, non ha bisogno di “copiare”. Lo fa per dare indizi sulla materia nobile della satira e testarne le possibilità. Altri hanno fatto il paragone ( giusto ) col jazz. Se un trombettista inserisce una frase di Miles Davis nel suo assolo, solo un profano pensa:-Questa l’ha copiata da Miles Davis! Perchè non l’ha dichiarato?- Il fan invece riconosce la citazione, ne assapora le modifiche, che più sono minime più sono preziose, e gode della strizzatina d’occhio. E’ ARTE! Smettetela con queste considerazioni piccolo-borghesi. Quando scoprirete che Mozart “copia” Vivaldi, cosa fate? Vi sparate?
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continua…
January 26, 2010 9:22 PM
Anonymous said…
Premessa: se questo commento esce con il mio vero nome è perchè sono negato con qualsiasi cosa più complessa delle posate.
Non importa molto chi io sia, perchè penserei le stesse cose anche se facessi un altro mestiere, invece di fare (come posso) lo stesso lavoro di DL (certamente meno bene).
A me fate un po’ paura. Potrei rintronarvi con considerazioni tecniche sul cosa, come e perchè, ma francamente chi se ne frega. E’ che sono spaventato dalla mole di lavoro che fate e non ne capisco lo scopo.
C’è un uomo. Fa un lavoro e lo fa bene. Lo fa con un coraggio sovraumano. Paga un prezzo spaventoso per questo coraggio, basta vedere il numero della date che scende di tourneè in tourneè (o come stratacazzo si scrive) quando poteva benissimo rimanere a fare il cazzone con la Gialappa e i miliardi.
Sceglie il metodo più duro e puro, il più rischioso, quello che in Italia non sceglie nessuno. Lo stand up “freddo”, quello in cui vai su con il tuo nome e cognome, quello in cui ti permetti di essere chi sei davvero col rischio di risultare antipatico (e in fin dei conti sembra stare antipatico a molti fra voi… e confesso candidamente che sta antipatico a me! E neanche poco…) e vi/ci dice delle cose. Cose che nessun altro ci avrebbe detto. Cose che non avremmo mai scoperto. E invece di ascoltarle, gli fate le pulci.
Anche io credo che Giulietta sia lui (Per altro, il fatto che “piccolo borghese” sia un termine sputtanato, non vuol dire che non abbia un suo significato preciso e che calzi a pennello… E “cosa fate? vi sparate?” è ormai italiano corrente e corretto, perchè niente e nessuno al mondo possono costringere qualcuno a scrivere “cosa fareste? vi sparereste?”, a meno che non sia alla ricerca del nuovo arcivescovo di Costantinopoli che si disarcivescocostantinpolizza o come stratacazzo si scrive…), ma lo comprendo. E ha ragione lui.
Sale sul palco, per due ore vi dà il sangue, vi dà il meglio, vi dà quello che si sente di darvi. Ci sono battute di altri? Vero. Molte? Verissimo. Ma le migliora. O comunque cerca di farlo. O forse non cerca di farlo, ma quando sale su quel palco con il suo nome e la sua fama, il suo passato e le sue fatiche, cazzo, mette la sua vita sul filo. Per due ore cerca di aprire gli occhi a chi ha davanti. E questo ha un prezzo e lui lo paga. Lui, non io, non voi.
Se per farlo ha bisogno di usare battute di altri, perchè le migliora, perchè gli piacciono, perchè non pensa di poter sviluppare sull’argomento materiale migliore, perchè ha finito la canna, qualunque sia il motivo, davvero, fa bene.
Da autore, capisco perfettamente il discorso sulla battuta di George Carlin. Sei lì, stai scrivendo quel pezzo e hai bisogno di quel mattone, hai bisogno di una battuta fortissima, ma assolutamente scema, assolutamente inutile, preziosa nella sua primordialità. E non ti viene. Ma ti serve, perchè dopo ne hai un’altra, amarissima, profonda, talmente disarmante che non ti fa ridere. Io l’ho sentito dal vivo quel pezzo e mi ricordo bene. Quando è arrivata la chiusa sul fatto che non ci sarebbe rimasto altro, non ho riso.
Perchè questo è l’umorismo, a questo serve. Inizia a solleticare le tue sinapsi, ti rende di nuovo innocente con la purezza catartica del riso, dell’innocenza, dell’apertura di cuore e mente. E quando sei pronto ti sbatte in faccia la verità. E la verità non ti fa ridere, perchè non ti sorprende. Era solo lì da vedere, ma nascosta dal tuo ego. Dal tuo sentirti “alto” e “colto” perchè sei a vedere Luttazzi, perchè capisci le battute, a volte ne prevedi qualcuna, perchè riconosci i pezzi di Bill Hicks. Eppure alla fine c’è qualcosa per cui ti rimane quella battuta. Comunque. Per quanto tu sia arrabbiato con Berlusconi. Per quanto tu sia raffinato. Mosche e scoreggie. George Carlin è il diavolo. O un angelo che ci svela che stupido giocattolo siamo. E DL te ne rende consapevole.
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January 28, 2010 2:41 AM
Anonymous said…
segue
Questo, fidatevi, vale quaranta battute di Bill Hicks sulla droga. Vale il prezzo del biglietto. E credo che valga per DL il fatto che qualche anno fa faceva i miliardi con una parrucca da donna e la guida tv e ora gira con due monovolume e si vede attaccato da chiunque per qualsiasi cosa. E francamente trovo ingeneroso che gli facciate la punta alle matite. Ma soprattutto lo trovo folle.
Questo lavoro di ricerca è costato certamente tanto tempo, tempo ben speso comunque perchè ha permesso a chi lo ha fatto di godersi roba strepitosa (che io per il 95% manco conosco e la maggior parte della gente che fa il mio lavoro ignora completamente, a parte i copioni quelli veri e sì, nell’ambiente tutti sanno chi copia, quando si va a casa di un collega tutti guardano la collezione dei DVD…), ma tempo speso con che scopo?
Non capisco.
DL non genera danno economico a nessuno, perchè nessun tribunale italiano lo condannerebbe. In Italia nessuno ha mai vinto una causa simile, nemmeno l’università americana che fece causa al gabibbo… Oltretutto quella roba qui rimarrebbe sconosciuta. E’ sempre esistito fra i comici il concetto di “piazza”, sia in Italia che in America. Se tu lavori su una piazza dove il tuo collega non può arrivare, la battuta è del primo che se la prende. Perchè? Perchè è un LAVORO e devi campare. In questo paese è un lavoro che paga bene solo se ti vesti da scemo e ripeti stupidi versacci sul palco di un programma televisivo o se hai l’agente giusto che ti impone dove non avresti nessun diritto di stare, da nessun punto di vista. Se invece ti mantiene il pubblico quello vero, quello che paga e che capisce (quelli come voi, per intenderci, non il pubblico televisivo) lo devi far ridere. E se esiste una battuta al mondo che sulla tua piazza non c’è o la prendi tu (che magari la tratti con rispetto, che come fa DL comunque fai i nomi di quelli che ti piacciono e segnali i loro lavori… perchè immagino che tre quarti di questi nomi li abbiate sentiti per la prima volta in vita vostra per voce o penna di DL… almeno per me è così) o la prende qualcun altro e magari la massacra.
Capisco che da “cultori” pensiate che i battutisti siano tutti eroi senza macchia e senza paura, ma sono uomini come voi. Con le loro debolezze, le loro insicurezze, anche le loro vanità. Se davvero DL è Giulietta, allora concentratevi sul pezzo della battuta di Carlin, perchè il senso del discorso è tutto lì.
Luttazzi non è uno che racconta barzellette o fa routine paleontologiche tipo le parole crociate. Luttazzi fa dei monologhi complessi, ricchi, coraggiosi, arguti e divertentissimi. E’ teatro di narrazione della miglior specie, è Teatro con la T maiuscola, quello che è morto per definizione (e cazzo se il teatro è morto…), quello in cui un essere umano assume un ruolo quasi sciamanico, entra dentro di voi e riesce a parlare a qualcosa di speciale. Insomma, in ogni spettacolo di Luttazzi il tutto è molto, molto di più della somma delle parti. DL è l’opera di sè stesso (e non in senso dispregiativo come si diceva di Norman Mailer…), ogni singolo istante della sua vita, nel suo ruolo di recalcitrante ostracizzato, nella sua antipatia, nel suo rifiutare la falsa modestia, una delle più vili e striscianti insidie della nostra epoca.
January 28, 2010 2:42 AM
Anonymous said…
segue 2
Se davvero pensate che uno spettacolo di DL sia semplicemente una sequela di battute più o meno azzeccate, se pensate di poter individuare a uno a uno i mattoni e concludere che comunque assieme non formino una cattedrale (avete letto Ferdydurke di Gombrowicz? Secondo me Woody Allen sì…), c’è qualcosa di profondamente preoccupante in voi.
Per prima cosa lo zelo da difensori del Graal. Non c’è nessuna purezza nei comici. I più grandi sono stati uomini profondamente sbagliati, uomini che (se ne esistessero) si potrebbero definire cattivi. Woody Allen sta con la figlia adottiva di sua moglie. Non benissimo, no? Jerry Lewis beh… cazzo, se ne ha fatte… Chaplin… Bruce, il Dio dei comici, davvero, ma un tossico. E un uomo difficile e con una spiccata tendenza all’autolesionismo. Hicks altro bell’elemento… Belushi… Domattina sono ancora qua a fare nomi. Posso dire per compensare che Gino Bramieri era un signore, ma vi ha mai fatto ridere?
Uno dei punti fondamentali per diventare adulti e uomini è uccidere i vostri idoli. Toglierli dal piedistallo. Comprenderli, amarli. Per quello che fanno, per come lo fanno, per il coraggio che dimostrano, per le persone confuse, arrabbiate e fragili che sono, ma che non si arrendono. E arrivano a fare cose straordinarie. A passare giornate a limare un gesto, una battuta. Anche una battuta di altri. Convivendo con il terrore che non arriverà. Che forse sarà troppo vicina a un’altra. Che forse la posizione del corpo nella pausa non è quella giusta. Angoscia pura. Paura. Fatica. E il dubbio perenne che chi cazzo te lo fa fare… Ecco, se DL è Giulietta credo che questo dubbio l’abbia sentito in quel momento: c’è gente che ama così tanto la comicità da farsi sbattimenti mostruosi (a proposito, spero che quello che ha sul suo sito i monologhi di Hicks e compagnia paghi i diritti, altrimenti non è molto coerente…) e invece di affrontare la battaglia e provarci (e sappiate che sono tempi difficilissimi non solo per come sta la nostra Tv, che il fatto che tanta gente regali roba comunque carina come Spinoza per noi è un bel problema, perchè non è che c’è tanta gente in giro che riconosca la differenza fra cento battute buone e due battute davvero ottime, soprattutto se sono scritte su un monitor e non sparate da un palco) perdono giornate a fare le pulci a lui.
Boh… Posso essere perplesso?
Cosa sono le battute? Arte? No, francamente non credo. Il Teatro è arte. Hicks è arte. Carlin. Pryor. Luttazzi. Spinoza è l’evoluzione internet delle formiche di Gino e Michele. E francamente niente mi ha mai fatto girare i coglioni come le Formiche. Smontata e decontestualizzata la battuta non è più nulla, diventa solo una grottesca coccarda da appuntare sul bavero della propria arguzia, da mostrare come un bon mot da salotto del settecento francese, non ha un contenuto se non “ehi, sono davvero un tipetto tutto pepe”.
Per questo Luttazzi nella sua palestra detta regole precise, categorie, tempi. Perchè così, per quanto a più mani, il testo ha una forma precisa, argomenti precisi (l’attualità), uniformità. Un testo a più mani, ma un testo.
Come testi rimangono comunque quelli di Luttazzi. Una pentatonica è una pentatonica, il cremisi è il cremisi, un triangolo è un triangolo, un mattone è un mattone. Una battuta è una battuta. Se sei uno che sale sul palco per fare dieci battute e ne rubi cinque sei un ladro. Se sei uno che sale sul palco come Luttazzi a prendersi tutti i rischi del mondo, le denunce del mondo, i vaffanculo e le risatine alle spalle del mondo, a fare due ore di sangue e sudore per risvegliare qualcosa nei suoi spettatori, per mantenere vivo lo spirito sano che permette al bambino di dire che il re è nudo e permette a noi di non impazzire e di non morire ogni giorno (e nel noi sono incluso io spettatore e voi) nello schifo della vita sociale, culturale, politica e morale di questo paese, puoi rubare tutte le cazzo di battute che vuoi. Almeno le mie. Bonolis invece no. E non credo di dovervi spiegare perchè.
http://ntvox.blogspot.com/2008/01/giulietta-o-daniele.html
January 28, 2010 2:42 AM
Anonymous said…
segue 3
Siate generosi. Siate comprensivi. Siate liberi. Non avete bisogno di supereroi. Avete bisogno di amici. E per quanto nevrotico possa essere (non lo conosco e non presto attenzione alle chiacchiere), per quante battute possa aver citato o rubato, per quanto scostante possa apparire, in Daniele Luttazzi voi avete un amico. L’amico che vi ha prestato i cd di Emo Philips, l’amico che vi ha fatto notare qualcosa che era sotto i vostri occhi, l’amico che ha fatto spettacoli bellissimi e spettacoli meno bellissimi, ma un amico. Lucido, spietato, generoso, spigoloso, onesto. Onesto nel dire quello che pensa e pazienza se parte di quelle cose le ha già dette qualcun altro. Vuol dire che non è matto e non è solo e quindi non siamo soli neanche noi. Se davvero pensate che una battuta possa valere più dell’uomo che la dice, del modo in cui la dice, del contesto in cui la dice, del testo in cui la dice, del prezzo che paga per poterla dire, siete su un crinale davvero orrendo. Se ti devo spiegare qualcosa, devo non farlo perchè qualcun altro ha detto le stesse cose prima? Perchè Luttazzi fa teatro, non è Bonolis. E’ catartico, catotico (o come stratacazzo…), necessario.
Lo trovate contraddittorio? Io no, ma anche se fosse, non è Batman. E’ un essere umano e un comico. Di quelli bravi. Se pensate che si possa fare quel mestiere e poi tornare a casa, mettere a letto i figli e poi guardare Chiambretti siete fuori strada. Per fare i comici a quel livello serve soprattutto una cosa: sensibilità. Tanta. Dolorosa, fastidiosa, difficile da gestire. Vuol dire essere sempre infuriato, arrabbiato, malinconico, spesso triste. Ma devi stare in piedi. E per stare in piedi hai bisogno di farti forza in tanti modi, anche di vedere certe cose a modo tuo, in un modo che gli altri non comprendono. E credo che sia questo il caso. Non perderei un nanosecondo a cercare di capire quanto Luttazzi sia onesto nelle sue spiegazioni. C’è la luna e voi guardate il dito. Anzi, lo sporco sotto l’unghia del dito. Beh, probabilmente è merda, perchè Luttazzi ama pulirsi il culo con le mani, ma quella di fianco è la luna, per Dio.
Piantatela con sta roba, non perchè faccia male a lui (credo lo faccia, ma ha ricevuto un paperbilione di querele, non credo che stramazzerà per due post su un blog…), ma perchè fa male a voi. Parcellizzate testi di due ore l’uno per cosa? Perchè avete bisogno che Luttazzi sia uno jedi? Ma non vi basta quello che è? Volete fare i duri e puri, accomodatevi. Io lo sono (ma per pigrizia, mi basta quanto lavoro, non passerei mai il mio tempo libero a vedere ogni cazzo di monologo di chiunque…), ma c’è un problema: sono tanto meno bravo di Luttazzi. E non sono fra gli scarsi, fidatevi. Se mettendo assieme anche roba di altri, mettessi assieme due o tre fra i suoi spettacoli che mi hanno letteralmente riconciliato col creato, lo farei. E lo fareste anche voi. E’ oratoria. E’ retorica. E’ teatro. E’ Shakespeare. E’ la razza umana o quel poco di buono che c’è in lei. E’ come diceva Paolo Rossi nel meraviglioso finale del suo Romeo e Giulietta “quello spirito immortale che attraversa i secoli e che ci rende umani”. Non è una gara a chi scrive più battute buone. Quella roba esiste già e si chiama “la sai l’ultima?”.
E soprattutto: se anche la sera con gli amici riesco a trovare due o tre minuti di quella pasta, con quel ritmo, quella veemenza, due o tre battute buone sullo stesso argomento che escono con i tempi giusti, non c’entra una beata mazza con il farlo su un palco. E’ come scoreggiare e suonare bene My Funny Valentine… C’è della tecnica, ma soprattutto tanto fegato lì dentro…
January 28, 2010 2:44 AM
Anonymous said…
segue 4
Siate generosi, comprensivi, scrivete le vostre battute, i vostri monologhi, le vostre storie. Portateli in giro, regalateli agli amici, fate proselitismo delle cose che vi piacciono, aprite blog, fondate teatri di quartiere, diventate stand up comedians famosi nel mondo. Ricordatevi che la famosa battaglia fra l’intelligenza e il progresso e le forze oscure che vogliono fermare la storia non è fra positivisti (capitalisti) e totalitariti (comunisti e religioni assolute), ma è fra noi (persone dotate di sensibilità, intelligenza e di conseguenza senso dell’umorismo) e chi pensa che Ezio Greggio sia un comico.
In alto i cuori e amate i vostri simili. Non sono molti. Fra quelli Daniele Luttazzi occupa un posto molto speciale.
Ha lati sgradevoli (trovo sgradevole per esempio la storia di Wikiquote), ma non sono neanche lontanamente paragonabili a tutto quanto di bello e necessario fa.
Piuttosto ricordatevi che le battute non sono altro che mattoni per rappresentare plasticamente, con un discorso, un’idea, in senso strettamente platonico. Usate pure quelle degli altri (perchè di tante, tante, tante non si stabilirà mai la paternità…) ma usatele per qualcosa che non sia il sembrare il più figo. (beh, a meno che non ci siano in giro menne di straordinaria rilevanza storica…)
Non riducetele ad ammennicoli. Certo, a volte certe hanno dentro IL mondo (avete presente Montale rifatto da Patroni? ecco, quella roba lì…), ma a volte sono solo maledettamente buone.
Ma non esiste e non dovrebbe esistere niente che sia semplicemente “ridere”. Non esiste guardare qualcosa che sia “mi faccio quattro risate”. Chi guarda Zelig guarda prima di ogni altra cosa la narrazione di un gruppo di amici che ce l’ha fatta, si vuole tanto bene e vuole tanto bene al pubblico e tutto è tanto bello e spensierato e allegro. Chi guarda Colorado guarda il funerale vichingo della comicità o almeno così mi pare di aver capito, con la razza umana che cancella l’evoluzione e punta dritto a tornare battere, ma in un drakkar fumante.
Non esiste niente che sia solo “spettacolo”, c’è sempre e comunque un discorso. Perchè quando non lo vedete è perchè ci siete dentro e ne siete parte (questo è ESATTAMENTE il caso di Avatar, che non è in alcun modo innocente evasione… Innocente evasione è pisciare sulla ruota della macchina di un altro, a 700 milioni di dollari di budget vuol dire fare ruote di piscio e convincere la gente a leccarle…).
Avete uno che vi tratta da adulti, che vi sfida, che usa il meglio. Piantatela di rompergli le palle e cercate di seguirne l’esempio. Anzi, no. E’ veramente un lavoro di merda e ti logora i nervi, gli organi interni e la vita affettiva. Cercate di imitarne lo spirito. Siate i migliori in quello che fate, mettete il 110% di voi stessi anche nel mescolare lo zucchero nel tè come quello di Momenti di Gloria, a costo di spaiare il servizio buono di quella figa di legno di vostra sorella centrifugando tazze…
Divertitevi, amate, ridete, vivete. E ricordatevi che il torto maggiore che potete fare a un comico è prendere sul serio lui e non prendere sul serio ciò che dice. Che è esattamente quanto state facendo qua. Immagino e spero che ci sia un forum con pagine e pagine di riflessioni e commenti sull’ultimo (splendido, duro e deludente) libro di Luttazzi. Quelle servono, queste no. Queste vogliono solo attribuire patenti di santità a cui nessuno che fa questo mestiere aspira. Grazie a Dio, siamo peccatori.
(questa è mia? O l’ha detta qualcun altro? O è in fin dei conti la vecchia e classica “Dio perdona, è il suo mestiere” rivista, perchè come quella punta sul paradosso che se quel Dio esiste non siamo responsabili delle nostre azioni e quindi neanche del fatto di essere santi o peccatori? Ma soprattutto: chi se ne frega? Ho scritto milleduecento righe per dire tutt’altro e davvero state leggendo un’inutile digressione su una battuta? )
January 28, 2010 2:45 AM
Anonymous said…
Perdona la lunghezza! Non credo di dover fermare qualche congiura o qualche campagna di odio. E’ solo che penso davvero che qui dentro ci siano energie e teste molto speciali letteralmente buttate nel cesso.
Grazie per lo spazio, nel caso tu me lo conceda!
la presunta “giulietta” come appurato nel forum era in realtà luttazzi… patetico…
http://ntvox.blogspot.com/2008/01/giulietta-o-daniele.html
anuary 28, 2010 8:22 PM
Anonymous said…
Spero se mi perdonerai se ti rispondo con i bullet points (barbarie, purissima barbarie), ma vorrei cavarmela più velocemente di ieri sera 🙂
La mole di lavoro è evidente. Che singolarmente non sia grande cosa lo posso immaginare, ma collettivamente rimane un lavoro notevole. Senza contare che nel momento in cui qualcuno inizia a controllare uno per uno gli spettacoli delle possibili fonti, per quanto il lavoro sia gradevole (cosa che per altro ho sempre rilevato) è un lavoro che ha uno scopo che mi spaventa: sputtanare qualcuno. Perchè parliamoci chiaro: nessun tribunale lo condannerà mai. Per quanto sia importante ristabilire la verità storica (ma le battute sono storia? o sono tecniche?), noi ci giocheremmo l’unico che in Italia fa stand up a certi livelli e l’unico che diffonde certo materiale che, non contiamoci balle, per il pubblico italiano rimarrebbe ostico: per la barriera della lingua e dei costumi, del ritmo, delle posizioni, della mimica (a proposito, peccato che nessuno noti il lavoro che Luttazzi per importare nel suo mondo le battute di Chris Rock… Difficile immaginare due comedian più lontani…).
Non penso che disperdiate le vostre energie qua. Penso che le energie (e lo sdegno) che disperdete qui, queste e solo queste, potrebbero essere utilizzate per scopi migliori. Come per esempio diffondere quel materiale in altro modo. Perchè non scrivere a Emo e chiedere se si può trovare un accordo per diffondere legalmente il suo materiale qui? Portarlo in scena, fare dei cd in italiano… Non è così infattibile come si può pensare. Richiede tempo e fatica, certamente più di quanto richieda partecipare a questo blog, ma non è impossibile…
Per il resto non mi sono fatto idee su nessuno: solo quello che ho letto e il fatto evidente che il livello culturale medio è molto alto. Il che, immagino tu lo sappia, non rappresenta esattamente la normalità in Italia…
Mi dispiace che tu creda che mi sono fatto un’idea delle persone, non mi permetterei mai. Mi sono solo chiesto cosa di buono possa venire da tutto questo. A parte punire DL, cosa su cui tornerò successivamente.
Vero, non ha mai fatto i nomi di Philips o di Schimmel, ma ne ha fatti altri. Ha fatto molto per la diffusione del mito di Bruce in Italia per esempio.
Gombrowicz: come per altri nomi che fai successivamente (e altri che non sono meno importanti, come Ionesco), come ben sai, continuiamo a rileggerli. Per quanto sia più grave il plagio di una sequenza (almeno legalmente), si riprendono strutture, ritmo e soprattutto tono. Che è comunque patrimonio di un autore. Sono anche d’accordo che non sia plagio, ci mancherebbe, ma tutti sono in misura minore o maggiore debitori di chi li ha preceduti.
Mi preme comunque sottolineare che non ho certamente preteso di giustificare Luttazzi sostenendo che Allen ha copiato da altri. La mia posizione era tutt’altra e non mi pare che nella tua risposta tu ne discuta.
January 29, 2010 12:40 AM
Anonymous said…
Ho usato un plurale (“vi ha prestato”) perchè non mi rivolgevo direttamente a te. Mi rivolgevo ad altri, me compreso. Io se guardo Emo Philips non rido. Odio il suo falsetto, detesto la sua maschera, non mi piace il tempo da scemo del villaggio. Oltretutto per quanto parli un inglese decente, tradurre mi distrae troppo. E leggere una battuta è metà del divertimento di vedertela recapitare da un palco da uno bravo. Ma forse è giusto che le battute di Emo rimangano patrimonio degli eletti che possono apprezzare l’originale… Siamo a questo? Quando dico “prestato il cd” intendo “fatto sentire le battute”.
Tu su quel punto sei irremovibile? Padronissimo. Però fai un piacere, fatti vent’anni di palco e metti insieme la delivery di Luttazzi. Perchè di quelle battute un sacco di persone in questo paese hanno bisogno e se non c’è qualcuno che gliele porta in modo fruibile, non gli arriveranno mai.
Preferiresti un divulgatore tutto d’un pezzo? Anche io. Però questo c’è. E da autore e da essere umano, credo che il sapere debba circolare. Io ho materiale mio diffuso illegalmente, mai pensato di denunciare chicchèsia o di minacciare wikiquote, ma io sono io e decido per me.
Sul resto:
1) dimentichi un dettaglio: la quantità di querele e guai (e spese) che Luttazzi ha affrontato per altri motivi. E le umiliazioni pubbliche e private. E l’isolamento. Non so se riuscirei a scrivere battute con richieste danni per svariati milioni di euro. Forse tu sì.
2) non penso che nessuno sia al di là delle critiche. Penso che ci sia bisogno di un motivo per distruggere un uomo, cosa che voi valutate di fare (voi, non tu).
Penso inoltre che le Opere siano molto più importanti degli autori. E che le persone stiano su tutt’altro piano. Valuta tu cosa comporterebbe sui tre piani.
Vorrei chiarire una cosa: non credo ce la possiate fare. Non credo che Ricci dedicherà del tempo al suo programma a un’operazione che puzzerebbe di manganello e che gli costerebbe ascolti. Non penso che per altro al pubblico di Striscia freghi poi molto di Luttazzi. Mi preoccupa invece che abbiate un’intezione simile. Il fatto che quest’Italia faccia schifo, non lo giustifica. Semplicemente aumenta la sua utilità.
January 29, 2010 12:47 AM
Anonymous said…
3)Perchè è un uomo. State criticando un uomo. Quando la questione dovrebbe essere il suo spettacolo. Sì, per chi conosce Hicks è una truffa. Per chi riesce ad apprezzare Emo. Per gli altri è un inganno, come un mago che usa il trucco di un altro. Verissimo. Ma se il trucco funziona e io mi emoziono e quell’emozione vale 40 euro, dov’è il danno? Diffondete gli originali, sul serio, come fa (e io sono perfettamente d’accordo) chi ha messo su quel sito. Lo state già facendo e certamente a Luttazzi costerà degli spettatori ed è giustissimo così. Anche tutti. Se il materiale che usa è già di altri (e sai cosa intendo) o ne trova di suo o sparisce. Però il materiale deve girare, questo dovrebbe essere il primo desiderio di ogni autore.
4) Eccoci al punto. Io non parlo di persone. Non conosco lui, non conosco te. E con me non vado oltre a una occasionale frequentazione per le feste comandate. Non mi interessano le persone. Non capisco perchè a voi interessi punire una persona, davvero. Parlo di opere. E nel 2010, DL, la sua carriera, le sue scelte, le sua cause, l’editto bulgaro, la censura, i suoi testi e i testi non suoi, sono un’opera.
Il video di sback, le risposte, tutto verissimo. Ma quella è una persona e francamente non avendo idea di cosa sia subire un editto dal tuo presidente del consiglio e spendere centinaia di migliaia di euro di avvocati in pochi anni, faccio fatica a giudicarla. E in ogni caso non mi compete: giudico il LuttazziOpera o anche l’opera di Luttazzi. Usa battute di altri? Verissimo. Gravissimo difetto di originalità, che francamente però non mi impedisce di apprezzarlo. Limiti miei, sia chiaro.
Ripeto: non sono preoccupato per lui, sono allarmato dal vostro zelo censorio. Che alla scena italiana non può portare niente di buono.
January 29, 2010 12:59 AM
(…lo stesso r3kroy che chiedeva ripetutamente la chiusura del blog sui plagi, per diffamazione? o è una cripto-citazione? ormai è dura orientarsi tra originali e copie, pare blade runner!)
January 29, 2010 11:03 PM
Anonymous said…
Ti ringrazio per la risposta e ringrazio anche A per l’intervento (e la rassicuro, la cosa non mi è costata molto tempo, non facendo altro che scrivere tutto il santo giorno sono piuttosto rapido e soprattutto non mi capita spesso di poter affrontare discussioni così “alte” su un argomento a me tanto caro).
Intanto una doverosa premessa: io questa cosa, senza ovviamente conoscerne le dimensioni la so da un po’. Il mio compagno di banco del liceo è un italiano all’estero e una volta in cui lo sono andato a trovare mi ha detto: “ma lo sai che Luttazzi copia da questo tizio?” Il tizio era Izzard e il mio inglese ovviamente non vale il suo. L’ho registrata come una notizia, ma non gli ho dato molto peso. Perchè per me Izzard rimane troppo complicato e odio passare il tempo a leggere i sottotitoli. Al di là del fatto che ti perdi qualcosa, ti senti anche uno sfigato…
Questo per dire che ho immediatamente pensato e sentito quello che penso oggi sulla cosa, anche se ovviamente non posso rimanere impressionato dalle dimensioni della cosa.
Spero davvero che nel prossimo libro o in generale in pubblico (e anche in privato) Luttazzi cambi atteggiamento e mette la lista, se non battuta per battuta, almeno la lista delle opere, anche spacciandola per una lista di consigli. Sarebbe già qualcosa.
Dubito che lo farà, visto come si è comportato con voi, ma sarebbe bello. Se non accadesse… I’ll try to improve my english! O forse no, perchè sono vecchio e pigro.
Capisco che vi sentiate presi in giro e delusi, ma penso sempre che alla fine il poveretto sia comunque quello che prende in giro.
Riguardo a Striscia, etc: è qualcosa che ho letto in un commento; in queste situazioni mi rivolgo sempre all’intera comunità, confidando nella speranza che le persone vogliano contare sulla mia buona fede e la mia lucidità nel capire se mi rivolgo a loro in particolare.
Grazie a tutti della disponibilità.
January 30, 2010 2:19 AM
February 23, 2010 2:02 PM
Anonymous said…
Ma quale più grande bluff della storia?! Il più grande bluff della storia sono quelli che si definiscono “autori” e invece si mettono solamente a fare i saputelli con Luttazzi, senza nemmeno identificare dove e come agisca chirurgicamente per migliorare le battute di Hicks, Carlin, Schimmel che cita.
Poi, cari i miei nuovi autori, ho letto in un commento una riflessione sulla battuta di Relentless “Ho bisogno di dormire 8 ore al giorno. E 10 di notte”. Be’, c’è chi ha scritto in un libro del 2007 questa battuta: “Io ho bisogno di dormire almeno 13 ore al giorno. Più la notte.” Non è forse la stessa battuta di Hicks? Indovinate chi l’ha scritta! Paolo Burini.
Ricordate questa: “La scienza medica a volte fa miracoli. Un ragazzo era in coma da tre mesi. Gli hanno fatto ascoltare un lp di Luca Carboni. E il coma si è approfondito” ? Leggete qua: http://burinipaolo.blog.kataweb.it/paolo_burini/2008/08/11/medicina-alternativa/
E ancora: “C’era Eleonora Ceredi, una veterofemminista, una marsupiale, con la sigaretta sempre accesa fra le labbra. Le grandi labbra”. ( in Adenoidi )
Paolo Burini, Conversazioni Etiliche: “So leggere le labbra. Le piccole labbra.”
E quest’altra:
“BURROUGHS:-Quanti anni hai, figliolo?
IO:-Diciannove.
BURROUGHS:-Solo?! Io alla tua età ne avevo già ventitré!
IO:-Questa battuta è così vecchia che risale al cinema muto.”
Non è forse usare una battuta come pretesto per la vera battuta? Non è la stessa cosa che fa Luttazzi con la mosca di George Carlin? E soprattutto, di chi è quella battuta? Di Wright, mia, di Burini, di Luttazzi? Come diceva Troisi, una battuta è come una poesia, non è di chi la scrive, è di chi gli serve.
Invece di perder tempo a segnalare plagi che non ci sono, perché non vi mettete seriamente a indagare il minuzioso lavoro che Luttazzi fa su ogni singola battuta? Non vedo il punto di diffamare Luttazzi quando i suoi accusatori si comportano nel suo stesso identico modo. Così si diventa soltanto ridicoli.
Flywheel
February 25, 2010 11:24 PM
February 26, 2010 4:28 AM
Anonymous said…
Caro Francesco, scrivi. “Il più grande bluff della storia” […] Nessuno ha detto il più grande bluff della storia.”
Ti invito a leggere questo commento:
http://ntvox.blogspot.com/2008/01/daniele-luttazzi-copia.html?showComment=1267115154929#c3462596014174603773
“Quello che questo blog sta portando allo scoperto è probabilmente il più grande bluff della storia della comicità…”
Infine, prima di indossare anche tu la maschera della morte, ti invito a leggere un po’ di studi di letterature comparate e di chiarirti le idee sul significato di citazione, plagio, montaggio, collage, centone, riproduzione etc. Chi critica deve essere all’altezza di farlo. Buona fortuna.
Paolo, nessuno dice che hai la coscienza sporca, dico soltanto che applichi due pesi e due misure tra il tuo modo di rifare una battuta e il modo di Luttazzi di rifarla.
Hai segnalato un joke di Groucho Marx e uno vagamente simile di Luttazzi come battuta a tuo dire ( e sbagli ) copiata. Trovo mille volte più simile la tua sul disco della Joplin rispetto a quella di Luttazzi sul disco di Carboni. E tu dici:-Non è assolutamente la stessa. La differenza è uguale a quella che passa tra il joke di Seinfeld sul deodorante ascellare e quello di Luttazzi sulla mutanda profumata. E sei sempre tu che l’hai segnalata, senza nemmeno riflettere sul se e perché fosse stata modificata. Stessissimo discorso sul gatto domestico/gatto *castrato* di Maher/Luttazzi.
Vi ergete a paladini del bene, ma fate parte dello stesso mondo che volete mettere alla berlina. Bruce ci vedeva lungo.
da un artista che non c’è piu’ potrebbe e puo’ nascerne un altro
“La verità è ciò che è, non ciò che dovrebbe essere”.
– Lenny Bruce –
@r3kroy: Sei lo stesso r3kroy che due settimane fa aveva richiesto a Google la rimozione del blog per diffamazione e copyright infringement?
http://www.google.com/support/forum/p/blogger/user?userid=13787515302472055745&hl=it
r3kroy basta spammare!! qui si discuteva seriamente! ma chi sei, davvero luttazzi?
we we, fai il bravo r3kroy su…
@ r3kroy
ho sempre pensato che chi spamma sia ben più nocivo di chi plagia.
@ Tutti,
se, a vostro giudizio, in giro per la rete si sta discutendo di quest’argomento in maniera pacata e lucida, io rispetto il vostro giudizio. Però mi tengo il mio, e l’uso di parole come “tradimento” e il bombing di commenti che riportano mail di terzi o pezzi di thread di altri forum non mi spingono a cambiare idea. Io credo che, dallo spunto di WM4, bisognerebbe partire per indagare il rapporto (mancato) tra Luttazzi e la comunità che guardava a lui e, anziché vedere un comico, vedeva altro. Non c’è delusione se prima non c’era illusione.
@ GG
no, a dire il vero no. Non risponde in alcun modo alla mia domanda, quindi la pongo di nuovo. Noi sappiamo quante battute ha copiato Luttazzi, ma non abbiamo la minima idea di quante ne abbiano copiate gli altri comici italiani, e a chi, quindi sulla base di quali raffronti ti sbilanci a dire che “è il più grande plagiario etc.”? Sicuramente hai dei dati, e allora socializzali, facceli conoscere. Poi, scusa, che c’entra il fatto che Francesca Fornario fosse amica di Luttazzi con la domanda che ti ho fatto io? Ma sono domande retoriche, eh.
Anche l’utente che da giorni chiede a Google la chiusura del blog-repository di battute copiate si chiama r3kroy…
Ragazzi, qui non ci sono ingenui (almeno credo) e potrebbe trattarsi di un trucco vecchissimo, risalente ai primordi di usenet. Sono capaci tutti di prendere un nick (quello di un avversario) e usarlo per spammare “di sponda”, dando la colpa dello spam all’avversario. Questo precisando che è grave ma soprattutto è stupido chiedere la chiusura di un blog perché linka a un torrent e altre futilità. Questo comunque mi conferma che in giro di pacatezza ce n’è davvero poca 🙁
WM1: secondo me, come ho già scritto, Luttazzi non è percepito come un comico “qualunque”; la delusione dei “fan” probabilmente dipende da questo; poi questi meccanismi dovresti conoscerli bene: nessuno critica, per dire, Moccia, se pubblica con il gruppo Mondadori
@Wu Ming 1: Eh, la “massa” è tendenzialmente forcaiola e fin troppo facile da polarizzare, si sa… Però qui si sta dibattendo tutto sommato abbastanza civilmente/ragionevolmente, mi pare. OK, a parte l’incursione di r3kroy che, se non è un fake/troll, a questo punto dovrebbe spiegare perché lo fa (io un’idea me la son fatta).
Sul Luttazzi “altro”, sinceramente non capisco il tuo ragionamento: per te Luttazzi è solo un comico? [Domanda retorica]. Immagino concorderai che poche cose indignano l’opinione pubblica come lo scoprire che una public figure ha mentito apertamente. Il che è esattamente ciò a cui stiamo assistendo: il venir meno di un rapporto di fiducia (che esiste/esisteva, eccome!) fra il comico-intellettuale-personaggio e una larga fetta dei suoi simpatizzanti. È stata questa (fidarsi di lui), la loro/nostra “illusione”?
Just my two cents [cit.]
I fan sono davvero pericolosi. Prima Luttazzi veniva considerato più ironico del buon Woody(pure provinciali i fan..) adesso è considerato come volgare autore di plagi. La rete il tribunale più feroce…con quell’orrore di repubblica.it, pronto ad amplificare il tutto.
Luttazzi sicuramente ha le sue colpe, ma di fronte a tale fanatismo va difeso.
Non saremo stati troppo ottimisti a proposito della rete?
Il sonno della rete genera mostri. Dai grillini ai tribunali via Web il passo è breve.
@ Giuseppe,
sì, li conosco bene, e ci siamo posti tante volte il problema. Per questo abbiamo sempre cercato di mantenere coi nostri lettori un rapporto il più possibile aperto, orizzontale, trasparente e un sacco di altri aggettivi uno più inadeguato dell’altro ma penso di essermi fatto capire. E siamo sempre stati noi i primi a “coglierci in castagna”, con prese di posizione autocritiche sul nostro percorso etc. Poi abbiamo avuto cadute di tono e di stile, da cui abbiamo cercato di rialzarci subito; abbiamo compiuto sbagli e lavorato subito per emendarli; insomma, devo dirlo? A noi piange il cuore nel vedere cosa ne è stato del rapporto di Luttazzi con questo “zoccolo duro” di suoi fans, non sai quanto ci amareggia vedere la fine di una comunità.
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Comunque, dopo tutto questo po’ po’ di discussione, io vorrei riassumere in pochi punti ciò che penso:
1. Luttazzi ha colpe e responsabilità, e non le sta affrontando come dovrebbe. Se si fosse mosso meglio dall’inizio non vi sarebbe stato alcuno “scandalo”.
2. Questa incapacità di gestire la vicenda ha probabilmente radici in alcuni “vizi” del Luttazzi blogger, limiti nel suo uso della rete, problemi nel costruire un rapporto più trasparente coi fan.
3. Può ancora uscirne Luttazzi? E’ molto difficile ma può farcela, se rinuncia all’orgoglio e fa un supremo sforzo di chiarezza.
4. I nitpickers hanno segnato i loro punti, tutti abbiamo visto e sentito, ma ora mi sembra si siano incaponiti e che continuino a passare con la mietitrebbia su un campo dove non è rimasta nemmeno una pianta.
5. Daniele Luttazzi è un artista complesso, poliedrico e di spessore, e ha fatto cose importanti che non meritano di essere oscurate dai suoi errori.
6. Il modo in cui la rete si trasforma periodicamente in macchina ammazzacattivi (e bacheca perenne delle “vergogne”) rischia di distruggere Luttazzi e tutto quel che ha fatto di buono. Questo ovviamente è un problema che va oltre Luttazzi.
Poi si può non essere d’accordo, è chiaro. Ma almeno non mi si attribuiscano posizioni diverse da questa.
La questione posta da WM4 e WM1 è interessante: in Luttazzi gli ex-fan vedevano solo un comico? O qualcosa di più? E ora che dovrebbe fare a loro avviso? Uscire da Munster e farsi trafiggere dalle armate di Von Waldeck?
La mia piccola opinione: sono un grande ammiratore di Luttazzi. Rubo tutto quello che posso per intortare le ragazze. Non funziona quasi mai. A parte quella “so leccare l’ombelico. Dall’intrerno”. La lista dei ‘plagi’ è online da tempo, un paio d’anni, e i suoi fan già ne erano a conoscenza. Io l’ho letta a suo tempo e non mi ha sconvolto. E’ il teatro, è l’arte. E ricordo di aver pensato: meno male che Daniele ha portato al pubblico italiano certe chicche. E dietro c’è un non piccolo lavoro di limatura e adattamento per renderle più fruibili, a volte migliori (come quella su Ferrara nella vasca da bagno). Forse questo fa di me un superficiale, non lo so. La lista è un lavoro bello e appassionante, una vera miniera, ma il traguardo mi sfugge. La maggior parte di ciò che è riportato si vede che è rielaborato. Per alcuni questo è plagio e scorrettezza, per altri no. Per me almeno, è una cosa comune nell’arte. Anche l’articolo della sua amica Fornario sull’Unità, sembra abbia scoperto tutto oggi… se già sapevi che Luttazzi prendeva da altri, che differenza fanno 40 battute o 4000? Che differenza fa a una moglie cornuta una o cento corna? Su una carriera come la sua, poi. E’ il suo modo di fare, e ci lavora anche su, e non mi sento preso in giro quando magari scarico (perchè è il modo più semplice e meno costoso) gli spettacoli di Carlin o Hicks sottotitolati dai fan e ritrovo le sue battute. Non penso che prende i miei soldi per libri e spettacoli in modo disonesto. Mi sentirei davvero tradito e schifato se avesse abbassato la testa per tornare in Rai, dove guadagnava miliardi. Probabilmente avrebbe continuato a farmi ridere come un matto, ma ogni risata avrebbe avuto un terribile retrogusto. No, non l’avrei giustificato.
Sulle idee originali poi, potremmo stare a parlarne per ore. La battuta su Berlusconi che fa depilare le vagine alle escort così sembrano minorenni io l’ho sentita anni fa (l’idea almeno): era un film porno (ma tra adulti eh!). Vengono in mente, poi si cerca di dirle con buona tecnica per far passare il messaggio: il rapporto Berlusconi/Noemi/Escort. Se l’avesse riproposta la domenica dopo la Littizzetto a che tempo che fa, tale e quale, allora sì che sarebbe stato copiare. Sia l’idea, che la tecnica, che il ‘messaggio’ (o piccola ‘poesia’) che comunica è identica.
Detto questo, sul rapporto coi fan: io seguo il suo blog dalla versione slow: cioè una paginetta bruttarella in flash senza commenti. Poi la piattaforma drupal, i commenti liberi, la chat e la successiva moderazione dovuta non alle accuse di plagio, che non c’erano ancora, bensì a gente che invadeva uno spazio personale e privato per spammare su signoraggio eccetera. Una chiusura e una moderazione legittima, a mio avviso. Ricordo di aver partecipato ad una chat con lui presente mentre commentavamo la puntata di un programma Rai (non ricordo se era Vespa). E questo anni prima delle web-dirette della Guzzanti o di Travaglio. Non è voluto diventare un altro Grillo, è rimasto lontano dalla comunità di fan come forse, secondo me, un artista deve fare. O quantomeno è suo diritto (che dire della copertina de L’espresso nel post-Satyricon “Vota Luttazzi!” a ridosso delle elezioni? Rimase defilato e continuò a ‘sgobbare’). Col tempo e con l’accesso di sempre più persone alla rete lui ha eretto uno schermo. Forse come essere umano non sopporta i fan o i discepoli. Forse ha paura. Non lo so, non lo conosco. E non vorrei mai saperlo. E’ un peccato che ora ci sia una sollevazione di tanti suoi “ex-fan” che non si sa cosa cerchino. Forse che in ognuno di noi si imponga l’immagine di lui come ‘il più grande plagiatore della comicità italiana”. Bah, se non ci fosse stato Luttazzi, in questi ultimi 15 anni, se non si fosse comportato come si è comportato dopo l’editto bulgaro, io sarei molto molto più scoraggiato per il mio futuro (ho 26 anni). E non è un politico, ma un artista.
Un’ultima cosa: per ora (almeno per ora) l’unico libro che fu davvero accusato di plagio, Và dove ti porta il clito, non compare mai nella lista, ironico no?
@ Giacomo,
non è “solo” un comico: è un comico. Oggi c’è chi vorrebbe negarlo. E c’è chi, quand’era in preda all’illusione, forse pensava di seguire un cavaliere senza macchia, un integerrimo eroe della resistenza, e oggi in preda alla delusione pensa di aver seguito… boh, non so… un delinquente? E’ puro bipolarismo: all’euforia segue la prostrazione. Ho addirittura letto commenti di gente che si rammaricava per aver riso di quelle battute. Cioè adesso si fa il processo alle risate. E se oggi non si può più ridere con Luttazzi, vuol dire che non era d’uopo ridere nemmeno prima. Karl Kraus diceva: “La miseria del presente ha valore retroattivo”. Insomma, a te tutto questo non comincia a sembrare un tantino sproporzionato?
annoto che ha “risposto” sul suo forum danieleluttazzi.it
…
…mah…
però, è pur sempre una reazione!
Intervento estremamente lucido quello di Lorenzo. Con una dote, oggi rara, quella di saper leggere un contesto.
Ieri fan, oggi infuriati, quello che mancherà sempre a questi ambienti è la capacità critica.
LA difesa di Luttazzi è debole, ma rispetto agli interventi dei suoi detrattori sembra di leggere Adorno.
Iddio ci scampi dalla repubblica di Internet..
“quello che mancherà sempre a questi ambienti è la capacità critica.”
ma la capacità di critica di che?? Quello che dovrebbe fare autocritica è proprio Luttazzi, non chi ha messo in risalto i suoi plagi.
La questione è semplice:
“Luttazzi ha copiato?”
“Sì”
“I fan o anche semplici ascoltatori hanno diritto di indignarsi?”
“Sì, perché quando è stato presentato il conto a Luttazzi questi ha mentito come un bambino”
Tutto il resto è fuffa. Le grandi discussioni sociologiche che fanno i Wu Ming sinceramente sono cavolate…
Ci sarà gente che ancora andrà a vedere gli spettacoli di Luttazzi e altra che invece non ci andrà. Luttazzi si è comportato in maniera squallida, ma le persone non è che non ci dormiranno la notte o lo aspetteranno con i forconi fuori casa sua. Quindi, caro cittadino Saint-just, mettiti l’anima in pace, è proprio grazie ad Internet che sei stato smascherato.
@Wu Ming 1: Sì, alcuni commenti sono decisamente fuori luogo, ma le reazioni “calde” vanno contestualizzate e interpretate: indicano l’esistenza di una relazione affettiva, come quella lettore-autore, che s’è appena incrinata. E, di solito, le relazioni non si costruiscono da sole.
Chi oggi si sente addirittura “tradito” non può compiere un’analisi critica distaccata, a meno di uno sdoppiamento della personalità: questo andrebbe riconosciuto da un lato e compreso dall’altro, secondo me.
La faccenda comunque è interessante perché può essere letta anche in chiave di sipario che si lacera, svelando un retroscena: fuor di metafora, un lato meno pubblico (ma non necessariamente “nascosto”) di Luttazzi. Ed è risaputo che i comici, visti da dietro, non fanno molto ridere.
spero che luttazzi lo legga e ci ragioni un po’ su…
Francesco said…
Non so cosa è più triste
– copiare centinaia di battute, per anni
– spacciarle per proprie
– incazzarsi quando altri te le rubano
– comunque gli originali facevano più ridere
– riempire una dozzina di libri, senza mai una citazione
– la censura su youtube
– i goffi tentativi di censura su wikipedia
– le bugie nelle email con i fan
– postare sui forum commenti sotto falso nome per difendersi
– venendo beccato anche in questo
– la “caccia al tesoro”
– negare l’evidenza dopo che ti hanno beccato
@Lorenzo, bell’intervento! Anche secondo me molto di quello che è riportato nella lista è rielaborato. La battuta sulle vagine depilate è sintatticamente identica a quella di un altro comico, tranne per una parola “minorenne” al posto di “dodicenne”. Per chi conosce l’originale, quella parola “minorenne” pesa di più perché si accorge della differenza tra le due versioni (non è solo un adattamento all’età di Noemi). Di conseguenza pesa di più il giudizio dell’autore satirico sul referente di quella battuta, il nostro mr B, che si deduce solo dal contesto. Secondo me non è un lavoro da poco questo. Luttazzi mi piace perché colgo queste cose solo dopo molti ascolti. Ogni volta qualcosa di diverso, una nuova allusione, una nuova battuta. Succede solo a me? Mi sbaglio?
Credo che il lavoro della lista se per alcuni aspetti è lodevole, per altri rimane anche superficiale perché mette tutto assieme, non distingue e segue solo il criterio della similarità sintattica tra battute senza tenere conto della semantica. Con questo non dico che Luttazzi abbia fatto bene, in effetti sono tante battute troppo simili. Però occorre distinguere (si distingue anche tra diversi tipi di omicidio!). Stesso discorso per il video dove il contesto della battute è spesso stato tagliato e quindi si perde il senso.
“Secondo me non è un lavoro da poco questo.”
=O
Scusa Marco, ma ci sei o ci fai?
Qualsiasi persona, conosciuta la battuta originale e sapendo di doverla utilizzare per fare uno sketch su Berlusconi l’avrebbe modificata in quel senso. Figurati un comico!
La differenza tra un autore serio e Luttazzi è che il primo apre il giornale per trovare ispirazioni alle sue battutte (guarda Ellekappa, a mio giudizio la più grande scrittrice di satria oggi in Italia), il secondo invece legge i testi degli autori americani per cercare una battuta che può adattare alla situazione italiana.
Il primo tipo di lavoro non saprei farlo, il secondo credo che ci riuscirei senza troppo impegno anche io.
“Le grandi discussioni sociologiche che fanno i Wu Ming sinceramente sono cavolate…”
Questi sì sono argomenti!
Buona gogna a tutti.
Dunque. Per chiunque svolga un lavoro “artistico” (cantante, scrittore, comico e via discorrendo) il fan è semplicemente un “utile idiota”, lo “sfan” un pernicioso essere da silenziare (sì, è vero, Wu Ming lo sa molto bene), magari con l’aiuto di chi fa beotamente squadra con lui nella speranza di cavarne qualche vantaggio o qualche riflesso di lustro.