Dettagli, sempre dettagli. Quelli che fanno spesso gridare all’ossessione, alla paranoia, al veterofemminismo d’accatto. Eppure i dettagli contano. Contano per tante donne, per fortuna. Come la lettrice che mi ha scritto ieri questa mail:
“Volevo raccontarti (segnalarti) quello che è mi successo ieri sera, 22 dicembre, alla stazione Ferrovie Nord di Bovisa (Milano). È una piccola cosa, ma mi ha rattristato e confermato ancora una volta dello scarso rispetto che l’Italia ha, nei fatti e anche a parole, per noi donne.
Erano circa le sei di sera. Mi sono seduta ad attendere il treno su una panchina davanti al tabellone delle partenze. A fianco, immancabili, gli schermi televisivi che ormai invadono tutte le stazioni delle Ferrovie Nord. Trasmettono pubblicità più qualche informazione di servizio e qualche ridicolo contenuto autoprodotto dalle Ferrovie Nord, come l’immancabile “Frase del giorno”. Ieri sera era il bel faccione di Albert Einstein a campeggiare sullo schermo, l’autore della “Frase del giorno”, che diceva più o meno: “Il centro di produzione delle donne non è il cervello”. È un’approssimazione perché la frase non me la ricordo a memoria, ma il senso sì, ed era quello. Io l’ho trovata fortemente offensiva, una frase dal contenuto sessista e misogino che non fa altro che confermare uno stereotipo purtroppo ancora vivo nella società italiana che vorrebbe la donna a casa a sfornare bambini e basta. Era una frase che non andava trasmessa a mio parere su un circuito pubblico, anche se misero come quello delle Ferrovie Nord e anche se a dirla è stato Albert Einstein. Ho mandato una mail di protesta firmata a Ferrovie Nord (http://www.lenord.it/assistenza_clienti/reclami.php), alla quale naturalmente non ho avuto né avrò, risposta. Credo però che in casi come questo, grandi o piccoli che siano, protestare sia non solo utile ma doveroso. Grazie di tutto”
I dettagli fanno un insieme. Che ci crediate o no, o comunque la pensiate, Buon Natale.
“Il centro di produzione delle donne non è il cervello…”
.
Il bue che dice cornuto all’asino! Umorismo involontario, quello delle Ferrovie, se consideriamo che basta un decolleté per impallare il sistema operativo di un uomo (se non si chiama Tom Ford). Spassoso.
Sul rapporto tra Einstein e le donne, interessante lettura qui:
http://www.universitadelledonne.it/einstein.htm
Auguri!
Dettagli – non da poco. Dettaglio dopo dettaglio ci si ritrova travolti e in discesa libera. Ha ragione Loredana – con la quale sono spesso in disaccordo – a certi tavoli non ci si può sedere.
“Quando si tratta di voi donne il centro produttivo non è situato nel cervello”
Questa è la frase. Forse voleva dire che quando un uomo guarda una donna non ragiona più? Non so, è solo una possibile interpretazione, bisognerebbe sapere il contesto in cui è stata detta.
Di certo il contesto in cui l’ha proposta FS non è lusignhiera.
E comunque Einstein era covninto che le donne fossero intellettualmente inferiori, perciò forse l’interpretazione data dalla lettrice è corretta.
Dettagli sì, anche se ho l’impressione che il pensiero misogino stia riemergendo e sia uno di quei fili con cui si sta tessendo, da anni, il racconto omologato e omologante della realtà.
Per cui, sì, diciamolo: quella è una frase cretina, anche se detta da un genio, e dimostra che anche i geni, al di fuori della materia su cui applicano con passione esclusiva il centro di produzione del loro cervello, possono essere dei cretini.
La storia sta lì a dimostrarlo.
Detto questo, auguri affettusi a tutti, esclusi i misogini, ancorché geni.
Stranezza: se cerchi con Google e le parole chiave “einstein cervello donne”, il primo risultato è la frase misogina in questione.
Se fai la stessa ricerca in inglese, francese e tedesco, la frase non la trovi (o almeno: io non l’ho trovata).
Sembrerebbe che in Italia quella citazione sia molto più popolare che in altri paesi.
Un altro dettaglio?
Una consonanza? 🙂
Auguroni, veterofemminista. 😉
Tieni duro, che hai ragione tu.
E tanti auguri a tutti i commentatori, conosciuti e sconosciuti.
Ovviamente il tutto è deprecabile, purtroppo questa cosa non mi stupisce perché siamo in Italia e siamo fin troppo abituati a sentir dire stupidate di questo e altro genere. Il callo che c’abbiam fatto è molto triste, per questo protestare fa sempre bene, perché è un tentativo di rimessa in discussione dei luoghi comuni
A me Einstein mi è sempre stato sui coglioni.
BUon Natale Loredana e tutti.
Protestare è un diritto e un dovere; non si può tacere di fronte a sbagli.
Buon Natale a te e a tutti quelli che leggono e passano da queste parti 🙂
@ diana
I decollete non mi dispiacciono, ma personalmente non scordo mai di essere una creatura razionale quindi, per quanto io possa restare ammirato e possa anche fare un complimento (dipende dalle circostanze e dal grado di confidenza che ho con la padrona del decollete), il mio sistema operativo non va in palla, non sono Vespa.
Quanto poi alla frase di Einstein ( ha detto certamente frasi migliori) non c’è bisogno di essere femminista, vetero o neo, per ritenerla una cavolata.
Buone Feste a tutti
“A me Einstein mi è sempre stato sui coglioni”valter binaghi
Bè, chissà perchè, non mi sorprende. A me invece piace, ciò non toglie che come tutti possa aver detto qualche cavolata. Gli scienziati non sono certo immuni, mi torna in mente quello che vinse il Nobel per aver scoperto il DNA, che disse che i neri erano meno intelligenti dei bianchi.
@paolo
era una battuta, non volevo essere offensiva o sessista, mi spiace. Era un modo per arrivare alle tue stesse conclusioni ) sdrammatizzando. Considero grave anche che Feltrinelli esponga la gigantografia di Foucault che difendeva (e promuoveva) la “pedofilia dolce”. E così tante altre cose. Ma se gli ebrei sono ancora in grado di fare battute sull’olocausto, anch’io potrò scherzare su una campagna promozionale poco riuscita delel Ferrovie. O anche su Foucault, se è per questo. Auguri!
Auguri a Loredana e a tutto il suo vivace commentarium!
😉
scusa Diana, non avevo afferrato l’ironia (su internet non è facile, almeno per me). Su Foucault, ne abbiamo già discusso altrove, dico soltanto che se i librai esponessero solo ritratti di intellettuali che le hanno azzeccate tutte nella vita o le cui posizioni mettono d’accordo tutti…bè credo che sarebbe un serio problema.
Ricambio gli auguri, Giovanna e tutti.
(Commentarium? Io ho sempre più la sensazione che stia diventando un forum. Ma col nuovo anno rifletterò, e forse cambierò alcune cose, se le cose non cambiano)
Fai come il Gattopardo: cambia tutto per non cambiare nulla*-°
Tanti auguri a tutto il commentarium! E alla Loredanerrima. E come biglietto mando una mail di protesta al link devastante.
E’ comunque una pratica molto in voga. Per esempio non si potrebbe chiedere alle librerie di smetterla di vendere graziuosi segnalibri con massime misogine? Fatevi un giretto tipo da Feltrinelli Colonna – dove li ho visti l’ultima volta – e rabbrividite.
Loredana,
dai che è una piazza virtuale splendida, aperta a tutti, vivace, democratica. A me piace com’è 🙂
God Jul / Buon Natale
l’italiano tende al forum, loredana. Non c’è il blog nel suo dna, ma la piazza , il mercato, i maschi fanno a botte e oggi pure le femmine, ogni tanto ci scappa una risata. Evviva! Auguri a te!
Beh, quella frase fa il paio con certe uscite di Mr B., il nostro genio nazionale, brrr…;-/
Auguri a tutti i cervelli produttivi!
Qualche cavolata l’han detta tutti, che poi l’Italia sia un campo di cavoli si sa. Auguri a Loredana e a tutta la compagnia.
Buon Natale! 🙂
Dai dettagli spesso si arriva alla “filosofia”. Oscena la didascalia. Per non dire altro.
Notavo or ora che questo blog ha 6 anni…
Il commentarium è vasto, variegato, e non raramente si arriva ai 100 commenti – oltre i quali l’agorizzazione è fisiologica.
Comunque.
Auguri a tutti. E’ stata una bella annata. Più che altro appassionata.
Mi toccherà aspettare il bambinello studiando…gli esami non ti abbandonano mai. E non sanno riconoscere le festività. Che blasfemi.
Ma ciancio alle bande.
Buon Natale!
*
p.s. mi spiace per questo autogol di Albertino…
c’è questa in inglese di Einstein sulle donne per restare in tema:
Le donne si sposano sperando che gli uomini cambieranno. Gli uomini sposano le donne sperando che non lo faranno. Così ciascuno è inevitabilmente deluso”.
Mah, a parte che l’intelligenza in un certo settore e sensibilità non vanno sempre di pari passo (a dimostrarcelo c’è quel colto, ineducatissimo gentiluomo di Sgarbi). Certo che leggere una simile cosa da Einstein, che ho sempre visto come un uomo saggio oltre che intelligente è una delusione. Vero è che…da quando i nerd hanno un rapporto sereno colle donne? Delusioni personali generalizzate per induzione?
ciao lippa
buon natale a te
Quando le ferrovie inizieranno ad allocare i soldi dove servono, mi siederò in treno con meno ansia e convinta di aver speso bene i miei euro.
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/24/news/fs_l_incubo_di_natale-10567174/?ref=HREC1-3
@Marco B.
Fa uggia contraddirti ma Einstein non è stato un nerd bensì un uomo di un certo successo amoroso, che amava le donne e con l’acume che lo ha sempre contraddistinto non si astenne dal commentare la propria epoca ed esperienza. Permettendosi sovente l’ironia corrosiva, esercitata per ambo i generi, di chi ancora non aveva a che fare con le precauzioni e le rigidità del politically correct post femminista.
Molto ottuso è colui che pensa che le donne e gli uomini abbiano identici cervelli. Probabilmente Einstein si riferiva ad uno dei suoi settori di competenza: la matematica. Scienza in cui non si trovano risultati di rilievo prodotti da donne, anche oggi e nonostante il settore veda un equilibrio di laureati di entrambi i sessi.
Naturalmente sospetto che tra molti lettori scatterà l’indignato riflesso pavloviano dell’accusa maschilista.
A ognuno di loro dico che la natura non è democratica come ci piacerebbe, ci sono infinite distinzioni tra i cervelli maschili e femminili e non è standardizzandoli che i diritti femminili otterranno la loro giusta parità.
Einstein fu nell’intimo un ottimista che trovò perfino il coraggio di convolare a nozze per la seconda volta. Dimostrando che la Scienza è un abito che non si dismette nel privato e occorre sempre ripetere l’esperimento per confuatare l’eventuale ipotesi errata.
Ma veramente una certa Sophie Germain qualche risultato importante nella matematica lo raggiunse.
e in un’epoca tutt’altro che facile per una donna che volesse occuparsi di quella disciplina..infatti dovette fingersi uomo.
@Paolo1984
Come vorrei poter darle ragione. Ma non è così. La matematica sembra coinvolgere aree cerebrali in cui emergono differenze significative. Nella fisica invece la donna ha dimostrato grandezze assolute.
Hommequirit – io non ho solo lo scatto post femminista, io ho lo scatto della studiosa davanti a chi farnetica di gender studies utilizzando la propria prosopopea per giustificare un atteggiamento sessista e scientificamente un tantino superato. Ho uno scatto scientifico: tu dici perdonami delle cazzate. Ciò non toglie nulla all’acume di Einstein, che è parallelo a quello di Aristotele, o di altri titani della cultura occidentali non liberi dalla tara della relativizzazione storica. E della manipolazione loro malgrado – mi rendo anche conto. Ma neanche Einstein oggi – alla luce dei diversi dati statistici sui livelli di produttività raggiunti dalle donne nei luoghi dell’istruzione, e alla luce degli studi fatti da 50 anni a questa parte in ambito neurofisiologico direbbe le stesse cose: aveva un altro mondo da guardare e parlava di quel mondo. Allora le donne per prima cosa facevano bambini: niente di scandaloso – nelle Università spesso manco ci entravano. Ma usarlo per una pubblicità è peggio ancora come fai tu a suffragare una spiegazione del mondo attuale è una operazione intellettualmente disonesta – nei suoi confronti, prima di tutto.
Poi per quanto riguarda la questione delle diversità dei cervelli – le differenze che la ricerca ha prodotto non soddisfano nessuno – sono davvero quasi uguali non basta un corpo calloso a fare la differenza- anche per qualità di prestazioni. Ma le conosci tu queste ricerche? Di cosa parli? Sai come sono implementate? Quali sono metodologicamente affidabili? Sai che dibattito allucinante c’è dietro? Sai alla fine, di quali differenze parli? Perchè per come ne parli tu perdonami, puzza solo di ignoranza, clichet da caffettino della domenica mattina, non ci facciamo niente. Perchè se ne possa fare qualcosa ci vogliono competenze, conoscenze e discorsi strutturati. Chi queste cose le conosce non fa il fanfarone con gli indicativi – perchè sa che non gli conviene.
@Zauberei
Ma ha capito quello che legge o ha il vizio di partire in quarta ad abbaiare alla luna? Sa leggere i dati sui risultati femminili in matematica oppure la cosa la turba? Se vuole usare quel cervello che certamente ha, e non solo il midollo spinale come contingentemente dimostra, ebbene, argomenti.
Sempre che le interessi la verità scientifica e non l’ attacco inutile di posizioni che non sono le mie, che non condivido e che riguardano il suo intimo rapporto con l’analista, non il mio.
Hommequirit. Non le permetto di usare questi termini. Non su questo blog. E, guardi, a forza di venire qui quasi quotidianamente a fare il maestrino, a volte capita che qualcuno le faccia notare che lei dice cazzate. Capita a tutti di dirle. Anche a lei.
Comunque è imbarazzante il livello di comprensione dei testi in italiano dimostrato.
L’unica persona che abbia intravisto la corretta e ovvia interpretazione è Giulia, con cui mi complimento.
Ovviamente la frase “Quando si tratta di voi donne il centro produttivo non è situato nel cervello” indica un giudizio sugli UOMINI, e la loro tendenza a perdere la testa.
Il fatto che sia scattata subito l’ossessione intepretativa femminista indica una paranoia nevrotica su cui sarebbe bene riflettere. Roba da tempi della Dc, quando si coprivano anche le gambe delle sedie perché non risultassero offensive al pubblico pudore. Qui, al contrario.
Qualcuno che voglia accennare a un mea culpa?
Hommequerit, io non credo affatto che Einstein si riferisse alla matematica – e per quanto mi riguarda eventuali ricerche cui tu alludi non mi dimostrano niente, ne conosco alcune – quelle per esempio ruotate intorno e derivate dal lavoro di Baron Cohen, e ho la sensanzione che non riescano a scavalcare dubbi epistemologici avanzati sulle riviste scientifiche. Anche l’idea locazionista è un po’ andata in questi contesti: adesso si incrocia con le ipotesi dei circuiti modulari diffusi, il cervello non va a compartimenti stagni: come sanno tutti quelli che per esempio lavorano con lesioni cerebrali. Il tutto con le debite ipoteche che la ricerca cognitiva deve mettere – nel rapporto tra natura e cultura. Se ci sono meno donne matematiche per il momento non è una grande sorpresa, ma non prova molto di metastorico. Questo vale anche per alcune competenze altamente femminili, per il momento.
In ogni caso – a me discutere di queste cose piacerebbe anche, avrei molte cose da dire. Ma è stato un errore da parte mia ribattere al tuo messaggio. Me ne dispiaccio per la Lipperini. Conosco il tuo modo di partecipare a questo blog e lo trovo improduttivo e inutile. Ci si incarta ci si risente, per che cosa? Per persuadere te? Per farti rendere conto di qualcosa? Perchè in cambio questo è certo, non arriva niente. Qualche tempo fa veniva uno come te, paro paro usava il blog per parlare di lui e far parlare tutti con lui. Era pallosissimo per questo, e perchè citava continuamente. Deh almeno però ci s’aveva la citazione, qualcosa ti lasciava. Il nome di un libro, un testo che ne so.
Ma invece qui manco questo.
E’ stato un mio errore e mi scuso con tutti e rinnovo pure gli auguri di Natale già che ci sono.
@Lipperini
Però si permette di usare questi termini con me.
@Zauberei
“Ci si incarta ci si risente, per che cosa?”
Vedo che comprende il punto. Lei si incarta e si incazza e straparla.
Non comprende ciò che legge perché non ha calma per riflettere. Invece dovrebbe riflettere, prima di pensare.
Potrebbe scoprire qualche dubbio, potrebbe cambiare addirittura qualche idea.
Sempre che il suo concetto di critica non si risolva al cantarsele e suonarsele.
Hommequirit. Basta. Cerchi di farci passare un Natale sereno, cortesemente.
Di fronte questo plurale majestatis, mi tacito. Auguri a tutte/i, anche a chi non la pensa come me.
ops, maiestatis. Questa sì che era una cazzata.
Comunque volevo dire ad Hommequirit che Sophie Germain è esistita veramente ed è esistita anche la matematica tedesca Emmy Noether il cui lavoro venne apprezzato, tra l’altro, proprio da Albert Einstein
http://it.wikipedia.org/wiki/Emmy_Noether
http://www-gap.dcs.st-and.ac.uk/~history/Obits2/Noether_Emmy_Einstein.html
Quoto Roberto Mania “La bravura delle donne in matematica dipende dal loro livello di emancipazione nella società. È il risultato di uno studio condotto da quattro economisti italiani, appena pubblicato sulla rivista americana Science. Le più brave con i numeri, rispetto ai loro colleghi maschi, sono per esempio le islandesi, mentre in Svezia, Norvegia e Finlandia il gap tra donne e uomini si sta annullando. L´Italia, invece, è in fondo alla classifica, insieme a Grecia e Giappone, e precede di poco Corea e Turchia.”
Tutto l’articolo al link http://www.universitadelledonne.it/mate%20rep.htm
seguendo questo thread e i vari link ho conosciuto la vita tragica di Eduard, figlio ‘schizofrenico’ di Einstein. (Potrebbe essere un case study di uno dei libri di Laing, su normalità e follia, e famiglia e schizofrenia.) Lo stesso Einstein sarebbe stato, secondo alcuni, un Asperger. E così si chiude il cerchio con Baron-Cohen e i suoi studi sull’autismo, e il cervello maschile e femminile. In generale, questi studi (e le relative teorie) sulle differenze di IQ, di competenze, di predisposizioni eccetera (così come un po’ tutto il dibattito natura-cultura) mi sembrano diventati un po’ irrilevanti. Che senso ha stare a inventariare specificità, quando quello che ci porta avanti è la collaborazione, l’accoppiamento di forme e idee diverse – un divulgatore inglese lo chiama “mating of ideas”. Tanto, a parlarne, si finisce in un inutile testa a testa, perché le evidenze restano comunque controverse e aperte. Quello che sembra certo è che esistono competenze e aree in cui ognuno/a funziona meglio di altri/e, e che se queste competenze non si integrano a vicenda ci si ritrova soli -come Einstein, e – secondo Baron-Cohen – gli autistici.
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Ma è Natale. Mica staremo qui a litigare, ma che davéro? Ho appena finito di vedere Ratatouille: “Cambiare è la parte della natura che possiamo influenzare”. Lo dice anche lui.
@Stefano/Paolo1984
Blog umamistico, ricordiamocelo. Almeno impariamo a leggerci bene tra noi.
Figuriamoci se non conosco Sophie Germain, onesta matematica idolatrata dal pensiero femminista. Non citi wikipedia senza lanciare uno sguardo alla bilbiografia di riferimento, che fa ridere in questo caso, come nel caso della Noether – brava matematica in cui è consigliabile dare uno sguardo alla voce statunitense di wiki. Almeno la bibliografia qui le rende giustizia.
Il punto, mancato, è che io parlo di fuoriclasse. (Di)mostro che nella contemporaneità la situazione è la seguente e il cervello femminile per il pensiero astratto ha caratteristiche diverse (ribadiamo che per quanto concerne i risultati scolastici le donne sono più efficienti e prestazionali degli uomini).
Insomma, invito la vostra attenzione ad affrontare l’irritante verità di una conclamata asimmetria di risultati tra generi che si confrontino al top, non al liceo.
E voi mi ricordate che al bottom non ci sono differenze.
Il bello di queste mie considerazioni è che non si prestano a obiezioni, lasciando nello sconforto l’opinione dei contrari che si ostinino a credere ai propri idoli.
Infatti la formazione matematica è l’unica che non si presta a sessismo. Serve qualche libro; lo studio e la ricerca non richiedono infrastrutture. Solo la testa, e basta. Il merito qui è un termine che abbia senso.
Inoltre non è possibile invocare la discriminazione di genere o il baronato, poiché la medaglia Fields, l’analogo del Nobel, ha un divieto per statuto: non è possibile conseguire l’onoreficenza se si sono oltrepassati i 40 anni.
Così facendo, ciò che si scopre non è sottoposto a potere ricattatorio o a pressioni di qualunque natura.
Ma siamo off topic.
Il topic riguarda la battuta di Einstein. Sto ancora aspettando che la signora Lipperini abbia l’onestà natalizia di sdrammatizzare la cazzata, così l’ha definita lei.
Come ci ricorda, saggiamente, capita a tutti.
Se stiamo alla teoria dei fuori classe stante la situazione storica attuale dovremmo dedurne che le donne sono tutte pippe. A prescindere da questo, quando il gioco come dire si fa duro si deve giocare duramente. Dire che le donne pensano in maniera astratta in una misura diversa dall’uomo è una frase che si può dire all’inizio di una conversazione – come diciamo – dichiarazione di intenti. Ma se non persuade da sola – e non ci riesce per ragioni che sono chiare a molti scienziati ma anche a molti mortali quando sono chiare le logiche della ricerca – bisogna portare dei materiali che la sostengano, e bisognerebbe anche – posto in linea ottimistica che lo scopo è lo scambio e non l’acquisizione di insulti – chiarire il proprio pensiero in tutte le direzioni, anzichè dire agli altri che sono cretini perchè non hanno capito il proprio sofisticatissimo pensiero. Perchè appunto le frasi tue hommequirit sono opinioni così ambigue, frasi da bar. Poi che aggiungi? A un certo livello ci vogliono competenze e informazioni.
No – per come la vedo io, il cervello dell’uomo e della donna sono identici, il che è provato dalla ricerca biologica (cominciò Fausto Sterling decine di anni fa e non si è smesso più): i due cervelli sono calati in due ambienti diversi, che sono il resto del corpo e i loro mediatori. La capacità procreativa è stata ed è una determinante fondamentale del mondo corporeo della donna ma che in passato ha arredato i suoi pensieri molto più che oggi. Arricchendosi il suo paesaggio ambientale essa ha reagito ai nuovi oggetti come hanno fatto gli uomini. E’è il bello della specie umana e si chiama plasticità neurale. Il corto circuito che c’è cultura e natura, tra i modi di accudimento della famiglia occidentale e i percorsi di formazione degli individui, provoca secondo molti psicoanalisti – Chodorow cominciò ma è teoria piuttosto accreditata – le donne attraversando un edipo ben più complicato del maschile, dovendo combattere con una disidentificazione dalla madre molto più tortuosa di quanto accada per chi vede l’altro in quanto di sesso diverso – acquisiscono una competenza relazionale superiore a quella maschile. E in effetti ci sono molte analiste donne molto competenti, per non citare delle eccellenze. Ma è appunto l’esito di una circostanza storico culturale e della sociologia dell’accudimento, sempre pertinente alla madre. La critica successiva al bel libro di Chodorow che era del 74 – la funzione materna – l’ha ringraziata ma oggi si confronta con la strutturazione psichica di famiglie diverse, e ora va studiando come la configurazione di personalità e di genere si coniuughi con le famiglie omosessuali, con icongedi parentali dei padri etc. Ci faranno sapere perchè è tutto molto aperto e le risposte ancora scarse. Si sa solo che quelle che c’erano non bastano più.
Scusate la lezioncina, è un po’ come quello che veniva qui e citava sempre. Almeno si è onesti.
se le risposte che c’erano non bastano più, potrebbe essere poco prudente anche affermare conclusivamente che il cervello dell’uomo e della donna sono ‘identici’, così come lo è affermare che la matematica sarà sempre un campo maschile, ecc. Se il cervello esiste e funziona solo ‘calato’ in un ambiente (a cominciare dall’utero materno), e configurato da millenni di evoluzione, non saprei come uscirne, se non riconoscendo che diciamo tutti la stessa cosa, formulata in modo diverso. Ma è solo un commento da donna della strada.
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Se quello che dà fastidio è il termine ‘diverso’, forse si potrebbe trovare un altro termine per definire possibili variazioni del funzionamento di un organo umano necessariamente calato in un ambiente.