Parliamo Di Formato

Il Pdf è un formato.  Un Pdf serve, banalmente, per agevolare la lettura di un documento e la sua stampa. Punto.
Con tutta la disponibilità di questo mondo, non riesco a capire, probabilmente per la pigrizia estiva dei miei neuroni, quale sia la differenza fra un commento postato sul web in un formato e il medesimo commento reso, in virtù di un altro formato, semplicemente più leggibile e in nulla modificato.
Questa la premessa. Questo il pdf della discussione che si è svolta nei giorni scorsi a seguito del post Letterarietà, comprensiva dei primi 550 commenti. Ribadisco che sono gli stessi, identici commenti rinvenibili in altro formato. Punto.

338 pensieri su “Parliamo Di Formato

  1. @ Salvatore Talia
    Non stiamo parlando di filologia, qui. Io di professione faccio tra l’altro edizioni di testi, e non mi sognerei mai di farne alla stregua della sorella di Nietzche. La sua citazione è decontestualizzata. Nel testo dal quale lei la preleva dicevo che tutti hanno difeso Nietzsche dalle accuse di essere un pensatore che ha fornito strumenti concettuali al nazismo indicando i tagli della sorella ma, come documentato dall’edizione citata, anche il pensiero originale di quei frammenti pone qualche problema al nostro modo di pensare odierno.
    @ Wu Ming 1
    Dici: «Guardate che dal “framing” di quella discussione non è detto – come qualcuno pare sostenere – che ci guadagnino i Wu Ming o chi altri (diciamo quelli che erano in disaccordo con Policastro e Cortellessa)». Ecco Girolamo, nell’altra discussione, il 5 luglio alle 10.06 pm:
    «c’è qualcun altro che è contrario (anche se non lo dice, lascia che lo dicano gli altri e intanto manda avanti) perché se i suoi commenti diventassero pubblici e, soprattutto, gratuiti, poi non potrebbe chiederne il guiderdone a un eventuale editore militante che gli chiedesse il permesso di pubblicarli, ché comunista sì, ma fesso no».

  2. La cosa fastidiosa di questi cavilli (tanto il thread è lì in bella mostra) è che hanno decapitato la discussione, in un momento in cui l’intervento di Ottonieri poteva darle ulteriore linfa. Peccato. Interessante però l’aspetto sollevato da Giusco, l’euforia e conseguente fretta posta nella creazione del pdf, pare tradire l’intento originario di wuming1 che forse era proprio quello di tramutare in pop il dibattito – operazione per certi versi molto interessante, se attuata con consapevolezza.

  3. @ Thomas Tanselle
    Hai ragione. Peggio della spocchia e della sicumera c’è solo la spocchia e la sicumera dell’ignorante.
    Ma mettendo da parte la collezione di figurette (ché ormai con le minacce legali l’album è completo), io mi domando al fondo perché una persona che vive di parole dovrebbe essere contraria al fatto che i propri discorsi – a parità di contesto – siano resi accessibili a più persone anziché meno. E mi pare che le risposte non possano essere tante.
    O è insoddisfatta di ciò che ha scritto e quindi spera che meno persone possibili lo leggano. O si è pentita di avere intavolato una discussione che non è andata come prevedeva. O le due cose insieme. Sempre ammesso e non concesso che non voglia soltanto rompere le scatole per il gusto di farlo.

  4. @Salvatore Talia: io invece trovo curioso (e indecente) che ci sia una persona che venga qui (recitando la parte della vittima) a parlare di “netiquette e rispetto della civiltà del dialogo e delle sue norme” dopo che, per giorni, ha apostrofato molti dei suoi interlocutori con parole *gentili* (manutengoli, analfabeti di ritorno…) o si è rivolta loro storpiandone volutamente il nome, salvo poi – con una coda di paglia inverosimile- affermare che le storpiature erano frutto del suo essere una “neofita assoluta del dibattito in web” (cfr. Letterarità:commento del 5 luglio alle 2.26 pm).

  5. Wu Ming 1 ha scritto:
    Infatti i nabanassariani hanno letto il pdf (a tempo di record, gli va riconosciuto) e ne hanno concluso che siamo dei servi, privi di talento, incapaci di vera creazione, in grado solo di promuovere e sorreggere dibattiti fasulli, simulati etc.
    Capisco che non tutti vivano il proprio tempo. Capisco che i WM possano risultare solo delle servette… Ma l’alternativa allo stato attuale della letteratura NON potra’ mai essere la Policastro e la sua sqquola. Orrore.
    Anyway… Per me sono stati 700 commenti jazz. Improvvisati. Suonati. Dal vivo. Chi ne leggera’ la registrazione, tra l’altro legittinma, fara’ un’altra cosa.
    Il senso del thread per me resta che diverse persone si sono estenuate per giorno, fino a banalizzarsi, sfiorata la grafomania, su un argomento che ritenevano nobilitante.

  6. @ Wu Ming 4
    Chiedi: «io mi domando al fondo perché una persona che vive di parole dovrebbe essere contraria al fatto che i propri discorsi – a parità di contesto – siano resi accessibili a più persone anziché meno». Io ti ho già risposto, e più volte: perché nessuno (ancora!) gliel’ha chiesto. Basta questo. Se poi, come al solito, la risposta che non ti va bene non è una risposta non so che farci.

  7. Uffa. Quante volte lo devo dire? Benché nessuno abbia avuto la cortesia di chiedermelo, avrò detto venti volte che per me va bene. Ma non mi sta bene che a una persona a cui non sta bene si dica: ma noi lo facciamo lo stesso, anzi l’abbiamo già fatto, punto.

  8. Comunque la presente discussione ormai è davvero… accademica. Mi pare di capire che il pdf già circoli. La persona antipatica (s’è persino sbagliata, una volta, chiamando un’interlocutrice Maria Luisa invece di Anna Luisa; davvero imperdonabile arrogante indecente) ha chiesto il contrario, nessuno le ha risposto nulla né chiesto un tubo, e si è fatto il contrario della sua volontà. Con decisione unilaterale. Un precedente di un certo rilievo, a me pare, metodologicamente parlando.

  9. @ Andrea Cortellessa
    Le tue motivazioni sono chiarissime, Andrea, non c’è bisogno che le ripeti. Cercavo di capire le resistenze di Gilda Policastro. Se mi dici che è solo un problema di cortesia formale, io posso dire che l’ha fatta un po’ troppo lunga e mi viene il sospetto che stia rompendo le scatole per il gusto di farlo? Davvero mi sembra esagerata e sopra le righe la sua reazione.

  10. Io questo non sono in grado di giudicarlo. Non sono nella testa di Gilda Policastro. Mi pare letteralmente incredibile che ancora nessuno le si sia rivolto, personalmente e civilmente, cercando di comporre questo dissidio. Che vuol dire “rompere le scatole per il gusto di farlo”? C’è un sacco di gente, qui, che non fa altro. Secondo uno io mi opporrei (anzi, ancora più raffinato: non mi oppongo in prima persona ma surrettiziamente farei opporre altri al posto mio) perché da questa cosa ci voglio guadagnare dei soldi. Secondo un altro io sono d’accordo coi tagli nazisti a Nietzsche. È evidente che mi si vogliono rompere le scatole, e ci si riesce benissimo.

  11. A dire il vero io le ho risposto personalmente e civilmente, essendo stata da lei personalmente e civilmente interpellata 🙂
    Cortellessa, ma da dove deriva questa brutta abitudine di sparare a zero senza verificare? Vabbé che i capricci delle signorine fanno tanto fin de siècle (di due secoli fa, non quello appena scorso, per la precisione che coi secoli le sta tanto a cuore) ma anche prolungare con la flebo una discussione oramai morta perché qualcuno pretende delle scuse del tutto ingiustificate (pratica a cui peraltro Gilda ha abituato tutti, ne so qualcosa) mi pare eccessivo.

  12. @Elvezio lo ”sbattimento” mi sembra comune, reciproco ed equivalente. Solo, su un punto i Wu Ming (e magari proprio i Wu Ming, non la fedele Claudia – e è la claudia che ricordo intervenire in ogni discussione su questo spazio in favore dei Wu Ming, di qualunque tema si tratti – o la mamma di Wu 4 interessata alla discussione stampabile dal pdf) non hanno mai risposto: a chi giova questo pdf? a chi è destinato? a chi è diretto? alla comodità di lettura di loro e sodali – maestri e pionieri del web? Massù maddài.
    E non avendo avuto risposta su questo punto (mentre tu magnificamente e da un’ottica ancora diversa smonti una volta per tutte la sbandierata neutralità -anche senza scomodare nessuna scienza della comunicazione, o giuridica, ma per via di sola evidenza dei dati) ho negato il mio consenso a qualunque forma di diffusione, circolazione (=propaganda) di un documento che è destinato comunque a un ambito (certe zone del web che intercettano un determinato pubblico) come ripeto non neutrale, in cui si sono deliberatamente, ostinatamente e pervicamente travisati discorsi condotti per via argomentativa, ribaltandoli con una strategia retorica che ormai riconosco come tipica di certe discussioni nel web: isolare un singolo concetto dal suo contesto di riferimento (vedi il mio discorso sulla paratassi) e farne uno slogan che progressivamente e fatalmente (dopo una serie di interventi non sempre pertinenti ma tutti più o meno consonanti e alcuni palesemente sollecitati) e direi anche paradossalmente viene a contraddire proprio l’assunto di base, rispetto al quale lo slogan stesso era stato proposto (potrei fare molti esempi a riguardo).
    E anche rispetto alla leggenda del troppo elevato numero dei commenti, sarei meno indulgente: commenti di una riga, commenti non pertinenti, commenti di mera provocazione (per *ama* nei miei cfr è prassi già su Nazione Indiana), superflui: saltare, saltare. Così quelli veramente seri si riducono di un buon 50 per cento, e si possono tranquillamente delibare dallo schermo (ma non eravamo noi, i cosiddetti, vetusti “cartacei”?e come farete con l’e-book, se avete comunque bisogno di stampare?).
    @Claudia non andrei alle pubblicazioni in rete (ma la varcate mai, la porta di casa?), per la normativa, ma agli avvocati esperti del settore. Esistono ancora, si consultano, si chiede un parere. Non è detto che uno voglia procedere per vie legali per forza, ma perlomeno sapere se c’è una normativa a riguardo, sì. Per il futuro, e per evitare che la presente meta discussione ne ingeneri ad libitum (di Wu Ming e consorteria).

  13. @claudia
    “in tutta sincerità ritengo abbastanza inutile inziare un dibattito soporifero sul busillis. Basterebbe un po’ di accortezza, senza scomodare il codice civile. (Non che mi stia rifiutando, è che per chi voglia informarsi sulla normativa vigente in materia di Rete ci sono già in circolo ottime pubblicazioni, basta sapersele cercare).”
    nessun dibattito infatti, avrei gradito solo qualche link utile… magari anche al codice civile, se necessario. Perché davvero, non so se i commenti lasciati ad un post siano di esclusiva proprietà dell’autore dei commenti, diventino in parte o totalmente proprietà dell’autore/gestore del blog, o di chi possiede la piattaforma.
    alla fine quindi vale l’indicazione “chi non capisce, che studi”, dataci tanto gentilmente nella discussione precedente dalla dott. Policastro. Proverò a cercarmi le pubblicazioni, grazie lo stesso

  14. ma scusate , se è solo una questione formale mi chiedo prima di postare il proprio commento su un blog , che è di una persona, quindi anche se non sembra perchè si è nel proprio salotto ,siamo virtualmente in casa di altri.
    è stato chiesto il permesso ?
    ..non mi sembra , perchè è prassi normale se i commenti sono aperti come qui , quindi non si può usufruire di uno spazio messo da altri a disposizione per esternare il proprio pensiero e poi pretendere che ci venga chiesto il permesso per una stampa in pdf , questo è semplicemente assurdo.
    ho usato il termine stampa perchè il pdf è a tutti gli effetti una stampa.

  15. @Pigna, ti devo delle scuse. Non è affatto valida l’indicazione che dici, cercavo solo davvero di evitare di entrare nello specifico. Se mi mandi un contatto FB o email ti spedisco le indicazioni che chiedi.

  16. Io vorrei chiedere: perché?
    Perché WM ha fatto questo PDF?
    Perché è più comodo da leggere?
    Va bene, ma perché qualcuno deve decidere per me*, che ci ho scritto dentro?
    Se alcuni numeri della collezione di Topolino sono anche miei, perché decidere di rilegarli in vera pelle con iscrizioni in oro senza nemmeno chiedermi se anch’io li trovo più eleganti e maneggevoli?
    Ma davvero vi sfugge l’arroganza e, diciamolo, l’antipatia di questo comportamento? Oppure: non vi sfugge ma la ritenete doverosa in risposta a quelle (arroganza e antipatia) che anche voi percepite come tali da parte dell’interlocutore?
    Davvero, vorrei capire.
    *E’ questo un “me” impersonale: non ho scritto nemmeno una riga nel thread di cui si parla.

  17. @ Andrea Cortellessa
    Vedi che ti sbagliavi? Gilda Policastro non ne fa una questione di educazione, non è così formalista. Avevo proprio ragione io a pensar male: ha paura che la discussione circoli negli ambiti sbagliati. Quello che lei non sa, ovviamente, è che una volta messo on line il pdf, né WM né nessun altro può stabilire in quali ambiti esso circolerà. Spiegaglielo tu, per favore, pacatamente, visto che di noi altri non si fida: internet non è il Grande Fratello e noi non siamo le sue guardie rosse, non abbiamo alcun potere sulla rete. Capisco che per chi è abituato a ragionare in termini di gerarchie la cosa sia difficile da afferrare, ma è così.
    E già che ci sei, cortesemente, dille che mia madre non si chiama Claudia, ma Chiaretta.

  18. comincia a far un po’ ridere questa storia, e come la mettiamo allora con la pubblicazione delle intercettazioni? quelle sì che sono legalmente protette dalla legge sulla segretezza della corrispondenza, non è che si finisce per far da sponda alla legge bavaglio?
    questo è un luogo pubblico, tutto ciò che scrivo/dico consapevole di dirlo in luogo pubblico è pubblico e a disposizione del pubblico, così a me risulta, a meno che il pdf non venga commercializzato, in questo caso ci sarebbe da discutere.

  19. @ Claudia
    Mi scusi, non mi rivolgevo a lei bensì ai due Wu Ming che hanno lanciato l’idea di “esportare” la discussione e che, ciò malgrado, non hanno chiesto a nessuno dei partecipanti se fossero favorevoli, rivendicand l’assurdità di una tale richiesta (assurdità non da tutti condivisa, mi pare). Nessuno dei due si è rivolto personalmente a chi aveva manifestato perplessità (non solo Gilda Policastro, e non solo “cartacei” frastornati, se è per questo); ora Wu Ming 4 addirittura pretende di usarmi per trasmettere a lei dei messaggi!

  20. @Gilda, non ho bisogno di varcare la porta di casa su questo argomento, visto che in casa ho già un civilista esperto in diritto d’autore 🙂
    Non è che non *vuoi* procedere per vie legali, è che una consulenza legale presso uno studio che tratta questa materia specifica ti costerebbe un occhio della testa e alla fine sai benissimo che non c’è trippa per gatti.
    Visto che la cosa ha preso la solita aria stantia, mi dedico all’analisi testuale del pdf, non senza sottolineare che il presente delirio [con tanto di richiesta di assistenza giuridica su FB – a proposito di varcare la soglia di casa] che tu definisci metadiscussione ma che meta- non è per nulla, visto che l’oggetto di *questo* thread è precisamente “il formato”, l’hai inziato tu. ciao ciao

  21. @ aldovrandi
    Beh, per esempio io non so di preciso se coloro che ora realizzano il pdf mettendolo a disposizione di “tutti” non vogliano poi farne “anche” un uso editoriale. A leggere i memorandum del fu Luther Blissett, a quanto ne ricordo, non sarebbe neppure la prima volta. Ove così fosse, il sospetto lanciato al riguardo negli altrui confronti dal sodale Girolamo sarebbe sintomo da manuale di una proiezione in atto.

  22. @ Andrea Cortellessa
    Scusa, non è che ti volevo prendere in mezzo, ma non credo che, vista l’opinione che ha di me, la signora si fiderebbe delle mie rassicurazioni. Quindi ti chiedevo di rispondere tu alle sue domande: “a chi giova questo pdf? a chi è destinato? a chi è diretto?”. La risposta la sai meglio di me: a chiunque vorrà leggerselo. Io posso stamparlo per mia madre, ma non posso sapere chi verrà a scaricarselo da Lipperatura o chi lo linkerà sul suo sito. Non sono un indovino e non ho alcun controllo panottico sulla rete. E’ internet, baby!

  23. Serve al più presto un Lodo PDF.
    Ghedini se ne sta già occupando, insieme alle migliori menti della filosofia del diritto del paese. E’ in corso un consulto, ai massimi livelli legali, perchè davvero pare che dietro questa faccenda si nasconda una manovra che incrementi di milioni e milioni di copie le vendite dei WM, e in contemporanea, conduca al manicomio le migliori espressioni della nostra critica letteraria.
    Non dobbiamo permetterlo.
    Nel frattempo, la BP (British Petroleum) ha dichiarato che la marea nera sta per giungere a Forte dei Marmi. Chi deve fare il bagno da quelle parti, si sbrighi.
    E il Mullah Omar ha appena smentito le voci sul suo arresto in Pakistan, dichiarando ad Al Jazeera:- ‘Sticazzi, è una settimana che sto attaccato a Lipperatura!-
    L.

  24. @Cortellessa
    certo, se dovessero farne un uso editoriale e ricavarne un profitto, dovrebbero chiedere a noi tutti una liberatoria, credo, ma non ne sono neppure sicurissimo perché il commento su un blog non è considerato un’opera dell’ingegno, almeno finora, ma comunque se ne potrebbe discutere, ma fare il pdf di un thread , scaricabile qui, con link alla fonte e senza manomettere una sola virgola, non lede diritti protetti dalla legislazione sulla privacy né da quella sul diritto d’autore, almeno fino a prova contraria, e dubito che salterà fuori.

  25. A proposito di gesti arbitrari e di “trasportabilità” dei commenti, mi permetto con grande mancanza di educazione verso il diretto interessato di copincollare qui il commento di Giovanni Cocco sul thread aperto da Gilda riguardo i consigli giuridici:
    “Ho letto gli ultimi interventi della Lipperini sulla questione e mi pare che non ci siano spazi di manovra proprio perchè il fatto non costituisce reato: l’unico, eventuale, punto debole è la cernita fatta e cioè la decisione (arbitraria) di prelevare dal contesto originario solo i primi 600 commenti (e non la discussione integrale). Siamo, ad ogni modo, nel campo dell’educazione (o della mancanza di) e della Netiquette, non in quello penale.”
    A dire il vero non siamo nel campo del penale perché non è il Codice penale che regolamenta questa questione, ma il Codice civile, essendo qui in discussione un ipotetico illecito civile e non un reato. Tanto per dire le cazzate che girano in rete. Vabbé mo’ basta.

  26. @Andrea Cortellessa:“La persona antipatica s’è persino sbagliata, una volta, chiamando un’interlocutrice Maria Luisa invece di Anna Luisa; davvero imperdonabile arrogante indecente”.
    Su Andrea dai, perché ti comporti così? Fai finta di non capire? Non si tratta del nome Maria Luisa al posto di Anna Luisa, non è questo il punto. Per una settimana io mi sono rivolta a GP utilizzando la formula “@Gilda Policastro” e non ho MAI ricevuto una risposta diretta (forse perché sono una semplice lettrice e non una scrittrice, un critico, un editor, insomma un addetto ai lavori) ma solo frecciatine indirette (condite di epiteti velenosi: manutengola, etc) diluite all’interno di commenti destinati ad altri.
    L’unica volta che GP mi ha risposto direttamente, lo ha fatto esordendo con tale incipit:” E dove starebbe, Maria Luisa 1 o 2 o non so più chi, la contraddizione…”.
    I toni erano palesemente quelli dello sfottò, se poi ti fa comodo travisare per continuare a difendere una persona oramai indifendibile, allora è un altro discorso.
    Comunque, la finisco qui perché carta (pdf) canta. Chi vuole può andare a rileggersi i commenti e può andare a vedere come G.P. ha danneggiato la propria immagine facendo TUTTO da sola; ora è tardi e cerca di rimediare in parte recitando il ruolo della vittima, in parte continuando a reiterare i consueti modi aggressivi (scusa, ma che c’entra ora offendere pure Claudia che è appena arrivata dando pure a lei, indirettamente, della “sodale di Wu Ming”?)
    Ripeto, si è danneggiata con le sue stesse mani: è bastato aspettare (conoscendola, io ho aspettato) e la sua vera natura (quella di una Sgarbi in gonnella) è venuta fuori.
    Mai come in questo caso appare veritiero l’insegnamento di Sun Tzu: “Ogni battaglia e vinta PRIMA di essere combattuta” e questa battaglia -è sotto gli occhi di tutti- la tua amica l’ha persa.
    P.S.
    Per me fine dei giochi, mi allontano dal pc.

  27. questa discussione sta prendendo delle derive perverse, ne offro una possibile declinazione:
    la Policastro recensisce un mio libro su Alias riportandone brani e dicendo che è una ciofeca, andrò dall’avvocato dicendogli di procedere contro di lei perché mi ha danneggiato moralmente e anche materialmente, visto che alcuni non compreranno il mio libro in quanto ciofeca?
    Posso?

  28. @ Andrea Cortellessa
    mi era parso invece che Lei ne facesse anche una questione “filologica”. Lei ha accusato i compilatori del PDF di aver “manomesso il testo in questione” (Suo commento del 5 luglio 2010 alle 3:21 pm, nell’altro thread). Io Le ho fatto notare che, in un’altra occasione, Lei ha lodato un’edizione ben più gravemente manomessa di un autore classico. (Il senso della Sua frase non cambia reinserendola nel contesto da cui l’ho tratta, come chiunque può verificare). Ne deduco che il suo atteggiamento è: filologia sì, ma solo per gli amici. Se poi, al farle notare tutto ciò, le sue “scatole” si rompono, non so cosa farci.

  29. errata corrige: “Ogni battaglia E’ vinta prima di essere combattuta”.
    Ora mi allontano davvero e quoto Aldovrandi che auspica un ritorno al buon senso.
    P.S.
    @luca: “E il Mullah Omar ha appena smentito le voci sul suo arresto in Pakistan, dichiarando ad Al Jazeera:- ‘Sticazzi, è una settimana che sto attaccato a Lipperatura!”
    Luca, sei in gran forma.

  30. @Wu Ming 1. ormai completamente fuori tempo e fuori thread, ma rispondo ugualmente.
    Tu dai per scontate delle cose che scontate non sono. Certo che della letteratura fanno parte pure i lettori, ma sarebbe opportuno fare uscire questa ovvietà dall’implicito e soprattutto dall’astrazione. Quindi mi tengo cara la parola ‘lettore’, nella sua empirica concretezza.
    E poi ad ‘appartenere’ e ‘fare parte’ preferisco l’espressione ‘entrare in relazione’, con gli autori, con i critici, con altri lettori ecc.
    Come ‘lettrice’ entro in relazione con il mercato, ma non ne sono un suo segmento o target. O, almeno, io non mi ci sento e cerco di comportarmi di conseguenza. Vorrei che se ne tenesse conto.
    L’espressione ‘entrare in relazione’ potrebbe fare pulizia di molti equivoci e livori.
    Per esempio: io difendo sempre la critica. Sia (soprattutto) come funzione diffusa e trasversale, sia come corpo di competenze e pratiche specifiche, a cui alcuni esseri umani hanno creduto bene di votare la loro vita.
    Ora, io non ho mai contestato a questo gruppo di esseri umani di esercitare le loro competenze tecniche nell’analisi di un’opera, quello che contesto vivacemente è quando, facendosi forte delle loro competenze, entrano in merito alla mia relazione con l’opera, quale che sia la sua supposta ‘letterarietà’.
    Divento una belva, poi, quando mi accorgo che delle loro inclinazioni e relazioni personali con le opere vogliono fare una fiaccola guida per tutti gli altri lettori. Tante grazie, no.
    E poi, visto che anche i critici riconoscono che a volte prendono lanterne per lucciole (vedi Dickens), non mi lascio intimidire dai loro altezzosi niet (vedi King), perché poi uno scrittore morto lo risarcisce la fama postuma, ma un lettore morto chi lo risarcisce?
    E a proposito di al di là, vorrei invitare i partecipanti a non darsi troppo pensiero del pdf, perché è stato detto che di ‘ogni’ parola detta o scritta dovremo rendere conto di fronte a Dio. E Lui non fa questione di formati. Dunque, tanto vale allenarsi a renderne conto pure di qua.
    😉

  31. Breaking News
    Il Polipo dei Mondiali, interrogato sulla querelle, ha detto: – La signora Gilda ha ragione. –
    Incalzato: – E Wu Ming? –
    Ha replicato: – Sono pulp. Fanno cagare. –
    Purtroppo per Valeria, invece, proprio in questi minuti Dio ha affermato:
    – Leggo solo in PDF. Il resto non conta. –
    L.

  32. Trovo profondamente incoerente che in sede critico-letteraria un libro o un autore possano essere fatti a pezzi dai critici letterari e questa sarebbe critica letteraria, cioè diffusione e circolazione della scrittura, e però le dichiarazioni rese spontaneamente da critici letterari, all’interno di un dibattito su un blog, non possano circolare nella forma di un pdf. C’è una frangia militante della critica letteraria contemporanea che applica due pesi e due misure, e mi ricorda la parodia che Corrado Guzzanti faceva dell’iniziale Casa delle Libertà: uno gli chiedeva cos’era mai questa Casa delle Libertà, e lui rispondeva “Che facciamo un po’ come c***o ci pare!”… Mi pare che il distacco dalla realtà per questa frangia sia a volte preoccupante, mi pare anche che dimentichino che la parola militante rischia di rimare con delirante, e m’auspico che la questione si ricomponga, Loredana, perché opporsi a trasformare commenti pubblici in un pdf preoccupandosi di dove potrebbero finire (e dove cavolo mai potrebbero finire?), mentre il letterato finisce spesso preso a pesci in faccia su testate a diffusione nazionale da questi stessi critici, ma questo sarebbe il diritto di critica, è sommamente: ridicolo. Ridicolo e pietoso.

  33. @ Andrea Cortellessa
    Tu scrivi:
    “Beh, per esempio io non so di preciso se coloro che ora realizzano il pdf mettendolo a disposizione di “tutti” non vogliano poi farne “anche” un uso editoriale”.
    Ma se anche fosse, dimmi: tu chiedi la liberatoria a tutti i poeti e letterati vivi e morti sui quali, esercitando la tua attività di critico letterario, componi recensioni sui giornali o libri di critica? Paghi loro royalties perché li nomini? Paghi loro i danni morali quando li prendi a sprangate (in nome della sacra Letteratura o sacra Poesia)? Oppure grideresti alla censura fascista se uno di loro te li chiedesse?
    Il critico letterario può fare a pezzi o incensare qualcuno e questa è libertà d’espressione, e missione atta a far circolare la scrittura, la letteratura, la poesia. Quello stesso critico letterario poi si oppone all’uso (presunto, nemmeno messo in atto) delle sue parole.
    Andrea siamo al delirio: cavolo, rendetevene conto!
    Ma la coerenza, nel pensiero, dove cavolo è?

  34. “Come ‘lettrice’ entro in relazione con il mercato, ma non ne sono un suo segmento o target. O, almeno, io non mi ci sento e cerco di comportarmi di conseguenza. Vorrei che se ne tenesse conto.”
    Questo è un discorso che vale per tutti i mercati, non solo quello letterario: tu puoi non sentirti parte del mercato, ma nel momento che la tua “relazione” con esso è regolare allora lo sei, c’è poco da prendere lo distanze o da chiedere che se ne tenga conto. Che poi ci possano essere appartenenze multiple è un altro discorso, ma nel mercato o si è o non si è.

  35. @Anna Luisa: scusa, non avevo visto il benvenuto.. I miei commenti sono in moderazione quindi non ho potuto seguire il filo, comunque me ne vado già, come vedi 🙂
    @Pigna: te le mando al più presto.

  36. @Skeight. Non prendevo le distanze, marcavo una consapevolezza. E lo facevo perché in genere il ‘povero’ lettore ‘inevitabilmente’ sedotto dal mercato viene rappresentato come un minus habens che si muove ipnotizzato tra gli scaffali compitando le etichette dei generi: fan-ta-sy gial-lo fan-ta-scien-za….
    Agli addetti ai lavori: prendete atto che esistono pure lettori non idioti. E per addetti ai lavori, intendo pure gli scrittori: non fate dei lettori il vostro alibi, prego.
    Si sta nel mercato, certo. Ci sono pure modi diversi di starci. Ci sono anche altri modi di venire a contatto con i libri, mica solo comprarli.
    L’on/off mi ha sempre convinto poco.

  37. @ Valeria,
    non capisco bene a chi tu stia facendo i tuoi rilievi, che mi sembrano un po’ astratti. Quale on / off? E quali sono gli scrittori che devono prendere atto che esistono scrittori non idioti? Siccome la critica iniziale era a chi non aveva inserito la parola “lettori” nel sottotitolo del pdf, devo pensare che i rilievi li rivolgi… a chi? A noi WM? A Loredana? A qualcuno di Carmilla?
    Nel sottotitolo manca la parola “lettori” perché è implicita, i lettori sono l’anima di tutto: della letteratura, della critica, del web letterario, e anche del mercato (che, ripeto, non è automaticamente una parolaccia). Questa è la filosofia che gli scrittori che sento vicini (tra cui quelli testè menzionati) mettono in prassi da sempre.
    E’ vero, ci sono diversi modi di entrare in contatto coi libri senza comprarli: c’è il furto (ma poi la libreria quelle copie le deve pagare), c’è la biblioteca (che però i libri li compra), ci sono i prestiti e i regali (e anche quelle copie qualcuno le avrà pur comprate), e poi c’è il download, che fa storia a sé.

  38. Glida Policastro ha scritto:
    E anche rispetto alla leggenda del troppo elevato numero dei commenti, sarei meno indulgente: commenti di una riga, commenti non pertinenti, commenti di mera provocazione (per *ama* nei miei cfr è prassi già su Nazione Indiana), superflui: saltare, saltare.
    Senti, carina, se i miei commenti ti provocano, oltre ad avere una loro forza, hanno come attenuante che credo di aver subito una profonda ingiustizia da parte tua e di quelli come te. Per fortuna, per quanto tu stia dovunque ad auto-promuoverti per la rete, ti trovo quasi del tutto irrilevante a livello critico, quindi la mia flora intestinale non ha subito alterazioni significative. Sono troppo consapevole. Sfavato.
    Non sopporto comunque le sacerdotesse che sulla rete si vendono come detentrici di una qualche verita’. Ideologia. La cosa mi irriterebbe profondamente se non vivessi a Londra, una citta’ totalmente, definitivamente laica. Da cui certe cose risultano semplicemente grottesche.

  39. E sono molto sorpreso che Cortellessa, a volte perfino ottimo, di sicuro sensibile, non capisca che le pretese della Policastro siano assolutamente inaccettabili. Per principio. Che stia delirando o meno. La Gilda in Pdf.

  40. E’ ufficiale: ci sono le prove. Il Pdf induce il critico alla pazzia. Il complotto esiste. Forze oscure erano al lavoro per bruciare i cervelli che ci avrebbero tirato fuori dalla merda in cui siamo. Il Mullah Omar c’è dentro fino al collo.
    Per fortuna il Lodo è ormai pronto. La manovra può dirsi sventata. La gilda dei critici è stata messa sotto rigida protezione, in regime di massima sicurezza. Sono tutti in salvo.
    Unica voce stonata: il compagno Washington Tabarez, lettore di Soriano e Galeano, detto ‘El Maestro’, cacciato anni fa da B. perchè ‘comunista’, al termine dell’immeritata sconfitta contro l’Olanda nella semifinale mondiale da parte della Celeste, ha dichiarato a caldo al termine dell’incontro: – Sto con quegli sfigati dei Wu Ming. Sono maoisti come me. Viva il Pdf! Affanculo gli Orange e i critici. –
    Non ancora confermata la notizia del suo arresto.
    L.

  41. La cosa che mi fa più specie è che Gilda Policastro abbia aperto (dove? Su FB?)… “un thread riguardo i consigli giuridici” 8-/
    Lo so che questa cosa l’ha già smentita con veemenza, ma continuo a pensare che il motivo di tale spropositata reazione sia quello già ipotizzato da molti: in quella discussione ella teme di aver fatto una pessima figura. Altrimenti perché cercare di limitarne la lettura e conoscenza?
    Rendere più fruibili cose che ella ha scritto *intenzionalmente* per una fruizione *pubblica* equivarrebbe dunque a… metterla alla berlina. Ma se così fosse, sarebbe una berlina che si è allestita da sola e pure con grande alacrità.
    Ma poi, che berlina può mai essere, se molti critici le hanno telefonato e si sono congratulati per la grande qualità dei suoi commenti? Una cosa del genere rassicurerebbe chiunque. Io mi sentirei rassicurato. Sarei felice se commenti tanto apprezzati fossero recepiti meglio.
    E se – ammesso e non concesso – era da considerarsi una pessima figura quella dei primi 550 commenti, che dovremmo dire della metapessima metafigura fatta dopo (e tuttora in corso)? Con questo polverone anti-PDF (!!!) non rischia di distruggere ciò che di buono aveva costruito grazie alla qualità dei suoi interventi?

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